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Week-end a Vienna? Cosa fare, cosa vedere, cosa sapere

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Vienna è una destinazione ideale per viaggiatori indipendenti appassionati di arte e storia, ma anche per romantici fine settimana all’insegna della buona cucina e dei concerti di musica classica. La capitale austriaca è infatti una destinazione che offre un immenso ventaglio di possibilità, con le tante attrazioni dell’Innere Stadt, il centro storico, che si sommano a polarità del calibro del Belvedere e dello Schonbrunn, senza contare che anche il resto della città è una cornice invitante e tutta da scoprire. Viste le peripezie che hanno segnato i suoi gli ultimi cento anni di storia, Vienna è in forma smagliante, coi palazzi e le chiese barocche ottimamente restaurate, i grandi parchi sempre puliti e curati ed il ricco calendario di eventi e manifestazioni organizzate sia d’estate che d’inverno.

Sorta sul crocevia di importanti rotte commerciali, nel corso della sua storia millenaria Vienna ha assistito a massicce migrazioni di popoli. Al momento della fondazione altro non era che un piccolo villaggio chiamato Vindomina, successivamente colonizzato dai romani che ne cambiarono il nome in Vindobona. Dopo la cacciata dei romani, la regione fu occupata da diverse tribù barbariche, tra cui i temibili Unni guidati da Attila, e solo con l’arrivo dei Babenberg nel 1135 la città venne definita “civitas”. A segnare i secoli successivi furono la minaccia turca e la grave piaga della peste, pericoli che Vienna seppe scongiurare per rilanciarsi dando inizio ad un periodo di grande prosperità e sviluppo sotto la sapiente guida degli Asburgo. Tra i sovrani che più l’hanno segnata ricordiamo Francesco Giuseppe I (1848-1916), autore della Ringstrasse, il grande viale che cinge la città ricalcando la politica urbanistica haussmaniana di Parigi, mentre dell’ultimo secolo occorre ricordare soprattutto la tragica parentesi rappresentata dalla seconda guerra mondiale e da tutto ciò che ne conseguì.

Il cuore geografico, storico e religioso di Vienna è l’Innere Stadt, che sorse come accampamento romano attorno all’attuale Hoher Markt intorno al 15 a.C. Questo distretto di Vienna, ammantato da un’atmosfera magica e senza tempo, non assomiglia ad alcune altra zona della città e anche per questo i visitatori ne vanno matti. Fate una passeggiata nei suoi vicolo e lungo le stradine senza uscita lastricate di ciottoli in una fredda serata invernale, mentre cala la nebbia, oppure al tramonto di una calda giornata estiva, e vi sentirete trasportati in un’altra epoca, fatta di sfarzose carrozze e concerti di Mozart e Beethoven. Non a caso nel 2001 l’Innere Stadt è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità, aumentando, se possibile, il richiamo delle sue numerose attrattive.

Qui sorgono l’Hofburg imperiale e il gotico Stephansdom, la cattedrale di Vienna, che si erge al centro della piazza battezzata in onore del medesimo santo. In ogni strada, tra una pasticceria e l’altra, trovano posto musei e palazzi nobiliari, prevalentemente barocchi, ma anche medievali o costruiti nel periodo dello Jugendstil viennese. Nel quartiere si incontrano anche ottimi ristoranti e negozi di classe, particolarmente suggestivi durante il periodo natalizio quando splendide coreografie a base di luci colorate animano tutte le strade principali. Oltre ad essere molto affascinante, l’Innere Stadt è facile da visitare a piedi in quanto estremamente compatto, esteso su una superficie di appena 3,6 kmq e largo non più di 1.800 metri nel punto più ampio.
Il fulcro dell’Innere Stadt è Stephansplatz, la piazza più nota di Vienna, che costituisce il punto di partenza ideale per la visita al resto della città. Da qui partono alcune delle strade più importanti del centro, come Karntner Strasse, Graben e Rotenturmstrasse, anche se l’attrattiva principale sorge al centro, dove svettano i pinnacoli dello Stephansdom, talmente bello da oscurare i vicini Erzbischofliches Palais, all’interno del quale sono allestiti il Dom e Diozesanmuseum, e Haas Haus, un edificio moderno in vetro e acciaio la cui costruzione ha suscitato numerose polemiche. In ogni stagione dell’anno Stephansplatz è affollatissima di artisti di strada, comitive di turisti, aspiranti Mozart e semplici passanti, in totale contrasto con il silenzio che caratterizza le stradine secondarie a pochi minuti di cammino dalla cattedrale.

Spostandosi a est della piazza si incontra l’ultimo baluardo della Vienna medievale nell’Innere Stadt. Perdersi nel suo dedalo di vicoli acciottolati è un autentico piacere che non ci si può negare, anche perché qui non c’è traccia della folla che si dimena in tante altre vie del centro. La zona più affascinante è quella immediatamente alle spalle dello Stephansdom, con gli stretti vicoli di Domgasse, Blutgasse e Grunangergasse che si incrociano a formare un labirinto in cui è veramente facile perdere l’orientamento, nonostante la riapertura della Mozarthaus Vienna abbia turbato un po’ la quiete dell’isolato. A nord-est di Stephansplatz le strade si fanno più ampie, ma anche meno affascinanti; da non perdere Heiligenkreuzerhof, sede di uno dei più bei mercati natalizi di Vienna, e Schonlatergasse, dove si respira un’atmosfera davvero coinvolgente. Più a nord scorre Fleischmarkt, un tempo teatro del mercato della carne, una strada parallela al Canale del Danubio che interseca Rotenturmstrasse in un punto ricco di interessanti edifici art nouveau. Tra i migliori ricordiamo il palazzo n.14, realizzato da F. Olbricht e F. Dehm alla fine dell’Ottocento e ornato da dorature e stucchi, la casa n.7, opera di Max Kropf datata 1899, e le case dalla 1 alla 3, tutte progettate da Arthur Baron intorno al 1910. Nei dintorni c’è poi da visitare uno dei musei più belli della capitale austriaca, la Haus der Musik, la “Casa della Musica”, un allestimento suddiviso in 4 piani che illustra il mondo della musica in maniera semplice, divertente e interattiva.

L’arteria principale tra Stephansplatz e la Staatsoper è Karntner Strasse, una delle vie più frequentate e alla moda di Vienna. In passato questa era la via dello shopping, lungo la quale si affacciavano le più nobili boutique della città, ma da qualche anno ha perso tale ruolo e le grandi marche sono state sostituite da catene di negozi e piccole botteghe di souvenir, eccezion fatta per J&L Lobmeyr che vende splendidi oggetti Werkstatte. Nella vicina Albertinaplatz c’è il toccante Monumento contro la Guerra e il Nazismo, realizzato da Alfred Hrdlicka nel 1988, che con le sue file di pallide sculture simili a blocchi di pietra vuole commemorare il popolo ebraico ed in generale le vittime della guerra e del nazismo. Poche strade più a nord si incontra il Neue Markt, uno spazio ampio e piuttosto povero dove in passato si teneva il mercato della farina e che oggi ospita il Kaisergruft, la “Cripta Imperiale”. L’unica bellezza della piazza è la copia della bellissima Fontana Providentia, di Georg Raphael Donner, mentre le sculture originali, rimosse nel 1773 per ordine di Maria Teresa, sono custodite nel Museo Barocco del Belvedere Meridionale.

Oltre a Karntner Strasse, le altre due vie della “movida” viennese sono Graben e Kohlmarkt, che mettono in comunicazione l’Hofburg con lo Stephansdom. Graben, fiancheggiata da negozi di lusso, edifici Jugendstil e palazzi storici, è la via del neorinascimentale Equitable Palais, di cui meritano soprattutto il cortile interno rivestito da ceramiche ungheresi Zsolnay ed il ceppo annerito dal tempo e protetto da una lastra di vetro nell’angolo orientale del palazzo. Altri edifici interessanti sono la neoclassica Erste Osterrichische Sparkasse, all’incrocio con Tuchlauben e decorata con un’ape dorata simbolo della vita frugale, ed il Grabenhof, un fabbricato Jugendstil costruito da Otto Wagner su progetto di Otto Thienemann, ma non si possono perdere neanche la Pestsaule, la “Colonna della Peste”, ed i servizi pubblici di Adolf Loos. Dirigendosi verso Kohlmarkt si finirà in Michaelerplatz, una piazza circolare delimitata da sontuosi palazzi dove si trovano alcune vestigia romane, mentre ad ovest sorgono il neobarocco Michaelertrakt ed il Micharlertor, uno degli ingressi principali dell’Hofburg. Per concludere la visita della zona non c’è niente di meglio di una capatina alla Loos Haus, una perla modernista realizzata da Adolf Loos tra il 1909 e il 1911.

Non c’è turista che soggiorni a Vienna senza visitare l’Hofburg. Come lo Schloss Schonbrunn e il Belvedere, l’Hofburg, il “Palazzo Imperiale”, è l’emblema dello sfarzo che per secoli ha connotato la vita della casata degli Asburgo. Essendo vissuti qui per più di 6 secoli, dal primo imperatore Rodolfo I nel 1279 a Carlo I nel 1918, la famiglia modificò a più riprese il complesso, con il risultato che l’edificio attuale è un enorme crogiuolo di stili differenti. Attualmente il palazzo ospita gli uffici del presidente della Repubblica e diversi musei di notevole interesse. La parte più antica è lo Schweizerhof, il “Cortile Svizzero”, che prende il nome dalle guardie svizzere che un tempo vi prestavano servizio e consente di accedere alla Burgkapelle ed alla Schatzkammer, che insieme formano l’Alte Burg, il “Palazzo Vecchio”. Accanto al precedente c’è un cortile ben più grande, l’In der Burg, da dove transita la maggior parte dei visitatori in quanto comunicante con Michaelerplatz e Kohlmarkt a nord-est, e con Heldenplatz a sud-ovest. A sud-est dello Schweizerhof c’è la Josefsplatz, che prende il nome da Giuseppe II, mentre poco distanti si incontrano l’Albertina, l’Augustinerkirche, la Nationalbibliothek, la Scuola di Equitazione Spagnola ed il Lipizzaner Museum.

A nord dell’Hofburg si estende un quartiere compreso tra Michaelerplatz e Schottentor disseminato di chiese e palazzi. La maggior parte delle residenze più lussuose si trova in Herrengasse, su cui affacciano ad esempio il Palais Mollard, sede del Globenmuseum, il Ferstal Harrach ed il Kinsky. Molto bello è anche il Palais Ferstal, costruito nel 1860 e conosciuto soprattutto in quanto ospita il Café Central ed il Freyung Passage, una sfarzosa galleria fiancheggiata da negozi alla moda. Tornando indietro verso l’estremità settentrionale dell’Hofburg e di fronte alla Minoritenkirche si trova il Bundeskanzleramt, l’”Ufficio del Cancelliere Federale”, che riveste una grande importanza storica in quanto sede del potere politico fin dai tempi di Maria Teresa. All’estremità settentrionale di Herrengasse, invece, si apre l’ampia piazza lastricata di Freyung, dominata dall’imponente sagoma della Schottenkirche, ma anche dall’Am Hof, che un tempo era la massiccia roccaforte dei Babenberg, antichi signori di Vienna. Intorno a Judenplatz si sviluppa l’antico quartiere ebraico, raggiungibile partendo dall’angolo nord-orientale di Am Hof dopo aver superato una serie di stradine acciottolate ed i musei Uhren Museum e Puppen und Spielzeug Museum.

... Pagina 2/2 ... Tutt’intorno a Innere Stadt corre Ringstrasse, l’imponente circonvallazione a ferro di cavallo voluta dall’Imperatore Francesco Giuseppe nel 1857. Uno dei migliori tratti del Ring è quello che va da Schottentor a Oper, dove la quantità e la bellezza degli edifici lascia a bocca aperta e invoglia a percorrere la strada a piedi, così da non perdere neanche un particolare. A parte una breve deviazione per vedere la Votivkirche, il primo progetto in ordine cronologico della Ringstrasse, basta seguire la strada per incontrare in rapida successione l’Universitat, il Rathaus ed il Burgtheater verso il Parlament, senza dimenticare il Kunsthistorisches Museum ed il Naturhistorisches Museum. Gli ultimi due, progettati dall’architetto tedesco Gottfried Semper, facevano parte di un grandioso piano che li avrebbe dovuti collegare al Neue Burg e al suo doppio sull’altro lato di Heldenplatz per mezzo di due archi di trionfo che avrebbero attraversato la Ringstrasse; tuttavia, a causa della caduta degli Asburgo, la costruzione del cosiddetto Kaiserforum fu annullata.
Alle spalle di Maria Theresien Platz si trovano le ex scuderie imperiali progettate nel Settecento da Fischer von Erlach che da una decina d’anni ospitano il cosiddetto MuseumsQuartier. Attualmente MQ è uno dei 10 poli culturali più grandi del mondo, oltre che una spettacolare finestra per osservare stili e tendenze dal barocco ai giorni nostri. Si tratta di un quartiere assolutamente unico nel suo genere, dotato di spazi espositivi situati su una superficie complessiva di oltre 60.000 mq che ospita il Leopold Museum, il Museum Moderner Kunst (MUMOK; Museo di Arte Moderna), la Kunsthalle, lo Zoom, l’Architekturzentrum Wien, il Tanzquartier Wien e numerosi caffè e ristoranti. La parte anteriore di MuseumsQuartier, proprio dietro la Kunsthalle, è occupata dal Quartier 21, una sorta di centro commerciale che accoglie al suo interno diversi negozi e mostre temporanee, mentre nei pressi dell’ingresso di Mariahilfer Strasse sorge il Dschungel Wien, un teatro dedicato ai più piccoli.

Il secondo distretto di Vienna è Leopoldstadt, sede dei due più bei parchi della città: il Prater e l’Augarten, in cui si trovano l’Atelier Augarten di Gustinius Ambrosi e l’Augarten Porzellan Manufaktur. Fondato nel 1624 come ghetto ebraico, al di fuori dei parchi, il quartiere appare oggi piuttosto trasandato, pieno di brutti palazzi costruiti dopo i bombardamenti alleati e la devastante battaglia che nel 1945 ha visto l’Armata Rossa contro le truppe tedesche della Wehrmacht. Il guazzabuglio di negozi polverosi e caffè malandati che si estende a Leopoldstadt si sta arricchendo di ritrovi più bohemien, soprattutto intorno al Karmelitermarkt all’aperto, mentre la maggior parte delle attrattive si concentra intorno a Schwedenplatz, dove si trovano l’ottocentesca Borsa del Mais oggi sede del Teatro Odeon, il Nestroyhof con la sua facciata Jugendstil, la Johann Strauss Haus ed il Kriminalmuseum.

A sud di Leopoldstadt si estende il terzo distretto, il più grande della città di Vienna. Tra le attrattive principali spicca il barocco Palazzo Belvedere, situato poco a sud di Schwarzenbergplatz, al quale fanno da corollario alcuni musei e qualche bell’esempio di architettura moderna viennese, come ad esempio la KunstHaus Wien e la Hundertwasser Haus di Friedensreich Hundertwasser. Progettato da Johann Lukas von Hildebrandt e considerato uno dei palazzi barocchi più belli del mondo, lo Schloss Belvedere occupa una vasta area da Scwarzenbergplatz al Gurtel. Il nome deriva proprio dalla sua posizione, in quanto da qui si gode di una vista panoramica sulla città e sul lontano Wienervald. La sua realizzazione fu commissionata dal principe Eugenio di Savoia, brillante uomo d’armi diventato eroe nazionale dopo aver sconfitto gli ottomani nel 1718. L’Unteres Belvedere, ovvero il “Belvedere Inferiore”, sorse prima, tra il 1714 ed il 1716, insieme alla vicina Orangerie, e fu destinato a residenza estiva del sovrano; successivamente, dal 1721 al 1723, fu invece costruito l’Oberes (Superiore) Belvedere, utilizzato principalmente per gli eventi mondani di corte e collegato all’ala inferiore da un maestoso giardino alla francese.

Ma forse l'attrazione più amata di Vienna è Schloss Schönbrunn, il Castello di Schönbrunn che si erge a Hietzing, il tredicesimo distretto di Vienna, nella porzione occidentale della città. Sia il Palazzo che i suo grande giardino sono stati inseriti tra i patrimoni dell'umanità dall'UNESCO. Sono più di 1400 le stanze del castello, di cui 190 sono oggetto della visita dei circa 5 milioni di turisti che vengono a visitare Schönbrunn, ogni anno. Se gli interni aristocratici del Palazzo, seppur di grande pregio, possano risultare un po' ripetitivi, ci penserà il giardino a catturare il vostro interesse, con il suo Grande Parterre che d'estate si colora di aiuole profumate. Potrete passeggiare ammirando la voliera, le fontane dell'obelisco e del Nettuno e la serra delle palme. A fianco del giardino, oltre la serra si trova lo Zoo di Vienna, Schönbrunner Tiergarten-Gesellschaft che oltre ad essere uno dei giardini zoologici migliori, per come vengono trattati gli animali, è anche considerato lo zoo più antico del mondo.

A Vienna la stagione degli eventi, dei concerti e delle mostre d’arte non conosce fine, ma è durante il periodo natalizio che la città si mostra col suo abito migliore. A dicembre, infatti, si tengono i Christkindlmarkte, i popolarissimi mercatini natalizi, senza contare che poco prima, in novembre, si celebra il Wien Modern Festival, una rassegna a base di concerti di musica classica e d’avanguardia inscenati presso la Konzerthaus. Altri eventi importanti sparsi durante l’anno sono: il Fasching, il carnevale viennese, contraddistinto da innumerevoli feste e magnifiche maschere che da novembre al Mercoledì delle Ceneri colorano le strade di Innere Stadt; il Donauinselfest, una manifestazione musicale che ogni anno tra maggio e giugno richiama quasi 3 milioni di giovani sulla Donauinsel (Isola del Danubio); il Jazz Fest Wien, in programma dalla fine di giugno a metà luglio; e la Lange Nacht der Museen, il primo sabato di ottobre, quando circa 500 musei in tutta la nazione aprono le porte ai visitatori tra le 18.00 e l’1 di notte a fronte del pagamento di un unico biglietto.

La cucina viennese è prelibata, anche se ricca di calorie, ed unisce il meglio delle tradizioni culinarie dei tanti paesi assoggettati dall’impero asburgico. Molte pietanze sono a base di carne, come ad esempio la Wiener Schnitzel, cotoletta impanata di vitello, maiale o tacchino, o il gulasch, stufato di manzo aromatizzato da numerose spezie. L’apfelstrudel è uno dei dessert che vanno per la maggiore e al quale sarà difficile resistere, ma è la Sacher torte a farla da padrona quando si parla di dolci. Molto ampia è la varietà di birre e vini, da gustare presso le tradizionali Beisln (birrerie), Gasthauser (osterie) e Heurigen (vinerie). Ottimo il caffè, l'influenza dei turchi l'ha reso squisito: può fare concorrenza a quello italiano.

Il clima di Vienna è prettamente continentale, moderatamente caldo d’estate e molto freddo d’inverno. La stagione fredda parte presto, fin dall’inizio di novembre, e si conclude tardi, con le ultime spruzzate di neve che possono imbiancare il centro anche ad Aprile; in questo periodo le temperature minime sono quasi sempre di qualche grado sotto lo zero, mentre le massime lo superano solo nei pomeriggi assolati. Le estati, seppur piuttosto brevi, sono gradevoli, con una temperatura media intorno ai 20 gradi da giugno ad agosto. Le precipitazioni, abbastanza frequenti ma quasi mai abbondanti, tendono a distribuirsi in maniera piuttosto uniforme su tutti i 12 mesi dell’anno per un totale di circa 700 mm di pioggia.

L’Aeroporto Internazionale di Vienna-Schwechat è il maggiore scalo aereo austriaco e rappresenta la principale porta di accesso alla città; muoversi da e per l’aeroporto con i mezzi pubblici è semplice, tanto che bastano appena 20 minuti di treno o autobus per giungere in centro. I treni della OBB (Ferrovie austriache) sono comodi e veloci per muoversi da Vienna verso altre località austriache, ma anche per raggiungere la capitale partendo dall’Italia il treno è un mezzo che non va scartato. La rete dei trasporti pubblici urbani è ottima e può contare su decine di linee tranviarie, autoviarie e sulla U-Bahn, la metropolitana, che raggiunge capillarmente ogni angolo del centro. Per muoversi in città è consigliabile munirsi della Vienna Card, una tessera che costa poco meno di 20 euro e offre per 72 ore l'uso gratuito di metropolitane, tram ed autobus, oltre ad una serie di sconti in oltre 200 tra luoghi culturali ed esercizi commerciali.


 Pubblicato da - 26 Ottobre 2008 - © Riproduzione vietata

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