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Carnevale Lazio

Le sfilate di Carnevale più belle

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Il Carnevale di Tivoli

Carnevale di Tivoli
» Date e programma 2016

Dal 31 Gennaio 2016
al 09 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Velletri

Carnevale di Velletri
» Date e programma 2016

Dal 24 Gennaio 2016
al 09 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

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Maschere, tradizioni e feste del Carnevale del Lazio

Provocatore e insolente. Appena due parole per delineare il carattere di Rugantino, personaggio del Carnevale romano, protagonista dell'omonima commedia, che incarna il carattere della Roma più ciacarona, quella che fa tanto rumore, ma alla fine le prende. "Me n'ha date tante, ma quante je n'ho dette!", dice spesso Rugantino, con i suoi pantaloni sdruciti, la fascia che tiene la casacca ed il suo tipico fazzoletto attorno al collo. Le maschere della tradizione laziale vanno a sottolineare e ad accentuare le caratteristiche tipiche dei popolani. Rugantino ne è un esempio. Un altro è quello di Meo Patacca unito alla compagna Nina, entrambi originari come Rugantino del teatro popolare. Meo Patacca è indolente e attaccabrighe, sempre pronto a scontrarsi ma mai vile. Il nome ricorda la paga del soldato, cinque carlini, chiamati anche "patacca". Il suo personaggio, come per Rugantino, ha ispirato un poema in dialetto romanesco Meo Patacca ovvero Roma in feste nei trionfi di Vienna . Nina, la compagna, ne ricalca le caratteristiche. Il coltello è un loro fido compagno. Nina ne regala uno con il suo nome inciso a Meo, da tenere con lui quasi fosse un amuleto. Don Pasquale, in esteso Don Pasquale de'Bisognosi è simile come caratteristiche a Pantalone anche se il carattere è meno burbero. Si incipria, veste con gusto ma viene preso in giro, ugualmente, dalla servitù. La maschera del Generale Mannaggia La Rocca assurge a celebrità nell'estate del 1897. Fu uno stracciaiolo, Luigi Guidi, a inventarne il personaggio. Il Generale ricorda Capitan Spaventa. Comanda un esercito inesistente o composto da straccioni, e racconta imprese mai compiute frutto della sua prolifera fantasia.

Le iniziative organizzate nel Lazio per celebrare il Carnevale sono molteplici. Più che nelle maschere, il richiamo alla vita rurale si avverte nelle sfilate dei carri che richiamo alcuni aspetti della vita contadina.

E' il mondo rurale ad offrire le origini al Carnevale di Velletri chiamato Popolare Veliterno, sfilata nata nel 1931 su carri agricoli addobbati con gli utensili della vita contadina. Ora quei carri sono sostituiti dalle grandi composizioni allegoriche guidate dalla tradizionale maschera del territorio “Gurgumiello”, il “Re del Carnevale” bruciato in piazza, al termine della manifestazione.

La regione Lazio propone fra gli appuntamenti più attesi anche il Carnevale di Roma, a cui le cui origini medievali non hanno impedito una profonda rinascita in tempi recenti. A testimonianza dei fasti restano le pagine dedicate da Goethe, Gogol, Stendhal, Dickens e Dumas ai fasti del carnevale romano nel corso dei decenni. Info: www.carnevale.roma.it

La rivolta dei frusinati alle truppe d'occupazione francesi è l'episodio storico attorno al quale ruota la festa della "radeca", vale a dire il Carnevale di Frosinone. La figura del generale francese Jean Antoine Étienne Vachier detto Championnet viene portata in processione con i carri diretti verso la casa del Carnevale. Quasi tutti i partecipanti hanno in mano la “radeca”, la foglia d’agave, altri la cima di cavolfiore, pantanari, antico segno di appartenenza ad una fascia rurale. La canzone interpretata durante il corteo richiama la rivolta sottolineata dalla danza dei radicari e pantanari. Chi non brandisce la radeca, poi la assaggia sulla schiena.

L’Associazione per il Carnevale di Latina si occupa ogni anno dell'organizzazione dell'omonimo carnevale, nato nel 1977 ed ora sempre più in grado, grazie a eventi, sfilate e impegno di attirare spettatori. Info: www.carnevaledilatina.com

Quello che sta alla base del Carnevale di Itri Sud Pontino è un progetto pilota che sdogana il Carnevale dal periodo classico e lo proietta nel caldo dei mesi estivi. E' ad agosto infatti che il Carnevale del Golfo si esprime offrendo nuove emozioni. Info: www.carnevalesudpontino.it

A Pontecorvo (Fr), il Carnevale affonda le radici nella storia della città, nel periodo in cui era sottoposta agli attacchi dei Mori. Nel dopoguerra, la tradizione si è arricchita di nuovi personaggio come la Principessa del Carnevale Pontecorvese. Tipica del Carnevale è anche la tecnica di lavorazione della carta, tecnica della cartasovrapposta per realizzare i carri allegorici, sviluppata per favorire il recupero ed il riciclaggio. Info: www.carnevaledipontecorvo.it

Il Carnevale di Santi Cosma e Damiano, località in provincia di Latina, viene chiamato Campagnolo in onore dei carri non in cartapesta ma decorati con stracci, fiori e piante. Quindi niente sfarzi ma semplicità ed emozioni dal momento che i musicanti intonavano le interpretazioni direttamente sui carri. Info: www.carnevalecampagnolo.it

Il carnevale di Poggio Mirteto (Rieti) chiamato il Carnevalone affonda le radici nella seconda metà dell'Ottocento. Più recente è invece il Carnevale di Acquapendente (Viterbo) e la sua maschera, quella di Saltaripe, nato nel 1986 e caratterizzato da un costume coloratissimo. Legato al mondo dei bambini, è allegro, ama gli scherzi e le esagerazioni. Se beve vino inizia a saltellare fra i monumenti della città. Tipico è anche il rogo del Carnevale, nella serata del martedì grasso. Uno dei momenti più divertenti è la lettura del suo testamento. Info: www.prolocoacquapendente.eu

Oltre 130 sono le edizioni del carnevale che ogni anno si propone a Ronciglione (Vt). Gli spettacoli legati alla storia del paese ricordano episodi come le cavalcate degli Ussari e la corsa dei Barberi, simbolo del carnevale. Le corse si svolgono tra cavalli non montati sulla falsariga della tradizione legata ai tempi di Papa Paolo III Farnese (1465). Le nove scuderie nelle quali la città è divisa si contendono il “Palio della Manna”. I Nasi Rossi rappresentano gli adoratori di Bacco. Il lunedì di carnevale danno vita al rituale chiamato “la pitalata”: vestiti di bianco, rincorrono gli spettatori e si fanno invitare nelle case dove offrono i maccheroni tenuti al caldo in un vaso da notte.

Il Carnevale di Marino, definito 'U Carnevalone, veniva celebrato il mercoledì delle ceneri. A proporlo furono, nel 1870, i repubblicani anti-clericali che proposero sfilate in costume. Il fascismo prima e il Vaticano poi lo soppressero ed ora ciò che sopravvive è stato recepito dalla Sagra dell’Uva.

Le prime testimonianze del Carnevale di Tivoli sono riportate da vecchie stampe francesi. A dare inizio alla festa erano solitamente le ”Livarole” o più precisamente “le Ghiogghiare”, le giovani raccoglitrici di olive che, di notte, percorrevano le vie del centro suonando tamburelli e caccavelle per essere sfidate poi dagli abitanti della zona muniti degli stessi strumenti. Info: www.carnevaleditivoli.org

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