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Carnevale Emilia - Romagna

Le sfilate di Carnevale più belle

Date e programmi di tutti i Carnevali in Emilia - Romagna

Il Carnevale di Bobbio

Carnevale di Bobbio
» Date e programma 2016

Dal 07 Febbraio 2016
al 14 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Busseto

Carnevale di Busseto
» Date e programma 2016

Dal 31 Gennaio 2016
al 21 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Cento

Carnevale di Cento
» Date e programma 2016

Dal 31 Gennaio 2016
al 28 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Comacchio

Carnevale di Comacchio
» Date e programma 2016

Dal 31 Gennaio 2016
al 07 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

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Le Città dei Carnevali

Le feste di Carnevale pił belle e tradizionali dell'Emilia - Romagna e le sue maschere

Vestito di nero, con una gorgiera importante ed un cappello altrettanto imponente come la sua pancia, simbolo di benessere ma anche legame con la sua città di origine, la "grassa" Bologna. Stiamo parlando di Balanzone, la maschera più nota del Carnevale dell'Emilia-Romagna. Balanzone, anzi, il Dottor Balanzone fonde nel suo nome riferimenti alle parole dialettali "bala", cose non vere, e "balanza", bilancia unite nel definire le sue caratteristiche principali: la conoscenza e la supponenza esasperata. La sua origine si perde fra i meandri della commedia dell'Arte dove nel tempo ha trovato altri nomi, da Dottor Violoni a Scarpazzone, da Bombardone a Graziano delle Cotiche. Appellativi che ricordano tutti la propensione a dare sfoggio della sua cultura fino a spingerla all'accesso e provocare le reazione indispettite dei suoi interlocutori. Contemporaneo al dotto e ampolloso Balanzone è il semplice Fagiolino, nato come il suo opposto, verso la fine del 1700. L' origine si lega al teatro dei burattini, universo nel quale opera il suo creatore, il burattinaio Cavazza che gli fa dono anche del cognome, quello di Fanfani. La cuffia bianca che indossa lo identifica come il classico monello dei bassifondi della Bologna di quel periodo. Perennemente affamato, volgare, sfrontato ma anche sincero anche se a volte maligno, è il simbolo delle classi meno abbienti.

A tenergli testa è la compagna Rosaura, nota anche come Isabella e da lui soprannominata "Brisabella", gioco di parole per dire "non bella". Il suo nome si lega ai fagioli, un tempo principali ingredienti della dieta delle mense meno ricche. Compagno di sventure di Fagiolino, è Sganapino, nato nel 1877. A dargli i natali è Augusto Galli, altro burattinaio. Ingenuo, al punto da attirare costantemente le attenzioni e gli scherzi di Fagiolino, è anche semplice e simpatico. Per difendersi, usa la sua scopa, affettuosamente chiamata Carolina. A Modena, a qualche chilometro da Bologna, troviamo Sandrone, maschera dedicata alla cultura contadina di cui propone la grossolanità ma anche la voglia di riscatto. Nascono così nuovi termini, strane commistioni incomprensibili di parole dialettali e italiane, miscelate a caso, di cui si riempie con orgoglio la bocca. Furbo e scaltro, Sandrone è nato dalla fantasia del burattinaio Luigi Campogalliani e veste con gli abiti tipici dei contadini, giacca di velluto a coste marrone, pantaloni al ginocchio, calze a righe, gilet a fiori e scarponi da lavoro. Nel 1840 viene affiancato dalla moglie Pulonia dalla quale ha il figlio Sgurgheguel. Insieme, formano la famiglia Pavironica. Tasi è il personaggio principe del Carnevale di Cento, rappresentato mentre tiene al guinzaglio una volpe bianca. L'Emilia è anche la terra di Lazzarone, ultimo nato, ideato come burattino nel 2001 da Comune di San Lazzaro di Savena poi nominato simbolo del Carnevale. Il personaggio è quello di un quindicenne che vive agli inizi del 1900 e, come suggerisce il nome, ne combina di ogni. Poca voglia di studiare, pronto a combinare guai e a sfogare la sua curiosità, è comunque diligente. Prende appunti di tutto ciò che vede e sente. Flemma è un burattino bolognese considerato minore, nato a fine 1800. Piagnucoloso, scapolo per definizione, vive ancora con la mamma che lo nutre suon di castagnacci. Spesso interpreta il ruolo di sarto o becchino. A San Giovanni in Persiceto troviamo invece tre personaggi, divenuti famosi grazie alle novelle di Giulio Cesare Croce, Bertoldo, un buffone abituato a imbrogliare, suo figlio Bertoldino e la moglie Marcolfa.

Fra le manifestazioni più importanti dedicate al Carnevale, un posto d'onore spetta a Cento (Fe) dove si festeggia il Carnevale d'Europa. Le prime tracce sono cristallizzate dall’affresco del pittore centese Gian Francesco Barbieri chiamato “Il Guercino” realizzato nel 1615. Nella tela viene rappresentato "il Berlingaccio", una maschera locale, in una festa nel palazzo comunale offerta al popolo nel giovedì grasso dal Magistrato cittadino. Da quel momento la tradizione del Carnevale prende il via. Negli anni 1980 la festa viene trasformata in un fenomeno di costume conclamato a partire dal 1993 quando viene firmato il gemellaggio con il famoso Carnevale di Rio de Janeiro. La fama della manifestazione diventa europea ed internazionale. I carri allegorici costruiti dalle Associazione carnevalesche sono dei veri monumenti alti anche 20 metri con una larghezza di 6 metri, movimentati da congegni meccanici ed idraulici. Caratteristica del carnevale di Cento è il “gettito”, il lancio dai carri in parata sul pubblico di oggetti e gadget molto ambiti tra cui palloni di ogni misura, materassini gonfiabili variopinti, giganteschi pupazzi di peluche a forma di balena, delfino, orca che “nuotano in un mare di folla”. Ma maschera tipica del Carnevale di Cento è “Tasi”, personaggio centese dell’800, amante del buon vino. Tasi apre la sfilata di carri allegorici vestito in frac e con la fedelissima volpe stretta sul braccio; nell’ultima giornata di carnevale si svolge il “rogo di Tasi”, il tradizionale rito propiziatorio in cui una maschera di cartapesta raffigurante Tasi viene bruciata, subito dopo aver recitato il suo velenoso ”testamento” dove mette alla berlina vizi e virtù di alcuni personaggi centesi. Info: www.carnevalecento.com

Modena, regno di Sandrone, festeggia il carnevale dedicando eventi e iniziative. La ritualità che si ripropone di anno in anno verte sullo sproloquio di Sandrone in Piazza Grande, tenuto in dialetto modenese insieme alla sua famiglia il giovedi grasso. Sandrone oltre a commentare gli eventi più importanti dell'ultimo anno, prende in giro gli amministratori e le personalità cittadine, sottolineando anche le abitudini ritenute inutili e commentando mode, spese e curiosità che lo interessano. 

Il carnevale che si celebra ogni anno a Ferrara è strettamente legato ai fasti del Rinascimento. Per questo fa storia a se. In quel periodo la città divenne una delle capitali europee della cultura più importanti. Erano i tempi in cui il potere era esercitato dalla casata estense, particolarmente illuminata. Nel 1473 il duca Ercole I d’Este diede nuovo impulso anche al Carnevale, festeggiato da balli, giostre, tornei. Info: www.carnevalerinascimentale.eu

Quello di San Giovanni in Persiceto in provincia di Bologna è considerato uno dei più importanti carnevali d’Italia. Sicuramente è da inserire fra i più antichi. La prima edizione risale al 1874 quando fu fondata la Società di Bertoldo, re del Carnevale che guida, insieme al figlio Bertoldino e la moglie Marcolfa le sfilate dei carri animati da effetti speciali. A pochi passi da San Giovanni in Persiceto, nella frazione di San Matteo della Decima viene celebrato dal 1888 il carnevale di Decima caratterizzato dai carri che durante la manifestazione cambiano aspetto in quello che viene definito il rito de spell (dello spillo) anticipato dal racconto delle “zirudelle” che spiegano le fasi della trasformazione. I carri vengono costruiti da "società" in gara fra di loro per la conquista del Gonfalone storico. Info: www.carnevaledidecima.it

Il viaggio fra le manifestazioni di carnevale piu importanti dell'Emilia-Romagna non può trascurare il carnevale di Busseto (Pr) nato nella metà dell’800 e caratterizzato da enormi carri in cartapesta (www.carnevaledibusseto.it), quello di Ravalle in provincia di Ferrara, introdotto nel 1971 e guidato dal pagliaccio dai capelli rossi, simbolo dedicato alla manifestazione e ai bambini (www.gliamicidelcarnevale.it), quello di Gambettola (Fc) dalle sfilate che ricordano il Carnevale di Rio de Janeiro e quello di Castelnovo di Sotto (Re) diretto da il “Castlein” maschera simbolo, con la sua berretta calata sulle orecchie, le scarpe grosse ed i calzoni abbondanti, espressione de buon senso contadino (www.alcastlein.it).

Restano da aggiungere il Carnevale di Civitella di Romagna (Fc), dalle origini antiche, datate 1688, ma dal percorso non lineare, interrotto nel 1702 dai divieti introdotti dal Papa e poi ripreso nel 1961 (www.carnevalecivitellese.it), il Carnevale di San Pietro in Casale, in provincia di Bologna, nato nel 1870 e affidato al re del carnevale Sandron spaviro dal Bosco di Sotto da Modena (www.carnevaledisanpietroincasale.it) ed il Carnevale dei Fantaveicoli di Imola (Bo). Nonostante il termine futuristico, la sua origine si colloca nella seconda metà del ‘700 e si affida oggi all'estrosità di coloro che uniscono la passione dei motori tipica del territorio all'originalità nella creazione di veicoli stravaganti ai quali è dedicata la sfilata. Info: www.carnevalefantaveicoli.it

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