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Il Carnevale di Crema

Carnevale di Crema
» Date e programma 2016

Dal 24 Gennaio 2016
al 14 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

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Maschere, tradizioni e feste del Carnevale lombardo

pare risalga alla fine del Seicento con l'interpretazione di Carlo Maria Maggi. Meneghino deriva, come nome, da Domenico, diffuso nel territorio milanese, di cui è un diminutivo. Domenico è il nome attributo ai servi che la domenica accompagnavano le dame che non potevano assicurarsi una continuità di servizio. Il cognome di Meneghino, Pecenna, che significa pettine o striglia, indica un prolungamento dei servigi, estesi anche alla sistemazione della parrucca della dama. In realtà pare che il cognome possa richiamare anche il legame con la moglie, Cecca di Berlinghitt, termine quest'ultimo che sta a significare 'fronzoli, nastri, guarnizioni', che usa ma che preferisce vendere alle clienti del marito. Cecca ha le stesse caratteristiche, leggermente accentuate di Meneghino. Il suo ingresso è più tardo, rispetto al marito per l'abitudine, affermata un tempo, di far recitare soltanto uomini.

Altre maschere della tradizione lombarda, distribuiti fra le varie provincie, sono i bej (belli), i brüt (brutti) e il Sapor (un uomo selvatico), Gagèt col sò uchèt, diffuso a Crema e Tarlisu nominato insieme alla è alla Bumbasina, maschera del carnevale di Busto Arsizio dal 1983. Il nome deriva dal tessuto usato come fodera dei materassi nel 1800 e venduto in coppia con la bumbasina, la tela per lenzuola. A Varese troviamo Pin Girometta, ispirato dal venditore di giromette, figure fatte di pane azzimo guarnite di carta colorata e specchietti e vendute sul Sacro Monte. Infine, a Castel Goffredo troviamo dal 1872 Re Gnocco e a Bagolino le figure dei balarì e dei maschèr.

Il Carnevale Ambrosiano di Milano inizia quanto gli altri finiscono. La sua tradizione è legata a Sant’Ambrogio, patrono della città che, impegnato in un pellegrinaggio, chiese alla popolazione di aspettare il suo ritorno per iniziare le liturgie quaresimali. Per questo il Carnevale a Milano non termina il martedì grasso ma il sabato seguente, così come il rito delle Ceneri che si celebra la prima domenica di Quaresima. Protagonista del carnevale milanese è la maschera di Meneghino, servo spiritoso e buono che si burla dei difetti dei nobili. Nel 1848 durante le Cinque Giornate di Milano fu scelto dai cittadini di Milano come simbolo di eroismo.

A San Goffredo (Mn) domina la figura di Re Gnocco che, ogni venerdì grasso, pronuncia il discorso con il quale dà il via alla distribuzione gratuita degli gnocchi e quindi ai festeggiamenti con carri allegorici e gruppi mascherati.

A Erbusco (Bs) è la “Compagnia del Buonumore” a dettare i ritmi del Carnevale caratterizzato dalla sfilata di carri allegorici dal risvolto satirico. Info: www.carnevaledierbusco.it/

Il Carnevale di Crema o Gran Carnevale Cremasco era, in origine, piuttosto pericoloso. In una lettera datata 1661, il podestà veniva elogiato perchè durante il carnevale non si erano svolti incidenti. In effetti, da buona occasione di svago senza remore, il Carnevale si era tramutato in un pretesto per fare giustizia dei torti subiti. Al punto che nel 1861, anno dell'Unità d'Italia, divenne obbligatorio comunicare al questore la natura del costume indossato. La pausa obbligata dalla seconda guerra mondiale archiviò momentaneamente l'iniziativa, ripresa di recente. Oggi il Carnevale di Crema è di nuovo annoverato fra i più grandi della Regione. Info: www.carnevaledicrema.it

E' con la consegna delle chiavi della città a re Bosino che inizia il Carnevale di Varese. Il grande corte dei sabato grasso che si conclude con il discorso di Re Bosino dal balcone della torre di Piazza Monte Grappa. Info: www.famigliabosina.it

Mentre a Trezzo sull'Adda tutto ruota attorno al rogo del Povero Piero, personaggi tipico di quel carnevale, a Cegni (PV) una sfilata non basta me ne servono due, la prima invernale e l'altra estiva, con il Carnevale bianco organizzato in agosto. Quello Cegni è una delle manifestazioni più importanti. A caratterizzarlo è il ballo della povera donna, rito di corteggiamento legato ai riti arcaici di morte e resurrezione, ed il matrimonio di quest'ultima con il “brutto”, seguito dalla cena e dal ballo serale.

A Varzi, piccolo centro dell’Oltrepò pavese montano, solo le ragazze si mascherano. Non solo. Sono loro ad invitare alle danze gli uomini durante le sere di ballo. Una lunga tradizione che sfida il passare del tempo. Info: www.vallestaffora.info/

Le maschere tipiche del Carnevale di Bagolino (Bs) sono i balarì e i mascher, quindi i ballerini, vestiti con giacca e pantaloni al ginocchio scuri ornati da ricami ed i capelli ricoperti di fettuccia rossa e i vecchi mascher, personaggi travestiti da vecchi che si divertono a fare gli scherzi senza farsi riconoscere. I travestimenti servivano anche per favorire i corteggiamenti. Info: www.bagolinoinfo.it

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