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Carnevale Sicilia

Le sfilate di Carnevale più belle

Date e programmi di tutti i Carnevali in Sicilia

Il Carnevale di Acireale

Carnevale di Acireale
» Date e programma 2016

Dal 30 Gennaio 2016
al 09 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Brolo

Carnevale di Brolo
» Date e programma 2016

Dal 30 Gennaio 2016
al 09 Febbraio 2016 *

* Date non continuative!

Il Carnevale di Sciacca

Carnevale di Sciacca
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Maschere, tradizioni e feste del Carnevale siciliano

Una sola stella brilla nei cieli del Carnevale siciliano. Si tratta della maschera di Peppe Nappa, generato dal fervido e creativo clima della Commedia dell'Arte. Le sue origini sono contese da molte città ma una sola, Sciacca, lo celebra. Fannullone e costantemente alla ricerca del cibo per il quale sarebbe capace di commettere qualsiasi acrobazia, rientra, di diritto, fra le maschere più antiche di tutta la penisola. Le fattezze del costume che lo caratterizza ricorda per certi aspetti quello di Pierrot, con la giacchettina azzurra dai grandi bottoni, i pantaloni lunghi alle caviglie, il cappello a falde rialzate e la sciarpa o la gorgiera al collo. Nonostante le umili origini, gli abiti sono perfetti, senza toppe, come invece il termine "nappa" associato al nome di battesimo, potrebbe suggerire. Un'altro aspetto tipico del carattere di Peppe Nappa è la pigrizia, puntualmente vinta dalla smania del cibo. Infatti, appena si profila l'occasione, si trasforma nel più abile predatore.

Tornando indietro nel tempo, al 1600 quando si ha notizia delle prime celebrazioni ufficiali del Carnevale, tanti altri erano i personaggi tipici distribuiti un pò ovunque sul territorio siculo, come i "Jardinara" (giardinieri), i "Varca", i "briganti", i "cavallacciu" i "Dutturi", i "Baruni", gli "Abbati", la "Vecchia di li fusa" tipica della zona di Modica, che simile ad una parca con il fuso fra le mani, simboleggia la morte del Carnevale. In quell'area erano diffusi anche i " 'Nzunzieddu", gli insudiciati, così chiamati per l'abitudine di sporcare il viso con fumo e terra rossa. Negli anni, questi personaggi ricavati più dall'esasperazione di alcuni aspetti tipici di professioni e personalità, si sono fatti da parte per lasciare il posto a Peppe Nappa, re del Carnevale di Sciacca. L'evento, che si svolge nella provincia di Agrigento, è una delle manifestazioni più note di tutta la Sicilia. Nata verso la metà del 1800, ha immediatamente eletto a simbolo la maschera di Peppe Nappa e affiancato al richiamo culinario del periodo, fatto di salsicce, maccheroni al sugo, cannoli di ricotta e vino, la sfarzosità dei carri allegorici, sempre più sofisticati nei movimenti. La satira politica fa parte dei filoni ispiratori del carnevale. L'avvio della sfilata avviene in seguito alla consegna delle chiavi della città a Peppe Nappa, consegnato, insieme al suo carro, al rogo del martedì grasso, a chiusura dei festeggiamenti. Info: http://www.sciaccarnevale.it/

Ancora più antico è il Carnevale di Acireale, noto dalla fine del’500. Già qualche tempo dopo, nel 1600, la caratteristica di manifestazione spontanea venne gradualmente abbandonata a favore di una crescente popolarità legata all'usanza di duellare, in strada, a suon di uova marce e agrumi. La consuetudine venne vietata nel 1612, per evitare feriti e danni, ma sopravvisse ad Ivrea. Le maschere in cartapesta entrano in scena negli anni 1930 trasformate poi in carri allegorici trainati dai buoi, contornati da personaggi e gruppi satirici in movimento. Un tocco di eleganza e di vivacità al carnevale di Acireale viene introdotto dalle macchine infiorate, tipiche della manifestazione. Nel 1948 il Carnevale entra nel novero delle più rinomate manifestazioni a livello internazionale tanto da essere identificato come il “più bello della Sicilia”. Info: www.carnevaleacireale.info

A Palazzolo Acreide (Sr), il Carnevale si festeggia per sei giorni consecutivi. Una maratona fra carri allegorici, maschere tipiche, come i "cuturri", veglioni, cene e pranzi a base di "Cavatieddi", pasta condita con il sugo di maiale.

La gara a chi, fra le manifestazioni di Carnevale, riesce a viaggiare più a lungo a ritroso nella macchina del offre il secondo gradino del podio a Termini Imerese, città in provincia di Palermo. Qui sopravvivono maschere antiche come "u Nannu ca Nanna ”, importate dalla Campania dalle famiglie di "Napuliti", napoletani, insediatesi nel territorio. Fra le prime testimonianze scritte pervenute a noi, anche se l'origine si attesta agli inizi del 1800, compare una ricevuta del 1876, che prova l’esistenza di una “Società del Carnevale”. Un'altra, più o meno contemporanea, descrive una sorta di sponsorizzazione offerta per l'organizzazione. Info: www.carnevaletermitano.it

A Mezzojuso, sempre in provincia di Palermo, cuore dei festeggiamenti è la rappresentazione chiamata "Il Mastro di Campo", che dal XVII secolo viene messa in scena da un figurante dal volto coperto con una maschera rossa, impegnato a conquistare l'amata asseragliata dentro un castello.

"Riavulicchio" è la maschera tipica del Carnevale di Corleone (Pa), giovani scapestrati che, in gruppo, dominavano le vie cittadine accompagnati dallo scampanio di sonagli e preceduti dal suono di corni. Per un certo periodo, tale tradizione è stata vietata per ragioni di ordine pubblico. Recentemente, e con toni minori, è stata rispolverata. Momento conclusivo della manifestazione è il rogo di "Nannu", il fantoccio che rappresenta il Carnevale, arso, dopo la lettura del testamento, con una collana di salsiccia al collo.

Il centro di Saponara, in provincia di Messina, fa rivivere ogni anno, nella giornata del martedì grasso il "Corteo dell'Orso e della Corte Principesca", nato per ricordare la cattura del feroce orso che minacciava la comunità ai tempi del Principe Domenico Alliata di Villafranca e della sua consorte Vittoria Di Giovanni, baronessa di Saponara, nel XVIII secolo. Oggi, la storia viene proposta per esorcizzare le antiche paure. Info: www.solnet.it/carnevaledisaponara.

Sempre in zona, il Carnevale di Acquedolci (Me) fa guidare la sfilata dei carri dalla sua maschera ufficiale, quella di Doroteo (www.prolocoacquedolci.it), mentre a Francavilla di Sicilia (Me) le vie della città si trasformano in vere e proprie piste da ballo all'aperto durante la settimana concessa ai festeggiamenti, conditi da una moderata trasgressività ed una buona dose di ironia.

Fra i quattro carnevali più belli di Sicilia è compreso quello di Gela (Cl). Prima dell'avvio della sfilata dei carri, a tutti i partecipanti vengono offerte gratis le mascherine, distribuite al quartiere Macchitella, ed una degustazione delle tipiche "sfingi", frittelle allo zucchero o al miele.
Anche il carnevale di Castellana Sicula (Pa) vanta origini antiche. In questo caso, a dirigere il corteo sono le maschere di Zu Peppi e Zu Pappa.

La Sicilia offre spazio anche a Carnevali decisamente particolari e fuori dal comune. Rientrano in questa categoria il Carnevale di Rodì Milici che dà vita ai Mesi dell'anno, trasformandoli in figure protagoniste della recita in linguaggio dialettale del testo del poeta rodiese Giuseppe Trifilò dedicato al ciclo naturale delle stagioni e alle attività agricole collegate. Per questa caratteristica, la manifestazione è stata inserita tra i Carnevali storici di Sicilia. Info: www.comune.rodimilici.me.it.

Sotto l'egida dell'UNESCO è invece il Carnevale di Misterbianco (Ct) nel quale trovano spazio i “costumi più belli di Sicilia”. Un intenso lavoro allargato alle signore del paese che creano costumi ricercati e legati alle tradizioni e alla cultura. Per questo il carnevale è stato recepito dal Registro eredità immateriali della Sicilia. Info: www.carnevaledimisterbianco.it

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