Cerca Hotel al miglior prezzo

Londra, guida alla visita della Capitale del Regno Unito

Pagina 1/2

La capitale più energica, dinamica e multietnica d’Europa è Londra, metropoli capace di amalgamare le influenze più svariate senza rinunciare alla sua anima “british”. L’integrazione raggiunta in secoli di immigrazione ha reso la città un crogiuolo di colori, sapori e idee molto diverse tra loro, cucite insieme all’interno di un tessuto culturale eterogeneo e senza eguali. Grazie alle recenti Olimpiadi la città ha compiuto un ulteriore balzo in avanti, tirando a lucido i propri monumenti, rinnovando e implementando la propria offerta turistica, nella quale storia, arte, moda, musica e cucina convivono completandosi vicendevolmente.

Sorta come punto d'incontro delle più importanti vie di comunicazione dell'isola, Londinium, come era nota ai latini, era già considerata da Tacito, pochi decenni dopo la nascita di Cristo, fra le città più importanti della Britannia. Nel Medioevo, malgrado la vicinanza a due città rivali, Saint Albans (Verulamium) e Colchester (Camulodunum), Londra continuò il proprio sviluppo e nel VII secolo divenne capitale del regno di Essex. Nell'VIII secolo era già il primo centro urbano del paese, nonostante le incursioni e le distruzioni degli scandinavi, mentre all'epoca dei grandi imperi danese, normanno e angioino sviluppò la sua “vocazione continentale”, esasperata sotto le dinastie dei Tudor e degli Stuart. Il boom demografico cinquecentesco portò gli abitanti dai centomila circa del periodo del regno di Enrico VIII (1491-1547) al quasi mezzo milione registrato a metà del XVII secolo (circa un decimo di tutta la popolazione inglese). Dopo il drammatico incendio del 1666, che distrusse i quattro quinti del tessuto residenziale, iniziò una ricostruzione improntata al rispetto di nuove necessità urbanistiche. A quel periodo risale la creazione dello schema di quella che sarebbe dovuta diventare la terza città nel mondo e la capitale non solo di uno Stato, ma di un vastissimo impero.

Londra è una città non facile da inquadrare. Per questo non ci sono itinerari turistici migliori di altri, ma il consiglio è di esplorarla seguendo il proprio istinto. Il centro coincide con il West End, incarnato da Soho e Covent Garden, mentre la South Bank, che fronteggia il West End e la City dall’altra sponda del Tamigi, è ricca di musei, teatri e cinema. I quartieri benestanti che si estendono da Hyde Park a Chelsea comprendono le eleganti zone residenziali di Belgravia e Kensington, i musei di South Ken e Harrods, mentre a est del West End si trovano la City e le pittoresche zone di Clerkenwell, Spitalfields e Shoreditch. Ancora più a est ci sono l’East End e le Docklands, due fulgidi esempi di rinnovamento urbano perfettamente riusciti. Infine restano North London, un’area collinare costellata di incantevoli villaggi, Greenwich, luogo di importanza storica legato al commercio marittimo e alla misurazione del tempo, ed il Southwest London, una zona prevalentemente residenziale che richiama visitatori per la presenza di bei giardini botanici e dei campi da tennis di Wimbledon.

Punto di partenza per la visita a Londra può essere il West End, un termine in realtà piuttosto vago che individua quartieri molto diversi tra loro. Uno di questi è Soho, sostanzialmente privo di monumenti e attrattive turistiche, ma da sempre una delle zone più amate del centro. I quattro vertici del perimetro di Soho sono Oxford Circus, Cambridge Circus, St Giles’s Circus e Piccadilly Circus che, malgrado l’affollamento e il traffico di auto, regala grandi emozioni. All’interno di Soho si trova Chinatown, estesa subito a nord di Leicester Sq, mentre Regent St segna la linea di confine del quartiere con il Mayfair.

Il cuore della Londra turistica è Covent Garden, la zona piena di negozi, pub e caffè situata ad est di Soho; i londinesi si guardano bene dall’addentrarcisi, ma ogni turista che si rispetti deve quantomeno metterci piede. L’attrattiva principale della zona è naturalmente Trafalgar Square, la celebre piazza prospiciente la National Gallery. Quest’ultima, con oltre duemila opere realizzate da pittori provenienti da tutta l’Europa, è una delle migliori pinacoteche del mondo per ricchezza e prestigio dei quadri esposti. Tra questi, solo per citarne alcuni, figurano “Venere e Marte” di Botticelli, “Bacco e Arianna” di Tiziano, “Cena in Emmaus” di Caravaggio, “Vaso di girasoli” di Van Gogh, “Lo stagno delle ninfee” di Monet e “Mademoiselle La La al Circo Fernando" di Degas. Per chiudere l’itinerario di Covent Garden resta da vedere Leicester Square, delimitata da enormi sale cinematografiche, casinò e locali notturni aperti tutta la notte.

Poco a nord di Covent Garden c’è il verdeggiante quartiere di Bloomsbury, notoriamente cuore accademico e intellettuale della città. Qui hanno sede l’università e il celebre British Museum, visitato ogni anno da quasi cinque milioni di persone. L’allestimento è immenso e estremamente vario, con collezioni dedicate all’antico Egitto, alla Grecia, all’Italia, all’Africa e all’Oriente, perciò è bene stabilire fin da subito quali sezioni passare in rassegna e quali no. Nei dintorni si trovano altri centri culturali rinomati quali il New London Architecture, la Percival David Foundation of Chinese Art, il Pollock’s Toy Museum ed il Petrie Museum of Egyptian Archaeology.

Il quartiere più esclusivo del West End è St James’s, costellato di palazzi eleganti e club per gentiluomini vecchio stile. Non a caso esso ospita Buckingham Palace, residenza della famiglia reale dal 1837, quando il precedente St James’s Palace fu giudicato antiquato e inadatto a rappresentare il potere della Corona. Tappa obbligata di un viaggio a Londra che si rispetti è il cambio della guardia davanti ai portoni del palazzo; esso si tiene tutti i giorni da aprile a luglio e a giorni alterni da agosto a marzo alle 11.30. Incamminandosi lungo il Mall, il grande viale rettilineo che unisce Buckingham Palace a Trafalgar Square, si comincia a scorgere la Westminster Abbey, vero e proprio fulcro della Chiesa anglicana. Ad eccezione di Edoardo V e Edoardo VII, tutti i sovrani inglesi dal 1066 sono stati incoronati qui, sulle sponde del Tamigi, a pochi passi dalle Houses of Parliament e dal Big Ben. Proseguendo lungo il fiume verso sud si arriva alla Tate Britain, per nulla penalizzata dallo spostamento della sua collezione moderna alla Tate Modern.

Prima di dichiarare conclusa la visita al West End restano da vedere alcune chicche. Una di queste è la residenza al civico 10 di Downing Street, dal 1732 sede degli uffici del primo ministro inglese, anche se molti più turisti prediligono il kitsch del Madame Tussauds, che attira ogni anno quasi tre milioni di visitatori a dispetto del costo elevato del biglietto di ingresso. D’altronde come resistere alla prospettiva di avere a propria disposizione in pochi metri personaggi come Barack Obama, Kate Moss, il principe Carlo e Freddie Mercury? Infine, per gli amanti dei romanzi di Arthur Conan Doyle, è d’obbligo la visita allo Sherlock Holmes Museum ovviamente in Baker St.

A est del West End si trova la City, laddove lo Square Mile (miglio quadrato) individua quasi esattamente il primo centro abitato da cui nacque Londra. Alle vecchie stradine e alle chiese del passato si affiancano grattacieli e moderni palazzi per uffici che rendono questa zona particolarmente affollata durante il giorno. Tra i monumenti principali c’è la St Paul’s Cathedral, costruita in posizione superba in cima a Ludgate Hill da Sir Christopher Wren, ma in troppi trascurano l’altrettanto affascinante Temple Church, che sorge all’interno del complesso voluto dai leggendari Cavalieri Templari a metà del XII secolo. Un altro luogo sottovalutato è il pittoresco Smithfield Market, l’ultimo mercato della carne rimasto nella zona centrale di Londra, che sorge nel luogo dove un tempo si svolgeva la celebre fiera di San Bartolomeo e dove venivano arse le donne accusate di stregoneria.

Simboli della finanza, della politica e della religione si susseguono intorno alla fermata Bank della metropolitana. Qui svettano il 30st Mary Axe, il Barbican, i Lloyd’s of London e la Guildhall, solo per citare i palazzi più famosi, mentre costeggiando il Tamigi verso est si arriva alla Tower of London (Torre di Londra). Quest’ultima è in realtà un castello, sebbene sia facilmente intuibile che nel Medioevo la White Tower si ergesse ben più alta di oggi rispetto alle capanne dei contadini che circondavano le mura della fortezza. Il complesso è accessibile a pagamento ed è spesso preceduto da lunghe code; nell’attesa si può ammirare il celebre Tower Bridge, il ponte costruito nel 1894 e da allora vera e propria icona della città.

Fino a pochi anni fa considerata la riva “sbagliata” del Tamigi, la South Bank è letteralmente sbocciata negli ultimi tempi. Qui la Londra del passato e del futuro si fronteggiano quotidianamente e ad incarnare questa dialettica è la Tate Modern, la galleria d’arte contemporanea allestita all’interno della vecchia Bankside Power Station completamente ristrutturata dagli architetti Herzog & de Meuron. Di fronte al museo c’è un altro caposaldo della Londra contemporanea: il Millenium Bridge. Il ponte, ideale congiunzione tra la stessa Tate Modern e St Paul’s, è stato progettato da Norman Foster e Antony Caro e, superati i problemi successivi all’inaugurazione, è ormai entrato a far parte della cerchia dei monumenti simbolo della città. A completare il quadro delle attrattive ultramoderne di South Bank è il British Airways London Eye, la ruota panoramica alta 135 metri che ha cambiato notevolmente lo skyline di questa zona della città.

L’area compresa tra Hyde Park e Chelsea identifica i quartieri benestanti della città. Oltre a residenze principesche, dal 1851 South Kensington ospita anche tre dei musei più importanti di Londra: il Natural History Museum, il Science Museum ed il Victoria & Albert Museum; i musei fanno parte del lascito alla nazione del principe Alberto (1819-1861) in occasione dell’Esposizione Universale. Tra le istituzioni culturali della zona c’è anche la Serpentine Gallery, il padiglione immerso nel verde dei Kensington Gardens affiancato da un allestimento temporaneo modificato ogni anno in base ai progetti dei migliori architetti del mondo. Alle sue spalle c’è il Kensington Palace, antica residenza della principessa Diana, di fronte l’Albert Memorial, il pacchiano monumento dedicato al principe Alberto.
... Pagina 2/2 ...
Negli ultimi anni sempre più turisti visitano la zona di Clerkenwell, Shoreditch e Spitalfields, attualmente una delle più vive per la movida notturna. Il primo è un quartiere storico letteralmente rifiorito negli anni ’80, quando i vecchi magazzini industriali furono dismessi e riconvertiti in appartamenti e studi di lusso. Tra le maggiori attrattive figurano la St Bartholomew’s Church, lo splendido Smithfield Market ed il St John’s Gate. Anche Shoreditch è stata in grado di rilanciarsi dopo decenni di buio; essa rinacque alla fine degli anni ’90 sfruttando la fuga di artisti dal sempre più caro West End ai quali vennero offerti grandi spazi a prezzi modici per i loro laboratori. Da vedere soprattutto la White Cube Gallery, che ha portato all’attenzione dei pubblico la cosiddetta BritArt. Infine Spitalfields, il quartiere conosciuto per la presenza di Brick Lane, sede della più pittoresca comunità bengalese della città, dello Spitalfields Market, del Geffrye Museum e della Dennis Severs’ House.

A breve distanza dalla City si trova l’East End, un quartiere tradizionalmente popolare, abitato da immigrati, caratterizzato da un miscuglio culturale molto suggestivo. Tuttavia negli ultimi anni le zone intorno a Whitechapel e Aldgate Est hanno cominciato ad accogliere famiglie benestanti, facendo salire notevolmente il prezzo degli immobili del quartiere. Da non perdere la Whitechapel Art Gallery, uno dei punti di riferimento londinesi per l’arte contemporanea, ed il V&A Museum of Childhood, un museo rivolto non solo ai bambini che ospita ricchissime collezioni di giocattoli. Già che siete da queste parti tanto vale spingersi fino alle Docklands e alla leggendaria Isle of Dogs, ennesimo esempio di rigenerazione urbana compiuta negli ultimi decenni a Londra.

North London è un mosaico di piccoli quartieri che assomigliano a veri e propri villaggi tante sono le differenze che li contraddistinguono. In questa zona si trovano due luoghi simbolo di Londra: King’s Cross e Camden Town, due zone in lento rinnovamento che stanno diventando sempre più attraenti agli occhi dei turisti pur mantenendo le loro antiche atmosfere. A North London ci sono poi il più curato tra i numerosi parchi della città, il Regent’s Park, progettato nella prima metà del XIX secolo da John Nash, ed il London Zoo. Altri quartieri meno conosciuti della zona sono Hampstead e Highgate, dove visse il poeta John Keats tra il 1818 e il 1820, Islington, Muswell Hill, Crouch End e Stoke Newington.

A ovest di Hyde Park si estende West London, una delle zone multiculturali per eccellenza della capitale. Qui, in un trionfo di chiassosi bar, parchi e bei palazzi si mescolano caraibici (Notting Hill), polacchi (Hammersmith), australiani (Earl’s Court) e ricchi londinesi purosangue. Tra le cose da vedere c’è il classico mercato di Portobello Rd, mentre durante l’estate la zona è sede del rinomato Notting Hill Carnival. In giro non mancano bar e ristoranti dove gustare sapori da tutto il mondo, mentre di notte aprono alcuni locali particolarmente frizzanti.

Sebbene molti inglesi considerino il Tamigi come una sorta di barriera tra “bene” e “male”, la zona di South London è ormai entrata a far parte del centro di Londra. Qui si trovano l’eclettica Brixton, animata da locali, cinema, concerti e soprattutto dal Brixton Market, e la placida Clapham, contraddistinta dalla presenza di numerosi ristoranti e bar aperti alla fine degli anni ’80 sulla strada principale. Negli ultimi tempi anche Battersea sta attirando attenzioni sempre maggiori, grazie al suo vasto parco e alla maestosa Battersea Power Station, destinata a subire cambiamenti radicali nei prossimi anni.

Ai margini del tessuto urbano centrale c’è Greenwich, conosciuta in tutto il mondo in quanto luogo di passaggio del primo meridiano. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, Greenwich è progressivamente divenuto un’attrattiva turistica anche grazie al National Maritime Museum, al Royal Observatory, al gigantesco Millenium Dome (O2), all’Old Royal Naval College ed alla Queen’s House. Al confine con Greenwich o nelle immediate vicinanze ci sono i quartieri di Charlton, Woolwich, Dulwich, Forest Hill, Eltham e Bexleyheath, conosciuta per via della Red House, la bella casa in mattoni del 1860 costruita da William Morris.

Che fare una volta a Londra? Bella domanda: anzitutto mangiare almeno una volta in un tipico ristorante inglese. Tra le "specialità gastronomiche" ci sono il roastbeaf, lo sheperspie (carne trita cotta ricoperta da purea di patate) e lo steak and kidney pie (pezzetti di carne e rognone ricoperti da una crosta di pane). Inoltre vale la pena programmare almeno una cena in un ristorante esotico: Londra ne conta un'infinità, specializzati in cucina cinese, coreana, indiana, russa; il costo minimo è di circa 25 euro a testa. Se volete fare sport trascorrete almeno un pomeriggio in un parco inglese, mentre per chi ama il ballo, la disco music o il jazz sono a disposizione centinaia di club privati solo formalmente; per associarsi, infatti, basta pagare all'ingresso un'iscrizione relativamente modica.

Londra vanta numerosi templi consacrati alla musica; i tre principali sono Covent Garden, The Royal Albert Hall e Barbican Center, ma per trovare posto occorre prenotare in anticipo. Nei negozi inglesi non chiedete sconti. Per gli amanti dello shopping sono poche le vere “occasioni”, soprattutto per via del cambio sfavorevole; molti italiani si rivolgono al Westaway and Westaway, un negozio povero d'aspetto ma a buon mercato (almeno per il cachemire) situato di fronte al British Museum. Il mercatino di Portobello (ogni sabato) merita comunque una visita, anche se non è più possibile fare buoni affari. Tra i tipici prodotti inglesi spiccano le scarpe Churc, i soprabiti Burberrys, gli ombrelli Fox e i cappelli di Lock. Per trascorrere un sabato pomeriggio di sport c’è solo l’imbarazzo della scelta tra incontri di calcio, rugby e corse di cani e cavalli.

Il clima è oceanico e rispecchia quello di quasi tutta la Gran Bretagna. L’alternanza di sole e nuvole è il denominatore comune di tutte e quattro le stagioni, accomunate da un elevato numero di giorni di pioggia; alla luce di ciò può apparire strano come Londra sia bagnata in media da soli 600 mm di pioggia in un anno, un dato spiegabile con la scarsa intensità delle precipitazioni. In compenso, grazie all’influsso esercitato dalla Corrente del Golfo, le temperature sono generalmente miti anche d’inverno, ed è raro registrare minime notturne di parecchi gradi sotto zero anche in dicembre e gennaio. Il consiglio è di partire d’estate, tutt’al più a tarda primavera o all’inizio dell’autunno.

Londra ha sei aeroporti: Heathrow, 25 chilometri a ovest del centro, punto di riferimento del traffico internazionale; Gatwick, 48 chilometri a sud, servito da numerose compagnie low cost; Stansted, 55 chilometri a nord-est, utilizzato da Ryanair e numerose compagnie aeree nazionali; Luton, 56 chilometri a nord, anch’esso adibito principalmente a voli nazionali; City, 10 chilometri a est, sempre pieno di jet privati; e Southend, 64 chilometri a est, nato come aeroporto militare. Una volta in centro, muoversi è facile quanto costoso, soprattutto se appena arrivati non si acquista la Oyster Card, la carta ricaricabile che dà diritto a sconti notevoli sui mezzi pubblici. Oltre alla metropolitana, infatti, i può contare su autobus (i celebri big red bus), tram e ferrovie.


 Pubblicato da - 26 Ottobre 2008 - © Riproduzione vietata

29 Luglio 2014 Speakeasy a New York: i locali segreti come ...

Se l’America è da sempre la terra delle opportunità, ...

NOVITA' close