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Kunsthistorisches Museum, visitare il Museo della Storia dell'Arte di Vienna

Museo di Storia dell’Arte di Vienna ospita dei pannelli di Klimt, Il Kunsthistorisches Museum, è uno dei luoghi imperdibili della capitale austriaca. Vasta collezione di quadri e opere d'arte dell'antichità, a pochi passi dal Ring di Vienna.

Tra i musei più conosciuti di Vienna c’è il Kunsthistorisches Museum, il grande “Museo della Storia dell’Arte” della capitale austriaca. Il numero dei visitatori, le dimensioni, la quantità e la qualità delle opere in esposizione sono quelle dei più grandi allestimenti europei, ma a rendere unico il Kunsthistorisches è il contesto nel quale è immerso, dal sontuoso edificio ottocentesco ispirato al Rinascimento italiano che lo ospita, alla magnifica cornice di Maria-Theresien-Platz e del MuseumsQuartier. Senza contare la data di inaugurazione, avvenuta addirittura il 17 ottobre 1891 sotto gli occhi dell’imperatore Francesco Giuseppe I (1830-1916).

Prima di entrare, trascorrete qualche minuto ad ammirare la monumentalità del palazzo, sormontato da una cupola a base ottagonale alta 60 metri. Varcato l’ingresso vi troverete dinanzi l’imponente scalone principale, dal quale si ammirano scorci interessanti della cupola e si apprezza la dovizia dei marmi policromi delle colonne. In cima troneggia il massiccio gruppo scultoreo eseguito nel 1805 da Antonio CanovaTeseo e il Centauro”, mentre soffermandosi sugli affreschi dorati che circondano gli archi e i capitelli delle colonne è impossibile non notare lo stile di Gustav Klimt, tra i più grandi esponenti dell’Art Nouveau a livello internazionale.

All’interno del Kunsthistorisches Museum trovano posto antichità egizie e romane, vaste collezioni rappresentative delle maggiori scuole pittoriche europee e tanti altri oggetti appartenuti alla famiglia reale degli Asburgo. Se avete poco tempo privilegiate la visita della Pinacoteca (Gemäldegalerie), al primo piano, che ospita celeberrimi capolavori di artisti tra i più conosciuti della storia, per poi eventualmente proseguire con la raccolta egizia, quella greco-romana e con la Kunstkammer, il “Gabinetto dell’arte e delle curiosità” che espone magnifici tesori accumulati nel corso dei secoli dagli antichi reali.

Il percorso di visita della Pinacoteca inizia dall’ala occidentale con le sale dedicate alla pittura italiana, ed in particolare con tre grandi ambienti imperniati intorno ai grandi maestri della pittura veneziana del XVI secolo: Tintoretto, Tiziano e Veronese. Tra le molte opere esposte, per ciascuno di essi potremmo citare rispettivamente “Susanna e i vecchioni”, che materializza il desiderio per il morbido corpo femminile della fanciulla, “Ninfa e pastore”, una scena pastorale dall’aura mitologica e “Lucrezia”, drammatica rappresentazione del suicidio dell’eroina romana ritratta nell’atto di trafiggersi il petto con un pugnale.

La quarta sala contiene la magnifica “Madonna del Belvedere” dipinta da Raffaello nel 1505, mentre nella quinta si può ammirare l’impeccabile esecuzione datata 1603 della “Madonna del Rosario” di Caravaggio, simbolo per eccellenza del barocco italiano. Sala 7 evoca stupore e allegria grazie alle incredibili composizioni antropomorfe eseguite da Giuseppe Arcimboldo (1526-1593), che nel comporre i suoi quadri si è ispirato alle stagioni, come “Estate” e “Inverno”, ed agli elementi, vedi “Fuoco”. Infine, l’artista più importante delle ultime sale di questa prima sezione dedicata non solo alla pittura italiana ma anche a quella spagnola e francese è Diego Velázquez (1599-1660), pittore spagnolo che operò alla corte reali a cavallo della metà del XVII secolo.

Terminata questa prima sezione, riattraversate il vano scala e accedete all’ala orientale del primo piano del palazzo, dove è celebrato il Rinascimento tedesco, splendidamente incarnato dalle tele di Lucas Cranach il Vecchio (1472-1553) e soprattutto da quelle di Albrecht Dürer (1471-1528), maestro nell’utilizzo della luce e nella composizione della scena. In seguito si passa in rassegna il barocco fiammingo, segnato dalla presenza di numerosi dipinti che illustrano i temi della Controriforma. Tra gli artisti che meglio lo hanno rappresentano spicca Pieter Paul Rubens (1577-1640), raccontato da tantissimi quadri uno più bello dell’altro quali “Medusa”, “Festa di Venere Verticordia” e “Trittico di San Ildefonso”.

Grossomodo coevi al grande pittore di Anversa sono gli olandesi Rembrandt van Rijn (1606-1669) e Jan Vermeer (1632-1675), i maggiori esponenti del cosiddetto “secolo d’oro olandese”, mentre a chiudere questa prima sezione sono tre sale dedicate a Antoon Van Dyck (1599-1641) e Pieter Bruegel il Vecchio (1525-1569). Il primo, maestro del barocco fiammingo, ha tradotto in pittura la propria devozione dipingendo tele quali “La visione del beato Herman” e “Madonna col Bambino e Santa Rosalia, Santi Pietro e Paolo”, del secondo, simbolo del Rinascimento fiammingo, spicca la famosa “Torre di Babele”, una rappresentazione potente e dettagliata del vano tentativo dell’uomo di raggiungere le vette divine.

Scendendo al piano terra, se ne avete ancora le forze, meritano una visita le altre tre sezioni del museo, quelle dedicate rispettivamente ai reperti egizio-orientali, all’arte antica ed alle curiosità custodite nella Kunstkammer. Quest’ultima collezione occupa tutta l’ala orientale dell’esposizione al piano terra e, dopo anni di chiusura, è stata finalmente riaperta al pubblico nel marzo del 2013. Nelle 20 sale in cui è suddiviso il “Gabinetto dell’arte e delle curiosità” sono radunati innumerevoli oggetti d’arte, manufatti preziosi e rarità di ogni genere, da tazze in avorio di narvalo a segnaposti con incastonati denti fossili di squalo. Da vedere, in particolare, la saliera scolpita a mano all’inizio del Cinquecento dall’orafo fiorentino Benvenuto Cellini e le sculture in avorio realizzate nella prima metà del XVII secolo dal Maestro delle Furie.

Accanto alla Kunstkammer, nelle due sezioni in cui è suddivisa l’ala occidentale del palazzo, trovano posto le collezioni egizio-orientale e di arte antica. La prima stimola l’interesse dei visitatori grazie ai tesori provenienti dall’antico Egitto, da manufatti del periodo predinastico a opere dell’Antico Regno, senza contare i sarcofagi in pietra, le maschere dorate delle mummie e i busti di principi e sacerdoti del periodo tolemaico e dell’inizio dell’età greco-romana. La collezione di arte antica, invece, abbraccia un periodo di tre millenni rivelando la spiccata passione asburgica per le antichità greche e romane. In questa sezione si trovano oggetti artistici ciprioti e micenei, tra cui anche frammenti di fregio del Partenone, e diversi manufatti di matrice italiana dall’età preromana all’alto Medioevo.

Il Kunsthistorisches Museum è aperto da martedì a domenica dalle 10.00 alle 18.00, con apertura straordinaria ogni giovedì sera fino alle 21.00. Per accedervi occorre acquistare un biglietto al costo di 14 euro per gli adulti, gratuito per i minori di 19 anni. Per raggiungere il museo potete prendere indifferentemente la linea U2 o U3 della metropolitana scendendo a Volkstheater o MuseumsQuartier, mentre per maggiori informazioni sulle mostre temporanee potete consultare il sito in inglese e tedesco www.khm.at.

 Pubblicato da il 30/12/2015 - 3.411 letture - ® Riproduzione vietata

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