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Le sagre, i festival e gli eventi in Umbria pił importanti

È l’unica regione dell’Italia peninsulare a non essere bagnata dal mare, perfettamente incastonata nel centro del Bel Paese, come un cammeo portato al collo con eleganza. Il territorio è non molto equamente diviso tra montagne, circa il 30%, e colline, il restante 70%, e regala una superficie boscosa fitta che raggiunge il 30% e preziosi gioielli come il Lago Trasimeno, il più grande dell’Italia centrale, le Cascate delle Marmore, tra le più belle in tutta Europa, e i meravigliosi borghi medievali adagiati ovunque.
L’Umbria è, dunque, il “polmone verde” dello Stivale e propone paesaggi incontaminati, alcuni ancora intatti, che si snodano lungo i saliscendi disegnati dalle pendici dei rilievi. Pace, semplicità ed un contatto autentico con il territorio sono gli ingredienti principali che caratterizzano l’offerta turistica della regione.
A questi va indubbiamente aggiunta l’anima profondamente spirituale della regione, terra di fede e pellegrinaggi, visto che, non a caso, ha dato i natali a San Francesco, a Santa Chiara e a Santa Rita, tanto per fare il nome di qualche big.
Terra, quindi profondamente legata alle tradizioni più antiche agricolo-pastorali e alla sua storia che racconta di un territorio che non ha mai realmente saputo liberarsi dalla forte influenza dello Chiesa; tutto ciò lo si ritrova nelle numerose feste popolari, rievocazioni storiche, manifestazioni folcloristiche e sagre enogastronomiche che mantengono quelle caratteristiche di semplicità, equilibrio e armonia che affascinano tutti i visitatori.
Vi proponiamo, quindi, un viaggio tra i più interessanti e caratteristici eventi dell’Umbria, con l’obiettivo di rendere indelebile il ricordo della vostra vacanza in questa meravigliosa regione.

Proprio per quanto descritto nel paragrafo precedente, partiamo da una delle più antiche manifestazioni religiose dell’Umbria: la Festa dell’Illuminata di Trevi, in onore di Sant’Emiliano, noto ai più come San Miliano, il patrono della splendida cittadina. Molto sentito il suo culto, tant’è che il millenario albero d’ulivo presso cui fu decapitato, ubicato a tre chilometri, è ancora oggetto di venerazione.
Nelle splendide stradine di quello che dobbiamo considerare come uno dei più bei borghi dell’Umbria, la sera del 27 gennaio a partire dalle 18:30 prende il via, tra Vespri Solenni e Sante Messe, la processione, il momento clou della quale è rappresentato dalla processione che porta la statua del Santo, seguendo un antico percorso che si ripete da sempre; in testa al corteo sfilano, in un clima di solenne partecipazione, i labari, i cerei, o candelore, e i gonfaloni, come simboli delle associazioni e delle imprese della città, quelle che anticamente erano rappresentate delle Corporazioni delle Arti e dei Mestieri.

Con febbrario ci dedichiamo, invece, un po’ allo svago, spostandoci di una ventina chilometri in direzione sud per partecipare al Carnevale di Spoleto che, con i suoi spettacolari carri allegorici si posiziona non solo come il più suggestivo tra i carnevali dell’Umbria, ma anche nella top ten nazionale.
Nella sontuosa cittadina, considerata l’antica capitale dei Longobardi, un vero scrigno di ricchezze sconosciute, sono più di 1.500 le persone che contribuiscono a dare vita alla ricca sfilata lungo le vie del centro storico, che vede artisti provenienti da tutto il mondo, musici, gruppi folcloristici, sbandieratori e bande musicali, accompagnare i sontuosi carri, per la realizzazione dei quali i mastri cartapestai di Spoleto lavorano per mesi.
Ovviamente le fatiche dei partecipanti spese a danzare e cantare vengono sostenute dai numerosi banchetti gastronomici presso i quali è possibile assaggiare, oltre alle frappe, alle castagnole, alle cicerchiate e agli struffoli, la crescionda spoletina, una succulenta torta a base di cioccolato e amaretti che si può mangiare solo da queste parti. E che, vi garantiamo, già da sola merita la visita.

Ritorniamo alla spiritualità che caratterizza questa regione con la Processione del Venerdì Santo di Gubbio, una delle rappresentazioni religiose dell’Umbria più suggestive e commoventi.
Al suono del Miserere sfila, tra le strade principali della magnifica cittadina adagiata sulle falde del Monte Ingino, la processione che rievoca la Passione di Cristo; uomini in saio incappucciati portano i simboli di questo centrale evento, caro a tutto il mondo della Cristianità: i 40 denari, la corda, la corona di spine, la scritta INRI, i chiodi, il martello, il sudario e molto altro ancora.
A seguire arrivano la Statua del Cristo Morto e quella della Madonna Addolorata, portate da uomini in saio bianco, e al loro passaggio vengono accesi bracieri e grandi fuochi, a sottolineare la solennità sacrale della manifestazione.

La primavera la accogliamo a suon di fiori e di allegria, a Castiglione del Lago, una delle località più belle tra quelle che si affacciano sul Lago Trasimeno. È qui che ogni anno viene allestita la Festa del Tulipano e le vie del piccolo borgo lacustre vengono addobbate, appunto, con tulipani di ogni tipo e colore.
La tradizione di quella che non possiamo non considerare la più originale delle feste popolari dell’Umbria ha origini negli anni ‘50/’60 del secolo scorso, quando alcuni coltivatori olandesi si installarono sulle rive del lago per coltivare il fiore caratteristico della loro terra. Oggi, nonostante che la coltivazione di tulipani non sia più una prerogativa del luogo, la tradizione di questa festa rimane ben radicata nella cultura locale.
Nelle giornate centrali della kermesse sfilano carri allegorici, anch’essi addobbati con tulipani, a rievocare gli splendori cinquecenteschi, quando la cittadina era un marchesato molto ricco.
Ovviamente non mancano gli stand gastronomici, le esibizioni di sbandieratori e di artisti di strada, concerti e balli, per dare sostegno al divertimento di tutti i partecipanti.

In maggio torniamo a Gubbio per una delle più affascinanti feste folkloristiche dell’Umbria, indubbiamente una delle più antiche di tutta Italia: la Festa dei Ceri. A cavallo tra sacro e profano, l’incantevole manifestazione vuole essere sia un tributo al patrono Sant’Ubaldo che la rievocazione di un’antichissima festa dedicata alla dea latina Cerere, anche se questa seconda ipotesi non è documentata come la prima. Qualunque sia la sua origine, però, il suo svolgimento richiama ogni anni migliaia di spettatori, i quali vengono catturati dalla magica atmosfera che si sprigiona durante le fasi più salienti.
Ma cosa sono i Ceri? Molto semplicemente sono alte e pesanti strutture lignee sulle quali svettano tre statue, quella di Sant’Ubaldo (protettore dei muratori), quella di San Giorgio (protettore dei merciai) e di Sant’Antonio Abate (protettore degli asini e dei contadini); durante la giornata di festa vengono portate a spalla, e di corsa, dai ceraioli fin sulla vetta del Monte Ingino; una delle immagini più suggestive di tutta la corsa è vedere come il corteo di corridori fende la folla che si apre a ventaglio per permetterne il passaggio.
La corsa è stremante perché i Ceri sono ingombranti e pesanti e il percorso è difficile e aspro, ma ogni eugubino che si rispetti considera un onore poter far parte dell’equipaggio che affronta questa mistica avventura.

Con l’avvicinarsi dell’estate si apre la stagione delle sagre gastronomiche dell’Umbria, alle quali non possiamo certamente mancare.
Partiamo con Fior di Cacio di Vallo di Nera, piccolo borgo medievale fortificato della Valnerina. Si tratta di una ghiotta Mostra Mercato che si svolge a giugno e presenta le specialità casearie della regione, ospitando i maggiori produttori; numerosi gli stand presso i quali è possibile degustare i migliori formaggi della tradizione umbra.
Spazio dedicato anche a eventi culturali, esibizioni di artisti di strada e concerti popolari, alla riscoperta dei sapori più antichi e delle origini contadine scritte nel DNA della regione.

Al culmine dell’estate ci dedichiamo invece ad Assisi, città che vanta un patrimonio religioso e spirituale straordinario, tanto da essere considerata una delle mete di pellegrinaggio in Italia preferite dai fedeli di tutto il mondo. Questa splendida cittadina, come è risaputo, dette i natali a San Francesco e proprio in un episodio relativo alla sua vita risiedono le origini della Festa del Perdono, che ogni anno richiama una folla di pellegrini alla ricerca della Grande Indulgenza della Porziuncola.
La Porziuncola è la chiesetta, attualmente situata all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli, presso la quale il Santo si fermava spesso a pregare e meditare; proprio qui, nella notte del 1216, mentre era immerso in preghiera, apparvero Cristo, la Madonna e gli Angeli, ai quali San Francesco chiese il “perdono per tutte le anime”.
Da quel momento in poi, ogni anno, da mezzogiorno del 1° agosto a mezzanotte del giorno successivo, viene concesso il Grande Perdono a tutte le parrocchie e le chiese francescane.
L’atmosfera di profonda solennità che si respira mentre la fiumana di fedeli sfila in ordinata processione lungo il percorso, si confessa, partecipa alla celebrazione eucaristica e prega, ha un valore altamente spirituale e rappresenta un’esperienza imperdibile per chiunque, credente o meno che sia, si trovi in Umbria in questo periodo.

Cambiamo completamente registro e dedichiamoci ad eventi un po’ più conviviali, come la Festa della Cipolla di Cannara, solitamente allestita tra la fine di agosto e la prima settimana di settembre. Le due protagoniste indiscusse di questo piccolo borgo ubicato a circa 30 chilometri a sud di Perugia sono la Vernaccia e la famosa cipolla locale,  che viene coltivata con successo grazie alla predisposizione naturale del terreno, particolarmente argilloso.
È un’autentica gioia per il palato, e per l’olfatto, aggirarsi tra le sei taverne rionali presso le quali il prezioso bulbo viene servito "in tutte le salse"; ogni sera vengono infatti offerti menu con piatti appartenenti alla tradizione culinaria regionali, tutti a base di cipolla, dolci compresi, come le pennette alla cipolla, cipolle arrosto o lo straordinario bombolone alla cipolla.
Non mancano, infine, i soliti eventi a corollario, come concerti, mostre fotografiche, giochi per i più piccini e momenti di autentico folclore.

La fine dell’estate l’accogliamo invece a Gualdo Tadino, la nota cittadina ubicata ai piedi dell’Appennino, a pochi chilometri dal confine con le Marche; è qui, infatti, che ogni anno si svolgono gli attesissimi Giochi de le Porte, la più originale e divertente tra le rievocazioni storiche dell’Umbria.
Le Porte, Porta San Donato, Porta San Facondino, Porta San Benedetto e Porta San Martino, sono i quattro antichi rioni in cui era suddivisa la città e sono i loro rappresentanti gli attori principali di tutta la manifestazione, il cui evento clou è sicuramente rappresentato dalle gare per poter conquistare il Palio.
Si parte con i carri guidati dagli aurighi e trainati da somari e si termina con la cavalcata simultanea dei quattro fantini, ognuno ben accomodato sul suo somaro, il quale, per non smentire la il pensiero popolare, dimostra sempre una certa testarda autonomia e non sempre si fa guidare dove il cavaliere vorrebbe farlo andare.
Ovviamente non mancano le taverne aperte e ben disponibili a rifocillare i visitatori, il corteo storico, gli spettacoli musicali, i giochi per intrattenere i più piccoli e l’immancabile spettacolo pirotecnico finale.

Il prossimo evento lo dedichiamo, invece, ai golosi di tutto il mondo, che, siamo certi, ci ringrazieranno. Proprio nella meravigliosa Perugia si svolge in ottobre quella che tra le manifestazioni fieristiche dell’Umbria è sicuramente la più amata e visitata: l’Eurochocolate, affettuosamente chiamato Eurochoc.
Come è facile intuire la guest star è lei, la cioccolata: polveri di cacao, cioccolatini, praline, creme spalmabili, tavolette aromatizzate e chi più ne ha più ne metta. Un tripudio per le papille gustative di chiunque!
E ancora: laboratori, stand espositivi, veri e propri contest in cui è possibile vedere i migliori maestri cioccolatieri nazionali e internazionali all'opera su vere e proprie sculture di cioccolata, percorsi di degustazioni e iniziative culturali. Infine, per chi non si vuole far mancare proprio nulla, c’è pure la Choco Card, grazie alla quale si può dare addio senza rimpianto alla dieta e avere accesso a moltissimi assaggini gratuiti.

Concludiamo la nostra rassegna tra le sagre enogastronomiche dell’Umbria con la Festa del Bigonzone; siamo a Monterubiaglio, piccola frazione del comune di Castel Viscardo, e qui, nei giorni dell’estate di San Martino, si allestiscono le tavole con tutto ciò che la Natura mette a disposizione in questo periodo: vino novello della vendemmia appena conclusa, l’olio appena franto, le castagne raccolte nei boschi che costellano il territorio, polenta, funghi e il bujone,la pietanza tipica a base di fagioli, salsiccia e quant’altro. Il buon vino, superbo secondo chi ha avuto la fortuna di assaggiarlo, viene spillato direttamente dal Bigonzone, il grande bigoncio murato in cima, all’interno del quale il prezioso liquido ha riposato per circa un mese.
Non mancano, ovviamente, concerti popolari, canti e balli della tradizione ed esibizioni di folclore che contribuiscono a rendere particolarmente divertente tutta la giornata.

Con dicembre diamo il via alle manifestazioni natalizie dell’Umbria, che, vista la spiccata vocazione religiosa che si respira da queste parti, sono particolarmente sontuose e solenni.
Torniamo sulle pendici del Monte Ingino, dove ormai dal 1981 viene allestito l’Albero di Natale di Gubbio, il più grande di tutto il mondo. Più di 650 metri di altezza che si snodano sulla parete del rilievo montuoso, più di 250 punti luminosi verdi che disegnano il contorno della spettacolare creazione luminosa, più di 300 luci colorate che illuminano l’interno e una stella cometa di più di 1.000 mq realizzata con luminarie bianche; numeri da record, insomma, e infatti l’Albero di Gubbio nel Guinness dei Primati c’è entrato davvero, che danno vita a uno spettacolo davvero mozzafiato.
La scultura luminosa viene realizzata ogni anno dagli alberaioli, volontari che cominciano fin da settembre a scorrazzare sulle strade del Monte Ingino, e rimane accesa, regalando un’atmosfera di profonda pace e spiritualità, dal giorno precedente l’Immacolata a quello successivo l’Epifania. Uno spettacolo imperdibile.

Proseguiamo con un appuntamento che ci permetta di dedicarci ad un po’ di sano shopping a tema con i Mercatini di Natale di Perugia, tra i mercatini di natale dell’Umbria sicuramente i più attesi e amati.
Allestiti all’interno della Rocca Paolina, da sempre uno dei simboli del potere pontificio in Italia, gli stand e i banchi danno vita ad una suggestiva mostra mercato di oggetti dell’artigianato locale, con qualche spunto particolarmente artistico e originale.
Ampio spazio è dedicato anche agli oggetti più classici, come i presepi, le decorazioni natalizie e le luminarie, e al mangiare ghiotto e goloso che la stagione impone: panpepati, torciglioni, maccheroni dolci e pinoccate, il tutto da mandare giù con un caldo e aromatico vin brulè.

Non possiamo che concludere il nostro tour tra le tradizioni della regione con il Presepe Vivente nel Pozzo di Orvieto, uno dei più originali e suggestivi presepi dell’Umbria, se non addirittura uno dei più belli dell’Italia intera.
Come suggerisce il curioso nome, si tratta di una ricostruzione fedele della Natività allestita nel Pozzo della Cava, ovvero nei sotterranei di Via della Cava, il cuore più antico della splendida città medievale stretta tra l'Umbria e il Lazio.
Con un’altezza di 14 metri, i sotterranei permettono al visitatore di muoversi lungo un percorso elicoidale che parte dal basso e finisce nella parte superiore; il percorso stesso diventa parte integrante dell’affascinante esperienza, perché permette di visitare le 9 grotte che si snodano lungo il cammino, ricche di ritrovamenti archeologici di infinito pregio e valore, risalenti addirittura all’epoca degli Etruschi.
A ciò va aggiunta la possibilità di vedere uno dei Presepi Viventi più belli d’Italia che propone ogni anno allestimenti affascinanti e sempre diversi e, grazie ai personaggi meccanici a grandezza naturale, ricrea le scene più toccanti della nascita di Gesù, raccontando, fin nei minimi dettagli, il paesaggio e l’atmosfera di quel giorno che ha segnato in modo indelebile le sorti di tutto il Cristianesimo.

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