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  • Le sagre, i festival e gli eventi in Sardegna più importanti

    Qualcuno dice sia l’isola più bella del mondo, con quelle spiagge di sabbia finissima e quel mare color smeraldo, sinceramente difficile da trovare da altre parti, per cui è meta ambita di qualsiasi turista appassionato di mare, sole e buona tavola; noi non sappiamo se è la più bella in assoluto, ma certamente è un isola talmente bella che riesce a incantare chiunque sbarchi sul suo suolo: è la Sardegna, terra di contrasti paesaggistici aspri, di persone ruvide e ospitali, di capolavori culinari e di preziosi monumenti storico-artistico-culturali.
    La Costa Smeralda, con Porto Cervo e le sue rinomate spiagge, le Sette Sorelle dell’Arcipelago della Maddalena, il Gennargentu, i misteriosi complessi nuragici che testimoniano la storia millenaria della regione, i borghi marinari che animano i quasi duemila chilometri di costa, la “case delle streghe” del Sulcis Iglesiente, il profumo di mirto, quello di corbezzolo e quello di rosmarino selvatico che si sentono nell’aria, i malloreddus, la burrida, il pecorino sardo e il Cannonau sono solo alcuni dei motivi che rendono questa regione unica e irripetibile.
    Con questa nostra guida sugli eventi in Sardegna vogliamo offrirvi l’opportunità di scoprire questa terra partendo dalle tradizioni più antiche, dalle sagre gastronomiche più gustose, dalle rievocazioni storiche più suggestive e dalle feste patronali più intense, con l’obiettivo di farvi amare questa ragione ancora di più di quanto già fate, nel caso fosse possibile.
    Preparatevi a partire, dunque, per un incantevole tour che vi conquisterà.
    Siete pregati di portare con voi un po’ di fantasia e tanta curiosità.
    Partiamo!

    Il sipario si apre su quella che, tra le feste popolari della Sardegna, sicuramente è una delle più antiche e sentite dalla popolazione: i Fuochi di Sant’Antonio Abate. Si tratta, infatti, di una manifestazione che è difficile collocare in una zona precisa della regione, perché i riti e i festeggiamenti prendono vita in tutti i comuni del territorio sardo.
    Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio di ogni anno vengono accesi imponenti falò nelle piazze principali delle città o sui sagrati delle chiese in onore del grande santo che annovera molti fedeli in tutto lo Stivale. La leggenda narra che il grande asceta egiziano scese fin giù negli inferi più profondi per rubare una scintilla di fuoco a Satana in persona e donarla agli uomini, portando loro luce e calore; per questo viene visto da tutta la comunità cristiana come un grande oppositore dei Demoni e, quindi del Male.
    Certo è che il contesto che si viene a creare è molto suggestivo e quasi magico: intorno alla grande catasta in fiamme i cittadini si raccolgono, fanno tre giri in senso orario e tre giri in senso antiorario, per chiedere la grazia a Sant'Antonio e attendono tutta la notte lo spegnersi della pira, conversando, cantando, danzando e mangiando le specialità e i dolci della tradizione che vengono spontaneamente portati dai partecipanti.
    Sas Tuvas, Sas Frascas, Sos Focos, Su Fogarone, Su Romasinu o Su Foghidoni, sono solo alcuni dei tanti nomi che la festa prende a seconda della zona in cui viene celebrata, e ciò non fa che confermare il profondo legame che la comunità sarda sente con questa manifestazione. Ovunque vi troviate, quindi, non perdete l’occasione di parteciparvi. Ne rimarrete incantati!

    Proprio nella notte dedicata ai Fuochi di Sant'Antonio si aprono anche i festeggiamenti per i carnevali in Sardegna, tra i quali quello di Mamoiada è uno dei più celebri. Le maschere tradizionali sono i Mamuthones, i quali indossano una maschera nera di legno d’ontano e pero selvatico e portano sulla schiena dei campanacci pesantissimi legati con cinghie di cuoio. e gli Issoahdores, i quali, invece, indossano una maschera bianca antropomorfa e vestiti decisamente più allegri. La sfilata dei Mamuthones e degli Issohadores è talmente solenne, gioiosa e ricca di rituali che possiamo affermare di trovarci di fronte alle maschere carnascialesche più importanti di tutta la regione.
    Ovviamente non mancano tante altre occasioni di divertimento: balli popolari, concerti, animazioni per i più piccini, giochi e scherzi per tutti, stand gastronomici che offrono succulente merende per i bambini e piatti locali per i più grandi, accompagnati sempre rigorosamente da uno dei prestigiosi vini sardi.

    Con la primavera si apre il periodo delle sagre gastronomiche della Sardegna, le quali, come è facile immaginare, sono alla perfetta portata di tutti i buongustai e i golosi più esigenti. La prima che vi presentiamo si svolge ad Alghero, la piccola Barcellona nazionale, nonché patria di una delle specialità più prelibate dei nostri mari: la Sagra del Bogamarí, ossia il riccio di mare. Ogni anno, a cavallo tra marzo e aprile, la zona del porto cittadino viene allestita con bancarelle presso le quali è possibile degustare il succulento interno rosso e morbido di questi bizzarri animali, appartenenti alla stessa famiglia delle stelle marine, accompagnato da pane e vino. Un trionfo della semplicità che permetterà di "assaggiare il mare”, perché questa è la sensazione quando si mette in bocca un riccio di mare, come qualcuno ha efficacemente descritto il gusto di questa rara prelibatezza.
    Il nostro consiglio è di non perdere questa occasione perché è molto difficile che ve ne possa capitare un’altra, in quanto la pesca di tale delizia è fortemente e regolamentata e limitata, e da aprile a novembre addirittura vietata. Affrettatevi!

    Ci dirigiamo, ora, sulla costa orientale per rinfrescarci la bocca con la Sagra degli Agrumi di Muravera, un appuntamento di inizio aprile considerato l'apripista della stagione turistica di una delle più caratteristiche località di mare della Sardegna più selvaggia e autentica.
    L’inebriante profumo di arance, limoni, clementine, pompelmi e mandarini si leva dai banchetti allestiti per le strade della graziosa cittadina e la manifestazione diventa occasione non solo di presentare i preziosi frutti della zona, ma anche di accogliere la primavera e i visitatori, che si presentano ogni anno sempre più numerosi, pronti a partecipare ai numerosi eventi collaterali che rendono questa manifestazione così attesa.
    La sfilata di carri della domenica mattina, gli Etnotraccas, piccoli musei su ruote che rappresentano episodi e momenti di vita del passato, e il corteo di figuranti in costume aprono la domenica mattina e annunciano una giornata di divertimento puro, tra balli, concerti, duelli all’arma bianca, conferenze, mostre, laboratori didattici e gastronomici dove si potranno scoprire proprietà, caratteristiche e curiosità di uno dei tesori del settore agroalimentare del Belpaese.

    Se, invece, volete andare a curiosare tra le manifestazioni folcloristiche della Sardegna più originali, non potete perdervi la Cavalcata Sarda di Sassari, appuntamento irrinunciabile del maggio sardo. La tradizione vuole che l’origine della manifestazione vada ricercata nell’ormai lontano 1889, quando il re Umberto I passò di qui insieme alla regina Margherita per partecipare all’inaugurazione del monumento dedicato a Vittorio Emanuele II.
    Numerosi i gruppi folk che provengono da più di 70 comuni dell’isola e formano il corteo colorato e festoso: le traccas, i carri-museo tradizionali, sfilano, i cavalieri e le amazzoni si lanciano in ardite pariglie e centinaia di figuranti in costume danzano e ballano.
    Una giornata di festa che esprime con fierezza la forte identità sarda e che si conclude con concerti di musiche popolari, al suono di launeddas e fisarmoniche, balli folcloristici, incontri didattici e intrattenimenti per i più piccoli, senza dimenticare le varie rassegne gastronomiche che permetteranno ai visitatori di scoprire i sapori più autentici della tradizioni eculinarie sarde.

    In estate, invece, si svolge Una Notte in Italia, il più importante festival della Sardegna, dedicato quasi completamente al cinema italiano; si tratta di una kermesse open air che si tiene, per circa una settimana ogni anno in luglio, sull'isola disabitata di Tavolara e nelle suggestive località della costa orientale situata di fronte all’imponente lama di granito che forma questa piccola isola del Golfo di Olbia.
    Si tratta di un classico appuntamento che vede sfilare le più importanti stelle del cinema nazionale e presenta le migliori pellicole del panorama cinematografico tricolore; uno spazio viene tradizionalmente dedicato anche al cinema sardo, con l'intento di valorizzare il lavoro di registi locali emergenti, sotto la guida del sempre attento Neri Marcorè.
    Interessanti anche gli eventi collaterali, tra incontri organizzati con i protagonisti dei film in calendario, mostre, spettacoli e omaggi dedicati ai più grandi attori del nostro cinema, laboratori di fotografia e di cinema, oltre all'evento irripetibile e naturale rappresentato dalla bellezza di queste coste che formano una delle aree marine protette e sono un autentico paradiso ambientale. Speciali corse con i traghetti vengono appositamente organizzate prima e dopo la programmazione, al fine di permettere agli spettatori di raggiungere agevolmente la sala cinema allestita all'aperto.

    Mangiamo un boccone prima di ripartire alla scoperta delle feste tradizionali della Sardegna. Ci dirigiamo a Sadali piccolo comune situato nella parte più meridionale dell’Ogliastra, quella lingua di terra di incantevole bellezza situata tra le cime del Gennargentu e il Mar Tirreno, considerata un vero e proprio anfiteatro naturale affacciato sul mare.
    Qui in uno dei primi weekend di agosto si svolge la Sagra dei Culurgionis, senza dubbio il piatto più famoso di questa zona, nonché uno dei capisaldi economici della regione. Si tratta di una pasta ripiena di un cuore morbido di patate e menta, una vera prelibatezza della tradizione gastronomica sarda che affonda le sue radici nell’anima agro-pastorale di questa terra. Gli stand che vengono allestiti lungo le strade del centro storico propongono ai visitatori il gustoso "gnocco sardo" insieme a altri prodotti tipici, accompagnati da numerosi calici dei vini locali. Vi garantiamo che le vostre papille gustative faranno festa. E anche voi!

    Torniamo nel nord della Sardegna, a Sassari, per l’esattezza, città che ha nel suo DNA l'autonomia e l'indipendenza. Qui si svolge la Faradda di li Candareri, la Discesa dei Candelieri, la “festa grande” dei sassaresi, nonché una delle più importanti processioni religiose della Sardegna. Si celebra la sera prima di Ferragosto, da oltre 700 anni, in onore della Vergine Assunta, con la quale la popolazione ha stretto un voto per ringraziarla di aver liberato la città dalla terribile pestilenza del 1652, cessata proprio il 14 agosto.
    Il clou di tutta la manifestazione, che si apre il 4 agosto e si chiude il 16, è la suggestiva processione dei candelieri, ossia delle grandi colonne di legno che rappresentano dei ceri votivi, portati a spalla dai rappresentanti dei vari Gremi, le antiche corporazioni di arti e mestieri d'origine catalana presenti in tutta la regione: i piccapietre, i viandanti, i contadini, i calzolai, i sarti, i falegnami, i massai, gli ortolani e i muratori.
    La festa è talmente importante e intensa da essere stata introdotta nel Patrimonio Orale e Immateriale dell'Umanità da parte dell'Unesco e richiama, infatti, ogni anno più di 100.000 visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
    I preparativi cominciano di mattina presto 1il 4 agosto, quando vengono vestiti i piccoli candelieri, i quali sfilano fieri nella corso del pomeriggio; è poi il turno dei medi candelieri, che sfilano per le vie cittadine del centro storico nel pomeriggio del 10 agosto. Prendono, quindi, il via a una serie di eventi collaterali, tra spettacoli, concerti, allestimenti di stand gastronomici, intrattenimenti per i più piccini e il consueto spettacolo pirotecnico finale che chiude, la sera del 16 agosto, tutta la kermesse.

    La penisola del Sinis, situata sulla costa occidentale all’altezza di Oristano, propone al visitatore non solo scorci paesaggistici di magica suggestione, tanto da essere inserita, non a caso, dalla Commissione Europa nell’elenco degli EDEN, Europeans Destinations of Excellence, ma anche uno degli eventi folcloristici della Sardegna più intensi e sentiti dalla popolazione: la Corsa degli Scalzi di San Salvatore in Sinis.
    Da sottolineare che questo piccolo e antichissimo borgo già di per sé merita una visita per le sue peculiarità storiche, architettoniche e anche scenografiche. Fondato in età nuragica, trasformato durante il dominio spagnolo e utilizzato per molto tempo come set cinematografico per girare i film spaghetti-western si presta in modo particolare a quello che viene messo in scena nel primo fine settimana di settembre, quando circa 900 “curridoris” scalzi portano la statua di San Salvatore da Cabras al piccolo borgo, andata, il sabato mattina, e ritorno, la domenica sera, sui 7 chilometri del sentiero sterrato che divide i due piccoli centri urbani.
    Nel frattempo si aprono i festeggiamenti, con concerti tradizionali di fisarmoniche e launeddas, balli sardi in piazza, e la Sagra del Muggine e della Vernaccia. giusto per non farsi mancare niente, nell'ambito della quale sarà possibile assaggiare i piatti a base del noto e gustoso pesce da cui si ricava la bottarga e degustare qualche calice del robusto e delizioso vino locale.

    L’autunno è in arrivo e ci dirigiamo in montagna, ad Aritzo, borgo fatto di case in pietra e strade acciottolate e circondato da foreste di castagni secolari. Qui si svolge, nell’ultimo fine settimana di ottobre, la Sagra della Castagna e delle Nocciole, i preziosi frutti di questa terra che vengono offerti ai presenti, insieme ad altri prodotti tipici della montagna come i frutti di bosco, i funghi, salsicce, salumi, dolci e confetture, direttamente dai produttori locali. Un mercatino dell’artigianato accompagnerà i passi dei visitatori e simpatici eventi collaterali renderanno la giornata particolarmente piacevole; concerti e intrattenimenti musicali, mostre artistiche, esibizioni itineranti, escursioni guidate e sfilate di bande musicali e di gruppi folk in costume sono solo alcune delle numerose attività previste per i due giorni di festa. Molto interessante, per i cultori del genere, è anche lo spazio dedicato alla presentazione del vino novello della stagione, sempre delizioso e molto vivace, che, siamo certi, contribuirà a rendervi particolarmente allegri.
    Da mettere assolutamente in programma, infine, una visita al Bosco di Castagni di Geratzia che ospita esemplari straordinari di questo meraviglioso albero, così prezioso per l’economia locale.

    Non ci allontaniamo troppo da questi magici luoghi e andiamo a scoprire una delle più belle tradizioni popolari della Sardegna dedicata agli antichi rituali locali che vengono ogni anno celebrati per tributare un rispettoso ricordo ai propri morti. Andiamo a Seui, il più importante centro della Barbagia, abbarbicato a 800 metri di altezza sulle pendici meridionali del Gennargentu e considerato uno dei più bei borghi della Sardegna.
    Nei giorni compresi tra il 30 ottobre e il 2 novembre prende ogni anno vita Su Prugadoriu che ripropone tradizioni come la processione dei bambini che passano di casa in casa per chiedere un’offerta dedicata alle anime dei morti intrappolate nella lunga attesa del Purgatorio, gli “is attitidus”, popolari nenie cantate durante i funerali, e la sfilata delle maschere della zona, che alleggeriscono l’atmosfera un po’ struggente.
    Ad alleggerire l’atmosfera contribuiscono anche le aperture dei “mangasinus”, storici laboratori artigianali all’interno dei quali vengono allestiti stand che propongono prodotti tipici della tradizione, le numerose sfilate, i giochi organizzati per i più piccini, i concerti serali e le serate danzanti.

    Terminiamo il nostro piccolo tour montano recandoci a Desulo, piccolo borgo ubicato a soli 25 km da Fonni, il paese più alto della regione nonché, tra le poche località sciistiche della Sardegna, la più rinomata. Qui si respira un’aria fresca, gli orizzonti si aprono sulle vallate sottostanti e la bellezza della natura selvaggia e imponente incanta qualunque visitatore.
    Ogni anno, nella prima settimana di novembre, in questo piccolo pugno di case, il cui ingresso è contornato d’azzurro, e sulle piccole strade acciottolate che s’inerpicano strette fino al culmine del paese, prende vita quella che tra le mostre mercato della Sardegna è senza ombra di dubbio la più identitaria: la Montagna Produce. Una kermesse di cinque giorni per presentare ai visitatori le ricchezze della montagna, dai prodotti tipici enogastronomici, alle tradizioni agro-pastorali più antiche, ai prodotti artigianali locali, ai resti storici e architettonici, risalenti addirittura all’Età del Bronzo. E ancora, esibizioni itineranti di gruppi folk, concerti, spettacoli danzanti e rappresentazioni teatrali, fino ad arrivare all’evento clou, ovvero il Premio Letterario dedicata a “Montanaru”, al secolo Antioco Casula, il maggior poeta di lingua sarda cui questo ameno paesino ha dato i natali.

    Dicembre è in arrivo e con lui si preparano a partire anche Babbo Natale, i Re Magi e la Befana. Non ci vogliamo far trovare impreparati e ci dirigiamo, dunque, ad Alghero, dove ogni anno va in scena l’ormai tradizionale Cap d’Any, 40 giorni, da inizio dicembre a gennaio inoltrato, di eventi, attività ludiche, manifestazioni, esibizioni, tributi, concerti che prendono vita nello scenografico allestimento con cui viene vestita la bella città costiera. Più di un mese da passare nell’attesa della festa più bella dell’anno immersi in un’atmosfera magica e veramente suggestiva.
    La proposta della kermesse algherese è sontuosa, ma, forse, vi lascerà il tempo di fare un salto a Olmedo, dove avrete la possibilità di vedere il presepe più curioso del mondo, il Presepe di Pane Artistico, realizzato completamente con pasta di pane a cui sono stati aggiunti particolari additivi per garantire la giusta consistenza. Più di 160 personaggi cesellati con maestria dagli artigiani locali che danno vita a un’opera artistica di rara bellezza.

    Vero è che, nonostante il calendario fitto di appuntamenti, non possiamo trascurare la tradizione dei mercatini di Natale della Sardegna e facciamo gli ultimi 22 chilometri in direzione nord-est per arrivare a Sassari, dove ogni anno vengono allestiti lungo le vie del centro storico banchetti che propongono prodotti dell’artigianato locale, perfetti per essere impacchettati e messi sotto l’albero, e stand enogastronomici presso i quali è possibile trovare tutte le prelibatezze della tradizione natalizia sarda, autentiche opere d’arte culinarie.