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Le sagre, i festival e gli eventi in Basilicata pił importanti

Incuneata tra giganti come la Puglia, la Calabria e la Campania, la Basilicata è la regione forse meno conosciuta ed apparentemente meno caratterizzata di tutto il Bel Paese. Chiamata anticamente Lucania, dal nome della popolazione autoctona, è stata conquistata dai bizantini nel medioevo che qui posero a presidio un basilikòs, un funzionario governativo, da cui deriva l’attuale toponimo.
Nel corso dei secoli è sempre stata terra di conquista dei popoli che si sono avvicendati durante le varie dominazioni, diventando territorio di confine, da spartirsi tra i vari e numerosi vincitori. Questo, insieme alla morfologia difficile ed aspra ha contribuito a rendere la Basilicata decisamente diversa dalle altre regioni meridionali dello Stivale, con le quali condivide la latitudine ma non le tradizioni.
Ad un entroterra difficile e montuoso corrispondono pochi chilometri di coste, una quindicina sul Mar Tirreno e poco meno di quaranta sul Mar Ionio, l’unica zona della regione in cui lo scenario cambia e si apre sulla Piana del Metaponto, ricca di agrumeti, ulivi, giardini.
Terra povera, dunque, che non ha visto né una grande urbanizzazione né un grande sviluppo, ma che può vantare un patrimonio paesaggistico selvaggio e ben conservato, ricco di oasi naturalistiche, come il Parco Nazionale del Pollino, e di parchi archeologici di immenso valore, che conservano resti di fortificazioni risalenti addirittura al VI secolo a.C.
La Basilicata è una regione complicata, quindi, abitata, però, da una popolazione orgogliosa e fiera che ha saputo conservare quasi intatte le tradizioni antiche delle varie dominazioni che si sono susseguite, in una miscellanea tra sacro e profano suggestiva ed affascinante che ancor oggi si può riscoprire nelle numerose sagre enogastronomiche, nelle rievocazioni storiche e nelle celebrazioni religiose e popolari di grande impatto che si susseguono nel corso dell’anno.
Partiamo dunque per questo piccolo e, speriamo, interessante tour tra gli eventi della Basilicata più affascinanti e suggestivi, alla scoperta della “regione invisibile” e dei suoi tesori nascosti.

Cominciamo con la Notte dei Falò e dei Desideri di Trivigno, piccolo borgo montano situato a 735 m. di altezza, a circa 28 km a sud di Potenza; ogni anno in gennaio, in occasione della Festa di Sant’Antonio Abate, il grande eremita egiziano il cui culto è molto sentito, soprattutto in questa zona d’Italia, vengono accesi i tradizionali falò e viene incendiata la gigantesca catasta eretta nei giorni precedenti nella piazza centrale della cittadina.
Numerosi gli eventi in programma durante la giornata che accompagnano i visitatori nella giornata “più calda” di gennaio: mostre di pittura e di fotografia, concerti serali e, ovviamente, gli immancabili stand gastronomici presso i quali è possibile degustare le prelibatezze locali, accompagnandole magari con un buon calice di vino.

Nella stessa notte dedicata al Santo protettore degli animali, a Tricarico, splendido borgo arabo-normanno in provincia di Matera, ubicato ai piedi del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, si apre il periodo dedicato al Carnevale di Tricarico, profondamente connotato dalle origini agro-pastorali della regione e dalle tradizioni tribali che ancora si conservano, tant’è che lo possiamo considerare senza timore di esagerare il più suggestivo tra i carnevali della Basilicata.
Gli animali tanto cari a Sant’Antonio Abate sono infatti i protagonisti indiscussi del corteo: le maschere principali hanno le sembianze di mucche, giovenche e tori e portano pesanti campanacci che risuonano all'unisono creando un’atmosfera ipnotica. Lungo il percorso si uniscono le maschere del Conte e della Contessa, a simboleggiare i padroni della mandria e l’antico rito della transumanza; in un crescendo di rituali veramente suggestivi e colorati, quasi teatrali, il corteo arriva fino in Piazza Garibaldi, dove stand gastronomici e concerti con cubba-cubba, antico tamburo della tradizione popolare, e fisarmoniche accompagnano la serata dei partecipanti.

Restiamo in provincia di Matera per la Settimana Santa dedicata alla celebrazione della Pasqua. A Salandra, piccolo comune collinare di indubbio fascino, si svolge una delle celebrazioni religiose della Basilicata più sentite da tutta la popolazione lucana: la Passio Christi.
Ogni anno, durante il Sabato Santo, vengono allestiti i luoghi caratteristici della cittadina e trasformati in “quadri” in cui vengono ambientati gli avvenimenti principali della Via Crucis; è così che il Chiostro del Convento di Sant’Antonio diventa il luogo dell’Ultima Cena e le cantine sotto il Castello quello della Crocifissione. Più di 100 figuranti in costume dell’epoca mettono in scena gli ultimi giorni di vita di Gesù, mentre un narratore e dei musicisti contribuiscono allo svolgimento della commovente ed intensa narrazione che, parola di chi ha avuto la fortuna di assistervi, lascia un segno indelebile nei ricordi e tocca l’anima nel profondo.

Per partecipare invece ad una delle feste popolari della Basilicata che ha saputo varcare i confini regionali e conquistare l’interesse di antropologi nazionali ed internazionali, non dobbiamo allontanarci troppo. Ad Accettura, infatti, un piccolo comune abbarbicato a 900 metri di altezza nel cuore del Parco Regionale di Gallipoli Cognato, le Piccole Dolomiti Lucane, si svolge un antichissimo rito nuziale propiziatorio: il matrimonio tra due alberi. I culti arborei, probabilmente introdotti dai coloni longobardi, sono una tradizione culturale significativa di questa regione e il Maggio di Accettura è, tra tutti, il più imponente.
Dedicata a San Giuliano, il patrono della cittadina, questo festa pagana comincia la domenica precedente la Pentecoste, quando viene scelto il Maggio, un cerro, bello, alto ed imponente, nel vicino bosco di Montepiano; prosegue poi la domenica successiva, quando viene scelta, nel bosco di Gallipoli Cognato, la Cima, un agrifoglio altrettanto magnifico.
Nelle settimane successive, attraverso una serie di rituali di grande fascino, i due “sposi” vengono trasportati, trainati da una coppia di buoi e accompagnati da tutta la popolazione che accorre numerosa, finché non si incontrano. A questo punto ha luogo il simbolico matrimonio e la Cima viene innestata sul Maggio, il quale poi viene issato in tutta la sua imponenza, suscitando la meraviglia dei partecipanti.

In maggio, invece, ci dedichiamo al capoluogo di regione, Potenza, che la sera precedente la festività di San Gerardo, patrono della città lucana, mette in scena quella che, tra le rievocazioni storiche della Basilicata, è la più sentita ed amata. Più di 100.000 i visitatori che provengono da tutta Italia per assistere alla storica Sfilata dei Turchi, manifestazione le cui origini si perdono nella notte dei tempi e nel mito.
Era il 1111 quando i turchi arrivarono da Oriente e sbarcarono sulle coste ioniche, con intenzioni non certo pacifiche; la leggenda narra che fu lo stesso San Gerardo a mandare una schiera di angeli che si posero a fianco della cittadinanza spaventando l’orda selvaggia degli invasori, i quali furono facilmente scacciati dai soldati.
Ovviamente in bilico tra sacro e profano, questa tradizione è molto amata dai potentini, tanto che ogni anno organizzano un maestoso corteo animato da più di 500 figuranti in costume che accompagnano il Gran Turco Civuddine, con il suo seguito di arcieri, spadaccini e lancieri turchi, e la statua di San Gerardo che viene portata da un gruppo di fedeli.
Organetti, chiarine, tamburini, giullari, artisti di strada, giocolieri e tanta allegria completano lo scenario per questa pittoresca festa che sa alternare momenti di folclore ad altri in cui la religiosità diventa protagonista.

Proseguiamo la nostra carrellata tra le feste tradizionali della Basilicata con il Battesimo delle Bambole di Barile, piccolo paese fondato nel XIV secolo dai coloni greco-albanesi. Si tratta di un rito laico che si festeggia nel giorno di San Giovanni Battista che coinvolge tutte le donne del paese, le quali, in costume tipico arbëreshë, fin dal mattino presto si preparano all’evento.
Le bambine con età compresa tra i sette e gli undici anni, infatti, si recano presso le case delle “maestre” che insegnano loro a costruire le bambole di pezza con materiali di riciclo e seguendo una tradizione costruttiva molto antica; gli stracci usati per creare il corpo della bambola, infatti, vengono serrati con antiche fasce secondo tecniche precise e i cui segreti vengono gelosamente conservati e tramandati dalla donne più anziane.
La seconda fase della manifestazione prevede che, una volta costruita la bambola, le bambine-mamme le infondono l'anima disegnandone il volto, per poi recarsi nel piazzale della stazione del piccolo borgo, dove anticamente sorgeva una chiesa rupestre in cui si officiavano i battesimi, e consegnino la loro “creatura” perché possa essere anch’essa battezzata, mentre si recita una preghiera laica.
Alla fine di questo rito d’iniziazione che affida le giovani donne barilesi al mondo degli adulti, si aprono i festeggiamenti a suon di deliziosi dolcetti al limone: i Biscotti di San Giovanni.

Con agosto, invece, apriamo il sipario sulle sagre gastronomiche della Basilicata, partendo da Senise, suggestivo ed elegante borgo di origine normanne che si inerpica su una collina e si affaccia, regalando panorami mozzafiato, sul Lago di Monte Cotugno.
È qui che, in un fine settimana centrale del mese, si svolge U strittul ru zafaran - Il vicolo del peperone. Lo zafaran è infatti il peperone rosso IGP di Senise che viene ogni anno raccolto in abbondanza e fatto essiccare per poi diventare il protagonista di ogni pietanza locale.
Stand gastronomici di ogni tipo lo propongono in ogni variante, fritto con olio e aglio, con le cime di rapa o insieme al baccalà, in un tripudio di piacere per le papille gustative dei convenuti, i quali potranno anche dedicarsi al divertimento con visite guidate, volte a scoprire il bellissimo centro storico della cittadina, mostre, show cooking e giochi corali che coinvolgono anche i più piccoli.

E dopo il gran mangiare ci vuole un buon bicchiere di vino, siete d’accordo? Dirigiamoci dunque verso nord-ovest, a Venosa, uno dei più pittoreschi e antichi borghi della Basilicata, annoverato anche tra i 196 borghi più belli di tutto lo Stivale. Di origine antichissima, fu fondata dai Romani nel lontano 291 a. C., Venosa è la cittadina in cui il grande poeta latino Orazio trascorse la sua infanzia ed ancora racchiude preziosi tesori nascosti che meritano di essere scoperti.
A cavallo tra ottobre e novembre qui si svolge l’Aglianica Wine Festival: enoteche, stand gastronomici, seminari, conferenze, passeggiate tra le meraviglie archeologiche presenti e, soprattutto, la possibilità di degustare un buon bicchiere di Aglianico, il vino forte e vigoroso che si ricava dal vitigno omonimo, molto diffuso nell’Italia meridionale e, soprattutto, in Basilicata.

Concludiamo il nostro tour tra le sagre della Basilicata con un appuntamento che non esitiamo a definire delizioso: la Sagra della Varola, la succulenta castagna della zona del Vulture, il vulcano inattivo situato nella parte occidentale della regione.
Ogni anno, nel penultimo fine settimana di ottobre, a Melfi, piccolo e suggestivo borgo che già solo per lo sfarzoso maniero normanno che domina la cittadina merita una visita, in Piazza Umberto I vengono allestiti numerosi stand gastronomici che propongono il prezioso frutto declinato in moltissime varianti: castagnaccio, caldarroste, gelato, marmellate, creme, pasta fatta con farina di varole e molto altro ancora. Ovviamente non mancano i bicchieri di Aglianico rosso, il cui sapore forte ed intenso, chi l’ha provato lo garantisce, si abbina perfettamente con quello dolciastro de marroncini.
Ricco anche il programma degli eventi collaterali, tra concerti, visite guidate, mercatini, mostre, giochi per i più piccini, all’insegna del piacere e del divertimento.

Con dicembre apriamo le porte alle luci, alle decorazioni e alle strenne con i Mercatini di Natale di Potenza, tra tutti i mercatini di Natale della Basilicata sicuramente i più ricchi e suggestivi. Ampio spazio viene dedicato all’eccellente artigianato locale, così come non mancheranno i banchi a tema, con statuine del presepe fatte a mano, candele, addobbi e tante idee regalo.
E visto il freddo invernale qui si sente in modo particolare, visto che Potenza è il capoluogo di regione più alto d’Italia con i suoi 819 s.l.m. Ampio spazio viene dedicato al Mercatino dei Sapori che propone specialità gastronomiche di ogni tipo, dai cuscniedd, piccoli calzoni ripieni di ceci, ai canstredd, i tipici “rosoni” di pasta insaporiti con il vincotto di fichi o il miele; e visto che il freddo invernale qui si sente in modo particolare, visto che Potenza è il capoluogo di regione più alto d’Italia con i suoi 819 metri sul mare,il tutto viene accompagnato da un liquore caldo o da un buon bicchiere di vino, perfetti per scaldarsi un po'.

Il Natale in Basilicata, però, si esprime un tutta la sua sacralità con il Presepe Vivente dei Sassi di Matera, evento unico e veramente spettacolare, tanto da richiamare turisti da ogni parte dello Stivale.
La splendida città Patrimonio Mondiale dell’UNESCO si trasforma, per l’occasione, nella Galilea di 2000 anni fa, grazie allo scenario naturale che la millenaria città offre. In una rappresentazione itinerante teatrale sacra vengono messi in scena 8 quadri che raccontano, dall’Annunciazione alla Natività, la nascita di Gesù.
A rendere indimenticabile lo spettacolo contribuiscono anche le scenografie che arrivano direttamente da Cinecittà e rendono suggestivo tutto il percorso, 3 km lungo il Sasso Caveoso, sul quale più di 450 figuranti rivivono, con profonda partecipazione e commozione, le fasi salienti dell’attesa del Messia, in quello che è da sempre il Presepe Vivente più grande e più bello di tutto il mondo Cristiano.

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