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Le sagre, i festival e gli eventi in Sicilia più importanti

Situata al centro quasi esatto del Mediterraneo, a metà strada tra Canale di Suez e Stretto di Gibilterra, la Sicilia è sempre stata, e in qualche modo ancora è, una sorta di “laboratorio culturale” a cui tutte le popolazioni che si sono avvicendate nel corso dei secoli, dagli antichi Greci ai Borboni, hanno dato il loro prezioso contributo.
Chiamata anticamente Trinacria per la sua forma a triangolo, è l’isola più grande del Mare Nostrum e offre ai visitatori meravigliose coste e spiagge caraibiche; la Sicilia, però, è prevalentemente montuosa e collinare e possiede anche meraviglie naturalistiche uniche, che hanno fatto sì che la regione vincesse il meritato appellativo di “giardino del Mediterraneo”.
Dal profumo degli aranceti della Conca d’Oro e le spettacolari spiagge nere di Vulcano si passa alle imponenti zone archeologiche in provincia di Agrigento e ai paesaggi mozzafiato dell’Etna, il vulcano attivo più grande d’Europa ed uno dei più grandi di tutto il mondo.
E questi sono solo alcuni esempi delle innumerevoli bellezze che l’isola nasconde e protegge.
La Sicilia è uno scrigno colmo di tutti i tesori lasciati dai vari popoli che l’hanno conquistata ed abitata, tesori che si scorgono nel paesaggio, nelle tradizioni culinarie, nei dialetti e, più in generale, nella cultura, le cui significative tracce si ritrovano nelle manifestazioni locali, come le sagre, le rievocazioni storiche e religiose e le suggestive feste popolari.
Questo vuole essere, dunque, un piccolo viaggio tra gli eventi della Sicilia più pittoreschi ed importanti, con l’obiettivo di raccontare la storia e le usanze di una terra magica che sa offrire momenti di autentico piacere a quei turisti che hanno la fortuna di visitarla.

Partiamo da Messina, o meglio da una sua piccola frazione meridionale, con U Pagghiaru di Bordolaro, una delle feste tradizionali della Sicilia più affascinanti, importata nell’XI secolo dai Padri Brasiliani provenienti dall’Armenia.
Si svolge nel giorno dell’Epifania e nasce dall’intento di celebrare il risveglio della Natura dopo il grande freddo dell’inverno; U Pagghiaru è una sorta di abete natalizio realizzato con una struttura in legno e delle fronde di conifere posizionate a copertura. Il grande albero è carico di doni della terra, come arance, limoni e ciambelle di pane azzimo, e viene preso d’assalto da giovani aitanti che, nel pomeriggio del giorno di festa, si arrampicano, non senza difficoltà, per conquistare la grande croce ubicata in cima.
Il primo che arriva si aggiudica la vittoria, mentre i succulenti premi vengono lanciati alla folla festante, in un rito propiziatorio e beneaugurante di un buon raccolto. La giornata si conclude con lo spettacolo di cavadduzzu e l’omu sarbaggiu, una divertente pantomima che vede come protagonisti un cavallo ed un uomo armato di elmetto, lancia e scudo impegnati in un buffo combattimento a suon di petardi, canti e balli.

Ripartiamo subito e ci dirigiamo dall’altra parte dell’isola, quella che si affaccia sul Canale di Sicilia, dove l’Africa è distante solo 140 km: a Sciacca il 2 febbraio si svolge la Festa della Madonna del Soccorso, Patrona amatissima della cittadina agrigentina nota per il suo mare e per le sue terme.
La leggenda narra che proprio grazie ad un miracolo della generosa Santa, i saccensi furono liberati dalla terribile pestilenza del 1626 ed in onore di ciò ogni anno una pesantissima statua marmorea ricoperta di pietre preziose, raffigurante la Madonna, viene portata in processione da un centinaio di marinai scalzi. Durante il percorso si leva una grande nuvola di incenso dal corteo processionale, a commemorare il misterioso fumo che si alzò sopra la città durante il miracolo della Santa.
Al termine del percorso viene celebrata una Santa Messa in Basilica che richiama tutti i partecipanti e la giornata si conclude con una serata all’insegna dell’allegria, del buon mangiare e della festa.

Febbraio/marzo sono, però, anche i mesi dedicati ai coriandoli, alle chiacchiere e ai ravioli ripieni di ricotta e cioccolata e in questo frangente la Sicilia tira fuori il meglio di sé. Molto radicate sono infatti le tradizioni carnascialesche, tant’è che in passato i festeggiamenti si aprivano direttamente dopo il giorno dell’Epifania e duravano fino alla Pasqua.
Tra i numerosissimi carnevali della Sicilia il più bello e spettacolare è il Carnevale di Acireale, la splendida e barocca cittadina a strapiombo sul Mar Jonio ubicata a pochi chilometri a nord di Catania.
Moltissimi gli eventi solitamente in programma, tra stelle filanti, musica, spettacoli, maschere e tanta tanta allegria; una grande tradizione guida i mastri cartapestai nel realizzare ogni anno carri allegorici a tema grottesco/satirico, veri e propri capolavori di finissimo artigianato che sfilano nelle strade di Acireale acclamati dai numerosi avventori.
Oltre ai carri allegorici classici, questo carnevale, che è tra l’altro gemellato con quello di Viareggio, è famoso anche per i carri infiorati e per la Cassariata, la sfilata domenicale delle carrozze addobbate meravigliosamente con sculture floreali illuminate che lasciano veramente a bocca aperta.

La primavera arriva presto da queste parti e si fa in fretta a vedere gli splendidi e profumati agrumeti in fiore che costellano le pendici delle colline; e proprio a Palagonia, piccolo comune collinare a sud di Catania rinomato per la produzione dell’arancia a polpa rossa IGP, ogni anno in marzo viene allestita la Festa dell’Arancia, tradizionale manifestazione volta a promuovere il prezioso e succulento tesoro locale, che, lo ricordiamo, è stato introdotto in Sicilia dagli Arabi intorno al VII-VIII secolo.
Nelle giornate dedicate all’evento le piazze principali della cittadina vengono invase dai banchi dei produttori locali e da numerosi stand gastronomici che offrono i prodotti della tradizione gastronomica siciliana ai visitatori: degustazioni, spettacoli folcloristici, giochi per i più piccini ed eventi culturali completano il programma di questo “profumata” manifestazione, che, vista la protagonista celebrata, possiamo considerare tra le fiere agroalimentari della Sicilia più caratteristiche ed interessanti.

Cambiamo mese e festività con il Ballo dei Diavoli di Prizzi, una spettacolare celebrazione della Pasqua che affonda le origini in tempi lontani e sa mischiare mirabilmente sacro e profano regalando momenti di autentica e forte suggestione, tanto di acquisire rinomanza anche internazionale.
Siamo in uno dei comuni più alti della regione, circa 1000 metri s.l.m., sul lato settentrionale dei Monti Sicani, quello che guarda verso Palermo, ed è qui che nella domenica di Pasqua bisogna stare molto attenti perché si corre il rischio di finire tra le spettrali grinfie delle morte!
Tre loschi personaggi, due diavoli rossi e la morte, si aggirano infatti tra la folla di fedeli, intenti a celebrare la Resurrezione di Gesù accompagnando il simbolico incontro fra la statua della Madonna e quella del Cristo risorto. I tre figuri catturano “le anime” dei più sfortunati, trascinano i prigionieri in un tetro locale e li rilasciano solo dietro pagamento di un lauto compenso, qualche cannateddu, elaborato dolce fatto di pasta e uovo sodo, o un buon bicchiere di vino; chi è sopravvissuto alla "prigionia" garantisce di essersi molto divertito! 
I diavoli, quindi, “ballano” disturbando la processione e portando confusione, paura e scompiglio, nel tentativo di impedire l’incontro tra le statue e la simbolica vittoria del Bene sul Male; alla fine, però, i diavoli e la morte restano intrappolati e vengono uccisi dagli Angeli, evento che viene festeggiato dalle urla entusiastiche dei partecipanti, in quella che è indubbiamente una delle feste popolari della Sicilia più sentite e commoventi.

Ritornando ai preziosi frutti della terra primaverili che queste generosa terra offre, ci concentriamo sulla Festa della Fragola di Cassibile che, tra aprile e maggio, dà appuntamento ai golosi di tutto lo Stivale.
Siamo sullo Jonio, in provincia di Siracusa, a pochissimi chilometri dalla nota spiaggia di Fontane Bianche e a circa 30 km dalla Riserva Orientata Naturale di Vendicari e da Capo Passero, il vertice meridionale del “triangolo siciliano”, immersi in scenari paesaggistici davvero notevoli che raccontano la bellezza selvaggia di questa regione.
Questo le scenario che fa da cornice ad una delle sagre della Sicilia più succulente e amate: più di 80 stand di espositori di artigiani, commercianti, produttori e coltivatori provenienti da tutta Italia per più di 150.000 visitatori che affollano i vicoli e le piazze della cittadina.
Protagonista indiscussa è lei, la fragola, che viene offerta in cassette, con la cioccolata, ma anche come contorno o come ingrediente del ripieno delle pietanze; per non parlare della gigantesca torta da 600 kg che viene servita ai partecipanti, in un tripudio di piacere per le papille gustative di tutti. Praticamente obbligatorio andare!

Cambiamo vertice della Trinacria, attraversiamo completamente l’isola e arriviamo a San Vito lo Capo, il noto borgo marinaro della costa nord-occidentale che si è sviluppato intorno al bellissimo Castello saraceno e propone meravigliose spiagge di sabbia bianca e finissima ai numerosi turisti che arrivano ogni anno.
È qui che a fine maggio, proprio sulla mitica spiaggia, si tiene uno dei più originali e divertenti festival della Sicilia: il Festival Internazionale degli Aquiloni. Tutti a naso in su, dunque, a guardare aquiloni di ogni tipo e forma, realizzati con materiali diversi, quali foglie o carta di riso, ad esempio, e guidati sia da professionisti che amatori.
A corollario molteplici attività che animano la giornata: kite lab, per imparare a costruire i magici padroni del cielo, giochi per bambini, spettacoli di artisti di strada, gare acrobatiche e feste in notturna, con l’accompagnamento di scuole di ballo e concerti.

Con giugno arriva l’estate e, fortunatamente, si aprono le porte alle migliori sagre enogastronomiche della Sicilia che, non c’è bisogno di ricordarlo, conserva una tradizione culinaria straordinaria ed è patria dei migliori piatti di quella cultura enogastronomica nazionale famosa in tutto il mondo.
Cominciamo con il Wine Fest a Partanna, cittadina collinare situata nella Valle del Belice, dove sarà possibile degustare il meglio degli squisiti vini belicini e non solo e dei piatti della tradizione locale: pecora bollita,le busiate, i tipici maccheroncini del trapanese, con ragù di maiale, salsiccia con cipolla, porchetta, cannoli e sfince.
Un tripudio di profumi e sapori da far girare la testa, perfetto per “ricaricarsi” ed accogliere la stagione del sole, tra mostre di auto e moto d’epoca, eventi culturali, mercatini dell’hand made, stand di antiquariato ed aree attrezzate per i giochi dei più piccini.

Attraversiamo di nuovo l’isola e ci rechiamo in una delle città più belle e preziose di tutto il Mediterraneo per il Taormina Film Fest, la più importante rassegna cinematografica nazionale dell’estate.
Nella superba cornice naturale del Teatro Greco di Taormina è possibile, in una settimana compresa tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, assistere a prime cinematografiche internazionali e vedere sfilare le più grandi star di Hollywood, del calibro di Al Pacino e Pierce Brosnan, per fare qualche esempio, in un’atmosfera condita di glamour, lusso ed eleganza.
Importante anche lo spazio dedicato ai laboratori, alle lezioni di cinema, ai workshop, alle proposte più interessanti del miglior cinema indipendente e alle più suggestive retrospettive d’autore.

Al culmine dell’estate corriamo a Francofonte, all'estremità occidentale del siracusano, dove si svolge la più importante e suggestiva tra le celebrazioni religiose della Sicilia: la Festa della Madonna della Neve, le cui origini si possono far risalire al XVI secolo.
L’oggetto di culto intorno al quale ruota tutta la manifestazione è un bellissimo quadro dipinto su una tavola di calce e decorato con argento dorato. La leggenda narra che proprio la sacra raffigurazione fu trovata nel bosco da un gruppo di cacciatori francofontesi e vizzinesi, abitanti di un piccolo comune limitrofo, i quali si misero a litigare per poterne entrare in possesso; non trovando un compromesso, gli uomini caricarono il quadro su un carro trainato da buoi e lasciarono a questi l’onere di scegliere la cittadina in cui trasportare il prezioso carico. I buoi si diressero verso Francofonte e si fermarono ostinati davanti alla Chiesa Madre, all’interno della quale ancor oggi è conservato; nonostante fosse il 5 agosto, quel giorno sulla cittadina cadde una copiosa nevicata, evento miracoloso da cui deriva il nome della Madonna stessa.
Ogni anno, nello stesso giorno, dopo la messa, la Sacra Icona viene trasportata in processione fino alla piazza centrale, dove, tra stand gastronomici e spettacoli pirotecnici, la cittadinanza festeggia e celebra la sua Santa Patrona.

A settembre torniamo a dedicarci alle sagre gastronomiche della Sicilia più interessanti ed originali. A partire di quella di Paceco, piccolo comune del trapanese, che già nel nome si contraddistingue dalle altre sagre più comuni e usuali: Rosso Aglio & Bianco Sale. E in effetti aglio e sale si disputano il podio per diventare prodotto tipico di questa zona, che poggia la sua economia proprio sulle saline e sulla coltivazione di questo particolarissimo bulbo dall'intenso colore rosso acceso.
Show cooking, convegni, musica e degustazioni per tre giorni da vivere all’insegna delle tradizioni e della buona tavola, cogliendo l’occasione per visitare i luoghi all’interno della Riserva Naturale Orientata della Saline di Trapani, in particolar modo il suggestivo Museo del Sale, dove è possibile assistere alla raccolta manuale dei preziosi cristalli di sale.

L’evento clou del mese è, però, la Sagra del Pistacchio di Bronte, il delizioso frutto dal cuore verde che viene conquistato sulle pendici dell’Etna e ha conquistato il mondo intero. Ricercatissimo nel settore della pasticceria, il pistacchio è utilizzato anche per aromatizzare molte pietanze della tradizione culinaria siciliana e non solo; è possibile anche ricavare una buonissima, e preziosissima, farina con cui si realizza una pasta davvero squisita.
Via libera dunque a degustazioni di ogni tipo in grado di soddisfare anche i palati più esigenti, come la famosa crema Pistacchiella, una sorta di Nutella fatta con pistacchi, tanto per farvi venire l’acquolina in bocca; e se non dovesse bastare, la festa prosegue a suon di dotti convegni e più ludici spettacoli di giocolieri, concorsi di bellezza e di cucina, esibizioni di artisti di strada e concerti di band locali che allietano tutti i visitatori con canti e danze folcloristiche.

Dopo aver battezzato l’autunno, corriamo nella perla del Barocco sicliano, a Ragusa, dove, solitamente, nel primo week end di ottobre si festeggia lIbla Buskers, il Festival degli artisti da strada più a sud d’Italia.
Una kermesse in cui le esibizioni dei buskers si susseguono ininterrotte, animando le strade, i vicoli e le piazze del cuore storico della splendida città, dando la possibilità ai visitatori di visitatore Ibla, il quartiere centrale di Ragusa, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.
Gli artisti arrivano da ogni parte del mondo per dare vita a quello che rappresenta un appuntamento con la creatività e la fantasia, declinate all’ennesima potenza. I visitatori, sempre numerosissimi, vengono conquistati e coinvolti dagli spettacoli itineranti di giocolieri, saltimbanchi, trapezisti, musicisti, clown, funamboli e tanto altro ancora, per la gioia di grandi e piccini.

Per la prima, unica ed importantissima tra le rievocazioni storiche della Sicilia che vi presentiamo, attraversiamo per l’ennesima volta l’isola e ci dirigiamo verso la Città del Sale, lì dove il Mar Tirreno e il Mediterraneo si incontrano, ovvero a Trapani.
Proprio con la manifestazione che si chiama Trapani Medievale - Manfredi di Trinacria, la città in novembre si trasforma in un vero villaggio medievale, con tanto di mercati, artigiani e figuranti in costume.
Il triste evento che viene rievocato è la morte di Manfredi, figlio di Federico III d’Aragona, avvenuta proprio a Trapani il 9 novembre del 1317 per una caduta da cavallo. Il giovanissimo Duca d’Atene fu inumato presso la Chiesa di San Domenico, ubicata nel punto più alto della città, davanti alla quale ancor oggi si svolge il Convivio Regale.
Il Villaggio Medievale è il fulcro di tutta la kermesse; qui vengono infatti allestiti dei veri e propri accampamenti militari, all’interno dei quali si svolgono dimostrazioni d’armi e combattimenti, mercati e spazi all'interno dei quali è possibile assistere a sfilate, spettacoli, cene a tema e giochi medievali per i più piccini, per quello che è un autentico tuffo nel passato e uno spettacolo imperdibile e suggestivo.

Con l’arrivo del mese più sacro dell’anno, la nostra attenzione la rivolgiamo agli eventi natalizi ed in particolare al Natale a Caltagirone, altro gioiello della Val di Noto il cui centro storico è Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, dove troviamo non solo i mercatini di Natale della Sicilia più importanti, ma anche il Presepe più grande d’Italia: 400 mq per più di 300 figure in terracotta finemente scolpita, con ruscelli veri, case e rappresentazione degli antichi mestieri.
Accanto al Presepe si snodano le file dei banchi dei mercati presso i quali è possibile trovare meravigliosi manufatti artigianali, decorazioni e luminarie, stand enogastronomici e un’autentica atmosfera natalizia che offre al visitatore magiche suggestioni. Immancabile un assaggio di cuddureddi, le ciambelline di Caltagirone ripiene di mandorle, cannella, limone e noce moscata, accompagnati da un bicchierino di vinu cottu, il mosto caramellato con chiodi di garofano, cannella e scorze di arancia.

Non possiamo concludere la nostra rassegna di eventi natalizi della Sicilia senza presentare il Presepe Vivente di Custonaci, conosciuto in tutta Italia per l’imponenza e la suggestione delle scene della Natività che vengono fedelmente rappresentate ogni anno.
Custonaci è un caratteristico borgo del trapanese, noto per la produzione di preziosi marmi; è qui che nella Grotta Mangiapane di Scurati, antico e gigantesco insediamento preistorico, all’interno del quale si possono ancora trovare i resti un agglomerato rurale formato da case, cappella e strada acciottolata. In questa cornice straordinaria prende vita il magico Presepe che vede la partecipazione di più di 80 attori, i quali, oltre alla Sacra Famiglia, interpretano perfettamente gli antichi mestieri, come, ad esempio, u curdaru, il cordaro, e u firlizzaru, il costruttore di sgabelli.

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23 Maggio 2017 La Sagra dell'Anguilla a Comacchio

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