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Stephansplatz: tour nel centro città da Stephansdom alla Mozarthaus

Il cuore geografico della Innere Stadt è Stephansplatz, una vivace piazza pedonale dominata dall’imponente mole della cattedrale gotica: Stephansdom. La piazza non è sempre stata così centrale, in quanto la prima chiesa ad essere costruita in questo luogo si trovava fuori dalle mura medievali, e la piazza stessa è stata un cimitero fino al 1732. Attualmente Stephansplatz costituisce il punto di partenza ideale per la visita della città; da qui si diramano alcune delle arterie più importanti del quartiere, ovvero Karntner Strasse, Graben e Rotenturmstrasse, che conducono ad altre attrattive molto importanti, anche se la perla più luccicante si erge al centro, dove svettano i pinnacoli dello Stephansdom.

L’edificio più amato e caratteristico di Vienna è la “Cattedrale di Santo Stefano”, capolavoro di architettura gotica nonché fulcro geografico ed emotivo della città. Essendo un ovvio obiettivo militare, è quasi un miracolo che la chiesa abbia resistito a due assedi turchi, al bombardamento di Napoleone e, nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale, alle attenzioni dei bombardieri americani e dell’artiglieria russa. La prima chiesa fondata in questo luogo è stata una basilica romanica intorno al 1130, sostituita dopo vari incendi da una variante provvisoria primo gotica, anch’essa ridotta a un mucchio di macerie dall’ennesimo incendio nel 1258. Il cantiere dell’attuale edificio ebbe inizio nel 1304, sebbene il fondatore e patrono della cattedrale sia considerato Rodolfo IV (1339-1365), che prese ispirazione per la navata, molto ingrandita, dai progetti della Cattedrale di San Vito a Praga. La caratteristica distintiva dell’edificio è la scheletrica Sudturm, la “Torre Sud”, o semplicemente Steffi per i viennesi, portata al termine nel 1433 dopo 75 anni di lavori e alta la bellezza di 137 metri. Salendo i 343 scalini della torre arriverete alla piccolissima piattaforma panoramica dalla quale si gode di una vista incantevole sui tetti dell’Innere Stadt, a fronte ovviamente di una salita piuttosto faticosa. Questa torre avrebbe dovuto essere abbinata ad una struttura gemella sul lato nord, ma i pochi fondi ed il passaggio di moda dello stile gotico fecero si che la seconda torre non fu mai terminata, ed anzi sormontata da una cupola rinascimentale. La Pummerin, la più grande campana del paese, con un peso di oltre 21 tonnellate, fu collocata al suo posto nel 1952. Oltre alla torre, la cosa che colpisce di più dell’esterno è il bellissimo tetto di tegole, con la sua abbagliante modanatura di formelle ad un’estremità e l’aquila austriaca dall’altra.

La bellezza dello Stephansdom è tale da oscurare gli altri palazzi che si affacciano su Stephansplatz, anche se tra questi spiccano l’,Erzbischofliches Palais il “Palazzo arcivescovile”, costruito nel 1640 a nord della cattedrale e attualmente sede del Dom e Diozesanmuseum (1), e la Haas Haus, un edificio moderno in vetro e acciaio situato all’angolo tra Stephansplatz e Graben. Particolarmente interessante è soprattutto il Dom e Diozesanmuseum, in pratica il deposito dei molteplici tesori e opere d’arte più preziose della cattedrale. Al suo interno si trovano alcune notevoli sculture medievali in legno: San Dionigi che porta la sua testa staccata nel suo luogo di sepoltura, Sant’Egidio che guarda con aria triste la freccia che gli attraversa la mano, ed alcuni pezzi alto barocchi come la teca della Madonna, il cui mantello si apre a rivelare Dio circondato da un’orda di volti in adorazione. Tuttavia, il pezzo forte è un tesoro debolmente illuminato di ostensori e reliquiari macabri, compreso l’ileo di San Leopoldo, un pezzo della cintura di Maria Vergine e il cranio di Santo Stefano. Seguendo le indicazioni per “Kapelle” proverete inoltre il brivido di vedere una delle penne d’oca di Beethoven.

Un tesoro ecclesiastico altrettanto intrigante è quello custodito nella Schatzkammer des Deutschen Ordens (2), ovvero il “Tesoro dell’Ordine dei Cavalieri Teutonici”, che occupa cinque stanze al secondo piano della Deutschordenshaus, accessibile da Singerstrasse, un isolato a sud della Stephansplatz. L’eterogenea collezione del tesoro, raccolta per sette secoli dai Gran Maestri, va dal terreno della sala I, che contiene sigilli, monete e croci, alla bizzarra raccolta della sala II, che comprende tra l’altro una saliera in corallo rosso a forma di albero ornata di denti di squalo fossilizzati, che si pensava fossero lingue di vipera e quindi potessero individuare il cibo avvelenato. Vi sono poi altri curiosi pezzi provenienti dalla Kunstkammer, collezionati dal Gran Maestro l’arciduca Massimiliano III, come i tre calcoli, intesi come pietrificazioni contenute nello stomaco degli stambecchi, ai quali i persiani attribuivano grandi poteri taumaturgici, e un pendente in onice raffigurante Giona disteso sulla lingua di una minuscola balena. Il passato militare dell’ordine è rappresentato da una vasta collezione di armi e armature, tra cui una sinuosa spada di Sumatra con tanto di fodero risalente al XVI secolo, ed un pugnale avvelenato dal manico intagliato nel corno di un rinoceronte a forma di Buddha. Prima di uscire date un’occhiata alla sala terrena, situata al piano terra in fondo alle scale, ed ammirate i dipinti murali barocchi a trompe l’oeil di fiori, uccelli e statue. Dopo la sala terrena, la chiesa dell’ordine, la Deutschordenskirche appare relativamente modesta. Incorporata nell’edificio dell’ordine nel XIV secolo, la chiesa ha mantenuto le sue origini gotiche, malgrado sia stata rimodellata negli ultimi secoli, e presenta ancora decorazioni con le cotte d’armi dell’ordine oltre ad un magnifico polittico fiammingo risalente al XVI secolo e raffigurante la Passione. Per concludere la visita vale la pena dare un’occhiata allo sbilenco cortile acciottolato sul retro, un pacifico luogo quasi pastorale inghirlandato di edera e fioriere. Brahms vi trascorse quasi due anni, tra il 1863 e il 1865, ma inevitabilmente è Mozart che si è guadagnato la targa per il suo breve soggiorno nella primavera del 1781.

Spostandosi a est della piazza si incontra l’ultimo baluardo della Vienna medievale nell’Innere Stadt. Perdersi nel suo dedalo di vicoli acciottolati è un autentico piacere che non ci si può negare, anche perché qui non c’è traccia della folla che si dimena in tante altre vie del centro. La zona più affascinante è quella immediatamente alle spalle dello Stephansdom, con gli stretti vicoli di Domgasse, Blutgasse e Grunangergasse che si incrociano a formare un labirinto in cui è veramente facile perdere l’orientamento, nonostante la riapertura della Mozarthaus Vienna abbia turbato un po’ la quiete dell’isolato. A nord-est di Stephansplatz le strade si fanno più ampie, ma anche meno affascinanti; da non perdere Heiligenkreuzerhof, sede di uno dei più bei mercati natalizi di Vienna, e Schonlatergasse, dove si respira un’atmosfera davvero coinvolgente. Più a nord scorre Fleischmarkt, un tempo teatro del mercato della carne, una strada parallela al Canale del Danubio che interseca Rotenturmstrasse in un punto ricco di interessanti edifici art nouveau. Tra i migliori ricordiamo il palazzo n.14, realizzato da F. Olbricht e F. Dehm alla fine dell’Ottocento e ornato da dorature e stucchi, la casa n.7, opera di Max Kropf datata 1899, e le case dalla 1 alla 3, tutte progettate da Arthur Baron intorno al 1910. Nei dintorni c’è poi da visitare uno dei musei più belli della capitale austriaca, la Haus der Musik (3), la “Casa della Musica”, un allestimento suddiviso in 4 piani che illustra il mondo della musica in maniera semplice, divertente e interattiva. Poco ad est della cattedrale, passando per la Durchhaus ed entrando in Domgasse, si arriva all’altra grande esposizione musicale della capitale: la Mozarthaus (4), sede del Museo viennese di Mozart. Qui, al primo piano, Mozart, Constanze e il loro figlio Karl Thomas vissero per tre anni, durante i quali il compositore godette del maggior successo. Indubbiamente questo fu l’alloggio più elegante di Mozart a Vienna, potendo vantare perfino la sala da biliardo ed uno spazio destinato appositamente ai visitatori. Purtroppo all’interno c’è comunque poco da vedere, dato che solo una delle stanze ha conservato la decorazione originale in marmo e stucco. Inoltre, non vi è alcun effetto personale del compositore, nessun mobile d’epoca e nessuna atmosfera, ma solo alcune copie di partiture originali e raffigurazioni del compositore e della sua cerchia di amici. Ciononostante, la Mozarthaus merita una visita anche solo per il delizioso cortile, il bel panorama su Blutgasse e l’emozione di ascoltare Mozart nelle cuffie che vi forniranno all’ingresso.

(1) Dom e Diozesanmuseum è aperta dalle 10.00 alle 17.00 da martedì a sabato. Il biglietto di ingresso costa 7 € (intero), 5.50 € (ridotto) e 3 € (bambini) / metro: U1, U3 Stephansplatz / phone: 515 52 3689 / web: www.dommuseum.at
(2) Schatzkammer des Deutschen Ordens apre la Chiesa tutti i giorni dalle 7.00 alle 18.00, mentre la Sala del Tesoro è accessibile dalle 10.00 alle 12.00 lunedì, giovedì e sabato, dalle 15.00 alle 17.00 mercoledì e venerdì. L’ingresso costa 4 € (intero), 3 € (ridotto) ed è libero per i bambini sotto gli 11 anni / metro: U1, U3 Stephansplatz / phone: 512 1065 / web: www.deutscher-orden.at
(3) Haus der Musik è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 22.00 al prezzo di 10 € (intero), 8.50 € (ridotto) e 5.50 (bambini) / metro: U1, U2, U4 Karlsplatz / phone: 516 48 / web: www.hdm.at
(4) Mozarthaus è aperta tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 e l’ingresso costa 9 € (intero), 7 € (ridotto) e 3 € (bambini) / metro: U1, U3 Stephansplatz / phone 512 1791 / web: www.mozarthausvienna.at

 Pubblicato da il 12/10/2011 - 10.109 letture - ® Riproduzione vietata

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