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Il Castello Belvedere: tour a Vienna tra le collezioni d'arte del palazzo Inferiore e Superiore

Formato da due palazzi contrapposti separati da una lunga prospettiva di giardini digradanti lungo la collina, lo Schloss Belvedere è una delle residenze principesche più eleganti d’Europa, nonché uno dei palazzi barocchi più belli del mondo. Il progetto fu redatto verso la fine del XVII secolo da Johann Lukas von Hildebrandt, incaricato dal principe Eugenio di Savoia, generale al servizio degli Asburgo, di costruirgli una tenuta estiva. Successivamente il Belvedere passò direttamente nella mani della famiglia reale austriaca, che adibì il complesso a residenza e museo, mentre oggi è sede della Osterreichische Galerie, una mostra articolata in diverse sezioni quasi tutte contenute all’interno dell’Oberes Belvedere (Belvedere Superiore).

La visita può avere inizio dall’Unteres Belvedere (Belvedere Inferiore), la parte più antica del complesso, essendo stata costruita tra il 1714 ed il 1716 per accogliere il principe Eugenio. L’edificio presenta due lunghe facciate decorate in maniera sobria che guardano rispettivamente sul cortile d’onore poligonale, all’esterno, e sul giardino, all’interno. Varcato l’ingresso ci si troverà dinanzi ad un trionfo di eleganza, con gli splendidi appartamenti e le numerose sale di rappresentanza che non temono confronti con quelle di nessun altro palazzo barocco di Vienna e forse d’Europa. Tra gli ambienti migliori ricordiamo la Galleria dei Marmi, la Sala delle Grottesche, dove sono esposti i busti iperrealisti dello scultore Franz Xaver Messerschmidt, e la Sala d’Oro, mentre subito fuori dall’Unteres Belvedere spicca l’Orangerie, un tempo sede del Museo di Arte medievale austriaca e attualmente teatro di mostre temporanee. Da vedere anche la Prunkstall, la “Scuderia di rappresentanza” del principe Eugenio, dove oggi sono esposte alcune opere della collezione di arte medievale dell’Oberes Belvedere.

Ad unire i due palazzi dello Schloss Belvedere è lo spettacolare giardino alla francese disegnato tra il 1700 e il 1725 da Dominique Girard, che ha disseminato in giro statue, fontane, vasche e scale. Il giardino, da cui si gode di incantevoli scorci paesaggistici sul centro cittadino, è diviso in tre livelli che illustrano la simbologia classica: quello inferiore rappresenta i quattro elementi, quello centrale il Parnaso ed il più alto l’Olimpo. Il gioco prospettico dovuto alla forma rettangolare allungata è evidenziato dalle tre terrazze che seguono il declivio, ognuna delle quali contraddistinta dalla presenza di una fontana; la prima, a muro, è una grande conchiglia sorretta da figure femminili, la seconda è composta da due vasche simmetriche decorate da gruppi scultorei, la terza è a scalinata svasata.

Al termine del giardino si staglia l’Oberes Belvedere (Belvedere Superiore), costruito qualche anno dopo quello inferiore, tra il 1721 ed il 1722, come padiglione per le feste. Il palazzo presenta due facciate monumentali e diversi corpi sporgenti; il prospetto verso il giardino è contraddistinto dall’enorme balcone centrale a tre arcate che poggia su doppie colonne e dai due padiglioni ottagonali che spiccano alle estremità delle ali, mentre quello sul giardino posteriore è connotato dallo scenografico ingresso d’onore, realizzato sotto forma di un loggiato a vetri, preceduto da un paio di grandi rampe simmetriche ornate da diverse statue. Dal parco posteriore si accede all’Alpengarten, un antico giardino botanico alpino che vanta più di 3.600 specie floreali prettamente montane provenienti da tutto il mondo.

A partire dalla fine del XVIII secolo, l’Oberes Belvedere custodisce la raccolta d’arte imperiale, ma solo da pochi anni l’intera collezione della Pinacoteca Nazionale precedentemente esposta tra i due palazzi è stata concentrata in questo. Al piano terra, dove un enorme atrio dai soffitti a stucco sorretti da quattro Atlanti distribuisce le sale affrescate da C. Carlone e G. Fanti, è allestita la collezione medievale, che offre una visione d’insieme dei principali movimenti dell’epoca. Il pezzo forte della galleria di sculture è l’”Annunciazione dell’Angelo”, scolpita dal Maestro dell’altare di Albrecht nel 1435, ma gli artisti più rappresentati sono Michael Pacher e Rueland Frueauf il Vecchio, eminenti personalità legate al XV secolo che applicarono nelle loro opere gli studi italiani sulla prospettiva. Di Michael Pacher sono anche i pannelli dell’altare principale della Salzburg Stadtpfarrkirche, ritenuta una delle migliori pale d’altare del Quattrocento.

Nell’ala orientale è collocata la collezione barocca, che comprende quadri di Martino Altamonte, ispirate al barocco italiano ed in particolare a quello napoletano e veneziano, Johann Michael Rottmayr, padre del barocco austriaco, e Daniel Gran. Tra le sculture meritano una citazione le opere di Georg Raphael Donner, Franz Anton Maulbertsch e soprattutto quelle di Franz Xaver Messerschmidt, autore della celebre serie intitolata “Teste di carattere”. La scultura, alla quale l’autore lavorò per ben 13 anni dal 1770 al 1783, comprende busti in marmo e bronzo in cui le espressioni facciali e i diversi stati d’animo sono portati all’eccesso, in linea con i principi eccentrici che animavano Messerschmidt, passato alla storia come uno degli artisti più stravaganti del XVIII secolo.

Al primo piano è collocata la collezione del XIX secolo, aperta dalle opere classiciste di Jacques-Louis David, Francois Gerard e Jakob Philipp Hackert, maestro nel raffigurare i paesaggi. All’epoca romantica appartengono Caspar David Friedrich e Joseph Anton Koch, grande appassionato delle Alpi, al movimento dei nazareni si rifanno Franz Pforr e Johann Evangelist Scheffer, ma è soprattutto il Biedermeier, un’epoca d’oro per Vienna, ad attirare l’attenzione dei visitatori. Di questa sezione fanno parte tele di Friedrich Gauermann, tra cui “Paesaggio vicino a Miesenbach”, Friedrich Loos e Michael Neder, ma a completare l’esaustiva testimonianza riguardante questa florida parentesi storica sono i lavori di Ferdinand Georg Waldmuller, Friedrich von Amerling e Joseph Danhauser.

Alla fine dell’Ottocento la scena viennese era dominata dallo storicismo, incentrato intorno alla figura del salisburghese Hans Makart, di cui si possono vedere alcuni lavori. A quel periodo, però, risalgono anche le testimonianze dei maestri dell’impressionismo come Camille Pissarro, autore di “Strada a Pontoise” e Claude Monet, celebrato da “Sentiero nel giardino di Giverny”. Altri grandi pittori dell’epoca presenti in questa sezione sono Pierre-Auguste Renoir, Edouard Manet e Edgar Degas, mentre “Natura morta con bottiglia blu, zuccheriera e mele” di Paul Cezanne e “La piana di Auvers” di Vincent van Gogh introducono già il periodo successivo, intitolato “A cavallo dei due secoli e la secessione di Vienna”. Il protagonista indiscusso di questa porzione del museo non può che essere Gustav Klimt, uno dei fautori della Secessione del 1897. Tra le sue opere più celebri presenti nella pinacoteca ricordiamo “Ritratto di Sonja Knips” del 1898, “Giuditta I” del 1901 e “Ritratto di Fritza Riedler” del 1906, mentre diversi aneddoti e curiosità sono racchiuse dalle pennellate dei paesaggi dipinti durante un soggiorno nel Salzkammergut. Qui si trova anche “Il Bacio” (1909), il dipinto più noto di Klimt, dal quale traspaiono le suggestioni esercitate sull’artista dai mosaici italiani. Per concludere la visita alla Osterreichische Galerie non resta che passare in rassegna Egon Schiele, autore di “Girasoli” nel 1911 e “La Morte e la fanciulla” nel 1915, e Oskar Kokoschka, ricordato per “Natura morta con agnello giacinto”, considerata una metafora di come il mondo abbia smarrito la strada giusta.

Oberes Belvedere è aperto dalle 10.00 alle 18.00 tutti i giorni; l’ingresso costa 9.50 € (intero), 6 € (ridotto) e 3 € (bambini). I giardini di Unteres Belvedere, invece, sono aperti dall’alba al tramonto tutti i giorni, mentre i musei dalle 10.00 alle 18.00 martedì, mercoledì e da venerdì a domenica, dalle 10.00 alle 21.00 il giovedì. L’ingresso costa 7.50 € (intero), 5.50 € (ridotto) e 3 € (bambini). Maggiori info su www.belvedere.at o chiamando 79557-134

 Pubblicato da il 23/10/2016 - 16.182 letture - ® Riproduzione vietata

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