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I carnevali pił famosi d'Italia, ecco gli eventi pił belli

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Tempo di Carnevale in arrivo. Già dal mese di gennaio, il vortice colorato di maschere, stelle filanti e coriandoli, inizierà a travolgere ogni parte d’Italia. Le manifestazioni più antiche risalgono addirittura al 1300, in un’epoca in cui la cartapesta era ancora sconosciuta. Molti sono oggi le manifestazioni che la propongono, debitamente lavorata e compattata per comporre mastodontici carri allegorici.

Le sfilate più suggestive e tradizionali sono però ancora affidate alle singole maschere chiamate, in alcuni casi, a interpretare rievocazioni storiche che si contornano inevitabilmente di un alone di fiaba, mentre da altre parti, personaggi più o meno buffi, giocano a chi infligge gli scherzi peggiori in attesa della Quaresima. L’origine della parola Carnevale è da cercare proprio in relazione al successivo periodo di morigeratezza, dalla contrazione della frase “Carnem Levare”, che significa “privarsi della carne”.

I Carnevali storici della Coumba Freida

Il nostro viaggio inizia in Valle d’Aosta, precisamente nella valle del San Bernardo, dove gli spifferi gelidi le hanno valso nel tempo il soprannome di “Coumba Freida”. I comuni della valle dedicano in genere un fine settimana al Carnevale, come succede per il Carnevale di Saint-Rhemy-En-Bosses che rievoca il passaggio dei soldati al seguito di Napoleone nel maggio del 1800. Le landzette, bizzarre e per certi aspetti inquietanti maschere di questo carnevale, sono formate da costumi colorati e cappelli che ricordano proprio le uniformi napoleoniche. Si tratta di abiti costosi, confezionati interamente a mano, adorni di perline e paillette e di specchietti che riflettono la luce e allontanano così le forze maligne. Il volto delle landzette è coperto da una maschera che un tempo era di legno: in mano tengono crine di una coda di cavallo e in vita hanno una cintura munita di un campanello. Questi ultimi elementi vengono interpretati dagli antropologi come strumenti simbolici per scacciare gli spiriti avversi.
Scoprite qui tutti i Carnevali più belli della Valle d'Aosta.

Il Carnevale Asburgico di Madonna di Campiglio

Madonna di Campiglio, località sciistica, regina delle stagioni invernali, si trasforma nella capitale asburgica dalle magiche atmosfere principesche. Ogni anno, nella settimana di Carnevale la coppia imperiale formata da Francesco Giuseppe e dalla consorte Sissi, con un seguito di dame e cavalieri, guidano la macchina del tempo che riporta la località alla fine dell’ Ottocento. Numerosi sono gli eventi che arricchiscono il Carnevale: dal corteo inaugurale di apertura con 200 figuranti, allo spettacolo delle sfilate, alle rappresentazioni teatrali, ai momenti dedicati agli approfondimenti storici e a quelli per i bambini. Si inizia il lunedì, con l’arrivo a Madonna di Campiglio dell’Imperatore Francesco Giuseppe e della principessa Sissi, uno sfarzoso corteo di carrozze accolto da trombettisti esultanti. Per le vie e le piazze del paese dame, cavalieri, ussari e dragoni a cavallo pronti a inchinarsi e sventolare le bandiere reali tra le esplosioni di giubilo del pubblico in attesa. A dare l’avvio allo spettacolo è Rendenello, mascotte e personaggio centrale della storia. La manifestazione si chiude con il tradizionale Gran Ballo dell’Imperatore presso il salone Hofer dell’Hotel Des Alpes.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Madonna di Campiglio

Lo Storico Carnevale di Ivrea

Si tratta di un evento unico, riconosciuto come manifestazione italiana di rilevanza internazionale. Pare che la sua origine risalga al Medioevo quando un barone che affamava la Città venne scacciato dalla ribellione innescata dalla figlia di un mugnaio che non volle sottostare allo jus primae noctis e accese la rivolta popolare. Da qui la famosa battaglia delle arance combattuta dal popolo, rappresentato dagli aranceri, che a piedi e senza protezione si oppone, tirando le arance, al potere del tirannoo, rappresentato da tiratori su carri trainati da cavalli, preservati da maschere e protezioni simili ad antiche armature. In segno di partecipazione alla festa tutti i cittadini ed i visitatori scendono in strada, a partire dal giovedì grasso, indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza che rappresenta l’adesione ideale alla rivolta e quindi l’aspirazione alla libertà, come fu per i protagonisti della Rivoluzione Francese.
L'avvio del Carnevale con la prima uscita di Pifferi e Tamburi e con l’investitura ufficiale del Generale avviene sempre il 6 gennaio. I giorni topici sono quelli dell'ultimo weekend di carnevale: al sabato sera si tengono le marce del Corteo storico mentre il primo dei tre giorni di Battaglia delle arance è previsto per la domenica, a partire dal primo pomeriggio, lungo il percorso che coinvolge piazza Ottinetti, piazza di Città, Borghetto, Rondolino e piazza Freguglia. Si replica nei due giorni successivi: il lunedì e il martedì grasso.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Ivrea

Il Carnevale Ambrosiano di Milano

E’ il carnevale che inizia quanto gli altri finiscono. Secondo la tradizione infatti Sant’Ambrogio, patrono di Milano, era impegnato in un pellegrinaggio e chiese alla popolazione di aspettare il suo ritorno per iniziare le liturgie quaresimali. Per questo il Carnevale a Milano non termina il martedì grasso ma il sabato seguente, come il rito delle Ceneri si celebra la prima domenica di Quaresima. Protagonista del carnevale milanese è la maschera di Meneghino, un servo spiritoso e buono che si burla dei difetti dei nobili. Nel 1848 durante le Cinque Giornate di Milano fu scelto dai cittadini di Milano come simbolo di eroismo. La festa di Sant'Ambrogio è all’insegna di balli e canti.
Scopri la data e il programma del Carnevale Ambrosiamo di Milano

Il Carnevale di Venezia

Appuntamento nelle ultime 3 settimane di carnevale
. E' questo il periodo di tempo di uno dei più esclusivi carnevali del mondo. Il clou è nella settimana “grassa”, dal giovedì al martedì grasso. In piazza San Marco, alla domenica compresa tra i due giorni "grassi", saranno eletti i vincitori del concorso della Maschera più bella del Carnevale e si celebrerà il Volo dell'Aquila dal Campanile di San Marco e il Volo dell’Asino dalla Torre di Piazza Ferretto a Mestre; all'Arsenale di Venezia la festa si trascinerà fino a notte inoltrata con la musica.
... Pagina 2/2 ... Gran finale martedì grasso, quando il Carnevale di Venezia celebra le glorie di San Marco nello Svolo del Leon, maestoso gonfalone di San Marco, il leone alato su campo rosso che ha reso immortale la Serenissima Repubblica nel Mediterraneo e nel mondo.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Venezia

Il carnevale di Cento (Fe) Carnevale d’Europa

Le prime tracce del Carnevale di Cento sono testimoniate dall’affresco del pittore centese Gian Francesco Barbieri chiamato “Il Guercino” realizzato nel 1615. Nella tela viene rappresentato "il Berlingaccio", una maschera locale, in una festa nel palazzo comunale offerta al popolo nel giovedì grasso dal Magistrato cittadino. Da quel momento la tradizione del Carnevale prende il via. Negli anni 1980 la festa viene trasformata in un fenomeno di costume conclamato a partire dal 1993 quando viene firmato il gemellaggio con il famoso Carnevale di Rio de Janeiro. La fama della manifestazione diventa europea ed internazionale. I carri allegorici costruiti dalle Associazione carnevalesche sono dei veri monumenti alti anche 20 metri con una larghezza di 6 metri, movimentati da congegni meccanici ed idraulici. Caratteristica del carnevale di Cento è il “gettito”, il lancio dai carri in parata sul pubblico di oggetti e gadget molto ambiti tra cui palloni di ogni misura, materassini gonfiabili variopinti, giganteschi pupazzi di peluche a forma di balena, delfino, orca che “nuotano in un mare di folla”. Ma maschera tipica del Carnevale di Cento è “Tasi”, personaggio centese dell’800, amante del buon vino. Tasi apre la sfilata di carri allegorici vestito in frac e con la fedelissima volpe stretta sul braccio; nell’ultima giornata di carnevale si svolge il “rogo di Tasi”, il tradizionale rito propiziatorio in cui una maschera di cartapesta raffigurante Tasi viene bruciata, subito dopo aver recitato il suo velenoso ”testamento” dove mette alla berlina vizi e virtù di alcuni personaggi centesi. In genere sono cinque sono le domenica di festa previste.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Cento

Il Carnevale di Viareggio

La prima sfilata di carrozze addobbate a festa nella storica Via Regia, nel cuore della città vecchia, è datata 1873. L’idea di una sfilata per festeggiare il Carnevale sbocciò tra i giovani della Viareggio bene di allora che frequentavano il caffè del Casinò. Era il 24 febbraio 1873, giorno del Martedì Grasso. La fama del Corso Mascherato di Viareggio è cresciuta di pari passo con la crescita delle dimensioni dei carri allegorici. Sul finire del secolo comparvero in sfilata i carri trionfali, monumenti costruiti in legno, scagliola e juta, modellati da scultori locali ed allestiti da carpentieri e fabbri che in Darsena lavoravano nei cantieri navali. Neppure la prima guerra mondiale riuscì a distruggere la manifestazione che si fermò, ma poi riprese. Oggi i grandi carri allegorici sono realizzati in cartapesta o, meglio, la carta a calco inventata dal pittore e costruttore viareggino Antonio D'Arliano nel 1925. Questo materiale ha permesso di realizzare opere sempre più grandi, ma allo stesso tempo leggere. Nel 1930 Uberto Bonetti, pittore e grafico futurista, ideò Burlamacco, la maschera simbolo di Viareggio. Qui trovate il programma completo del Carnevale di Viareggio

Il Carnevale di Fano

Quello di Fano è il più antico d’Italia. Il primo documento noto nel quale vengono descritti i festeggiamenti risale al 1347. Le radici affondano, secondo la leggenda, nell’episodio della riconciliazione tra le due più importanti famiglie fanesi di allora: i Del Cassero e i Da’ Carignano. Dall’epoca il carnevale è andato gradualmente caratterizzandosi in modo specifico, tanto che nel 1872 si decise di creare un comitato organizzativo che opera ancora oggi dopo secoli. Il punto di forza è il “getto”, una vera e propria pioggia di caramelle e cioccolatini che dai carri cade sulla folla. Mascotte del Carnevale è il pupo, detto “vulon”, una maschera che rappresenta sotto forma di caricatura i personaggi più in vista della città, insieme alla “Musica Arabita”, banda musicale, nata nel 1923, che utilizza strumenti di uso comune quali barattoli di latta, caffettiere, brocche per suonare. I grandi corsi mascherati sono in genere programmati per le 3 domeniche che precedono il martedì grasso, dalle ore 15 in viale Gramsci e zona Pincio.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Fano

Il Carnevale di Putignano

Il Carnevale di Putignano è il più antico d' Europa. Tanti sono i riti ancora conservati come la Festa dell’Orso, celebrata ogni anno, il 2 febbraio, giorno della Candelora e l’ Estrema Unzione di Carnevale, da sempre abbinato al successivo Funerale di Carnevale.
L’Estrema Unzione entra in scena ogni anno alla vigilia del martedì grasso, ultimo giorno di carnevale. Un corteo mascherato con paramenti sacerdotali e vestiti clericali si sposta per le vie del paese fino a notte inoltrata per impartire una benedizione, declamando una esilarante biografia in vernacolo del Carnevale morente. Il programma delle ultime ore della festa si apre con l’ultimo corso mascherato. Il Funerale di Carnevale propone un corteo funebre al seguito del caro estinto, rappresentato da un maiale in cartapesta, preso a simbolo del periodo di eccessi e rottura delle regole. Il maiale, al termine dell’itinerario, viene bruciato nella piazza del centro storico. Gli ultimi minuti di vita del Carnevale si muovono al ritmo dei 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, issata in piazza per scandire gli ultimi palpiti di una festa infinita. Le sfilate dei carri si svolgono nei 3 weekend che precedono il clou carnevalesco e nella giornata del martedì grasso.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Putignano

Il Carnevale di Acireale

Il Carnevale di Acireale vanta un’antica tradizione e già dalla fine del’500 se ne parla.
A quei tempi aveva ancora il carattere di una manifestazione spontanea e la partecipazione di popolo era pressoché totale. Già nel 1600 nel territorio della località era usanza duellare a suon di uova marce e agrumi per le strade, consuetudine che venne vietata nel 1612, per evitare feriti e danni, ma sopravvisse ad Ivrea. Le maschere in cartapesta entrano in scena negli anni 1930 trasformate poi in carri allegorici trainati dai buoi, contornati da personaggi e gruppi satirici in movimento.
Un tocco di eleganza e di vivacità al carnevale di Acireale viene introdotto dalle macchine infiorate. Nel 1948 il Carnevale entra nel novero delle più rinomate manifestazioni a livello internazionale divenendo il “più bello della Sicilia”.
La maschera siciliana per antonomasia è Peppe Nappa, che impersona le vesti di un servo sciocco. L’apertura del Carnevale avviene di solito 3 weekend prima del periodo canonico. I carri allegorici sfileranno le domeniche, ed anche il giovedì grasso le le giornate del lunedì e martedì grasso. Del Carnevale di Acireale c’è anche la versione estiva serale, ad agosto.
Qui trovate il programma completo del Carnevale di Acireale

Guardate anche le immagini delle sfilate di carnevale nel mondo e qui trovate date e programmi di tutti i Carnevali più belli d'Italia.

 Pubblicato da il 19/12/2016 - 6.640 letture - ® Riproduzione vietata

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