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Amsterdam, vacanza nella capitale multietnica dei Paesi Bassi

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Nata nel Tredicesimo secolo come semplice villaggio di pescatori, attorno ad un castello dei Conti d'Olanda, costruito sulla diga dell'Amstel (Amsteldam), la città si sviluppò sull'acqua, grazie all'acqua e in qualche caso malgrado l'acqua. Entrata a far parte della potente Lega Anseatica, conobbe grosse fortune commerciali, soprattutto quando le truppe spagnole invasero Anversa, sua rivale nei traffici marittimi. Nel 1490 le erano' state concesse dall'imperatore Massimiliano d'Austria le insegne di città imperiale; in seguito, per l'arrivo di numerosi artigiani ebrei, emigrati dalla Spagna e dal Portogallo, diventò anche il maggior centro europeo del commercio e del taglio dei diamanti. La sua potenza raggiunse il culmine nel Diciassettesimo secolo. Nel 1813 fu la prima città olandese a ribellarsi contro il dominio di Napoleone.

Raccontare la storia di Amsterdam equivale sostanzialmente a raccontare quella dell’Olanda, a sua volta annessa ai Paesi Bassi fino alla fine del XVI secolo; fu allora che la popolazione si ribellò all’egemonia asburgica, rovesciandola e ponendo Amsterdam al centro degli avvenimenti degli anni a venire. Il Seicento è passato alla storia come il “Secolo d’Oro”, durante il quale la città divenne il maggior polo commerciale e culturale dell’intero paese, mentre nel XVIII secolo una breve parentesi negativa non fu sufficiente per compromettere l’ascesa di quella che, con l’avvento dell’Ottocento sarebbe diventata una delle metropoli più influenti d’Europa. La cultura hippy, invece, affonda le proprie radici agli anni ’60 del secolo scorso, quando la città fu invasa da migliaia di giovani dalla politica sociale ultraprogressista.

Parlando di Amsterdam la prima cosa che si ricorda è l’apertura mentale che la contraddistingue. Molti turisti la visitano per via dei koffieshop che vendono marijuana, per le prostitute che dispongono di un loro sindacato e sono disponibili praticamente 24 ore su 24 e per la possibilità di celebrare un matrimonio tra coppie omosessuali al cospetto del sindaco. Attenzione però a non dimenticare che Amsterdam è anche una delle città più all’avanguardia del mondo, che il suo patrimonio artistico e culturale è secondo a pochi e che anche l’offerta gastronomica non è da sottovalutare. A tutto ciò si aggiunge l’atmosfera unica che caratterizza il suo centro, piacevole da girare a piedi o in bicicletta, da cui traspare l’anima irriverente di una capitale che non ha nulla a che vedere con tutte le altre d’Europa.

La zona più amata dalla maggior parte dei turisti è il centro storico medievale, un ovale attraversato da un labirinto di stradine e pittoreschi canali delimitato a sud-ovest dal fiume Singel e a nord dall’IJ. Se arrivate in treno scenderete alla Centraal Station, dinanzi alla quale si estende l’animata piazza di Stationsplein che introduce a Damrak, la strada che divideva l’Oude Zijde, ovvero la “Parte Vecchia”, dalla Nieuwe Zidje, situata ad ovest. Lungo la via non si potrà non notare l’imponente mole della Beurs, l’antica Borsa Valori, una costruzione in mattoni rossi progettata da Hendrik Petrus Berlage (1856-1934); la Beurs ha perso da tempo la sua funzione commerciale ed oggi ospita concerti ed esposizioni di design ed arte moderna. In fondo a Damrak si scorge piazza Dam, il cuore del centro, dominata da due dei monumenti principali di Amsterdam: il Koninklijk Paleis (Palazzo Reale), costruito come sontuoso palazzo municipale nel1665, e la Nieuwe Kerk (Chiesa Nuova), la chiesa dove vengono tradizionalmente incoronati i sovrani olandesi.

Sul lato orientale di piazza Dam si scorge il Nationaal Monument, che commemora le vittime della seconda guerra mondiale, mentre più a sud si apre piazza Spui, popolare luogo di incontro tra i giovani, circondata da librerie, bar e pub. Oltre le mura cittadine a nord di piazza Spui si trovano il Begijnhof (Beghinaggio), un gruppo di antiche case nobiliari disposte intorno ad un’ampia corte costruito per accogliere una comunità semireligiosa fondata negli anni ’40 del Trecento, e l’Amsterdams Historisch Museum. Quest’ultimo ha sede nel vecchio orfanotrofio comunale ed ospita centinaia di oggetti religiosi e porcellane, disposte in modo da raccontare la lunga storia del commercio olandese. Dal cortile dell’edificio c’è modo di accedere alla Galleria della Guardia Civica, dove ammirare l’antitesi tra i dinamici soggetti dipinti da Rembrandt nella “Ronda di notte” e le statiche figure delle guardie civiche nei quadri medievali.

Nonostante i continui dibattiti etici, gran parte dell’Oude Zidje è ancora occupata dal tentacolare quartiere a luci rosse, che si estende lungo e intorno a Warmoesstraat e a due canali: l’Oudezijds Voorburgwal e l’Oudezijds Achterburgwal, che identificavano il cuore dell’Amsterdam medievale. Lo squallore di alcuni scorci mette un po’ in ombra i tanti pregi architettonici degli edifici, ma qualcosa ricorda ancora che questo è pur sempre il quartiere più antico della città: l’Amstelkring, l’incantevole chiesa cattolica clandestina del XVII secolo, e l’Oude Kerk, costruita nel1306 in onore di san Nicola, santo patrono della città. In particolare, di quest’ultima chiesa merita di essere visitata la torre campanaria, la più bella della città.

Ad est di Oude Kerk c’è Nieumarkt, una grande piazza da cui inizia il Kloveniersburgwal, un canale signorile che individua il confine del quartiere a luci rosse. Nei dintorni si possono visitare alcuni musei, tra cui il Museum het Rembrandthuis, la residenza dove Rembrandt van Rijn possedeva lo studio, ed il Joods Historisch Museum, un museo sulla storia ebraica allestito in un magnifico complesso del quale fanno parte 4 sinagoghe ashkenazite del XVII e XVIII secolo. Più ad est, un altro canale, il Groenburgwal, segna l’inizio di una delle zone più seducenti del vecchio centro, caratterizzata da belle case antiche che fiancheggiano uno dei canali più pittoreschi della capitale.

L’Amsterdam medievale era delimitata ad ovest dal Singel, che faceva parte del fossato difensivo della città, ma adesso questo canale è solo il primo dei cinque che scorrono intorno al centro,estendendosi in senso antiorario dal Brouwersgracht al fiume Amstel in una Grachtengordel, una “cintura di canali”. I tre canali principali sono l’Herengracht, il Keizersgracht ed il Prinsengracht, che insieme formano un armonioso paesaggio urbano di grande raffinatezza e ricco di sorprese e colpi di scena. I palazzi più interessanti del Grachtengordel sono concentrati lungo il cosiddetto Gouden Bocht (Gomito d’Oro), il tratto dell’Herengracht compreso tra Leidsestraat e l’Amstel, anche se il fascino del quartiere risiede più nell’atmosfera complessiva che in un monumento o luogo specifico, con l’unica eccezione dell’Anne Frank Huis, la casa dove la giovanissima Anna Frank si nascose ai tedeschi durante la seconda guerra mondiale e che oggi richiama quasi un milione di visitatori all’anno.

... Pagina 2/2 ...Nell’Ottocento Amsterdam dovette espandersi oltre la cerchia dei canali, fagocitando la campagna circostante oggi ricoperta da sobborghi in gran parte residenziali. Emblematico in tal senso è Oud Zuid, il “Vecchio Sud”, un quartiere signorile a forma di cuneo spesso chiamato quartiere dei musei in quanto sede dei 2 maggiori allestimenti della città: il Rijksmuseum ed il Van Gogh Museum. Il primo, attualmente in fase di restauro, è il maggiore museo d’arte dei Paesi Bassi ed ospita tele di maestri del calibro di Rembrandt, Vermeer, Frans Hals e Jan Steen, mentre il Van Gogh Museum, progettato da Gerrit Rietveld e inaugurato nel 1973, accoglie la collezione appartenente al fratello minore di Vincent, Theo, possessore de “I mangiatori di patate”, “Casa gialla ad Arles” e “Campo di grano con corvi”, solo per citare i quadri più famosi. Da non perdere infine il poco reclamizzato Stedelijk Museum, costruito nel 1895 su progetto di A.M. Weissman e sede del Museo Nazionale d’Arte Moderna, che contiene capolavori di Monet, Picasso, Mondrian e Chagall.

Accanto al quartiere dei musei si estende Vondelpark, il più grande parco urbano della città, le cui distese alberate sono particolarmente amate anche a causa della carenza di spazi verdi di Amsterdam. Realizzato sul modello inglese, il parco è costellato di stagni e boschetti attraversati da sinuosi sentieri ciclo-pedonali. Nei paraggi si possono inoltre visitare il Nederlands Filmmuseum, più somigliante ad un cinema d’essai che ad un museo, la Vondelkerk, una chiesa progettata da Cuypers nel 1872 ma completata solo nel 1880, e l’Hollandsche Manege, un vecchio maneggio ottocentesco dove dare un’occhiata ad una lezione d’equitazione. Non lontano da qui c’è poi la Heineken Experience, che ha riqualificato gli spazi del vecchio stabilimento della più nota delle birre olandesi trasformandolo in una sorta di museo al termine del quale non può mancare la fase di degustazione.

Fra i monumenti da non perdere anche la Torre delle lacrime (Screijersttoren) costruita nel 1482; sulla sua facciata una targa segna il punto esatto da cui, nel 1609, Hendrik Hudson partì per l'America. A poca distanza i magazzini della Compagnia delle Indie Occidentali.

Un capitolo a parte lo merita l’architettura contemporanea di uno dei paradisi europei per gli amanti del genere. Il punto di partenza ideale di questo tour architettonico è il NEMO, “New Metropolis”, il museo/centro scientifico a forma di nave progettato da Renzo Piano nei pressi della stazione ferroviaria. A fianco c’è l’ARCAM, il “Centro di Architettura di Amsterdam”, nato nel 1986 da un’idea di Renè van Zuuk come fondazione atta a diffondere l’interesse per la materia. Da qui ci si può dirigere al quartiere Borneo-Sporenburg, sul cui masterplan hanno costruito tra gli altri MVRDV, Ben van Berkel, E. Miralles, West 8 e Hans Kollhoff, per poi passare in rassegna The Wale (La Balena) di de Architekten cie ed il Wozoco di MVRDV, altri spettacolari esempi di architettura residenziale.

Feste e manifestazioni, in prevalenza di carattere musicale, non si contano nel calendario annuale della città. Con l’arrivo della bella stagione, il 30 aprile, si comincia con la Koninginnedag, il “Giorno della Regina”, celebrato in tutto lo stato, ma in particolare ad Amsterdam, seguito dall’Amsterdam Fantastic Film Festival e dal World Press Photo, a cavallo tra aprile e maggio. Giugno è il mese dell’Holland Festival, la più grande manifestazione di teatro, danza, musica e cinema del paese, mentre a luglio e agosto si tengono i maggiori festival musicali, l’Over het IJ Festival ed il 5 Days Off, oltre all’Amsterdam International Fashion Week, cinque giorni di feste all’insegna della moda, e all’Uitmarkt, che segna la riapertura della stagione culturale. Ad ottobre sono in programma l’Amsterdam Marathon e l’Amsterdam Dance Event, che anima la città con feste in numerosi locali e l’esibizione di quasi 700 dj all’anno, mentre in novembre cade la Cannabis Cup, ovvero il festival della marijuana.

La cucina olandese è molto semplice e si basa soprattutto sul latte, sulle uova, sul formaggio, sul pesce e sui prodotti della terra. La rr.inestra più conosciuta è l'erwtensoep, una zuppa di piselli che im nello snert una variante, più densa e condita con lardo e carne di maiale. Altri primi da assaggiare sono la minestra d'asparagi e la zuppa all'anguilla con verdura. Per i piatti di carne l'Olanda ha abitudini molto simili a qudle di altri paesi europei. L'unica variante è stata introdotta dal diffondersi della cucina indonesiana, che ha portato a un uso molto frequente di spezie. Fra i pesci, vera ricchezza della tavola in questa città nata sul mare, il più diffuso è l'aringa, che può essere mangiata anche cruda. Ottime le ostriche della Zelanda. La bevanda più diffusa è la birra chiara. Tra i passatempi almeno uno sguardo alle famose case con le luci rosse del quartiere centrale a pochi passi dal Dam. Di giorno queste strade hanno una vita del tutto normale. Di sera offrono le donne in vetrina, un appuntamento fisso per il turista in cerca di curiosità locali. e di emozioni. Che cosa comprare nella capitale olandese? Chi ha molti soldi e molta competenza può investire in diamanti. Molto belle, e molto care, anche' le porcellane. Interessanti, per i bibliofili, i negozi della zona dell'Oudemanhuispoort, che offrono antichi volumi e manoscritti ingialliti dal tempo. Per gli acquisti dell'ultima ora segnaliamo il free-shop dell'aeroporto di Schijol. E uno dei più forniti e dei più convenienti del mondo: ci si può comprare di tutto, anche auto e moto.

Il clima di Amsterdam è prettamente marittimo, caratterizzato da inverni miti ed estati fresche con il costante rischio pioggia. La variabilità è infatti l’elemento distintivo del meteo locale, che tuttavia non presenta nel complesso molte settimane di sole. L’alta stagione va da giugno ad agosto, quando fa caldo e oltre alle temperature crescono i prezzi ed il numero dei turisti, ma è preferibile optare per i periodi intermedi da metà marzo a maggio e da settembre a metà ottobre, durante i quali traspare l’anima autentica della città. D’inverno, tra dicembre e febbraio, le temperature minime scendono fino ad attestarsi intorno allo zero e possono verificarsi sporadiche nevicate, particolarmente fastidiose soprattutto per coloro che hanno pianificato di spostarsi in bicicletta. Il mese migliore per andare ad Amsterdam, come in tutto il resto dell'Olanda, è maggio. Nella primavera avanzata c'è infatti la fioritura dei tulipani; la città in quel periodo offre un colpo d'occhio veramente stupendo. Fra gli aspetti più tipici del carattere olandese c'è la grande tolleranza, l'enorme amore per la libertà. Non a caso il paese ha ospitato tutti i fenomeni di contestazione, e ha spesso avuto posizioni di avanguardia.

Per raggiungere Amsterdam non si ha che l’imbarazzo della scelta, visto il ventaglio di possibilità tra cui decidere. Il mezzo più comodo e veloce è ovviamente l’aereo, con il quale atterrare all’Aeroporto Internazionale di Amsterdam-Schiphol, quotidianamente collegato a diverse città italiane, mentre l’alternativa più concreta è l’automobile, con la quale si arriverà a destinazione percorrendo quasi tutte autostrade. Il viaggio in treno è un po’ più scomodo in quanto prevede almeno un cambio in Germania, a Colonia o Francoforte, o in Francia, a Parigi, e almeno 13 ore di viaggio, più o meno le stesse che si impiegano partendo in pullman da Milano. La rete integrata di trasporti pubblici, comprensiva di tram, autobus e metropolitana, è estremamente efficiente e consente di raggiungere ogni angolo dell’insediamento, sebbene non ci sia niente di meglio della bicicletta per muoversi sia in centro che nei dintorni.
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