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Zoldo Alto, sciare tra Pelmo e Civetta, sulle Dolomiti Bellunesi

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Le Dolomiti Bellunesi custodiscono una zona selvaggia e sublime, fatta di panorami innevati spettacolari e vedute verdeggianti che tolgono il fiato: è il lembo racchiuso tra i massicci del Pelmo e del Civetta, dove sorge il comune sparso di Zoldo Alto. Zoldo Alto è in provincia di Belluno, in Veneto, e i suoi 1180 abitanti se ne stanno distribuiti in varie frazioni: come tessere incantevoli di un puzzle, Fusine, Cordelle, Gavaz e Chiesa sono solo alcuni dei centri che formano la cittadina.

Il territorio comunale occupa la parte superiore della Val di Zoldo, ed è composto da due vallate, quella del torrente Maè e quella del Goima, che scende dal Passo Duran. Qui, tra le vette imponenti delle Dolomiti, Zoldo Alto è un punto d’accesso privilegiato al comprensorio sciistico Ski Civetta, un vero e proprio paradiso per gli amanti degli sport invernali. Fino alla fine del secolo scorso Zoldo era stato un paese semplice, senza tante pretese: i boschi e le miniere di ferro davano modo di vivere dignitosamente, ed era sufficiente dedicarsi alla pastorizia, all’agricoltura e alla produzione artigianale di un gelato delizioso. In seguito si affacciarono le prime difficoltà, ma il paese le fronteggiò con la creazione di un comprensorio moderno e ricco di attrattive: il risultato è l’area sciistica del Civetta, che con i suoi 80 chilometri di piste, servite da efficienti impianti di risalita, tocca anche le località di Alleghe e Selva di Cadore.

Agli 80 chilometri di piste da sci alpino, si aggiungono 25 chilometri dedicati allo sci nordico, con una varietà sorprendente di scenari, panorami e livelli di difficoltà. I moderni sistemi di innevamento artificiale garantiscono una stagione sciistica lunga e godibilissima, che dall’inizio d’inverno arriva a salutare l’inizio della primavera. Due cabinovie, 12 seggiovie e 11 sciovie accompagnano sulla vetta gli sportivi, che si trovano di fronte a una vasta scelta: 23 discese piuttosto facili, 17 di livello intermedio e 4 riservate ai professionisti.

A Zoldo Alto, come in molte località del Veneto, è diffuso e amato lo sci di fondo, che si può praticare anche di notte grazie a due chilometri di pista illuminati, splendidi e ancora più suggestivi quando sono vegliati dalla luna piena. Ma lo sci, di qualunque tipo, non è la sola disciplina a cui dedicarsi: si può pattinare sul ghiaccio, scivolare sullo slittino, oppure avventurarsi a passeggio sulla neve con le ciaspole, lungo uno dei tanti sentieri.

In estate la neve lascia spazio a una varietà sorprendente di verdi, che colorano la montagna e attendono di farsi scoprire: per assaporare a fondo l’aria pura di montagna potrete praticare tanti sport all’aperto, dalla mountain bike all’escursionismo, dal golf al nuoto.

... Pagina 2/2 ... Ma non crediate che una vacanza a Zoldo Alto, nei pressi dello Ski Civetta, significhi rinunciare del tutto alla cultura, all’arte e alla storia: qui non mancano alcune testimonianze interessanti, che vale la pena di scoprire passeggiando da una frazione locale all’altra. A Brusadaz, ad esempio, c’è l’antico mulino Costa, mentre fuori dall’abitato si possono visitare i resti della vecchia miniera Da Dòf e della San Pellegrino.

A Coi c’è la casa Rizzardini, decorata esternamente con uno splendido affresco del Settecento. Da questo villaggio, proseguendo verso Maresòn, si incontrano i due mulini Rizzardini, eretti all’inizio del XVII secolo e funzionanti fino al 1946, e il mulino Piva, attivo fino agli Settanta del Novecento. A Fusine, sede comunale di Zoldo Alto, spicca la chiesa del 1570, ristrutturata nel 1909, affrescata all’esterno e custode di un bel crocifisso ligneo, opera di Andrea Brustolon. Poco fuori dal borgo ci si imbatte nei resti di una delle tantissime fucine che, nella Val Zoldana, testimoniano l'attività fabbrile. Per completare l’esplorazione si possono ammirare gli affreschi della casa Colussi-David e Colussi-Manét, a Pianaz, e la chiesa di San Valentino a Maresòn, costruita nel 1482.

Come ogni antico borgo di montagna che si rispetti, anche a Zoldo Alto si tengono tante manifestazioni popolari, e nel periodo natalizio le stradicciole di Bragarezza ospitano il vivace mercatino: sulle bancarelle, vestite a festa, si espongono i prodotti dell’artigianato locale, tutti di produzione limitata, mentre negli stand gastronomici si possono assaggiare le prelibatezze tipiche della zona. Altre importanti manifestazioni sono la Transcivetta, una nota gara di marcia in montagna, e la Civetta Superbike, un torneo di mountain bike, a cui si aggiunge la suggestiva fiaccolata di fine anno.

Raggiungere Zoldo Alto e la Val Zoldana, qualunque sia il mezzo di trasporto scelto, non è difficile. Per chi viaggia in auto conviene prendere l’autostrada A27 fino all’uscita per Pian di Vedoia, continuare per Longarone e imboccare l’ex strada statale 251 finché, sulla sinistra, non si incontrano le indicazioni per la Val di Zoldo. Per chi preferisce il treno c’è la stazione ferroviaria di Longarone, sulla linea che collega Calalzo a Padova, da cui si possono prendere gli autobus della Dolomiti Bus fino alla meta. Infine gli aeroporti più vicini sono quelli di Treviso e Venezia, rispettivamente a 100 km e 120 km.

Giunti a destinazione si viene accolti da un clima tipicamente alpino, con inverni molto rigidi e estati fresche, ideali per delle lunghe passeggiate in mezzo alla natura. Le temperature medie del mese più freddo, gennaio, vanno da una minima di -9°C a una massima di 0°C, e in luglio, il mese più caldo, si va dai 9°C ai 21°C. Le precipitazioni, scarse in inverno ad eccezione di certe nevicate generose, si concentrano soprattutto tra luglio e agosto, quando cadono in media 102-109 mm di pioggia mensili.
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