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Le foto di cosa vedere e visitare a Belluno

La cittą di Belluno, visitare la 'porta delle Dolomiti'

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La porta delle Dolomiti, così si potrebbe definire Belluno, capoluogo di provincia del settore più montuoso del Veneto, importante centro della valle del Piave che sorge alla confluenza del Sacro fiume della Patria con il Torrente Ardo. Il luogo scelto per la costruzione di Belluno si contraddistingue per la sua posizione rialzata, una sorta di terrazzo che domina il corso del fiume, e che ha reso la città nei corsi dei secoli un luogo strategico nei commerci tra le valli alpine e le signorie della pianura veneta, Treviso e Venezia in primis.

Treviso si raggiunge con velocità grazie all'autostrada A 27 (Alemagna) che collega Venezia con l'alta valle del Piave, fino alla zona di Ponte delle Alpi. Da qui in pochi km si raggiunge da est la città di Belluno. In alternativa si può risalire la valle del Piave dalla zona di Montebelluna, oppure utilizzando l'autostrada A 31 della Valdastico, uscire a Dueville, seguire per Bassano e la Val Sugana per poi deviare in direzione di Feltre e da qui raggiungere Belluno. A Belluno si trova anche una stazione ferroviaria, situata appena a nord del suo centro storico

Belluno vale visita in qualsiasi stagione, sia in inverno quando è il periodo giusto per avere un colpo d'occhio della città contornata dalle Alpi innevate, visitare a dicembre il Mercatino di S. Nicolò, e magari farsi una sciata sulle piste del Nevegal, oppure visitare la città in primavera, magari in occasione della sentita Festa della Madonna Addolorata. In estate Belluno è un buon punto di partenza per organizzare escursioni sulle piccole e grandi dolomiti, ed in autunno le montagne circostanti diventano interessanti per gli amanti della micologia e gli accaniti cercatori di funghi.

Il centro si trova su una posizione rialzata, su di un terrazzamento del Piave che in quel punto vede immettersi il percorso del torrente Ardo. La posizione dominante si rivelò importante dal punto di vista strategico, oltre che a rivelarsi fondamentale per salvaguardare il centro abitato dalle alluvioni del Piave. Il centro storico di Belluno lo si può affrontare da sud e cioè da Borgo Piave o da nord, e cioè dalla zona della Stazione centrale FF.SS. Seguendo quest'ultima direttrice, il primo luogo degno di nota che si incontra è il cosiddetto "Campedel" cioè la Piazza dei Martiri un ampio spazio cittadino adibito a giardino.

Entrando nelle stradine del centro storico, con chiari influssi di stile veneziano, troviamo la bella Piazza del Duomo, sicuramente il luogo più interessante di Belluno dal punto di vista architettonico: in pochi metri troviamo la bella costruzione dalle caratteristiche ibride, con elementi gotici e barocchi, con un interno elegante, ricco di opere d'arte.
... Pagina 2/2 ...Sulla piazza domina la Torre Civica ed anche il caratteristico Palazzo dei Rettori con una pregevole struttura rinascimentale.

Altro edificio degno di interesse nel centro storico è la chiesa di S. Stefano, posta sulla parte nord-orientale del terrazzamento. dotata di un bel portale sul lato destro, e con una elegante struttura gotica. La strada principale all’interno del centro storico è Via Mezzaterra, che taglia in modo longitudinale il borgo con le sue tipiche architetture venete. Nelle vicinanze si può visitare la chiesa di S. Pietro e Piazza del Mercato, una piccola piazza che sorge su un antico Foro romano, ed è abbellita con la fontana di S. Lucana. Da piazza del Mercato procedendo verso nord si arriva a Porta Doiona, uno degli ingressi storici del borgo antico.

I dintorni di Belluno offrono spunti interessanti, specialmente per gli appassionati di natura: Ai piedi del Col Visentin troviamo il Nevegal, una stazione sciistica dove poter dedicarsi agli sport alpini. Dirigendosi verso Ponte nelle Alpi e poi verso sud in direzione di Conegliano, si può raggiunge il lago di Santa Croce, uno spettacolare specchio d’acqua dolce incastonato tra le montagne.

Dal fascino più tetro è invece il vicino lago del Vajont, il bacino artificiale che si trova risalendo la valle del Piave in direzione di Longarone e del Cadore. Qui nel lontano 1963 una grande frana staccatasi dalle pendici del monte Toc entrò nelle acque del lago artificiale e causando una gigantesca onda che distrusse tutto ciò che incontrava nella sua discesa, e portandosi via la vita di 2.000 abitanti della zona. Una tragedia non senza responsabilità umane, e la visita di cioè che resta del lago, della diga e del fronte della frana è una esperienza davvero forte, che vale la pena di essere vissuta, anche solo per non dimenticarsi degli errori compiuti che non dovranno mai più ripetersi.
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