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Le foto di cosa vedere e visitare a Venezia

Venezia e la sua laguna: cosa vedere e cosa fare nella Serenissima

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Quando si parla di turismo Venezia è uno dei primi nomi che viene da pronunciare. Non c’è turista al mondo che non la conosca di fama e non voglia trascorrerci almeno un giorno della propria vita per conoscere storia, arte, cultura e ammirare gli scenari mozzafiato di una città senza eguali. A Venezia è praticamente impossibile non trovare qualcosa che faccia per sé: l’offerta culturale, che comprende musei e palazzi di inestimabile valore, è ricchissima, ma altrettanto soddisfacente è il panorama enogastronomico, con decine di osterie e ristoranti specializzati in pietanze e vini tipici; inoltre non mancano i divertimenti, con tantissimi eventi, mostre e rassegne che si tengono ogni anno in tutte le stagioni. Tuttavia, tra le cose più belle da fare a Venezia c’è quella di lasciarsi perdere nel dedalo di calli e campielli, pervasi dal fruscio dell’acqua dei canali, per poi sbucare in qualche piazza conosciuta e ributtarsi ancora nel labirinto del centro.

Fondata millecinquecento anni fa su un raggruppamento di terreni fangosi al centro della laguna, Venezia, detta la Serenissima, è diventata in breve tempo una delle città più importanti d’Europa grazie alla sua collocazione strategica. Essa, infatti, ha da sempre rappresentato uno snodo chiave all’interno delle dinamiche commerciali tra Oriente e Occidente. Per questo, all’apice della sua potenza, Venezia controllava un impero esteso dalle Dolomiti, a nord, fino a Cipro, all’estremità sud-orientale del Mediterraneo. Col passare degli anni la struttura urbana è divenuta più consistente, arricchendosi di architetture pregiate e aumentando i propri abitanti. Il centro storico, formato da oltre cento isolette, reca chiaramente i segni della sua lunga e prestigiosa storia, tanto che persino nella calle più insignificante può capitare di vedere frammenti di edifici medievali incastonati nel muro di un’abitazione moderna come un fossile in una roccia.

A comporre il centro storico di Venezia sono la bellezza di 118 isole, la maggior parte delle quali era in origine una piccola comunità indipendente, con una piazza per gli incontri pubblici e una o due chiese parrocchiali; nonostante la scomparsa di tali comunità, ancora oggi è forte l’attaccamento di molti veneziani alla loro zona d’origine. Ad unire le isolette sono circa 400 ponti, i connettori di un territorio suddiviso in sei grandi distretti amministrativi (sestieri), tre su ciascun lato del Canal Grande. Il sestiere di San Marco è quello che accoglie le attrattive turistiche più conosciute, mentre ai suoi fianchi si estendono il sestiere di Castello (a est) e quello di Cannaregio (a nord). Sull’altra sponda del canale c’è Dorsoduro, il sestiere più grande, con il ponte di Rialto che separa gli ultimi due distretti urbani: quello di Santa Croce e quello di San Polo, una zona commerciale particolarmente vitale.

Il nucleo centrale di Venezia fin dalla sua fondazione è la celeberrima piazza San Marco, laddove i primi governati locali fecero costruire la loro roccaforte, Palazzo Ducale, e la chiesa principale, la basilica di San Marco. Nei secoli a venire quest’ultima si è sviluppata fino a diventare la chiesa più ricca e sfarzosa del mondo cristiano, mentre Palazzo Ducale si è ingrandito per accogliere un governo il cui potere durò più a lungo di quello di qualunque altro regime repubblicano d’Europa. Entrambe le attrattive sono imperdibili, ma mettete in conto di fare un po’ di fila prima entrare.

La cornice che circonda i due edifici è quella del “più bel salotto d’Europa”, come descrisse la piazza Napoleone. Qui si affollano giocolieri, burattinai, venditori di dolciumi e comitive di tutto il mondo, mentre lungo il perimetro si trovano attrattive meno conosciute come il Museo Correr, dislocato all’interno delle Procuratie Nuove, e il Museo Archeologico. A pochi minuti a piedi sono da vedere anche la chiesa rinascimentale di San Salvador e quella gotica di Santo Stefano, oltre a due dei maggiori spazi espositivi della città: l’immenso Palazzo Grassi, sede delle più prestigiose mostre d’arte, ed il Museo Fortuny, dove oltre alle opere dello stilista Mario Fortuny sono organizzate mostre temporanee.

All’epoca della Repubblica, la piazzetta, lo spazio tra San Marco e la riva, era il luogo dove si riunivano i consiglieri di Venezia quando volevano ingraziarsi qualcuno, oltre all’area per le esecuzioni pubbliche; in particolare, sul lastricato tra le due colonne in granito e il Molo, il tratto adiacente all’acqua, esalavano l’ultimo respiro gli impiccati e i decapitati per delitti gravi. Oltre che da Palazzo Ducale, la piazzetta è delimitata dalla Libreria Sansoviniana (o Biblioteca Marciana), in parte occupata dal Museo Archeologico. Al suo interno si trovano muri e soffitti affrescati da dipinti di Veronese, Tintoretto e Andrea Schiavone, mentre annesso alla Libreria si trova il primo edificio importante dello stesso Sansovino: la Zecca.

Il sestiere più grande è Dorsoduro, dove si concentrano magnifici esempi di architettura minore residenziale. L’attrattiva principale della zona sono le Gallerie dell’Accademia, che ospitano capolavori realizzati in diverse fasi della pittura veneziana fino al XVIII secolo, ma anche l’enorme chiesa di Santa Maria della Salute, il più grande esempio di barocco veneziano, non è da meno. Tuttavia, a livello artistico non c’è niente di meglio di San Sebastiano, la chiesa parrocchiale piena di dipinti di Paolo Veronese, e della Scuola Grande dei Carmini, dove lavorò il maestro del colore Giambattista Tiepolo. A rendere ancor più eterogeneo il panorama artistico di Dorsoduro è la mostra d’arte moderna della Collezione Guggenheim, un piccolo museo stracolmo di opere d’arte del XX secolo collezionate da Peggy Guggenheim; tra le firme più note dell’allestimento ricordiamo Picasso, Braque, Chagall, Pollock, Duchamp, Giacometti, Picabia e Magritte.

San Polo confina da un lato con rio Nuovo e rio di Ca’ Foscari, i canali commissionati da Mussolini e che vanno da piazzale Roma alla Volta del Canal, dall’altro con l’ansa del Canal Grande. Tra le cose da vedere spiccano l’affascinante campo San Polo e la zona di Rialto, un tempo cuore commerciale della Repubblica e ancora oggi sede di un famoso mercato. Nella parte sud del sestiere svettano la colossale chiesa gotica dei Frari, impreziosita da tre delle migliori pale d’altare di Venezia, e la Scuola Grande di San Rocco, decorata internamente con un memorabile ciclo di affreschi del Tintoretto.

All’estremità settentrionale di Venezia si estende il sestiere di Cannaregio, una zona profondamente diversa dal resto della città. Qui il caos e gli stuoli di turisti lasciano spazio a un’atmosfera ovattata, tranquilla, che ben si addice al quartiere meno turistico di Venezia. Il cuore di Cannaregio è il ghetto, il primo al mondo a cui venne attribuito questo nome, ma le attrattive di carattere storico e architettonico sono sparse un po’ dappertutto. Tra gli edifici da non perdere ricordiamo la Madonna dell’Orto, che custodisce alcuni dipinti del Tintoretto, San’Alvise e Palazzo Labia, accomunate dalla presenza di magnifiche opere del Tiepolo, Ca’ d’Oro, un sontuoso palazzo affacciato sul Canal Grande, ed i Gesuiti, un edificio in stile barocco all’interno del quale si trovano gli interni più originali del centro.

A est di Cannaregio c’è il sestiere di Castello, dominato dall’immensa chiesa gotica dei Santi Giovanni e Paolo (o Zanipòlo), l’antico pantheon dei dogi di Venezia. A breve distanza sorge la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un edificio molto caro ai veneziani, nonché l’esempio più raffinato di miniatura architettonica della città. Per quanto riguarda i musei, nella parte meridionale di Castello si trovano la pinacoteca Querini-Stampalia, il Museo di San Giorgio dei Greci e il Museo Diocesano. La prima, alla quale lavorò anche Carlo Scarpa nella seconda metà del Novecento, ospita una delle collezioni meno conosciute di Venezia, della quale fanno parte soprattutto pitture settecentesche, ma anche opere rinascimentali.
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Infine restano da vedere i quartieri orientali, quelli dell’Arsenale e della Biennale, che ogni anno anima questa zona di Venezia con allestimenti innovativi. Arte, architettura, danza, cinema, musica e teatro: queste le tematiche affrontate con cadenza biennale negli spazi del vecchio Arsenale, uno dei luoghi più suggestivi del centro, e dei giardini antistanti. A dispetto di quelli che ritengono Venezia esaurirsi pochi metri a est del Palazzo Ducale, in questa parte di città si possono vedere anche la rinascimentale San Francesco della Vigna, la Scuola di San Giorgio degli Schiavoni, dove è custodito un ciclo di dipinti del Carpaccio, la ex cattedrale di San Pietro di Castello e la chiesa di Sant’Elena.

Venezia è la città più bella del mondo, ormai meta obbligata di tutti i turisti del pianeta, ma esiste una laguna dimenticata ma non per questo meno affascinante, la laguna di Murano, di Burano e di Torcello, isole satelliti della Serenissima ma che hanno mantenuto nei secoli una loro identità e tradizione. Murano nasce dall' esigenza di Venezia di allontanare dalla città le vetrerie che, con le elevate temperature dei crogiuoli, mettevano a repentaglio la sicurezza della città galleggiante esponendola al rischio di devastanti incendi. Ad accogliervi sono il suo bel Duomo, intitolato ai santi Maria e Donato, caratterizzato da alcuni mosaici considerevoli, e ovviamente un bel museo di Arte Vetraria, ospitato all’interno del palazzo Giustiniano. Qui ammirerete le opere dei maestri vetrai veneziani, davvero uniche nel loro genere.

Lungo la direttrice che conduce da Murano a Torcello si trova un’isola dalle grandi tradizioni: Burano, un nome che evoca i freddi venti dell’Est, ma che col passare del tempo è diventato sinonimo del delicato tocco del pizzo e del merletto. In passato era frequente vedere gruppi di donne sedute all'ingresso delle pittoresche case intente all'arte del ricamo, tradizione pluricentenaria dell'isola lagunare, ma ora la presenza delle donne è saltuaria. Nonostante ciò il fascino dell'isola è rimasto immutato, con le vie strette, le case colorate, la magia del silenzio e la tranquillità che ancora pervadono le calle di questa isola dimenticata.

Torcello è un altro gioiello lagunare indicato dagli storici come il primo insediamento locale, fondato allorché alcune popolazioni venete scelsero la laguna per sfuggire alle razzie dei barbari. Torcello conserva monumenti straordinari, primo su tutti il complesso monumentale costituito dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta, che si affaccia su di un prato assieme alla chiesa di Santa Fosca. Gli interni sono splendidi, con i famosi mosaici in stile bizantino-romanico che richiamano la maggior parte dei turisti che visitano l'isola. Davanti alle due chiese si erge la "sedia di Attila" , una specie di trono in pietra la cui funzione storica non è ben chiara. Forse veniva usata nelle assemblee cittadine o nei processi, fatto sta che la sua presenza nella piazza conferisce ulteriore fascino a Torcello, sebbene le sue silenziose e pittoresche stradine non ne avrebbero proprio bisogno.

Da centinaia di anni l’acqua alta è uno dei fenomeni caratteristici dell’inverno veneziano, nonché un ulteriore motivo di interesse da parte dei visitatori stranieri. Tuttavia, dalla metà del XX secolo questo genere di evento si è acuito molto e oggi è assai raro che tra ottobre e l’inizio di marzo trascorra un’intera settimana senza straripamenti. Generalmente il fenomeno ha inizio con l’acqua che filtra in piazza San Marco e in altre zone “basse” della città, come ad esempio campo San Polo, formando pozzanghere che diventano via via laghetti profondi. Prima di allagare la città, il livello dell’acqua deve superare di 90 cm quello medio marino della laguna.

Venezia dal punto di vista del clima risente di un regime abbastanza continentale, seppure in parte mitigato dalla vicinanza con il Mare Adriatico. Umidità e temperature basse favoriscono fenomeni atmosferici come le nebbie, .che affillgono la città specie nel semestre freddo, da novembre ad aprile. C'è da dire inoltre che anche la nebbia dona una particolare suggestione alle sue Calle. In inverno puà anche nevicare, cosa che rende la città lagunare davvero unica e magica. In estate può fare caldo, anche di tipo afoso, però la città risente anche dei temporali che coinvolgono le pianure venete, che portano refrigerio anche se spesso accompagnandolo a fenomeni di una certa intensità. Tutti ancora ricordano il tornado dell'11 settembre 1970 che fece affondare una motonave dentro la Laguna Veneta.


Il mezzo di trasporto migliore per entrare a Venezia è il treno, con la stazione ferroviaria di Santa Lucia, da non confondere con Venezia Mestre, l’ultima sulla terraferma, situata lungo il Canal Grande. In alternativa si può venire in auto, lasciandola in uno dei due grandi parcheggi situati in piazzale Roma e nel Tronchetto, ormai divenuto il più grande parcheggio d’Europa. L’aeroporto di Venezia, il Marco Polo, è situato circa 7 chilometri a nord del centro, all’estremità della laguna; in alternativa si può atterrare all’aeroporto di Treviso, distante appena 30 chilometri da Venezia. Per muoversi in centro non c’è niente di meglio delle proprie gambe, anche se per spostamenti piuttosto lunghi può capitare di dover ricorrere ai vaporetti, mentre le gondole sono più che altro un passatempo per turisti disposti a spendere almeno 60/70 € per 50 minuti.


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