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Rialto, il ponte pił antico di Venezia sul Canal Grande

Passeggiare fra le calli veneziane lasciandosi affascinare dai suggestivi scorci panoramici che si incontrano passo dopo passo, senza cartina alla mano o percorsi predefiniti. Per andare alla scoperta degli angoli più interessanti della Serenissima bisognerebbe potersi sempre muovere a piedi o a bordo di un vaporetto da cui osservarne architetture e monumenti oltre a quella magica atmosfera che la racchiude rendendola una delle mete più affascinanti al mondo.

Fra le eccellenze ospitate nella città lagunare vi è il famoso Ponte di Rialto, bella struttura di marmo inaugurata nel 1592. Sino al 1854, anno in cui fu eretto quello in ferro dell’Accademia, Rialto costituì per i veneziani l’unico possibile attraversamento a piedi della principale strada d’acqua di Venezia, il Canal Grande.

Considerato da sempre uno dei simboli degli affari e dei mercanti, poiché si trovava e si trova tutt’oggi nel quartiere dei commerci, questo ponte venne costruito la prima volta attorno al 1181 da Nicolò Barattieri: in quell’epoca era conosciuto come ponte della Moneta, per via del pedaggio che si doveva pagare per l’utilizzo del traghetto precedente, e altro non era che un semplice ponte fatto di barche.

In seguito ai gravi danneggiamenti riportati nel 1310, in occasione di una sommossa popolare, e nel 1444 quando i cittadini accalcativi sopra per ammirare il passaggio di un corteo di barche su cui pare viaggiasse la figlia di Alfonso I°, re di Napoli e di Sicilia, ne causarono il crollo per il troppo peso (causando anche la morte di una ventina di persone), la struttura fu ricostruita più volte.

Sempre in legno e con la parte centrale mobile per permettere agli alberi delle imbarcazioni di passarvi sotto, il ponte prese così il nome di Rialto con cui oggi è conosciuto da tutti. Restaurato agli inizi del 1500 su progetto dell’architetto Giorgio Spavento, subì un nuovo crollo nel 1523 rendendo così necessario un ulteriore ripristino. Il Senato decise allora fosse meglio ricostruirlo in marmo e si affidò a Antonio da Ponte che venne preferito a grandi artisti quali il Palladio e il Sansovino. Il suo progetto si rivelerà estremamente innovativo e altrettanto resistente, grazie al nuovo materiale utilizzato, da richiedere un intervento di restauro solo dopo 150 dalla sua costruzione che si protrasse dal 1588 al 1591.

Realizzato con un'unica arcata in pietra che riprende l’antica struttura in legno, il Ponte di Rialto è caratterizzato da due rampe inclinate, su cui vi sono botteghe in entrambi i lati, che accompagnano ad una sezione centrale, il tutto ricoperto da un porticato. La grande arcata della struttura è sostenuta sulle due rive da circa 6 mila pali di quercia (per altri si tratterebbe di olmi). Lungo 48 metri e largo 22, con un’altezza massima di 7,5 metri, all’epoca della sua costruzione fu ritenuto troppo all’avanguardia tant’è che secondo alcuni architetti avrebbe dovuto crollare molto presto. A distanza di centinaia di anni, oggi è uno sei simboli architettonici più importanti di Venezia.

Il costo per la sua costruzione si aggirò sui 250 mila ducati, somma ben dieci volte superiore a quella della precedente struttura in legno. Fra le tante curiosità che riguardano il Ponte di Rialto una interessa il numero dei gradini della struttura. Ogni rampa laterale ne ha 42 che sono però molto più bassi di quelli della sezione centrale che dovevano permettere un più facile trasporto dei carretti con le merci; altri 12 scalini portano in direzione di Riva del Buso, 15 verso Riva del Vin, 18 verso Palazzo dei Camerlenghi e 15 verso Riva del Ferro. La parte centrale del ponte, con le sue due rampe, ha invece 5 gruppi di gradini formati da 5 ognuno e altri sei gruppi da tre per un totale di 43 alzate da percorrere (verso il mercato) mentre il numero diminuisce dirigendosi verso Campo San Bartolomeo dove ve ne sono 37. In base al percorso scelto chi attraversa Rialto può così trovarsi di fronte ad una affasciante passeggiata in salita e discesa che va da un minimo di 80 ad un massimo di 120 gradini da percorrere.

Ai piedi del ponte, nel sestiere di San Polo, si trova il Palazzo dei Camerlenghi, prestigioso edificio rinascimentale di Venezia: su due pilastri vi sono rappresentati, con decorazioni a bassorilievo, una donna accovacciata sulle fiamme e un uomo con una vistosa terza gamba. Cosa c’entra, vi chiederete, con il Ponte di Rialto? Una leggenda popolare (non vi sono documenti scritti a testimonianza) vuole che il progetto dell’architetto Da Ponte, che si aggiudicò il concorso bandito dal governo veneziano per la costruzione della nuova struttura pontile, ebbe diversi detrattori increduli che un’unica arcata così grande (al posto delle tre proposte da molti altri tecnici) potesse resistere nel tempo senza crollare. In particolare si racconta di un uomo e una donna che pare fossero stati sorpresi nel dire che il ponte sarebbe crollato prima del termine della costruzione scommettendo che se la struttura avesse invece resistito lei si sarebbe fatta bruciare le parti intime e a lui invece sarebbe cresciuta una terza gamba con tanto di unghia.

Se si osserva il ponte di Rialto dal Canal Grande sull’archivolto sud si possono ammirare le immagini dell’Arcangelo Gabriele e della Vergine Maria, con una colomba in mezzo, a ricordare la data di fondazione di Venezia che secondo una storica tradizione risalirebbe al 25 Marzo del 421. Sull’archivolto opposto vi sono invece le figure di San Marco e di San Teodoro, rispettivamente protettore attuale e precedente della città lagunare. A realizzare queste sculture fu Tiziano Aspetti mentre quelle di Gabriele e della Madonna sono opera di Agostino Rubini.

Il Ponte di Rialto porta a una delle poche banchine accessibili lungo il Canal Grande, chiamata Riva del Vin, che deve il suo nome al fatto che proprio qui si scaricava il vino dalle barche. Prima di raggiungerla si possono ammirare il palazzo Papadopoli del 1560 con al suo interno il fastoso atrio degli specchi e di fronte l’austero e rinascimentale palazzo Grimani. Superata poi la seconda ansa del canale, che i veneziani chiamano la Volta, sfilano altri edifici interessanti fra cui Cà Rezzonico, palazzo barocco riccamente arredato e adibito a museo del Settecento veneziano mentre poco più avanti spicca quella del rinascimentale palazzo Corner Spinelli che si presenta con pianterreno a bugnato e due piani con grandi bifore e balconi, considerato il prototipo della casa patrizia.

 Pubblicato da il 16/10/2015 - 2.151 letture - ® Riproduzione vietata

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