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Basilica di San Marco, la visita ai mosaici pi belli di Venezia

I mosaici della Basilica di San Marco richiamano in visita migliaia di turisti ogni anno. La lunga storia della chiesa testimoniata dalle tantissime opere d'arte che si trovano al suo interno.

In uno splendido scenario architettonico, sulla piazza che Napoleone Bonaparte definì il “più bel salotto del mondo” sorge una delle più suggestive testimonianze artistiche di Venezia e del mondo intero: la Basilica di San Marco. Secondo la tradizione, l’evangelista San Marco giunto sulle isole della laguna sognò un angelo che gli disse “qui avrai pace, Marco, mio evangelista”. Così quando nell’828 la salma del religioso venne sottratta ai maomettiani di Alessandria d’Egitto e riportata nella città lagunare da due mercanti, l’accoglienza che il popolo le manifestò fu il coronamento di un destino già segnato.

L’anno successivo il doge Giustiniano Partecipazio diede avvio ai lavori di costruzione di un tempio destinato ad accogliere le spoglie del santo: consacrato nell’832, per secoli svolse la funzione di cappella ducale per poi diventare nel 1870 cattedrale di Venezia. San Marco fu sin dall’inizio luogo di celebrazione di molti fatti storici importanti che caratterizzarono la Repubblica: da questo luogo si partì per la IV crociata ricevendo le insegne benedette di Venezia, si invocò la protezione sulle truppe marinare pronte per strappare Chioggia agli invasori genovesi e fu sempre qui che si incontrarono Federico Barbarossa e papa Alessandro III° nel 1177.

Ma la Basilica di San Marco è da sempre anche luogo di espressione creativa tant’è che in essa secoli d’arte e generazioni di artisti ignoti e famosi hanno lasciato testimonianze dei più svariati stili architettonici, dal bizantino al romanico sino al gotico e al rinascimentale.

Secondo gli storici, l’edificio religioso aveva inizialmente la tradizionale struttura dei templi paleocristiani o ravvennati o preromanici. Era quindi composta probabilmente da tre navate, una o tre abisidi con relative cripte e un portico antistante o nartece. Pare che i veneziani l’avessero decorata con elementi architettonici pregiati ricavati da costruzioni abbandonate sulla terraferma ma è incerto se all’epoca fosse già ricoperta di mosaici e affreschi come ai giorni d’oggi.

L’incendio divampato nel 976 nel vicino Palazzo Ducale, in seguito ad una rivolta popolare, danneggiò gravemente la basilica che dovette così essere ricostruita negli anni successivi. L’edificio attuale, imponente e riccamente decorato, fu però solo iniziato nel 1603 dal doge Contarini. San Marco venne quindi ricostruita per la terza volta secondo il disegno della pianta attuale a croce greca con quattro cupole sui bracci ed una quinta al centro, forma tipicamente bizantina dovuta al progetto di un architetto ignoto, forse di origini greche.

Questo era il segno dell’apertura culturale di Venezia all’arte orientale alla quale diede però la proprio impronta interpretando a suo modo la struttura della chiesa. Fino al Cinquecento la basilica fu oggetto di vari interventi: i veneziani riutilizzarono materiali giù usati per le decorazioni della basilica precedente fra cui capitelli e transenne che in parte restituirono al loro uso e in parte incastonarono nel muro a testimonianza del passato. Vennero via via aggiunti marmi di ogni tipo e colore, colonne di ogni stile e dimensione (ad oggi sono circa 500), bassorilievi romanici e sculture veneziane, il tutto amalgamato alla perfezione da mosaici a fondo d’oro che ricoprono parte della facciata e internamente le volte e le cupole.

San Marco si erge così sull’omonima piazza con una singolare facciata da due piani di arcate, cinque inferiori più avanzate e cinque superiori. Sotto quelle inferiori, separate da gruppi di colonne di marmi variopinti, vi sono altrettanti portali ognuno dei quali raffigura episodi della storia sacra, dalle nozze di Cana all’Epifania. Le arcate che si affacciano sulla stretta terrazza sopra le arcate inferiori sono sormontate da una decorazione gotica di statue e cuspidi; l’arcata centrale, più grande delle altre, è chiusa da una imponente vetrata da cui la basilica riceve luce e fa da sfondo ai famosi quattro cavalli di bronzo. Questo esempio di arte greco alessandrina è frutto del sacco di Costantinopoli attuato dai veneziani vincitori sulla città nel 1204. Le cinque cupole emergono dietro la facciata e terminano con le lanterne di tipica impronta orientale su cui brillano croci a bracci incrociati.

All’interno della basilica si accede attraversandone prima l’atrio con il suo bellissimo pavimento in mosaico di marmo e gli splendidi mosaici eseguiti da artigiani veneti del XIII° secolo che rappresentano le storie bibliche dalla creazione all’esodo dall’Egitto. Suggestivo e maestoso, San Marco è un susseguirsi di cupole e archi; i quattro bracci della croce greca che ne disegnano la struttura sostengono le cupole che poggiano su grandi archi a botte retti da pilastri.

L’urna che custodisce le spoglie di San Marco, un tempo nella cripta del XI° secolo, si trova ora sotto la mensa dell’altare maggiore dietro cui vi è la Pala d’oro tempestata di gemme e smalti databili dal X° al XIV° secolo.

Fra le diverse cappelle interne all’edificio di culto e dedicate a San Clemente, Sant’Isidoro, San Teodoro, San Pietro, alla Madonna dei Mascoli e a quella Nicopeia, quest’ultima è di particolare interesse storico. Con il significato di “operatrice di vittoria”, la Madonna Nicopeia è considerata protettrice di Venezia ed è l’immagine più venerata della basilica. Ma ciò che fa di San Marco la basilica per eccellenza sono gli splendidi mosaici che ne ricoprono le volte per una superficie complessiva di oltre 4 mila metri.

Iniziate presumibilmente sotto il governo del doge Domenico Selvo, tra il 1071 e 1084, quando venne decorato l’abside con i quattro evangelisti, le decorazioni musive di San Marco sono uno spettacolare esempio d’arte anonima. Prima del 400 e 500, questa forma di creatività di origine bizantina e ravennate era affidata al genio e all’abilità di maestri rimasti pressochè sconosciuti che ideavano i soggetti, disegnavano le immagini e eseguivano il lavoro manuale. Sulle cupole maggiori si susseguono immagini di profeti, apostoli, Pentecoste e Paradiso mentre sulle pareti e sulle cupole minori vi sono rappresentati episodi della vita di Gesù, San Marco (con il famoso episodio del furto delle spoglie), San Pietro e altri personaggi religiosi.

Lunga 76,5 metri, larga poco più di 62 metri e con cupola centrale alta 43 metri (e 28 dall’interno), la basilica di San Marco si presenta con una facciata marmorea che risale al XIII° secolo. Le porte bronzee sono attribuite a periodi diversi: quella di San Clemente è di epoca bizantina ed è del’XI° secolo, quella centrale è invece del XII° secolo; le secondarie sono state sicuramente realizzate in periodo successivo e si presentano con uno stile decisamente più antichizzante. Infine quelle di ingresso all’estremità della basilica sono di ispirazione tipicamente arabeggiante e furono realizzate con timpani ad arco inflesso.

Nel portale centrale la lunetta ha una decorazione dominata dal Giudizio Universale, tipica dell’occidente in epoca romanica. Caratteristiche sono anche le scritte in armeno presenti sulle colonne all’ingresso dell’edificio religioso.

Fra le tante opere d’arte prestigiose giunte da Costantinopoli meritano particolare attenzione i cavalli di bronzo dorato e argentato prelevati dai veneziani durante la IV crociata dall’ippodromo della capitale dell’Impero Romano d’Oriente e posti sopra il portale centrale della basilica di San Marco. La quadriga, restaurata nel 1977, è ora conservata nel museo all’interno dall’edificio sacro mentre sulle balconate esterne sono state esposte delle copie.

Costruito da Gaetano Callido nel 1766, la cantoria sulla sinistra del presbiterio ospita l’organo a canne della basilica: dotato di due tastiere di 58 note ciascuna e con pedaliera di 30, ha trasmissione meccanica per i manuali e il pedale ed elettrica per i registri. L’organo venne poi ampliato nel 1893 da William George Trice e dalla ditta Tamburini nel 1972. Sul lato destro del presbiterio si trovava invece un altro organo a canne sempre costruito nel 1766 sostituito poi nel 1909 da un nuovo strumento costruito dalla ditta Mascioni. Più recentemente è stato smontato e rimontato nella chiesa di Santa Maria della Pace a Mestre dove viene utilizzato per il servizio liturgico e i concerti.

La simbologia che caratterizza la basilica è molto varia. Il numero che simboleggia San Marco è il 5 che si può vedere nella cattedra su cui si poggia l’architetto ignoto rappresentato come un saggio orientale con un turbante sul capo. La figura dell’artista è raffigurata mentre si mangia un dito: secondo la leggenda sarebbe stato un rimprovero del doge Contarini in seguito ad una frase pronunciata dall’architetto che, dopo aver concluso quest’opera d’arte, affermò “avrei potuto farla meglio se avessi avuto più soldi”.

La basilica si identifica inoltre con il numero 5 per via delle cinque cupole. Ma non solo: sulla sinistra dell’ingresso laterale della chiesa si trova raffigurato un rinoceronte mentre nei pressi della Pala d’oro si trova una pietra che raffigura un corno ducale e un riccio nero: in questo preciso punto pare venne sepolto il cuore del doge Francesco Erizzo. L’animale scelto (il riccio per l’appunto) indica il simbolo della famiglia patrizia di appartenenza.

Grazie agli spazi museali ripristinati all’interno della basilica di San Marco (area sopra l’atrio nartece della chiesa e l’ex sala dei banchetti del doge) si può visitare anche il percorso che accompagna alla scoperta di mosaici, tessili, quadriga e oggetti antichi. Il Museo è aperto tutti i giorni dalle 9.45 alle 16.45. Per informazioni: 041.2708311.

Per raggiungere la basilica da Piazzale Roma si possono utilizzare i vaporetti delle linee 1 (circa 40 minuti), 51 diretto (20 minuti) e 2 diretto (30 minuti) mentre a piedi sono necessari dai 30 ai 40 minuti. Dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia le stesse linee permettono di raggiungere il luogo sacro con tempistiche similari. Se si arriva a Venezia in auto si può invece parcheggiare in Piazzale Roma in uno dei parcheggi aperti 24 ore su 24 o ancora lasciare l’auto sulla terraferma a Mestre o Marghera e poi proseguire in autobus o treno sino a Venezia attraverso il Ponte della Libertà. Infine se si arriva all’aeroporto Marco Polo che dista circa 12 km dalla città lagunare si possono utilizzare autobus, taxi acqueo o lancia pubblica che in 70 minuti porta in Piazza San Marco passando per Murano e il Lido.

La basilica è aperta al pubblico nei seguenti orari: Ottobre-Marzo/Aprile dalle 9.45 alle 17 e dalle 14 alle 16 domenica e nei giorni festivi; Marzo/Aprile- Novembre 9.45-17 e 14-17 per i giorni festivi e domeniche. Ingresso gratuito. La durata della visita all’interno della basilica è di circa dieci minuti. Per visite guidate, tutti i giorni da Aprile a Ottobre alle ore 11, contattare il numero 041.2413817 in orario 10-12 dal lunedì al venerdì.

Sito di riferimento http://www.basilicasanmarco.it

 Pubblicato da il 10/12/2015 - 3.510 letture - ® Riproduzione vietata

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