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Latronico e le Terme La Calda: cure termali all'ombra del monte Alpi

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Latronico (Potenza) è la meta vacanziera ideale per chi ama le destinazioni comode e ospitali, o per chi si trova perennemente indeciso tra mare e montagna, campagna e città. Qui infatti, in questo comune della Basilicata di neppure cinquemila abitanti, la natura e l’architettura si fondono armoniosamente, pronte ad accontentare ogni tipo di esigenza con un’offerta variegata e ricchissima.

Situata in provincia di Potenza, la città si trova alle pendici del monte Alpi, una vetta imponente dell’Appennino Meridionale costituita da tre picchi: la cima Santa Croce, a 1893 metri di quota, la Punta del Corvo a 1880 metri e Pizzo Falcone, a 1900 metri. Forse per la sua collocazione, celata tra le pieghe più suggestive del paesaggio, la denominazione del borgo deriva dal greco e significa “luogo nascosto”; certo è che il paesaggio gioca un ruolo di primo piano nel fascino di Latronico, tanto che sullo stemma comunale, in forma stilizzata, sono rappresentate le tre vette montane sormontate da tre stelle.

Il tessuto urbano è vivacemente disordinato: pare che le viuzze si siano allungate a macchia d’olio sul territorio, agghindandosi di casette colorate e palazzi eleganti, in un’opera d’arte di forme e linee intrecciate. La città si può comunque considerare divisa in due parti: la Latronico alta, dove sorge il centro storico più antico denominato Capadavutu, e quella più bassa, Capabbasciu, dove un tempo sorgeva un imponente monastero di Gesuiti.

Tra le perle di Latronico ci sono le rinomate Terme La Calda, uno stabilimento termale immerso nella vegetazione lussureggiante della campagna, in località Calda, conosciuto sin dal XIX secolo. Le proprietà benefiche delle acque utilizzate erano però note già molto prima, addirittura in età preistorica, e tuttora continuano a sgorgare a 750 metri di quota, con una temperatura di 23°C alla sorgente. Le sostanze chimiche disciolte, come acido solfidrico, ferro, magnesio e bicarbonato di calcio, conferiscono alle acque la capacità di lenire molte malattie cutanee e disturbi del pancreas e della digestione.

Ma Latronico non è solo cure e trattamenti termali: un altro aspetto particolarmente rilevante è quello della lavorazione artigianale della pietra. La presenza, sul Monte Alpi, di giacimenti di pirite, marmo, quarzo, talco e alabastro bianco alimenta da sempre la tradizione locale, che sfrutta specialmente il cosiddetto Marmo di Latronico, noto per la resistenza e l’incredibile levigatezza. Gli appassionati di geologia apprezzeranno la suggestiva Grotta di Latronico, non lontana dal complesso termale, gremita di stalattiti e stalagmiti e affiancata, subito sotto, da altre piccole Grotte Sepolcrali.

Non bisogna dimenticare i monumenti e gli edifici che costellano il cuore più antico della città, tra cui numerose chiese. Da non perdere, ad esempio, la Chiesa di Sant’Egidio Abate, dedicata al protettore del paese, custode di una statua del santo realizzata in alabastro nel 1570, di una croce del XVI secolo e di un ostensorio del 1766. Degni di nota sono infine la Chiesa di San Nicola del XV secolo, la Chiesa del Crocifisso, il Palazzo Comunale, il Palazzo Gioia e il Palazzo Arcieri.
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Tutt’intorno, nel paesaggio circostante Latronico, gli amanti della natura troveranno panorami incontaminati, prati teneri e boschi ricchi di funghi, ma soprattutto gli scenari sublimi del Parco Nazionale del Pollino. A dominare la zona c’è il Monte Pollino con i suoi 2267 metri, e simbolo della zona è il pino loricato, un albero di mole maestosa che svetta solitario nei punti più impervi. Da non perdere La Faggeta, il bosco comunale di Latronico detto Malboschetto, ha una superficiedi circa 700 ha, con all'incirca 5 milioni e 600mila piante. Il bosco è ben strutturato con lo strato arboreo costituito esclusivamente da cerri alti fin quasi 30 metri.

Per completare la panoramica sulla variegata offerta di Latronico manca solo un tassello, la prelibata tradizione gastronomica. Le specialità locali, preparate con cura secondo le ricette di un tempo, sono innumerevoli, ma tra le più caratteristiche si ricordano i maccaruni 'i casa cca' muddica, ovvero i fusilli conditi con la mollica di pane, e i rascatieddi du' gualano, cioè gli gnocchi del lavoratore, insaporiti con pomodoro, strutto, basilico e pecorino.

All’insegna della buona tavola è anche l’evento più atteso dell’anno, la rinomata sagra dei sapori lucani. A metà agosto, in occasione della festa golosa, si possono assaggiare le migliori specialità del territorio, si degustano i vini tipici e si visita il mercatino dei sapori lucani.

Sopra la ridente cittadina anche il cielo pare ammiccare: un sole splendente, accompagnato da temperature sempre miti, è infatti il protagonista del clima locale. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 2°C a una massima di 6°C, mentre in luglio e agosto passano dai 16°C ai 24°C. Le precipitazioni raggiungono il picco massimo in dicembre, quando cadono in media 146 mm di pioggia, mentre il mese meno colpito è luglio, con appena 22 mm.

Per raggiungere Latronico ci sono diverse possibilità. Chi viaggia in auto deve percorrere l’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria e uscire a Lauria, per poi immettersi sulla superstrada Sinnica SS 653 e raggiungere così la destinazione. Per chi sceglie il treno le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Sapri o Maratea, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli di Lamezia Terme e Napoli Capodichino, rispettivamente a 200 km e 214 km.
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