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Maratea (Basilicata): il borgo, le spiagge e il Cristo Redentore

Maratea, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L’incantevole Maratea fa della sua posizione strategica un punto nodale, come lo è il suo essere sbocco unico e diretto della Basilicata sul mar Tirreno.

Adagiata nelle voluttuose terre della provincia di Potenza, è una località affacciata sul Golfo di Policastro, chicca mediterranea pienamente canonizzata da un paesaggio di conclamato fascino che arride a un turismo estivo per sua fortuna incessante. Merito sia del centro urbano che della costa, eterogenea per quanto concerne la presenza fitta di calette incantate, grotte fiabesche, insenature romantiche, spiagge leggiadre e promontori grezzi d’intramontabile spessore: tale varietà stimola dunque le voglie dei potenziali avventori, che alla lunga non possono resistere alle lusinghe dell’area lucana, la quale persino nel suo entroterra mostra il fervore di una Maratea antica, operosa nel passato quanto nel presente.

Le frazioni e le spiagge principali

Certo, l’acqua salina magnetizza l’attenzione allettando gli appassionati di subacquea e snorkeling, che mai si perderebbero gli stupendi fondali in cui una vegetazione sommersa e la fauna marina riempiono un ritratto policromo che sembra fatto da un pittore divino. Sempre nel litorale si concentrano le diverse frazioni che sono pezzi di un puzzle nel suo insieme unico, dove tutto s’incastra perfettamente in un’armonia di colori, tratteggi orografici e spunti morfologici unici nel mare della Basilicata.

Acquafredda si ricorda, ad esempio, per i soggiorni dello statista d’inizio Novecento Francesco Saverio Nitti nell’omonima Villa da lui acquistata e ristrutturata; Fiumicello ospita invece il primo hotel 5 stelle del sud Italia, Santavenere, che si è guadagnato fama a livello internazionale con la sua rispettabilità e i servizi impeccabili; a Castrocucco sorse l’unico castello riconducibile all’epoca feudale, oggi assai impolverato e rovinato dal tempo; Massa accoglie il clou della popolazione locale e si contraddistingue per la pingue produzione agricola mirata soprattutto ad accentuare la cultura casearia foriera di pregiati formaggi e latticini dalla genuinità garantita.

Storia ed origine del nome di Maratea

Per quanto afferisce l’etimologia del nome, Maratea si presta a diverse ipotesi, tutte credibili e curiose, che la vogliono derivare da thea maris (dea del mare), Mar ar Thea (Città dei Grandi Etei) o semplicemente Marathia, cioè “la finocchiaia” data la fitta presenza di finocchio selvatico che spiegherebbe perciò il toponimo acquisito.

Nell’antichità il paese non era che un insediamento poi sviluppatosi in avamposto di rifornimento per le derrate alimentari prospiciente il mare. Successivamente, con la delineazione di un borgo formato in tutti i suoi principali aspetti, Maratea assurse a importante fulcro della vita medievale nella regione ma un po’ più interno rispetto a secoli prima, protetto da un sistema di fortificazioni facenti capo al Castello posto sulla parte alta per ergersi a baluardo indefesso.

L’anno ufficiale di nascita del comune è il 1079 ma parliamo pur sempre del nucleo primigenio, ben diverso dall’attuale, decaduto nella sua originaria forma dopo l’assedio alla rocca da parte delle truppe transalpine nel 1806, evento storico che rivoluzionò l’intera ubicazione e disposizione dell’abitato, oggi molto più accomodante e riverso prossimamente al mare.

Cosa vedere nel borgo di Maratea

Ma come s’offre oggi al turista il centro storico della cittadina? Innanzitutto come un formidabile contenitore di chiese, che nel territorio di Maratea risultano essere ben 44. Tra queste, alcune s’ammantano di rara bellezza incastonandosi nell’abitato come se fossero esistite da sempre fra le case e i vicoli, vedesi la Chiesa dell’Annunziata, di cinquecentesco aspetto con campanile fiero e cupola a maioliche verdi e gialle. A due passi e proprio nella porzione mediana di Via San Pietro si pone la Colonna di San Biagio, trovata in mare e sormontata da una scultura del Santo, probabilmente opera della scuola napoletana.

La Chiesa dell’Addolorata è del XVII secolo e serba meraviglie soprattutto all’interno, costellato di opere come l’altare a tarsie marmoree policrome, la statua settecentesca della Madonna e la tela riproducente il Martirio di San Biagio, con la Deposizione del pittore locale Angelo Brando a primeggiare sul soffitto. La Chiesa dell’Immacolata, anch’essa settecentesca, dispone di una cripta che si fregia di un affresco trecentesco raffigurante gli apostoli cristiani.

La Chiesa di Santa Maria Maggiore è obiettivamente la più ricca di elementi architettonici notevoli e arredi favolosi, il coro ligneo realizzato fra il XV e il XVII secolo, la statua in alabastro della Madonna degli Angeli, le statue lignee, le policromie scolpite e i dipinti dell’Immacolata e della Trinità.
Il Cristo Redentore di Maratea
Allontanandosi dal centro e salendo in cima al Monte San Biagio, ci si imbatte nella maestosa statua del Cristo Redentore, scolpita dal fiorentino Bruno Innocenti: alta 22 metri, con apertura di braccia di 19 m e il volto largo 3, risulta per statura seconda soltanto a quella posta all’apice della montagna del Corcovado nei pressi di Rio de Janeiro.

Proprio di fronte s’erge la Basilica di San Biagio, le cui fondamenta risalgono addirittura al VI secolo. Nel suo grembo giace l’urna con le reliquie di San Biagio, che si trovano a Maratea dal 732 d.C. Il simulacro del Santo viene portato in processione il giovedì precedente la seconda domenica di maggio e al ritorno in Santuario, esattamente di domenica, si verificherebbe (ma non tutti gli anni) la trasudazione della manna dal Reliquiario, dalle colonne e dai marmi della cappella.

Le altre spiagge di Maratea

Tornando alla zona costiera, va segnalato il fatto che nel 2016 la spiaggia d’I Vranne ha vinto meritatamente il concorso di Legambiente secondo i voti degli utenti. La perla tirrenica della Lucania, tuttavia, vanta la permanenza di una caletta ben più famosa e caratteristica, vale a dire Cala Jannita presso l’isolotto di Santo Janni, insenatura meglio nota come Spiaggia Nera per via della sabbia molto scura che sembra quasi cenere alla vista.

E’ un posto davvero romantico poiché da qui s’apre meravigliosamente la grotta della Sciabella, al cui interno si raccoglie una minuscola spiaggetta isolata da tutto e tutti, luogo ove, secondo la leggenda, l’adultera Isabella avrebbe trovato la morte per mano del marito una volta scoperta la tresca amorosa.

Come arrivare a Maratea

In auto da nord, si può percorrere l’Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, uscire a Lagonegro Nord-Maratea per imboccare la SS 585; da sud l’uscita dalla A3 è la Lauria sud; la stazione ferroviaria si trova a Maratea lungo la linea Roma-Napoli-Reggio Calabria; gli autobus disponibili appartengono alla SITA S.p.A.; l’aeroporto di riferimento è quello di Lamezia Terme, distante ca. 150 km dalla località.
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 Pubblicato da - 15 Marzo 2017 - Riproduzione vietata

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