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Basilicata, vacanza nella regione dai mille volti, cosa vedere

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Chi per la prima volta decide di esplorare questa piccola regione del sud italiano, di solito rimane sorpreso dalla varietà dei paesaggi che caratterizzano il territorio lucano: si spazia infatti dalle coste rocciose e spettacolari del litorale tirrenico, alle tranquille spiaggie sabbiose dello Jonio, alle colline riarse della provincia di Materam all' Appennino Lucano dai fitti boschi, torrenti e cascate, grandi montagne che si protendono da nord fino a sud dove il massiccio del Pollino, con i suoi 2.249 metri di altitudine, rappresenta il punto più elevato di tutta la Basilicata.

Molti turisti hanno il primo approccio con la regione visitando la città di Matera e i suoi Sassi, cioè quartieri nati con abitazioni scavate nella roccia, poi progressivamente abbandonati per le loro malsane condizioni di vita, e che hanno un forte impatto visivo e richiamano migliaia di visitatori ogni anno. Passeggiare per il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano è un esperienza indimenticabile, chi è appassionato di fotografia non può perdere questa visita e i suoi numerosi scorci che si aprono su questi anfitreatri di rocce e case. Un consiglio, d'estate può essere davvero faticoso camminare per le viuzze e le scalinate, portate con voi abbondanti scorte d'acqua!
Nei dintorni, lungo la Gravina di Matera, è anche possibile vedere altre grotte e le chiese rupestri.

Da Matera si può decidere di scendere verso il mar Jonio, attraversando una zona collinare molto arida e assolata, e arrivare fino al litorale sabbiso che va da Metaponto a Policoro, dove è importante non perdere le Tavole Palatine, i resti di un tempio greco che conservano un notevole fascino, oppure spostarsi verso ovest-nord-ovest lungo il torrente Bradano e visitare la parte settentrionale della Basilicata, che vi attende con insospettabili attrazioni turistiche.

Nella zona di Melfi infatti, il paesaggio muta in pochi chilometri in modo sorprendente. Si passa dalle zone al confine della Puglia, con un paesaggio da alte Murge con prati assolati e campi di grano immensi, strepitosi in maggio e giugno, dove è consigliabile spendere qualche ora a Venosa città ricca di arte e storia, luogo natale del poeta romano Orazio e famosa per i suoi vini, poi si arriva a Melfi dominata dal castello Normanno e alla vicina Rionero dove si erse inconfondibile il profilo conico del Vulture, vulcano spento alto poco più di 1300 metri.
E qui il paesaggio ha un cambiamento drammatico, si passa dall'arido a verdi boschi, le pendici del vulcano sono ricoperte da fitta vegetazione, e presso i laghi di Monticchio il paesaggio si fa davvero suggestivo. Si tratta di due laghi vulcanici, vecchie caldere del vulture, che richiamano molti turisti quando rappresentano un luogo fresco dove sfuggire alla calura estiva.
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Potenza è la città capoluogo di Regione, città attiva e un po' caotica, è il punto principale da cui partire alla scoperta della Basilicata meridionale e delle grandi montagne. Una strada molto bella si inerpica verso sud attraverso il passo della Sellata e vi porta alla scoperta dell'Appenino Lucano, portandovi in direzione della Val d'Agri. Il paesaggio si riembe di boschi, bascoli, torrenti e montagne spettacolari, e paesini arroccati come presepi come Abriola e Calvello. La val d'Agri, ormai famosa per la scoperta di importanti gicimenti petrofileri è molto accogliente, offre turismo e agriturismo di qualità e per gli Appassionati di pesca c'è il lago del Pertusillo.

Scendendo più a sud verso la valle del Torrente Sinni inizia una nuova Basilicata, con altri paesaggi e luoghi interessanti da visitare. Innanzitutto c'è la costa Tirrenica, pochi ma intensi chilometri stretti da Campania e Calabria e che raggiungono l'apice della bellezza a Maratea, dominata dall'alto dalla statua del Cristo Redentore, una specie di Rio de Janeiro italiana, di grande suggestione.
Nell'interno il Monte Sirino, alto più di 2.000 metri, con il lago di Laudemio e dove è possibile trovare chiazze di neve anche ad inizio estate, e poi infine a sud-est i contrafforti del monte Pollino che si erge maestoso al confine con la Calabria. Il Parco Nazionale del Pollino nato nel 1993 ha come simbolo il pino loricato, conifera d'alta quota che assume forme particolari a causa dei forti venti che ne deformano i rami. Se si aggiunge la pssibilità di percorsi di trekking in cui cercare di vedere i caprioli autoctoni di Orsomarso, il lupo appenninico e l'aquila reale, allora una visita nel parco Nazionale del Pollino diventa davvero una tappa obbligata del vostro viaggio.


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