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Villeggiatura a Sapri, al mare nel golfo di Policastro

La città di Sapri deve la sua notorietà alla vicenda di Carlo Pisacane, il socialista che nel 1857 organizzò la sfortunata spedizione, resa memorabile dalla poesia di Luigi Mercantini "La spigolatrice di Sapri". La spedizione è celebrata ogni estate da una suggestiva rievocazione in costume dello sbarco. Ma la storia di Sapri incomincia in un passato più remoto: un primo insediamento sarebbe sorto dopo il 510 a.C., quando qui sarebbero giunti gli esuli di Sibari, sconfitta da Crotone, dando vita a Skidros, come narrato da Erodoto. Questo tratto di costa, rinomato per la bellezza e la salubrità, era, al pari di Velia, frequentato da personalità come Cicerone, che la definì "Parva gemma maris inferi", piccola gemma del mare del sud, e l'imperatore Massimiano Erculio, che vi si trasferiva in estate, e suo figlio Massenzio.

Si possono ancora ammirare i resti di una villa patrizia del I sec. a.c. che a suo tempo possedeva porto, terme e teatro. In seguito, la città conobbe una fase di abbandono dovuto all'avanzare delle paludi. Intorno alla metà del XVI sec. vennero edificate dai vicerè spagnoli diverse torri costiere per avvistare le navi dei pirati saraceni. Oggi restano solo i ruderi delle torri di Capobianco e Mezzanotte, mentre sulla punta del Fortino, anche questa in origine occupata da una torre, sorge oggi il faro.

Il borgo della Marinella, fondato nel '600, costituisce oggi il centro storico di Sapri. Le chiese più antiche sono Sant'Antonio al Timpone, l'Immacolata e la cappella del Rosario. L'attuale cittadina si sviluppò in epoca successiva, tra '700 e '800. Sapri assume l'aspetto attuale agli inizi del '900 con gli edifici imponenti della chiesa e della scuola di Santa Croce e il Buon Pastore.

La scogliera dallo scoglio dello Scialandro fino al Canale di Mezzanotte (che segna il confine territoriale con la Basilicata) si presenta aspra e selvaggia, con una copertura di macchia mediterranea. È possibile visitare in barca le suggestive grotte che si aprono nella scogliera, in particolare quella di Cartolano e la grotta delle colonne. Lo scoglio dello Scialandro ospita la statua in bronzo della Spigolatrice. Negli ultimi anni tutto il centro è stato oggetto di una attenta ristrutturazione finalizzata alla valorizzazione delle architetture e degli spazi pubblici. Fonte: Regione Campania
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