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Le foto di cosa vedere e visitare a Napoli

Napoli: visitare la cittą dai mille volti

Tutto ebbe inizio verso la fine del XIII secolo, quando Carlo I d’Angiò commissionò la costruzione di Castel Nuovo, nucleo primigenio della reggia di Napoli. Col passare dei secoli, intorno ad esso sorsero tre piazze che ancora oggi individuano il centro della città e rappresentano alcune delle maggiori polarità turistiche: piazza del Pleibiscito, piazza del Municipio e piazza Trieste e Trento (già Piazza San Ferdinando). Qui hanno sede anche gli organi del potere politico-amministrativo del capoluogo campano e vi confluiscono le maggiori arterie stradali cittadine. Tra queste, via Toledo, che ha inizio in piazza Trieste e Trento, è una delle più frizzanti, con l’ininterrotto viavai di persone ad ogni ora del giorno e della notte, è una delle più famose, non solo per la sua lunghezza che per secoli non ha avuto eguali in tutta Europa. E’ da questo nucleo centrale che, negli anni ’90, si è partiti per cercare di rinnovare Napoli, insignita del titolo di Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1995.

Il biglietto da visita di Napoli ritrae scorci mozzafiato che spaziano dall’omonimo golfo al Vesuvio. A sbalordire è anche il clima, quasi sempre mite e soleggiato, e l’atmosfera piacevolmente animata che contraddistingue tutta la città. Fin dal passato, quando i transatlantici attraccavano alla Stazione marittima e al molo Beverello, piazza del Municipio era la porta d’ingresso di Napoli. Qui i visitatori cominciavano a rendersi conto della bellezza della città, a stupirsi della maestosità dei palazzi e ad apprezzarne l’architettura. Oggi le dinamiche di accesso al centro sono cambiate, ma quello che è rimasto uguale è il fascino della piazza, dominata dalla mole di palazzo S. Giacomo, sede del Municipio.

A sud di piazza del Municipio troneggia Castel Nuovo, la più importante costruzione civile angioina della città. L’edificio, portato a termine nel 1284 e battezzato “Chastiau neuf” per distinguerlo dai suoi predecessori, subì ingenti modifiche nel corso del Quattrocento, quando gli aragonesi lo convertirono da residenza a fortezza aumentando lo spessore della cinta muraria e arrotondando i torrioni angolari per renderli più performanti al tiro delle artiglierie dell’epoca. A progettare le modifiche fu l’architetto catalano Guillermo Sagrera, autore anche della sala dei Baroni, la spettacolare aula quadrata coperta da una ricca volta a costoloni; alle maestranze spagnole si affiancarono artisti italiani, autori di magnifici apparati decorativi in tutto il complesso. Nel XVI secolo il castello fu circondato da un ulteriore recinto bastionato, demolito tra XIX e XX secolo quando cominciò a diffondersi l’inesatto termine Maschio Angioino con cui oggi si fa spesso riferimento a Castel Nuovo.

Spostandosi a sud-ovest, in direzione di piazza Trieste e Trento, si arriva al Teatro di S. Carlo, inaugurato il 4 novembre 1737 da Carlo III di Borbone. La facciata è successiva, di inizio Ottocento, ed è opera di Antonio Niccolini, lo stesso architetto a cui fu assegnato il compito di ricostruire l’interno nel 1816 in seguito ad un incendio. Attraversando via San Carlo si entra in Galleria Umberto I, una delle gallerie urbane più raffinate d’Italia per via delle splendide coperture in ferro e vetro d’ispirazione parigina montate tra il 1887 ed il 1890. Tornando sulla strada si entra in piazza Trieste e Trento, sulla quale si affacciano la chiesa di S. Ferdinando, un prospetto laterale di Palazzo Reale ed il celebre caffè Gambrinus, ancora decorato in stile ottocentesco. Tra gli avventori più o meno abituali del locale ricordiamo personaggi come Gabriele d’Annunzio e Filippi Tommaso Marinetti.

Come accennato in precedenza da piazza Trieste e Trento si scorge un prospetto di una delle attrattive più note di Napoli: Palazzo Reale. Quest’ultimo, progettato all’inizio del XVII secolo da Domenico Fontana, fu concepito per sbalordire il re di Spagna Filippo III, che però non mise mai piede in città. Ampie campagne di ristrutturazione furono condotte nel corso del Settecento e dopo il 1837, quando l’edificio fu danneggiato da un incendio; durante la seconda guerra mondiale, inoltre, il palazzo subì danni piuttosto gravi a causa dei bombardamenti. Dopo aver ammirato la facciata tripartita e lunga 169 metri, varcate l’ingresso e accedete al Museo dell’Appartamento storico di Palazzo Reale, preceduto dal magnifico scalone d’onore costruito a metà del Seicento da Francesco Antonio Picchiatti e successivamente modificato da Gaetano Genovese. Infine è da vedere la Biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, la biblioteca più ricca dell’Italia meridionale con oltre due milioni di volumi catalogati e 33.000 manoscritti.

Per concludere la visita a questa parte di Napoli non resta da vedere che piazza del Plebiscito, regolarizzata con la costruzione del celebre emiciclo dorico solo alla fine del Settecento, prima del quale era uno slargo irregolare da sempre sede delle maggiori feste popolari. A commissionare l’intervento fu Gioacchino Murat, mentre fu Ferdinando I a ordinare la costruzione della chiesa di S. Francesco di Paola, che si nota al centro del colonnato. Quest’ultima fu iniziata nel 1817 da Pietro Bianchi, ma venne portata a termine solo trent’anni secondo i canoni più aggiornati dello stile neoclassico, riprendendo in parte le forma del Pantheon di Roma.

Da piazza Trieste e Trento ha inizio via Toledo, l’arteria stradale lunga 2 km che sfocia in piazza Dante, alle spalle di Port’Alba. Lungo di essa si incontrano numerose attrattive di carattere storico e artistico, incastonate in alcuni dei quartieri più significativi del capoluogo campano. Anzitutto S. Brigida, la chiesa inglobata nell’isolato della galleria Umberto I che ospita una pinacoteca incentrata sul Seicento napoletano dove ammirare dipinti di Luca Giordano, Giacomo Farelli, Massimo Stanzione e Giuseppe Simonelli. Proseguendo verso nord, sempre sul lato destro della strada, si scorge Palazzo Zevallos Stignano, progettato nel XVII secolo da Cosimo Fanzago, mentre poco dopo si trova il confine orientale dei Quartieri Spagnoli, uno dei simboli di Napoli. Ancora più a nord, dopo aver superato Piazza Carità, si vedono in rapida successione la chiesa di S. Nicola alla Carità, Palazzo Carafa di Maddaloni, Palazzo Doria d’Angri, la chiesa dello Spirito Santo e quella di S. Michele a Port’Alba, che introduce a piazza Dante.

Tornado indietro fino a Piazza Carità si può imboccare uno degli itinerari turistici più famosi: il cosiddetto “Spaccanapoli”, il percorso articolato nel cuore del nucleo antico della città che porta alla scoperta di innumerevoli piazze, chiese e palazzi. Il punto di partenza è Monteoliveto, anche nota come chiesa di S. Anna dei Lombardi, la basilica quattrocentesca che pare essere stata trapiantata da Firenze per via delle molte similitudini con alcune delle migliori chiese del capoluogo toscano. Imboccando Calata Trinità Maggiore, dopo aver superato Palazzo Gravina, si arriva alla Guglia dell’Immacolata, che precede di pochi metri la chiesa Gesù Nuovo, retaggio gesuita di fine Cinquecento. Altrettanto stupefacenti sono le vicine chiese di S. Chiara e S. Domenico Maggiore, che fanno da preludio a una deviazione di un centinaio di metri senza la quale non si potrebbero vedere S. Maria di Montevergine, la chiesa Gesù Vecchio, l’Università, l’Archivio di Stato e il Monte di Pietà. Tornando in via Biagio dei Librai si prosegue fino alla chiesa di S. Giorgio Maggiore e piazza Calende, sulla quale si affaccia la SS. Annunziata, la basilica impeccabilmente ricostruita nel 1757 da Luigi e Carlo Vanvitelli.

Poche decine di metri a nord-est di SS. Annunziata c’è il Duomo dedicato all’Assunta, voluto da Carlo I d’Angiò o da Carlo II d’Angiò ma sicuramente terminato da Roberto d’Angiò nel 1313. L’edificio è circondato da altre belle chiese, quali S. Paolo Maggiore, costruita sulle fondamenta del tempio dei Dioscuri, i SS. Apostoli, meravigliosamente affrescata da Giovanni Lanfranco nel Seicento, e S. Lorenzo Maggiore, un complesso monumentale al centro di numerose vicende storico-letterarie. Ad est del Duomo, invece, ci sono la basilica di S. Caterina a Formiello e la Porta Apuana, costruita alla fine del XV secolo, mentre qualche centinaio di metri a est spicca il Museo Archeologico Nazionale, il più importante museo d’arte antica dell’Italia meridionale.

Spostandosi sul lungomare si entra nella zona rinnovata in maniera più radicale nel corso del Novecento. Qui è stata condotta la maggior parte dei lavori di risanamento della città, esemplificati dall’apertura di corso Umberto I, anche noto come il “Rettifilo”, che da piazza G. Bovio passa per piazza Nicola Amore e raggiunge piazza Garibaldi. Lungo il tragitto si può vedere la chiesa di S. Pietro Martire, mentre quella di S. Agostino alla Zecca rimane leggermente nascosta poco prima della basilica di S. Pietro ad Aram. Una volta giunti in piazza Garibaldi si può sterzare a sud e imboccare corso Garibaldi fino a piazza Nolana, laddove troneggia l’omonima porta. Quest’ultima faceva parte della cinta muraria quattrocentesca ed è ornata solo da un arco marmoreo e da un rilievo raffigurante Ferrante I a cavallo. In fondo alla strada, girando a destra, si supera la chiesa di S. Maria del Carmine e si entra in piazza del Mercato, per secoli centro della vita commerciale cittadina, nonché luogo preposto alle esecuzioni capitali.

Un altro tratto litoraneo ricco di attrattive è quello che, da piazza del Pleibiscito, si spinge verso ovest. Percorrendo via Francesco Caracciolo, oltre ad ammirare gli scorci meravigliosi sul Golfo di Napoli, si possono vedere alcuni begli esempi di architettura come Villa Pignatelli, sede del Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortes, la chiesa di S. Maria di Piedigrotta e, infine, quella di S. Maria del Parto, legata alla memoria del poeta napoletano Jacopo Sannazzaro. Da qui parte via di Posillipo che in neanche 500 metri conduce a Palazzo Donn’Anna. Da qui, addentrandosi nel Parco di Posillipo, si ammirano alcuni dei panorami migliori della città.

Al di fuori del tracciato delle mura antiche ci sono diverse zone da vedere. Una di queste è quella a nord del centro compresa tra l’Orto Botanico, a est, la chiesa di S. Teresa degi Scalzi, a sud, ed il Palazzo Reale di Capodimonte, sede del Museo e delle Gallerie Nazionali, a nord. All’interno del triangolo individuato da questi tre vertici si estendono i quartieri Sanità, Veterinaria, Moiariello e S. Efremo Vecchio, delimitato dal Parco regionale Metropolitano delle Colline di Napoli. Un’attrattiva interessante diversa dalle altre è l’Osservatorio astronomico, situato in una splendida posizione sul colle di Miradois a circa 150 metri di quota sede anche di un piccolo museo storico che espone raccolte di strumenti scientifici di varie epoche.

Un’altra zona da non perdere è quella della collina del Vomero, al centro della quale si trova piazza Vanvitelli. Tra le cose da vedere ci sono: il Museo nazionale della Ceramica Duca di Martina, ricco di porcellane e maioliche donate alla città dagli eredi di Placido De Sangro, duca di Martina; Castel S. Elmo, costruito una prima volta dagli angioini nel 1329, ma ampiamente modificato nella prima metà del Cinquecento da Pedro Luis Scrivà per volere del viceré Pedro de Toledo; e soprattutto la Certosa di S. Martino, splendido esempio di architettura funeraria sede tra l’altro del Museo nazionale di S. Martino, all’interno del quale si possono ammirare reperti di diverso genere accomunati dalla provenienza locale.

Il clima è uno dei grandi pregi di Napoli, baciata da inverni miti e estati calde e secche. Dal golfo spira costante una brezza marina che rende più sopportabile l’afa anche in luglio e agosto, quando la temperatura oscilla in media tra 30 e 19 gradi, mentre in primavera il vento inebria l’aria dei profumi della natura. Gennaio, il mese più freddo, è caratterizzato da temperature minime medie pari a 4 gradi e massime di qualche grado superiori a 10. La maggior parte delle precipitazioni si registra tra ottobre e gennaio, mentre d’estate, tra giugno e agosto, i fenomeni sono praticamente assenti.

A dispetto del clima, uno dei periodi pià belli per vedere Napoli è quello dell'Avvento ed i giorni delle festività natalizie: se vi recate in via San Gregorio Armeno entrerete nel modo magico del Presepe Napoletano, con i negozi che espongono le loro mercanzie, lavori frutti del più atipico artigianato, trasformando la strada in un lunghisimo mercatino natalizio. Non mancate di vedere la Chiesa di San Gregorio Armeno. Altri luoghi dove vedere i Mercatini di Natale ed i Presepi artistici di Napoli si trovano a Spaccanapoli ed a San Biagio.

Per quanto riguarda i trasporti, l’infrastruttura principale è l’Aeroporto di Napoli-Capodichino, situato ad appena 4.5 km di distanza dal centro in località San Pietro a Patierno. Molto importanti sono anche il porto, attraverso il quale transitano ogni anno quasi dieci milioni di passeggeri, e la stazione ferroviaria di Napoli Centrale. Il sistema di trasporto pubblico ha compiuto progressi notevoli per cercare di semplificare la vita a cittadini e turisti che hanno a disposizione due linee di metropolitana, diversi percorsi tramviari e anche quattro funicolari gestite da Metronapoli.
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 Pubblicato da - 15 Gennaio 2013 - © Riproduzione vietata

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