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Cosa vedere e cosa visitare Rampe di Pizzofalcone

Rampe di Pizzofalcone, la storica via nel centro di Napoli

E’ una delle strade più pittoresche del centro storico di Napoli tanto da essere diventata uno dei luoghi simbolo del capoluogo campano. A riportarla alla ribalta è stata la serie televisiva I bastardi di Pizzofalcone, la fiction ispirata ai romanzi di Maurizio de Giovanni, anche se a dire il vero questo interessante percorso cittadino che congiunge la collina con il cuore di Napoli è da tempo conosciuto ai più grazie alla dimora costruita nel 1922 dall’architetto Lamont Young, Villa Ebe.

Storia

Questo bel palazzo neogotico sorge infatti in cima alle rampe di Pizzofalcone, ribattezzate in seguito rampe Lamont Young, su cui si affacciano palazzi storici e abitazioni dalla facciata in pietra. A volerne la costruzione nel corso del 1500 fu Ferrante (Ferdinando) Loffredo, nobile napoletano e primo marchese di Trevico nonché proprietario di palazzo Carafa di Santa Caterina. Sui terreni del monastero Crocelle, l’architetto Benvenuto Tortelli da Brescia iniziò a tracciare quella che solo alla fine del XVIII° secolo (1791 per esattezza) si sarebbe trasformata nella celebre strada del quartiere San Ferdinando. In precedenza, quando ancora non era terminata, venne comunque utilizzata dai soldati della guarnigione locale per scopi militari e per scendere verso il mare.

Costruite come le altre “scale” di Napoli per esigenze urbanistiche e per permettere ai cittadini di raggiungere più facilmente luoghi religiosi, le rampe di Pizzofalcone sono considerate un vero e proprio capolavoro storico e artistico della città.

La salita al monte Echia

Da via Chiatamone, nel borgo Santa Lucia, si sale sino al Monte Echia, spuntone roccioso di tufo giallo da cui si ammira il bel panorama sul Golfo di Napoli e sull’isola di Megaride, minuscolo borgo del Mar Tirreno che ospita il più antico castello della città, Castel dell’Ovo. E proprio partendo da strada Chiatamone, dove sgorgavano sorgenti di acqua sulfurea, nominata anche nella canzone “Io, mammeta e tu” di Domenico Modugno e persino in una poesia di Leopardi (I nuovi credenti del 1906), si percorrono queste rampe del quartiere Ferdinando che accompagnano sino alla cima del monte il cui antico nome Euple o Emple si è trasformato nei secoli sino a divenire l’attuale Echia.

Verso la metà del Duecento Carlo I° d’Angiò, re di Sicilia e di Napoli, fece costruire sulla collina una falconeria per la caccia ai falconi: da qui deriverebbe il nome Pizzofalcone anche se secondo altre fonti il termine sarebbe semplicemente dovuto alla forma a becco di falco di questo angolo del capoluogo campano. Qualunque sia l’origine del nome di questa zona di Napoli, le rampe ne sono certamente una delle attrazioni principali grazie al continuo e vertiginoso saliscendi che ne svela ad ogni metro un nuovo pittoresco panorama. Man mano che ci si inerpica verso l’alto si ammirano infatti i quartieri di Napoli affacciati sul golfo dall’acqua azzurra e cristallina.

Cosa visitare nei dintorni delle Rampe

L’urbanizzazione di Pizzofalcone si deve al sovrano angioino e a Andrea Carafa della Spina, conte di Santa Severina, che acquistò alcuni terreni su cui iniziare a costruire edifici anche se la collina venne inserita all’interno delle mura cittadine solo in seguito, con il viceré Don Pedro de Toledo. Al Carafa si deve ad esempio la costruzione dell’omonimo palazzo signorile (in via Egiziaca 44) edificato a partire dal 1512 e che, dopo essere stato dimora privata del conte, ha ospitato biblioteca e archivio militare e che attualmente è la sede della sezione militare dell’Archivio di Stato di Napoli. Qui i luoghi storici e religiosi da visitare sono molti ad iniziare da Santa Maria degli Angeli e Santa Maria Egeziaca, chiese costruite nel ‘600; il Teatro Politeama dove nel 1946 venne portata in scena per la prima volta Filomena Marturano; la Scuola Militare Nunziatella fondata nel 1787; il Gran Quartiere di Pizzofalcone che ospita la caserma Nino Bixio.

Ai civici 23-29 di queste “scale” dalla pavimentazione lastricata si trova invece la Casa d’Arte di Pasquale della Monaco che dal 1970 è un centro culturale in cui si organizzano eventi di rilievo anche internazionale fra cui il Premio Utopia Lamont Young, istituito nel 1993, in ricordo dell’estroso architetto di Villa Ebe e del Castello Aselmeyer.

Scendendo dalle rampe di Pizzofalcone si può accedere invece ai borghi Santa Lucia e Marinari: il primo, storico rione napoletano, ospita fra l’altro la Fontana del Gigante, opera di Pietro Bernini e Michelangelo Naccherino; il secondo sorge sull’isolotto di Megaride, nelle vicinanze di Castel dell’Ovo.

Il percorso alla scoperta di questo complesso intreccio urbanistico può essere raggiunto da via Egeziaca (parte superiore) e da via Chiatamone (parte inferiore).

 Pubblicato da il 31/07/2017 - 205 letture - ® Riproduzione vietata

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