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Percorso storico: dal sottosuolo di Napoli a piazza Mercato

Il nostro itinerario attraverso Napoli riprende nel sottosuolo. Napoli sotterranea è un'esperienza di grande suggestione che rivela segreti, storie e leggende della città. Nessuno conosce le dimensioni effettive della Napoli buia, ma gli speleologi hanno censito negli ultimi anni circa 700 cavità per uno spazio di un milione di metri cubi. Per iniziare un viaggio indietro nel tempo si può cominciare da piazza San Gaetano, nel cuore del centro antico, un percorso di due ore attraverso cunicoli e cisterne. Interessante il teatro greco-romano, visitabile attraverso il pittoresco ingresso da un "basso" in vico Cinquesanti. Dal chiostro della chiesa di San Lorenzo Maggiore bastano pochi passi per tornare 2600 anni indietro tra le pietre delle mura greche. Infine, nei Quartieri Spagnoli si scende a 40 metri di profondità lungo una scala per arrivare in cisterne di antichi acquedotti utilizzate come rifugi dai bombardamenti durante la guerra.

In via Tribunali la piccola chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco è caratterizzata da una bizzarra decorazione barocca: le sculture bronzee di teschi e tibie davanti alla chiesa simboleggiano la devozione del popolo napoletano alle "anime in pena", dette "pezzentelle", perché morte senza parenti.Poco più avanti si incontra la chiesa e l'ex convento celestino di San Pietro a Majella, dove dal 1826 ha sede uno dei più illustri conservatori di musica d'Italia. Bellissime le tele di Mattia Preti, capolavori della pittura italiana del '600.La vicina piazza Bellini è animatissima soprattutto di notte e ricca di caffè letterari. Nella direzione opposta, nella parte finale di via Tribunali, sorge la chiesa dei Girolamini, dalla quale si accede alla omonima Quadreria costituita da opere dei secoli XVI-XVIII.

Via dei Tribunali incrocia via Duomo, che prende il nome dal Duomo di impianto gotico portato a termine da Roberto D'Angiò nel 1313. La facciata, crollata quella originaria assieme al campanile durante il terremoto del 1349, è stata più volte rlmaneggiata L'interno, a croce latina a tre navate, è riccamente decorato. La navata centrale rispecchla gli interventi settecenteschi di marca barocca. Lungo la navata sinistra SI apre l'ingresso all'antica basilica paleocristiana di Santa Restituta, tondata nel IV secolo dall'Imperatore Costantino, che oggi presenta però una scenogratica sistemazione barocca, realizzata dopo Il terremoto del 1688. A un'altra basilica paleocristiana, la Stefania (VI secolo), sembra appartengano gli ampi frammenti di pavlmentazione musiva Sotto Santa Restituta sono visitabili resti archeologlci di età greca e romana. Sul lato destro dell'abside, invece, c'è l'ingresso al battistero di San Giovanni in Fonte, eretto tra il IV e il V secolo e, dunque, il più antico edificio di questo tipo dell'Occidente cristiano Sulla pianta quadrata si imposta una cupola decorata da mosaici. Oltre alle cappelle medioevali ricche di affreschi e decorazioni, è da vedere la mirabile Cappella del Tesoro di San Gennaro, costruita tra il 1609 e il 1637. Per la sontuosa decorazione pittorica furono chiamati gli artisti più rinomati dell'epoca (Fanzago, Domenichlno, Ribera, Lanfranco) La magnificenza della cappella è sottolineata dai preziosi arredi e dai grandi busti reliquiari in argento. Qui, per due settimane in occasione del miracolo, viene esposto Il reliquiarlo del sangue di san Gennaro.

AI numero 288 di via Duomo c'è il Museo Civico Filangieri, donato nel 1882 alla città da Gaetano Filangieri, principe di Satriano. La raccolta del museo è composta da una vasta serie di oggetti d'arte, che vanno dalle armi alle porcellane, dai dipinti ai costumi, dai libri ai mobili. Salendo oltre il Duomo, in una traversa sulla destra si trova il Palazzo Donnaregina Qui ha sede il MADRE (Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina), firmato dal celebre architetto portoghese Alvaro Siza: un grande museo di respiro internazionale. La collezione stabile è costituita dalle opere dei tanti artisti che hanno collaborato in passato con la città: ospita infatti le creazioni che sono state a piazza Plebiscito e al Museo Archeologico negli anni scorsi, e inoltre opere immaginate, progettate, dipinte e costruite appositamente per questo museo: importanti lavori di Long, Bianchi, Clemente, Horn, Kapoor, Kounellis, Paolini, Sol Lewitt, Serra, e tanti altri.
Atttraversata via Duomo, ancora su via dei Tribunali si apre sulla destra il complesso del Pio Monte della Misericordia, fondato nel 1601 , tra le più antiche istituzioni benefiche della città, La chiesa ottagonale ospita, sull'altare maggiore, la grande tela raffigurante le Sette opere di misericordia, uno dei capolavori di Caravaggio Interessante anche la Quadreria, formatasi nel tempo grazie alle donazioni. Tra i maggiori artefici di questa collezione, il pittore Francesco De Mura, che nel 1782 lasciò in eredità ben 192 dipinti (oggi ne restano 42).

Alla fine di via dei Tribunali ci troviamo di fronte a Castel Capuano, il più antico castello dei quattro che vanta Napoli. Realizzato in epoca normanna, fu poi palazzo di giustizia, funzione che svolge ancora oggi (è sede del Tribunale Civile). Qui si trova anche una delle porte di Napoli, Porta Capuana: eretta nel 1484, costituiva il più importante ingresso orientale alla città. Qui e nella vicina Porta Nolana, nei pressi della Stazione ferroviaria di piazza Garibaldi, ci sono due dei mercati più pittoreschi della città, specializzati in pesce, frutta e verdura. Non lontano troviamo la chiesa di San Giovanni a Carbonara costruita tra il 1343 e il 1418. Da vedere le eleganti cappelle Caracciolo del Sole (1427) e Caracciolo di Vico (1516) e il grandioso monumento funebre di Ladislao di Durazzo (1428), re di Napoli.

L'ultima tappa è piazza Mercato, uno dei luoghi cruciali della storia napoletana: qui nel 1268 venne decapitato Corradino di Svevia, e nel 1647 Masaniello adunò il popolo durante la sommossa antispagnola da lui capeggiata.
La piazza è dominata da una tra le più popolari e venerate chiese di Napoli, la basilica di Santa Maria del Carmine, dedicata a Santa Maria la Bruna. In suo onore, ogni anno a luglio, ha luogo una festa con gare pirotecniche che si concludono con l'incendio del campanile più alto della città (75 metri). Sulla via Nuova Marina, infine, si apre il porto, iniziato da Carlo Il con la fondazione del Molo Angioino e ampliato nel corso dei secoli fino alla prima metà del '900, quando assunse le dimensioni attuali. Fonte: Regione Campania

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