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Il Museo di Capodimonte, la Reggia e il suo parco a Napoli

La Reggia voluta da Carlo di Borbone nel bosco di Capodimonte domina dall’alto il golfo di Napoli. Il grande parco che circondal’edificio è da sempre uno dei luoghi preferiti dai napoletani, oltre che dai turisti, per passeggiare all’aria aperta sia nei mesi estivi che in inverno.

Sino alla costruzione della Reggia, Capodimonte era un’enorme area boschiva dove nel 1734 Carlo di Borbone, re di Napoli, scelse di far edificare una residenza dedicata ai suoi sfizi di caccia. Come altri personaggi della dinastia Borbone, Carlo si dilettava praticando queste attività sportive che gli permisero fra l’altro di recuperare alcune importanti aree naturali facendovi sorgere splendidi edifici come a Casina sul Lago Fusaro e Carditello.

Nel 1738 il sovrano decise di far trasformare la residenza di caccia in una vera e propria Reggia per ospitare la ricca Collezione Farnese di cui la madre gli aveva fatto dono. L’incarico fu affidato a Giovanni Antonio Medrano che progettò un edificio con due facciate in stile dorico in cui la tradizionale colorazione rosso napoletano contrastava sapientemente con il grigio del piperno.

I lavori di completamento dell’edificio si protrassero per circa un secolo mentre la Reggia, anche sotto la dominazione francese con Giuseppe Bonaparte e Gioacchino Murat, fu sede di importanti eventi storici e civili. Dopo l’Unità d’Italia la residenza continuò ad arricchirsi di collezioni di dipinti, oggetti d’arte e d’arredo provenienti da antiche dimore borboniche e palazzi nobiliari. Dopo gli anni della guerra e alcuni interventi di ristrutturazione effettuati sulla struttura stessa del palazzo, nel 1957 venne inaugurato il Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte che rappresenta una fra le istituzioni museali più all’avanguardia del paese.

A partire dal 1995, grazie anche al nuovo ordinamento espositivo delle collezioni, Capodimonte ha assunto l’attuale configurazione che ne valorizza la storia e le opere ospitate: oggi la Reggia è completamente dedicata al ruolo museale in cui vi sono alcune delle più importanti opere d’arte d’Europa come capolavori di Tiziano, Caravaggio, Botticelli, Goya, Mantegna e di molti altri artisti prestigiosi.

Nel piano ammezzato dell’edificio si trovano il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe che vanta circa 2500 fogli e 25 mila stampe, la sezione dell’Ottocento con spazi privati della corte all’epoca dei sovrani Borbone e Savoia e quella dedicata ai manifesti Mele, 32 eleganti affiche che raccontano il gusto e lo stile di quel periodo commissionati ad artisti famosi da Emiddio e Alfonso Mele che, nel 1889, in via San Carlo inaugurarono i Grandi Magazzini Italiani, azienda di Napoli che si dedicava al settore del lusso e della moda a livello internazionale.

Dipinti famosi e arredi preziosi, capolavori della scuola di pittura italiana e fiamminga della Collezione Farnese, la raccolta del cardinale Stefano Borgia, i saloni dell’appartamento storico con l’armeria e la galleria delle porcellane sono ospitati invece al primo piano del museo: il percorso si apre con la sala dedicata ai protagonisti della famiglia Farnese (sala 2) ritratti dal Tiziano e prosegue con opere di Masaccio (sala 3), Botticelli (sala 6), Correggio e Parmigianino (sala 12) mentre nella sala 4 sono esposti i disegni monumentali di Michelangelo e Raffaello, modelli rispettivamente per la Cappella Paolina e la volta della Stanza di Eliodoro in Vaticano. Da visitare assolutamente anche la galleria delle cose rare (sale 13 e 14) che propone curiosità e capolavori come il cofanetto Farnese. L’appartamento reale (da non perdere l’alcova di Francesco I e Isabella di Spagna nella sala 23 e il salottino di porcellana nella 52) permette di rivivere l’atmosfera della corte napoletana dal Settecento all’Unità d’Italia.

Al secondo piano della Reggia si può percorrere un altrettanto interessante itinerario attraverso la civiltà figurativa partenopea dal Duecento alla fine del Settecento con capolavori del calibro di Simone Martini, Colantonio, Caravaggio, Ribera, Luca Giordano e Gaspare Traversi. Nella sala 62 sono ospitati arazzi della collezione d’Avalos che celebrano la vittoria di Ferrante d’Avalos sull’esercito francese nel 1525; dalla sala 79 si raggiungono invece i primi ambienti dedicati all’arte contemporanea mentre le sale 81, 83 e 84 sono dedicate a collezioni grafiche.

Le sale al terzo piano ricavate nel sottotetto della Reggia ospitano raccolte dell’Ottocento, la galleria fotografica e la sezione dell’arte contemporanea. Per visitare il percorso museale in ordine cronologico si consiglia di raggiungere la galleria dell’800 dalle scale delle sale 92 o 102 al secondo piano. Da non perdere assolutamente vi sono le opere di Domenico Morelli (i Vespri Siciliani), Filippo Palizzi (Studio per la gita a Cava) e Vincenzo Gemito (il Giocatore di carte). La sezione fotografica con opere di Mimmo Jodice introduce all’arte contemporanea mentre imperdibile è una delle icone del XX secolo, il Vesuvius di Andy Warhol.

A permettere l’accesso a Reggia e parco è la Porta Grande con il suo cancello d’ingresso ai cui lati sono ancora visibili oggi le due garitte in cui sostavano le guardie del re.

Unico grande polmone verde della città napoletana, il giardino della Reggia di Capodimonte, rimasto intatto rispetto alla struttura del ‘700, offre splendide passeggiate lontane dal traffico del centro o per riposarsi all’ombra dei suoi alberi dopo aver visitato il museo. I 124 ettari dell’area ospitano piante secolari come lecci, querce, castagni, tigli e olmi che non rappresentano i soli gioielli di questo angolo partenopeo. Passeggiando infatti fra i suoi percorsi ci si può imbattere in importanti edifici fra cui l’antica sede della fabbrica di porcellane, il Casino della Regina e l’Eremo dei Cappuccini.

La grande tradizione delle porcellane di Capodimonte, famose in tutto il mondo, iniziò proprio in questo luogo che dal 1743 al 1759 ospitò la Real Fabbrica della Porcellana: a ricordare tali origini c’è il marchio con il giglio borbonico che ancora oggi viene impresso sulle ceramiche prodotte in zona.

Uno degli edifici più importanti del parco è il Casino della Regina destinato alla sosta dei principi e dei reali durante la caccia e le feste di dame e cavalieri di corte. In questa zona del bosco, chiamata anche bell’aria, furono piantate specie vegetali esotiche abbinate ad altre autoctone (acacia, eucalipto, carrubi e pino domestico) in un ambiente già caratterizzato da una vegetazione decisamente rigogliosa. Nelle vicinanze del Casino vi era anche un giardino settecentesco murato di cui oggi resta solo la collezione di agrumi.

Un po’ fuori dai percorsi battuti del parco si trova invece l’Eremo dei Cappuccini voluto nel 1815 da re Ferdinando di Sicilia: la cittadella, un dormitorio per i monaci, una chiesa, due giardini con alberi fruttiferi e un piccolo cimitero caratterizzano questo interessante complesso religioso.

Di fronte alla Reggia si trova poi la Palazzina dei Principi, di proprietà della famiglia Carmignano di Acquaviva, considerata uno dei più suggestivi villini di villeggiatura esistenti sulla collina di Capodimonte. Nel 1826 Francesco I la volle trasformare in sede dei Reali Principi: sul prato dinanzi al Palazzo, nei primi del Novecento sono state piantate palme nane e delle Canarie.

Tra il Palazzo dei Principi e le Scuderie si incontra la Porta di mezzo, primo grande accesso al sito reale da cui partono cinque viali che accompagnano nel bosco. Quello centrale, lungo più di 1 km, è chiamato anche Vialone del Gigante per via dell’imponente statua collocata alla sua estremità. Gli alberi lungo il percorso sono disposti in modo da formare una galleria verde in armonia con il gusto dell’epoca che vedeva la natura come un elemento da armonizzarsi con la ragione.

Il parco di Capodimonte è aperto tutti i giorni (tranne 1 gennaio, 1 Maggio e 25 Dicembre) dalle 9 sino ad un’ora prima del tramonto. L’ingresso al pubblico è gratuito.

Il Museo è visitabile dal pubblico ogni giorno (tranne il mercoledì) in orario 8.30-19.30; si effettuano anche visite accompagnate ad alcune sezioni chiuse alle normali aperture in orario 10.15, 12.15, 15.15 e 17.15.

Il costo del biglietto è di 7,50 Euro per l’intero; 6,50 Euro con ingresso dalle 14 in poi; 3,50 Euro per il ridotto e 5 Euro per il noleggio dell’audioguida. Gratuito l’ingresso ogni prima domenica del mese.

Per chi decide di raggiungere la Reggia (via Milano 2) in auto l’uscita della Tangenziale di Napoli consigliata è quella di Capodimonte che dopo pochi chilometri porta al Parco. Chi si trova in città può prendere l’autobus R4 che passa per la centrale via Toledo con fermata in Piazza Dante e al Museo Archeologico Nazionale; dall’Archeologico parte il C63 che porta all’ingresso principale del Museo di Capodimonte.

Per informazioni Sito ufficiale, +39 081 7499111 e +39 081 7499151

 Pubblicato da il 23/10/2014 - 12.822 letture - ® Riproduzione vietata

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