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Viterbo, visita alla storica Cittą dei Papi e ai monti Cimini

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Il cuore medievale, con il suo intreccio di pietre antiche, sfuma ad ovest verso la pianura maremmana, e alle spalle della città si interrompe al cospetto dei Monti Cimini; a separare le testimonianze storiche più antiche dalla parte cittadina moderna ci sono ancora le mura di un tempo, mentre nella periferia sud-occidentale si ammirano le zone archeologiche e termali. Siamo nel Lazio, la culla dell’Impero Romano e delle genti italiche, in particolare a Viterbo: una città di circa 65 mila abitanti, capoluogo dell’omonima provincia, conosciuta storicamente come “Città dei Papi”.

Era il XIII secolo, infatti, quando la sede pontificia si stabilì qui, nel nord del Lazio, e vi rimase per circa 25 anni: fu Papa Alessandro IV, nel 1257, a trasferire a Viterbo la Curia Papale da Roma, e le cose restarono invariate finché il Papa Martino IV, eletto nel febbraio del 1281, la riportò nella Città Eterna. Ma la storia viterbese era cominciata molto tempo prima, infatti la zona era popolata già in epoca neolitica e ancora oggi si scorgono alcune tracce di una dominazione etrusca. La città medievale, in parte ancora visibile e vivibile, ebbe origine da un castrum che delimitava i confini tra i possedimenti longobardi nella Tuscia e il Ducato Bizantino.

Oggi il centro di Viterbo è ricco di edifici, monumenti e strade che testimoniano la sua lunga storia. Tra i palazzi più rappresentativi c’è ovviamente quello dei Papi, che venne eretto sul colle di San Lorenzo tra il 1255 e il 1266: la sua funzione era quella di offrire un riparo sicuro al pontefice in carica, e ancora oggi si può ammirare la caratteristica loggia con sette archi sorretti da colonne sottili. Da qui si accede all’ampia Sala del Conclave, in cui venne eletto papa Clemente X.

Tra le chiese spicca il Duomo di San Lorenzo, situato proprio accanto al Palazzo dei Papi, realizzato in stile romanico nel XII secolo laddove esisteva già una chiesa di San Lorenzo dell’VIII secolo. La facciata della cattedrale è però del 1570, anno in cui avvenne una ristrutturazione di gusto rinascimentale per volere del vescovo della diocesi, nonché futuro cardinale, Giovanni Francesco Gambara. I bombardamenti della seconda guerra mondiale hanno provocato alla chiesa gravi danni, ma rimane comunque una grande opera d’arte: notevole il campanile trecentesco, con le doppie bifore e le bande policrome orizzontali, come anche l’interno a tre navate, col pavimento in stile cosmatesco. Secondo la leggenda venne sepolto qui Papa Alessandro IV, ma in seguito la sua salma sarebbe stata nascosta in un luogo segreto per proteggerla dai nemici del pontefice; nella zona dell’abside, invece, è davvero custodito il sepolcro di papa Giovanni XXI, accanto a un dipinto medievale che raffigura la Madonna della Carbonara.

Abbandonando il Duomo e spostandosi di pochi passi ci si immette nel vero e proprio quartiere medievale di San Pellegrino, con la piazza del Plebiscito su cui si affacciano il Municipio e la Prefettura, e la chiesa di Santa Rosa situata in cima a un’altura. Da vedere anche la Piazza della Rocca, la Piazza Fontana Grande e la Torre del Branca. Un edificio di culto particolarmente antico e interessante è la Chiesa di San Silvestro, così come la chiesa di Santa Maria Nuova. Quest’ultima, fondata nel lontano 1080, contiene una bella collezione di pitture viterbesi realizzate tra il XIV e il XVI secolo.

Ma al di sotto della Viterbo che tutti conoscono, nella profondità del sottosuolo, si cela un altro mondo tutto da scoprire: è quello formato dalle gallerie sotterranee scavate nel tufo, che collegano tra loro buona parte dei palazzi del centro. Oggi vengono utilizzate come cantine, ma durante il secondo conflitto mondiale venivano usate dalla popolazione per proteggersi dai bombardamenti aerei.
... Pagina 2/2 ... E ancora, fuori dal centro di Viterbo, si scoprono dei gioielli periferici ma preziosi: importantissima la Necropoli di Castel d’Asso, e splendida la Basilica della Madonna della Quercia, che si trova a un paio di chilometri dal centro e costituisce un capolavoro di arte rinascimentale italiana.

Infine Viterbo è un’accogliente città termale, le cui fonti sono protagoniste di misteriose leggende. Secondo il mito Ercole, passando attraverso l’Etruria, venne sfidato dai Lucumoni a dimostrare la propria forza e, in tutta risposta, conficcò nel terreno un grosso pale che nessun altro sarebbe stato capace di sradicare: dal grande cratere lasciato in terra iniziò a zampillare copiosamente dell’acqua, dando vita alla prima sorgente viterbese. Lungo l’antica via consolare Cassia sorgevano 14 stabilimenti romani, di cui oggi rimangono alcuni ruderi: in località Palliano ci sono le Terme del Masso di San Sisto, accanto alle Terme dei Papi ci sono le vestigia delle vecchie Terme degli Ebrei e a pochi chilometri ci sono le Terme del Bacucco, che per la loro magnificenza ed eleganza colpirono il grande Michelangelo a tal punto che l’artista ne tracciò qualche schizzo a penna. Negli stabilimenti moderni, ospitali e all’avanguardia, si possono sperimentare tanti trattamenti salutari per recuperare il benessere psicofisico.

Ad animare la vita di Viterbo ci sono nell’arco dell’anno numerose manifestazioni, che spaziano dalle sagre folcloristiche ai grandi eventi culturali. Da non perdere la fiera dell’Annunziata del 25 marzo, la manifestazione San Pellegrino in fiore nel mese di maggio, quando il quartiere medievale viene ricoperto di fiori variopinti e piante, e il Tuscia Film Festival tra giugno e luglio, consacrato interamente al cinema italiano. Tra la primavera e l’estate si svolge il festival Barocco di Musica Classica. Ma l’evento più importante, per il quale Viterbo è diventata famosa in tutta Italia, e la festa patronale di Santa Rosa del 4 settembre, con il cosiddetto trasporto della Macchina di Santa Rosa, un’enorme struttura alta 30 metri che viene portata a spalla da cento uomini per le vie della città.
Prima di Natale si svlogono i tradizionali mercatini dell'Avvento davanti al Palzzo dei Papi.

Il clima della zona, mite e soleggiato, invita proprio a passeggiare per il centro e scoprire le tante occasioni di festa e svago offerte dalla città. Le temperature medie di gennaio, il mese più freddo, vanno da una minima di 5°C a una massima di 11°C, mentre in luglio e agosto si va dai 20°C ai 30°C. Le precipitazioni si concentrano maggiormente in primavera e in autunno, quando piove mediamente per 8 giorni al mese.

Raggiungere Viterbo non è difficile, qualunque mezzo di trasporto si decida di utilizzare. Chi si sposta in auto può servirsi dell’autostrada A1, uscire a Orte e procedere in direzione Viterno, quindi imboccare l’uscita per Viterbo-Strada Bagni. Per chi preferisce il treno la stazione viterbese è comodamente raggiungibile da Roma e Orte, mentre gli aeroporti più vicini sono quelli romani di Fiumicino e Ciampino.

 Pubblicato da - 19 Maggio 2011 - © Riproduzione vietata

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