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Tour della Giordania, da Amman a Petra, dal Wadi Rum al Mar Morto (7 pagine)

Itinerario a sud di Amman: Monte Nebo e Madaba, la Strada dei Re fino a Petra

Oggi è Sabato, lasciamo l'hotel Mariott Amman, da stasera saremo fino a lunedì mattina all'hotel Mariott di Petra, nel sud della Giordania. Prima una rapida visita alla Cittadella di Amman, il nucleo storico della capitale giordana. Lungo la strada per questo sito archeologico, facciamo una sosta per fare una foto alla moschea di Re Abdullah, dalla cupola azzurra. Arriviamo a Jebel al-Qal'a, la Cittadella: il sito domina le sette colline di Amman che la circondano con le loro bianche case, a perdita d'occhio tutt'intorno. E' il cuore dell'Amman storica, qui le prime testimonianze antiche risalgono a quasi 20.000 anni fa, al Paleolitico. Anche se non siete appassionati di archeologia dovete venire in questo luogo per vedere Amman dall'alto, e capire meglio la sua struttura. Non mancano comunque cose interessanti da vedere: il sito è dominato dalle colonne che restano del tempio di Ercole e dal Palazzo omayyade. Quest'ultimo è stato restaurato poco più di 10 anni fa con la costruzione di una cupola che ha suscitato qualche polemica, la nostra guida Abdullah ci ha fatto notare la struttura in legno del restauro, cosa che stride con le tecniche costruttive del palazzo originale. Molto interessante anche la visita dell'attiguo museo. Dalla cittadella si gode di una ottima vista del grande teatro romano, con a fianco, l'Odeon un teatro più piccolo. Dalla Cittadella si domina un panorama notevole che include tutta la zona della città vecchia che si apre ad ovest del teatro, lungo la strada King Faysal al termine della quale si trova la Moschea di Re Husseini.

Purtroppo non abbiamo molto tempo, dobbiamo lasciare Amman per dirigerci verso sud. Dopo circa 1 ora arriviamo a Monte Nebo, una altura che supera gli 800 m di altitudine, considerato uno dei luoghi religiosi più importanti della Giordania, e considerata sacra sia agli arabi che ai cristiani che agli ebrei. E' un luogo da cui si gode di un grande panorama: la vista verso ovest è mozzafiato, la montagna si porse su di un dislivello di oltre 1200 m, dato che agli 817 m del monte Nebo vanno aggiunti i 400 m della depressione del Mar Rosso. Non stupisce quindi che questo sia il luogo da dove la tradizione vuole che Mosè abbia indicato al popolo ebraico la terra promessa, prima di morire. Ora il Monte Nebo ospita il Memoriale di Mosè, ed è gestito dai frati cappuccini che da circa 80 anni hanno guidato le ricerche archeologiche sul sito. Dal cancello del Memoriale saliamo lungo un viale alberato, in cima ci aspetta il memoriale del Giubileo, una opera eretta a ricordo della visita del Papa Giovanni Paolo II nell'anno 2000. La guida ci porta dentro il memoriale dove ci sono i resti della Basilica di Mosè con bellissimi mosaici pavimentali emersi con i restauri. Poi andiamo a contemplare il panorama che si gode dalla cima della montagna: una tavoletta ci aiuta ad orientarsi nella vastità del paesaggio che ci si para dinnanzi: in basso a destra si vede la sponda settentrionale del Mar Morto, davanti a noi Gerico, mentre a metà strada, più in lontananza le alture su cui si trova Gerusalemme. Il tempo di una panoramica di foto ma è già ora di scappare verso Madaba, la prossima tappa. Prima una breve sosta presso una vicina cooperativa di mosaicisti dove dedichiamo qualche minuto ad un un po' di shopping.

Madaba si trova poco distante, una decina di km di distanza dal monte Nebo, ed è famosa per i suoi mosaici. E' una città che presenta un nucleo storico abitato in maggioranza da cristiani. Obiettivo nostro è la chiesa di San Giorgio, che conserva nel suo interno il celebre mosaico pavimentale che ritrae la mappa della Terra Santa, una opera di origine bizantina. E' riemersa dall'antichità durante la fasi di costruzione della nuova chiesa, purtroppo alcune sue parti sono andate perdute. Si tratta comunque di un'opera straordinaria, sia per valore artistico che come documento cartografico, dato che rappresenta una fotografia della Palestina intorno al VI secolo dopo Cristo.. Interessante vedere anche come viene rappresentato il Mar Morto, con i pesci nel Giordano che fanno dietro-front per non morire nelle acque ipersaline del mare! Sono le 14, la giornata come sempre vola ed è tempo di pranzo. A Madaba ci aspettano all'Haret Jdoudna un locale tipico molto accogliente. Qui incontriamo anche un responsabile del JTB e della compagnia aerea Royal Jordanian, per un piacevole pranzo assieme. Una bella tavolata, accompagnata da un ottimo cibo giordano non riescono a fermare il tempo che vola, e alle 15 è già ora di partire, abbiamo circa 4 ore per arrivare a Wadi Musa, dove si trova il Marriot Petra Hotel.

Il percorso verso sud lo iniziamo lungo la famosa Strada dei Re, strada che ci conduce alla vista spettacolare del Wadi Mujib: una gola in ambiente desertico, sbarrato da una diga che raccoglie l'acqua, bene prezioso in Giordania: la nostra guida ci spiega come la Giordania sia uno dei paesi al modo con la più basse dote pro capite di acqua, che diventa quindi un bene più importante del petrolio. Il panorama del Wadi Mujib è fantastico, ci attardiamo a scattare qualche foto, la giornata di sole aiuta molto ad immortale questo paesaggio lunare. Il viaggio riparte velocemente, deviamo sulla superstrada per Aqaba e Abdullah ci consiglia di andare alla Piccola Petra per il tramonto, in modo da lasciare tutto domani per la visita di Petra.
Arriviamo alla Piccola Petra proprio nel momento del tramonto, che riusciamo a fotografare poco prima che il sole scompaia dietro le montagne. Appena in tempo anche per entrare come ultimi visitatori nel sito archeologico, che ci si rivela magnifico. Già il pensiero va a domani, la Piccola Petra è considerata poca cosa rispetto alla “sorella” maggiore, ma a noi appare già un luogo da favola... La “piccola Petra”chiamata Siq al-Barid era un insediamento dei Nabatei, in una connotazione simile a quella di Petra, ma con alcuni distinguo: ad esempio Siq al-Barid è percorsa d numerose scale a gradini, scavati nella roccia, e cosa non da poco qui si vive ancora l'emozione di una visita in solitudine, cosa ormai impossibile a Petra divenuta troppo famosa nel mondo, e quindi troppo affollata. All'uscita del canyon Siq al-Barid il paesaggio è comunque onirico, una luna quasi piena rischiara le rocce e regala ai nostri occhi un'atmosfera speciale. Partiamo per Wadi Musa dove ci attende la cena al ristorante Petra Kitchen, dove ci viene anche fornita una lezione...culinaria: vediamo tutte le fasi del piatto tipico chiamato Mansaf, a base di riso, agnello ed altri ingredienti, e da mangiare rigorosamente con le mani! Avevamo bisogno di una bella cena per ristorarci dopo le centinaia di km percorsi.... saliamo poi all'hotel Mariott Petra, dove alloggeremo per due notti, e dove le palpebre si chiudono rapidamente, con il sogno di essere domani in uno dei luoghi più belli di tutto il mondo!

 Pubblicato da il 28/07/2011 - 14.135 letture - ® Riproduzione vietata

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