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Viaggio in Etiopia lungo la valle del fiume Omo (13 pagine)

Introduzione alla valle dell'Omo River

i miei ringraziamenti vanno a Anna Dies della Medir tour che, con la eccellente collaborazione del nostro accompagnatore Nati, che doveva essere nei patti solo un autista e che invece è stato una guida superba, attento alle nostre esigenze e di una disponibilità non comune, ci ha consentito di fare un viaggio attraverso il sud dell’Etiopia, alla scoperta delle numerose etnie che popolano la valle dell’Omo river, area priva di energia elettrica e di attrezzature turistiche di livello accettabile, compensate però da paesaggi incontaminati, da un popolo quasi sempre disponibile al sorriso e da una esperienza di viaggio veramente unica e meravigliosa.

La popolazione dell’Etiopia e di circa 85.000.000 di individui di cui solo 200.000 abitano nella valle dell’Omo.
La popolazione è dedita prevalentemente a pastorizia e agricoltura, in particolare l’Etiopia possiede la più grande popolazione bovina dell’africa che gli consente non solo un sufficiente approvvigionamento interno, ma anche una significativa esportazione si di animali vivi che di carne e la produzione e la lavorazione del pellame.

Le principali coltivazioni nella regione dell’Omo sono il sorgo, il mais, il teff, i fagioli e il caffè che, integrate da una rilevante pastorizia, permettono una sopravvivenza dignitosa alle varie etnie residenti. Le donne si dedicano prevalentemente ai raccolti e al loro trasposto verso i mercati, mentre gli uomini seguono gli allevamenti di ovini e bovini che accompagnano tutti i giorni ai pascoli.
Una parte delle etnie vive stabilmente sulle sponde del fiume, una parte più distante ma, grazie a una rete consolidata di alleanze, può accedere alle risorse generate dalle piene dell’Omo nei momenti del bisogno. I popoli della valle prendono le decisioni pubbliche nel corso di estesi incontri comunitari a cui partecipano tutti i maschi adulti in un’area appositamente attrezzata dei villaggi

L’accesso all’ informazione pubblica e molto scarsa perché pochi parlano la lingua ufficiale (l’amarico) e il livello di alfabetizzazione e bassissimo.
Questo mosaico di etnie che vivono quasi in contatto lungo la valle dell’Omo, mantengono però costumi, architettura delle capanne, riti di iniziazione e rapporti interpersonali e col mondo esterno, totalmente differenti l’una dall’altra. L’identità etnica e l’appartenenza al gruppo è ancora fortemente marcata ed enfatizzata dalla cura del corpo che viene decorato con particolari scarificazioni, e pitture, simboli di bellezza ma anche di gerarchia e appartenenza sociale.

La vegetazione etiope varia considerevolmente in base all’altitudine sia con la latitudine e quindi con i diversi regimi di precipitazioni fra nord e sud. Sono riconosciute quattro fasce altimetriche: quella inferiore ( quollà 600-1800 m) quella intermedia (voina degà 1800-2500 m), quella superiore (degà, 2500-3500 m) e le aree sopra i 3500 m (urèc). Nella quollà le piante comuni sono acacie, le palme, i tamarindi, le euforbie, e nelle zone superiori il bambù e il caffè, nella voina degà la vegetazione è prevalentemente boschiva con euforbie, aloe, ginepri, il degà invece è dominato da prati e zone arbustive a ericacee e a romici.

 Pubblicato da il 10/07/2013 - 8.065 letture - ® Riproduzione vietata

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