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Delhi: viaggio nella Capitale dell'India, cosa vedere e sapere

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La storia è di casa a Delhi, la capitale dell’India. Qui l’antico ed il moderno sono costantemente l’uno a fianco dell’altro, non solo nelle vestigia del passato, testimonianze dell’avvicendarsi di diversi imperi, ma anche nell’attuale struttura sociale e nell’odierno stile di vita. In nome Delhi, Dehali o Dilli deriva da Dhillika, nome della Delhi meridionale, situata sul confine sud-occidentale dell’attuale Territorio dell’Unione di Delhi, a Mehrauli. Dhillika, la prima di una serie di sette città medievali, era conosciuta anche come Yoginipura, vale a dire la fortezza delle yogini, delle “divinità femminili”. Esiste tuttavia un altro antico insediamento nei pressi di Delhi, noto col nome di Indraprastha e situato sulle rive del fiume Yamuna.

La città conobbe una significativa fase di sviluppo verso l’VIII, IX secolo d.C. con la fondazione di Dhillika, la prima delle sette città medievali, sotto il dominio dei Tomar, discendenti dei capi tribù Rajput. Dhillika era protetta da una fortificazione in pietra, chiamata oggi Lalkot, possedeva splendidi templi, vasche sacre ed altri edifici. Attorno alla metà del XII secolo il regno dei Tomar fu conquistato da dai Chahamana o Chauhan, un popolo proveniente dal Rajasthan centrale, ed il loro capo Prithviraja Chauhan III estese i confini della città costruendo un secondo muro fortificato dotato di porte che oggi è chiamato Qila Rai Pithora. Il regno ebbe però vita breve e cadde nel 1192-93 sotto il controllo delle orde turche provenienti dall’Asia centrale che avviarono l’era di dominio islamico. Una nuova svolta politica, culturale e sociale si abbatte su Delhi con l’arrivo dei primi coloni europei, fermamente intenzionati ad assumere il comando della città ed in generale di tutta l’India. Verso la metà dell’Ottocento la Compagnia delle Indie Orientali assunse il controllo di quasi tutti gli stati indiani. Nel 1911 Delhi tornò ad essere la capitale dell’India, seppur sotto il dominio degli inglesi. Sempre gli inglesi decisero di costruire qui una nuova metropoli per dare lustro alla corono britannica; i progetti furono affidati agli architetti Edwin Lutyens e Herbert Baker e, nel 1931, fu inaugurata New Delhi. Con la Seconda Guerra Mondiale e soprattutto con il conseguimento dell’indipendenza nel 1947, Nuova Delhi, sotto la spinta dell’incremento demografico e delle nuove esigenze causate dal cambiamento politico, fu costretta ad espandersi a dismisura.

La maggior parte dei monumenti e dei resti del passato sono di origine medievale e di ispirazione islamica. I turisti interessati ai resti pre-islamici potranno visitare il Rock Edict, l’editto sulla roccia fatto scolpire dall’imperatore buddista Ashoka (273-236 a.C.) vicino a Srinivasapuri (Delhi meridionale); l’incisione contiene l’appello con il quale il grande monarca esortava la sua gente a seguire la strada della rettitudine. Altre iscrizioni sullo stesso tema sono incise su due colonne, una situata nel Kotla Firuz Shah e l’altra posta nella parte settentrionale di Delhi. L’architettura indo-islamica standard cominciò a imporsi durante il periodo Khalji e sviluppò nuove tecniche di costruzione dalle caratteristiche raffinate come l’arco a punta, la cupola bassa e la decorazione geometrica. Il miglior esempio architettonico di questo periodo è l’Alai Darwaza, situato nel complesso di Qutb. Gli edifici eretti durante il periodo moghul rappresentano il punto più alto dell’architettura di Delhi. Lo stile dei monumenti moghul combina abilmente i caratteri tradizionali indù con i tratti degli ultimi anni del Sultanato. Shahjahanabad ospita alcuni interessanti esempi dell’architettura del tempo di Shan Jahan e dei suoi successori.

L’edificio più importante, tra i resti delle prime quattro città, è il complesso della Moschea Quwwatu’l Islam, situata all’interno della Fortezza Tomar. La moschea, eretta tra il 1192 e il 1198 da Qutbu’d-Din, comprendeva un cortile, alcuni chiostri ed una sala per la preghiera. All’interno del complesso si trova uno splendido corridoio formato da diverse colonne indù; nel cortile della moschea, inoltre, si erge un pilastro di ferro rappresentante Vishnu, che si deve a Chandra Gupta, sovrano del IV secolo d.C. Nel 1199 cominciò la costruzione di un altro dei simbolo della città: il Minareto di Qutb, simbolo di vittoria e richiamo per i fedeli; il minareto è una torre rastremata a cinque piani alta 72,5 metri. Tra gli altri resti del complesso vale la pena di segnalare la tomba del sultano Iltutammish e soprattutto Mehrauli, nota per il suo caratteristico piccolo bazar. Il villaggio possiede due importanti luoghi di culto: il tempio della dea Jogmaya e la tomba del divino Khwaja Bakhtyar Kaki (1336), spesso visitata dai pellegrini del luogo. Altri importanti monumenti di Mehrauli sono: la Tomba di Adham Khan, la Vasca di Shamsi, lo Jahaz-Mahal e la Tomba di Jamali con i suoi soffitti colorati.

Contenuta all’interno di Delhi, Tughlaqabad fu costruita dal primo sovrano della dinastia Tughlaq; si tratta di una città molto ben progettata, del perimetro di circa 6,5 chilometri, dotata di una cittadella e di un bacino per il rifornimento d’acqua a sud. Il monumento meglio conservato della zona è il mausoleo di Ghiyasu’d-Din Tughlaq, un edificio in pietra rossa con mura inclinate e cupola in marmo situato all’interno di una mini-fortezza munita di merli e bastioni. Sulla via del ritorno da Tughlaqabad potrete dare un’occhiata alle rovine di Jahanpanah, la “quarta Delhi”, ed in particolar modo ad alcuni splendidi edifici tughluq come la Moschea di Khirki, con il suo profilo di minuscola fortezza, la Moschea di Begampuri, con la sua immensa facciata, ed il palazzo chiamato Bijay-Mandal.

... Pagina 2/2 ...Dirigendosi verso nord, oltrepassando le fortificazioni di Siri ed alcuni centri abitati di recente costruzione, giungerete alla tomba del santo musulmano Nizamuddin Aulia. Nelle vicinanze si trovano la Moschea Jamaatkhana (1315) ed altre rovine storiche. Ad est sorge il Mausoleo di Humayun, fatto erigere dalla sua sposa nel 1565. Il monumento, esempio della prima architettura moghul, è una specie di sepolcro-giardino a pianta ottagonale con doppia cupola che più tardi servì da modello per la costruzione del Taj Mahal. Più a nord, su Mathura Road, ecco le rovine di Dinpanah, la “sesta Delhi”, costruita proprio da Humayun. Sulla destra sono visibili le rovine di un mercato, una porta d’accesso alla città ed una moschea fatta erigere dalla nutrice di Akbar (1561); sul lato opposto noterete dei bastioni, un fossato ed i portali di Purana Qila, la cittadella di Humayun. Al suo interno potrete ammirare una magnifica moschea ed il Sher Mandal, un padiglione ottagonale a due piani risalente al XVI secolo. Non lontano da Purana Quila, verso nord, si trova il Kotla Firuzshah, costruito con pietrisco e macerie di altre costruzioni. Nei pressi delle mura meridionali di Purana Qila è situato lo zoo di Delhi, famoso per le sue tigri bianche e per la grande varietà di animali e di uccelli, in gran parte migratori. A ovest di Purana Qila si trova l’India Gate, costruito per ricordare la Prima Guerra Mondiale, con i suoi ampi prati rasati e le sue vasche, ed il Palazzo Presidenziale, dotato di 340 stanze e circondato da immensi giardini. L’area compresa tra l’arco dell’India Gate ed il Palazzo Presidenziale è il teatro dello sfavillante spettacolo che si svolge ogni anno il 26 gennaio in occasione delle celebrazioni del Republic Day. A sudest dei prati dell’India Gate si trova la Galleria d’Arte Moderna, contenente numerosi esempi di pittura e scultura indiana. La galleria ospita anche alcuni dipinti del famoso poeta Rabindranath Tagore, di Amrita Shergil e di Jamini Roy. Nelle vicinanze è situato il Museo Nazionale Indiano che tra i pezzi esposti annovera importanti collezioni di arte e archeologia indiana oltre a diversi murali centro-asiatici e altre antichità.

Percorrendo Aurobindo Marg oltre Vijay Chauk e Parliament Strett giungerete a Connaught Place, la zona più famosa di Nuova Delhi con i suoi hotel, ristoranti e negozi. Gli empori di artigianato locale sono situati in Baba Kharak Singh Marg, sempre nelle vicinanze di Connaught Place. All’incrocio tra Connaught Circus e Parliament Street vale sicuramente la pena di visitare lo Jantar Mantar, un edificio dalla singolare struttura: si tratta di un osservatorio in muratura grezza appartenuto al nobile moghul Jaisingh, dotato di enormi apparecchi astronomici asserviti alla codificazione degli almanacchi. Più a ovest è situato il Tempio di Lakshmi Narayana fatto erigere alcune decadi fa dai Birla, famosa famiglia di industriali indiani. Sulla riva ovest dello Yamuna, lungo le mura orientali della città, si trova Red Fort, un complesso dalla pianta oblunga creato da Shan Jahan e adibito dallo stesso a residenza reale. La struttura dispone anche di un mercato chiamato Chhata Bazaar, posto tra Lahori e Naubat Khana, e conta numerosi palazzi, per la maggior parte in marmo. Tra i luoghi di maggiore interesse ricordiamo il Salone delle Udienze Pubbliche e Private, i bagni reali, la Moti Masjid, il Rang-Mahal e il Nahri-Bahisht, un canale ornamentale a fianco dei giardini. Di fronte a Red Fort c’è Chandni Chauk, principale strada commerciale di Shahjahanabad, un tempo divisa a metà da un canale. Sul lato sinistro della strada sorgono tre importanti edifici religiosi: il Lal Mandir, il Tempio di Gauri-Sankar, dedicato a Shiva e alla sua famiglia, e un Gurdwara Sikh costruito nel luogo in cui venne martirizzato Guru Tegh Bahadur, il nono maestro Sikh. A nord di Red Fort, oltrepassata l’entrata Kashmiri, troverete: la St. James’s Church (1824) con le sue belle sculture; Metcalfe House, dimora del “Resident” britannico; una colonna di Ashoka portata a Delhi da Firuz Tughluq; e la Tomba della Principessa Roshanara. Il territorio compreso tra l’entrata Kashmiri e il Ridge a nord, è chiamato ancor oggi Civil Lines e fu ampliato dagli inglesi prima della costituzione di Nuova Delhi. Proprio in questa zona, nei pressi dell’antica residenza del vicerè, è situata l’Università di Delhi.

Delhi offre eccellenti opportunità per lo shopping con la sua apprezzabile varietà di bazar che vendono abiti economici e aree dove si concentrano le boutique degli stilisti più famosi. In città troverete poi numerosissimi e suggestivi articoli di artigianato, tra cui tessuti, oggetti in ottone, legno e metalli, gioielli, articoli in pelle e tappeti. Troverete inoltre un’incredibile varietà di sari regionali, da quelli eleganti in seta, chiffon e georgette, a quelli più casual in cotone o crèpe. Tranne che negli empori e negli altri negozi che applicano prezzi fissi, dovrete contrattare con decisione.

Il clima di Delhi è di tipo monsonico, nettamente diviso in due stagioni: quella secca e quella umida. Quest’ultima, anche detta monsonica, è compresa tra giugno e ottobre, anche se nello specifico sono luglio e agosto i mesi maggiormente piovosi. Da fine ottobre a maggio le giornate sono invece generalmente soleggiate e gradevoli, con l’unico neo rappresentato dalle fitte nebbie che spesso calano sulla città a causa soprattutto dell’elevato tasso di inquinamento. Per quanto riguarda le temperature, i mesi più gradevoli sono febbraio e marzo, mentre da fine aprile all’arrivo dei monsoni le giornate sono torride e afose, con valori massimi che abitualmente raggiungono i 40 gradi.

Delhi è un importante punto di ingresso internazionale per l’India ed un nodo centrale per i trasporti interni, autobus, treni o aerei che siano. Per quanto riguarda il trasporto aereo, il terminal dei voli nazionali (Terminal 1) dell’Indira Gandhi International Airport si trova circa 15 chilometri a sud-ovest di Connaught Place, mentre il terminal dei voli internazionali (Terminal 2) si trova 8 chilometri dopo. Tra i due scali fa servizio una navetta gratuita, mentre in alternativa si può utilizzare l’Ex-Servicemen’s Air Link Transport Service. Una volta a terra, ci si troverà catapultati nelle caotiche strade della capitale. La principale stazione degli autobus è l’Inter State Bus Terminal, a nord della stazione ferroviaria di Old Delhi, il principale snodo del trasporto su rotaia della città insieme alla stazione di New Delhi a Paharganj. Gli autobus urbani sono normalmente affollati a dismisura, con gli autorisciò e i taxi che rappresentano alternative assai più gradevoli. Nel 2002 è stata inoltre inaugurata la metropolitana, abbastanza pratica ma ancora non molto estesa.

 Pubblicato da - 27 Maggio 2009 - © Riproduzione vietata

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