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Tomar (Portogallo): la cittą dei Templari e il castello patrimonio UNESCO

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Lo sviluppo di Tomar è intimamente legato all’Ordine dei Templari, che nel 1159 ricevettero queste terre come ricompensa per l’aiuto prestato a D. Afonso Henriques, primo re del Portogallo, nella riconquista cristiana del territorio. Fu D. Gualdim Pais, primo Maestro dell’Ordine in Portogallo, a fondare il castello e, al suo interno, il notevole Convento de Cristo. Ampliato e alterato nel corso dei secoli, l’edificio è stato influenzato da diversi stili architettonici ed è il simbolo della città, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Convento di Cristo e Castello Templare - Nel 1983, l’UNESCO ha dichiarato monumento “Patrimonio dell’Umanità” un inestimabile gioiello della storia d’Occidente: il Castello Templare e il Convento dos Cavaleiros de Cristo di Tomar. Questo vasto complesso monumentale, edificato su un antico luogo di culto romano, ci racconta sette secoli di storia del Portogallo e i momenti più salienti della storia d’Occidente. Afonso Henriques, il nostro primo re, donò ai Cavalieri del Tempio di Gerusalemme una vasta regione tra i fiumi Mondego e Tago. Narra la leggenda che, nel 1160, i cavalieri giunti sul posto scelsero un monte per edificarvi un castello e il nome che gli avrebbero dato: Tomar. Nel 1314, l’Ordine del Tempio fu estinto a causa delle persecuzioni del re di Francia, Filippo il Bello. Ma grazie a D. Dinis, nel 1319 le persone, i beni e i privilegi furono completamente integrati in un nuovo ordine - la Milizia dei Cavalieri di Cristo - che insieme all’Infante D. Henrique avrebbe sostenuto la nazione portoghese nella grande impresa delle scoperte marittime del XV e XVI secolo. Il Castello di Tomar divenne quindi Convento e sede dell’Ordine e l’Infante Navigatore loro Governatore e Amministratore perpetuo.

Tutto ciò spiega perché il Convento de Cristo racchiuda nel suo complesso architettonico testimonianze di arte romanica, con i templari, gotica e manuelina, con le scoperte, proseguendo con l’arte rinascimentale durante la Riforma dell’Ordine, per continuare con il manierismo e concludere con il barocco, riconoscibile negli ornamenti architettonici.
Il tempio di pianta circolare, edificato dai Templari, ricorda la chiesa che l’imperatore Costantino fece costruire sul Santo Sepolcro, a Gerusalemme. Intorno alla chiesa templare si sviluppò, nel corso del tempo, un enorme convento, di cui ricordiamo il complesso costituito dai quattro grandi chiostri, l’infermeria dell’Ordine e l’acquedotto - che si estende per ben sei chilometri - fatto realizzare dal re spagnolo Filippo III..

Nota come la città dei Templari, a Tomar si trovano altre tracce della loro influenza, in particolare la Mata dos Sete Montes dove, secondo la tradizione, si svolgevano rituali iniziatici, e l’Igreja de Santa Maria do Olival, fondata nel XII secolo che conserva le tombe di alcuni Maestri dell’Ordine. L’Ordine dei Templari si estinse in Francia all’inizio del XIV secolo, ma in Portogallo fu trasformato nell’Ordine di Cristo su proposta del re D. Dinis, in seguito approvata dal Papa; fu quindi deciso che gli immensi beni appartenenti ai Templari passassero all’Ordine di Cristo, che svolse un ruolo preponderante nell’epopea delle Scoperte Portoghesi.

Dopo essere stati espulsi dalla Spagna, gli Ebrei fondarono una colonia nelle stradine del centro storico della città, che conserva una delle più antiche sinagoghe del Portogallo, alla quale si affianca il Museu Luso-Hebraico Abraão Zacuto. Nonostante la facciata estremamente discreta, il Museu Luso-Hebraico de Abraham Zacuto, come quasi tutti i templi ebraici nel mondo cristiano, l’interno della piccola sinagoga di Tomar è un’autentica sorpresa. Il tetto è sostenuto da 4 colonne che rappresentano le madri di Israele: Sara, Rachele, Rebecca e Lea. Tra le colonne, 12 archi, simboli delle 12 tribù di Israele, mentre negli angoli della sala di culto, quattro orci di argilla ampliano il suono della voce. Il tempio fu fatto erigere dall’Infante D. Henrique, il Navigatore, al quale la comunità ebraica finanziò parte dell’epopea delle Scoperte.

... Pagina 2/2 ... Con l’espulsione degli ebrei dal Portogallo nel 1496, la sinagoga fu chiusa e destinata a usi diversi, fino a quando non fu acquistata nel 1920 dal Dr. Samuel Schwarz, che in seguito la donò allo Stato a condizione che vi fosse ospitato il Museu Luso-Hebraico, che espone preziosi oggetti legati all’ebraismo.

Un cenno speciale meritano le spettacolari “Festas dos Tabuleiros”, celebrazioni che si svolgono ogni quattro anni nel mese di giugno e la cui origine è legata al culto dello Spirito Santo. Il “Cortejo dos Tabuleiros”, annunciato da suonatori di cornamuse ed effetti pirotecnici, è presieduto dal Pennone dello Spirito Santo e dalle tre Corone degli Imperatori e Re Magi, seguiti dai Pennoni e Corone di tutte le parrocchie, con la partecipazione delle ragazze che portano i vassoi (tabuleiros) e dei carri di pane, carne e vino che chiudono il corteo, tirati da buoi dalle corna dorate e adornate di nastri, simbolicamente destinati al sacrificio. Le ragazze che portano i vassoi indossano un lungo vestito bianco e un nastro colorato che si incrocia sul petto. Sono aiutate da ragazzi, anch’essi abbigliati con un vestito speciale, composto di una camicia bianca dalle maniche rimboccate, pantaloni scuri, berretto nero e cravatta nello stesso colore del nastro della ragazza.

Il vassoio, che deve essere alto quanto la ragazza, è costituito da 30 forme di pane, in un formato speciale di 400 g, infilzate in 5 o 6 canne fissate a un cesto di vimini e sormontate da una Corona sormontata dalla Croce di Cristo o dalla Colomba dello Spirito Santo. La decorazione è completata da fiori di carta, verdura e spighe di grano. Le “Festas dos Tabuleiros" si tengono ogni 4 anni.

A circa 14 km da Tomar, fermatevi alla laguna formata dal Barragem do Castelo de Bode, dove l’acqua viene raccolta per poi rifornire la città di Lisbona, sui cui isolotti e sponde coperte da pinete si trovano luoghi meravigliosi, ideali per vacanze a contatto con la natura. Foto ilturista, cortesia: Enrico Montanari

Fonte: Ufficio turistico del Portogallo
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