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Indiana (The Hoosier State): viaggio attraverso le sue cittą

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  • Indy 500
  • Cathedral of the Immaculate Conception
L’Indiana, soprannominato anche The Hoosier State, è uno stato di circa 6.350.000 situato nel Midwest americano, bagnato per un breve tratto dal Lake Michigan e confinante a nord con il Michigan, ad est con l’Ohio, a sud con il Kentucky e ad ovest con l’Illinois. Il territorio è prevalentemente pianeggiante, ad eccezione dei rilievi di origine morenica in prossimità del grande Lago Michigan, e nella regione meridionale le fertili pianure sono attraversate da numerosi corsi d’acqua, fra i quali l’Ohio River, un fiume in molti tratti navigabile. L’origine del soprannome, dal quale si è poi originato il termine “hoosiers” con cui si indicano gli abitanti dell’Indiana, lascia spazio a due possibili interpretazioni: una riconduce il termine ad una contrazione dell’esclamazione “who’s here?”, che sarebbe stata proferita dal primo pioniere giunto da queste parti; l’altra, invece, collega l’espressione al nome di Samuel Hoosier, un imprenditore del Kentucky per il quale lavoravano moltissimi abitanti dello stato.

Robert Cavalier, meglio conosciuto come La Salle, fu il primo europeo ad esplorare nel 1679 la cosiddetta "terra degli indiani", fino a quel momento abitata dai Wabash e dai Miami. Le intenzioni di La Salle erano chiare: colonizzare interamente il territorio e dotarlo di numerosi avamposti fortificati in modo da favorire il commercio delle pelli. In effetti la colonizzazione francese ruotò, fino al 1763, anno in cui l’Indiana cadde in mano inglese, intorno alla semplice iniziativa di cacciatori e missionari gesuiti che, in tempi relativamente brevi, convertirono diverse migliaia di nativi al cristianesimo. Nel corso della Guerra d’Indipendenza, lo stato fu conquistato dall’esercito americano guidato dal generale George Rogers Clark, così che prima, nel 1800, fu organizzato in territorio autonomo, e poi, nel 1816, entrò definitivamente a far parte dell’Unione. Nella seconda metà dell’Ottocento la popolazione crebbe a ritmi vertiginosi, consentendo all’Indiana di raggiungere livelli economici e sociali quantomeno insperati fino a qualche decennio prima. Terminata la Guerra Civile, durante la quale lo stato svolse un ruolo fondamentale per la vittoria delle truppe unioniste, si verificò un progressivo cambio della politica economica statale, atto a favorire la realizzazione di un solido apparato industriale in tutto l’Indiana, fino a quel momento quasi interamente ricoperto da piantagioni di grano, mais e tabacco.

La capitale è Indianapolis, una città che ha praticamente raggiunto la soglia degli 800.000 abitanti e che, come anche Detroit e Chicago, ricopre un ruolo fondamentale all’interno dello scacchiere economico del Midwest. L’insediamento si trova praticamente nel centro dello stato e si estende lungo le rive del White River, nel bel mezzo della Corn Belt, la sterminata fascia cerealicola americana. Pur essendo stata fondata abbastanza tardi rispetto ad altre città della parte orientale degli Stati Uniti, la città conserva un tessuto urbano molto interessante, all’interno del quale spicca per bellezza ed originalità il Lockerbie Square Historic District, un pittoresco quartiere caratterizzato da case in legno e stradine pavimentate in mattoni. Da non perdere il Soldier’s and Sailor’s Monument, situato nel cuore di downtown, l’Eiteljorg Museum, sul lato ovest del centro, l’Indianapolis Museum of Art ed il Crow Cemetery. Sono invece legati al più importante evento cittadino, la 500 miglia che vi si tiene ogni anno per il Memorial Day, l’Indianapolis Motor Speedway e l’Indy Hall of Fame Museum, due santuari per gli amanti delle competizioni automobilistiche.

La seconda città dell’Indiana per dimensioni è Fort Wayne, 250.000 abitanti ed una ricca storia alla spalle. La fondazione risale infatti al 22 ottobre 1794, giorno in cui vennero poste le prime pietre del forte che sarebbe poi stato dedicato ad Anthony Wayne, uno dei condottieri americani che guidarono la conquista della regione a discapito delle tribù indiane. La Contea di Allen, di cui è capoluogo Fort Wayne, è situata all’estremità orientale dello stato e si trova all’interno di una delle aree più densamente urbanizzate del paese. Il centro città è ricco di architetture storiche e moderne, con edifici che vale assolutamente la pena vedere come: l’Allen County Courthouse, il palazzo governativo costruito a cavallo tra ‘800 e ‘900; la Cathedral of the Immaculate Conception, una chiesa in stile neo-gotico che risale al 1860; il Grand Way Center, uno spaziale centro congressi terminato nel 2005; e l’Old City Hall, un altro edificio governativo di fine Ottocento. Diversi sono anche i musei, tra i quali ricordiamo il Fort Wayne Museum of Art, ed i festival annuali, come il Johnny Appleseed Festival, che si tiene a settembre, il BBQ Ribfest, in programma a metà giugno ed il Three Rivers Festival, che ogni anno attrae circa 400.000 persone.

Un’altra città da vedere è Evansville, situata all’estremità meridionale dell’Indiana ed abitata da poco più di 100.000 persone. La regione è caratterizzata dal susseguirsi continuo di terreni agricoli, forestali e di zone collinari, risultando da un punto di vista naturalistico molto interessante. Da diversi anni è spesso ai primi posti delle classifiche di vivibilità delle città americane, potendo contare su un’economia stabile e su una ricca attività socio-culturale. Da vedere alcuni musei, tra i quali ricordiamo l’Evansville Museum of Arts, History and Science, il Reitz Home Museum ed il Children’s Museum of Evansville, ed i molti parchi urbani, come il Burdette Park ed il Mesker Park Zoo, che contribuiscono ulteriormente a connotare positivamente il centro. L’evento cittadino più importante è il West Side Nut Club Fall Festival, una fiera che si tiene in un quartiere ad ovest del centro la prima settimana di settembre e di ottobre, attirando in tutto all’incirca 150.000 visitatori ogni anno. I restanti centri urbani che superano le 70.000 persone sono South Bend (116.000), Gary (95.000), Hammond (77.000) e Bloomington (72.000).
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Al di fuori dei più grandi centri abitati si nascondono alcuni aspetti, magari meno conosciuti, ma non per questo meno interessanti, dell’Indiana. Ed ecco allora che può risultare intrigante visitare la piccola Columbus, raggiungibile percorrendo la I-65, una specie di museo d’architettura a cielo aperto che nasconde straordinarie realizzazioni di alcuni tra i più importanti architetti contemporanei come I.M. Pei, Eero Saarinen, Cesar Pelli, Richard Meier e Kevin Roche. Dal Visitors Center, al 506 della 5th Street, partono i bus per compiere gli itinerari guidati agli edifici. Per colori i quali volessero comprendere ancora meglio le usanze e lo stile di vita dei pionieri di inizio Ottocento, il Conner Prairie Pioneer Settlement è indubbiamente la meta giusta. All’interno di questo parco, situato in località Noblesville, si trova infatti la fedele ricostruzione di un villaggio pionieristico abitato intorno al 1830. Il Mound State Park, raggiungibile lungo laI-69, armonizza splendidamente natura e storia, caratterizzandosi per la presenza di aree ricreative e tumuli preistorici che restano tuttora un vero e proprio enigma per gli archeologi. Infine ricordiamo il John Dillinger Historical Museum, nel centro di Nashville, che ricostruisce con oggetti personali e fotografie la vita del famoso gangster John Herbert Dillinger, una specie di moderno Robin Hood, reso famoso dai molti film a lui dedicati dopo la sua morte avvenuta nel 1934 quando aveva appena 31 anni.

Il clima è prevalentemente continentale, con estati calde e umide e inverni moderatamente freddi. Solo l’estrema porzione meridionale dell’Indiana presenta una situazione climatica meglio identificabile come subtropicale, dato che gli inverni risultano essere decisamente più miti rispetto al resto dello stato. Nel mese di luglio le temperature tendono ad essere comprese tra 30 e 18 gradi, mentre in gennaio scendono fino ad attestarsi a 0/1 gradi nei valori massimi, ed a -8/-9 in quelli minimi. Le precipitazioni sono generalmente abbondanti, soprattutto d’estate, e risultano essere in prevalenza nevose fino in pianura tra gennaio e febbraio. Non sono così rare le tempeste ed i temporali, sia estivi che invernali, dato che i Blizzard rappresentano un pericolo costante. Un periodo magari sottovalutato ma che può essere molto bello per visitare lo stato, anche alla luce dei costi inevitabilmente più bassi rispetto ad altre stagioni, è l’autunno, durante il quale il clima risulta essere particolarmente piacevole e le colline si tingono del giallo e del rosso delle foglie prossime a cadere degli alberi, andando a disegnare scorci da cartolina.

L’aeroporto più importante dello stato è l’Indianapolis International Airport, recentemente rinnovato e modernizzato, così da poter offrire un servizio sempre migliore a turisti e lavoratori. Altri scali molto trafficati sono: il Fort Wayne International Airport, l’Evansville Regional Airport ed il South Bend Regional Airport. Il trasporto fluviale è una fonte molto importante soprattutto per quanto concerne lo spostamento di merci e manufatti, ed i maggiori porti dell’Indiana sono Burns Harbor, Jeffersonville e Mount Vernon. Le autostrade interstatali che attraversano lo stato sono le: I-64, I-65, I-69, I-70, I-74, I-80, I-90, I-94, I-465 e I-469.

Foto, cortesia: Sito ufficiale del Turismo
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