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Cava de' Tirreni: visita alla cittą campana, cosa vedere e sapere

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Pare che mare, collina e montagna si siano messi d’accordo e si siano impegnati insieme per creare lo scenario perfetto, culla idilliaca di Cava dei Tirreni. A soli 5 km dalla Costiera Amalfitana, incastonata nella valle tra i Monti Lattari e i Monti Picentini, Cava dei Tirreni è infatti abbracciata da un paesaggio vario e colorato, dove i pendii dolci si alternano alle sagome aguzze dei rilievi più alti.

Popolata da quasi 54 mila abitanti, in provincia di Salerno, la città campana è il punto d’incontro tra l’agro nocerino sarnese, ricco di pianure coltivate, e la penisola sorrentina amalfitana, prevalentemente montuosa e amatissima dai turisti. Situata tra due gruppi di monti, gode di un clima tipicamente mediterraneo, ma con alcune peculiarità date dalla conformazione del territorio: le temperature medie sono sempre miti, comprese tra i 4°C e i 12°C in gennaio e tra i 18°C e i 29°C in luglio, ma la corona di monti rende frequenti le precipitazioni. Rispetto alla zona costiera, più secca, qui si arriva a un picco di 13 giorni di pioggia nel mese di dicembre.

Avvicinandosi a Cava de' Tirreni si rimane colpiti prima di tutto dalla natura circostante: quando la città è ancora piccola in lontananza, come un villaggio di bambole costruito per gioco, lo sguardo si fa catturare dalle montagne tutt’intorno, imponenti a confronto delle strade e delle case. Entrando nel centro, però, ci si innamora subito dell’eleganza gentile del posto: un dedalo di stradicciole porticate, dove l’impianto medievale contrasta piacevolmente con le moderne vetrine dei negozi.

Risalgono al medioevo, ma anche al rinascimento e al periodo barocco, i gioielli storico-artistici più preziosi, quelli che non ci si può lasciar scappare durante una visita a Cava dei Tirreni. Dopo aver passeggiato per le viuzze e le piazze caratteristiche, graziose e dal sapore familiare, vale la pena di visitare Borgo Scacciaventi, il quartiere realizzato tra il XV e il XVIII secolo, composto da residenze storiche in stile barocco e da edifici commerciali eleganti.

Tra gli edifici di culto spicca invece la Badia della Santissima Trinità, fondata nel 1011 da un monaco eremita benedettino, con una splendida facciata del tardo Settecento. Si tratta di una vera e propria opera d’arte: dalla cupola al coro, con gli affreschi ottocenteschi, passando per i mosaici, l’altare marmoreo del Seicento, la Cappella del Sacramento e molto altro ancora, la chiesa è una fonte inesauribile di sorprese, che appassioneranno gli amanti di storia. All’interno ci sono anche un’ampia sala adibita a museo e un’immensa biblioteca, ricca di incunaboli e edizioni cinque centine, oltre all’archivio con i codici manoscritti, le pergamene e i documenti antichi. Un tempo altrettanto imponente, poi danneggiato da un terremoto, è il Duomo di Cava de Tirreni. Iniziato nel 1517, aperto nel 1571 e colpito dal sisma nel 1980, solo negli ultimi anni l’edificio è stato riconsegnato alla cittadinanza.
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Per completare la panoramica del centro non si può non citare l’antico Castello di San Auditore, fondamentale per lo sviluppo della città da un punto di vista sia storico che economico, ma raso al suolo quasi completamente durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi se ne possono ammirare i resti su una collina, postazione strategica che non passò inosservata ai Principi Longobardi. Qui edificarono la fortezza che doveva proteggere l’abitato, dotandola di torri, terrapieni e possenti mura.

La collina e i resti del castello sono protagonisti di un’importante manifestazione che a Cava de' Tirreni si ripete ogni anno, dal lontano 1656. In quell’anno, infatti, una grave pestilenza stava decimando la popolazione cavese, che dalla cima del monte invocò la benedizione di Dio e venne miracolosamente graziata. Da quel momento, ogni anno, la popolazione locale ripete la processione in segno di riconoscenza, rievocando le atmosfere dell’epoca con gli abiti tradizionali e le armi storiche. Col passare del tempo la ricorrenza si è fatta sempre più nota, e all’aspetto religioso si sono affiancati i risvolti divertenti e goliardici: le prodezze degli sbandieratori, i fuochi d’artificio e gli spettacoli musicali vivacizzano la rievocazione storica, senza dimenticare l’immancabile stand gastronomico. Per l’occasione si possono gustare i prodotti tipici come la milza, la soppressata, le melanzane al cioccolato e la pastiera di maccheroni, il tutto accompagnato da un buon vino robusto.

Un’altra rievocazione storica vivace, che si ripete ogni anno in settembre, è quella della Battaglia di Sarno, evento fondamentale del XV secolo per la difesa della libertà demaniale da parte dei cavesi. La rievocazione prevede che gli 8 distretti della città partecipino alla “Disfida dei Trombonieri”: i tromboni, che assomigliano a degli archibugi, vengono utilizzati dai trombonieri per una singolare e scoppiettante gara di spari. Una giuria di esperti valuta la velocità di caricamento, la precisione e lo stile dei concorrenti, secondo un regolamento rigoroso.

Raggiungere Cava de' Tirreni non è difficile, essendo in una zona altamente turistica e nota in tutto il mondo. Collocata a 6 km da Salerno, la città è raggiungibile in auto tramite l’autostrada Napoli - Salerno. Chi sceglie il treno può scendere alla stazione di Napoli o Salerno, quindi prendere un autobus CSTP o SITA. L’aeroporto più vicino è quello di Napoli Capodichino, a circa 50 km.

 Pubblicato da - 17 Settembre 2009 - © Riproduzione vietata

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