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Malbork (Polonia), la città e il suo castello teutonico Patrimonio UNESCO

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Pur essendo un’operosa città industriale e un vivace porto sul fiume Nogat, Malbork (Marienburg in tedesco) vive da quasi 800 anni all’ombra del suo magnifico castello, che i cavalieri teutonici costruirono alla fine del XIII secolo. Ogni anno sono quasi mezzo milione i turisti che giungono in città per visitare il famoso zamek, progressivamente trasformatosi in un’autentica città circondata da una doppia cerchia muraria vigilata da una trentina di torri e considerata il più grande complesso difensivo gotico in mattoni d’Europa. Oltre al castello, inserito nel 1997 dall’UNESCO tra il Patrimonio dell’Umanità, e al dedalo di percorsi che si snodano al suo interno, si possono visitare i dintorni, dai quali traspare una certa armonia tra costruito e contesto ambientale.

La storia di Malbork è per forza di cose legata a quella del suo castello. Dopo la battaglia vittoriosa di Grunwald (1410) sull’Ordine Teutonico, i polacchi assediarono vanamente la fortezza, che finì nelle loro mani solo nel 1457, per restarvi fino al 1772 quando, in seguito alla prima spartizione, passò ai prussiani che lo ridussero a caserma e in parte lo demolirono. Il revival romantico ne impose il restauro a partire dal 1817 e Malbork divenne il simbolo visibile del Drang nach Osten, letteralmente “spinta verso est”, che caratterizzò la politica di Bismark. L’aspetto attuale del complesso si deve ai restauri condotti a partire dal 1961.

La maggior parte dei turisti che decidono di visitare Malbork lo fanno esclusivamente per il suo castello. Davanti all’ingresso c’è una spianata alberata detta Zamek Niski, ovvero “Castello Basso”, dove di antico restano soltanto alcuni tratti delle fortificazioni munite di torri e, ad ovest, l’ex Kosciol Sw. Wawrzynca, la trecentesca “Chiesa di S. Lorenzo”, oggi occupata da un ristorante. Successivamente si accede allo Zamek Sredni, il cosiddetto “Castello di Mezzo”, eretto nel XIV secolo con tre possenti ali intorno a un vasto cortile quadrato circondato da fossato e mura turrite. A sud, oltre ad un basso muro, si nota la parte settentrionale del Castello Alto, mentre nell’angolo sud-occidentale, vigilato da una torre quadrata, protende la sua facciata principale verso il fiume Nogat il Palac Wielkich Mistrzow, il “Palazzo dei Gran Maestri”. Quest’ultimo, svolgendo una funzione più di rappresentanza che conventuale, presentava una facciata maggiormente variegata rispetto agli altri edifici e i suoi ambienti, i refettori estivo e invernale e la cappella del palazzo, erano ornati di affreschi, capitelli scolpiti e altre decorazioni. Il resto dell’adiacente ala ovest è occupato dal Wielki Refektarz o Sala Rycerska, il “Refettorio Grande o Sala dei Cavalieri”, capace di contenere 400 persone.

L’ala orientale, dove un tempo si trovavano gli alloggi per gli ospiti, è attualmente occupata dal Muzeum Zamkowe, il “Museo del Castello”, che, oltre a documenti, armi antiche, vetri, frammenti architettonici medievali, monete e medaglie, vanta la più ampia raccolta europea di ex libris, nonché una collezione di oggetti in ambra ritenuta la più ricca del mondo. A sud del Castello di Mezzo si erge l’arcigno Zamek Wysoki, il “Castello Alto”, la parte più antica e più propriamente conventuale. Eretto tra il 1276 e il 1280 intorno a un cortile quadrato porticato ampliato nel XIV secolo e sormontato dalla scultura di un pellicano che nutre i suoi pulcini con il proprio sangue, simbolo del sacrificio di Cristo, il complesso ospita al primo piano la sala del Capitolo, con i ritratti dei Gran Maestri, e la Kosciol NMP, la “chiesa della Vergine”. Quest’ultima è sviluppata su due livelli: la chiesa vera e propria e, sotto, la cappella di S. Anna, entrambe accessibili mediante un ornato portale duecentesco, la Zlota Brama. Nei dormitori è allestita un’esposizione di sculture medievali, tessuti e oggetti liturgici che prosegue nel refettorio al secondo piano, mentre a fianco si trova l’accesso alla torre. Dall’angolo sud-occidentale, una galleria coperta conduce ad una torre isolata detta gdanisko, dove un tempo c’erano l’ospedale e le latrine.
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A sud dello zamek si estendeva la Città Vecchia, ormai profondamente mutata e simile a molte altre cittadine di questa zona della Polonia. Presso le mura si può ammirare la gotica parrocchiale di S. Giovanni Battista, una chiesa a tre navate all’interno della quale spicca un lussuoso arredo barocco e neogotico. Poco più a sud, restano da vedere il Ratusz, il “Municipio”, eretto nel Trecento ma successivamente ricostruito tra il 1958 e il 1959, e due porte gotiche: la Brama Garncarska, ad est, e la Brama Mariacka, a sud. Ancora più a sud c’è poi la Kosciol Sw. Jerzego, la “chiesa di S. Giorgio”, una fabbrica in legno risalente al 1711-1712 con muri a graticcio e interni ornati di affreschi e arredi di poco successivi.

Data la vicinanza col mare, il clima risulta fortemente influenzato dalle masse d’aria umida provenienti dal Mar Baltico, presentandosi relativamente mite rispetto a quello di altre città polacche. Anche in gennaio, infatti, le temperature massime sono mediamente di uno o due gradi superiori allo zero, mentre le minime scendono fino a -3/-4; d’estate i valori sono particolarmente gradevoli, essendo compresi tra 21 e 13 gradi sia in luglio che in agosto. Le precipitazioni non sono troppo abbondanti ma risultano costanti su tutti i dodici mesi dell’anno, durante i quali cadono sempre almeno 30/40 mm di pioggia.

Per quanto riguarda i trasporti, Malbork è comodamente raggiungibile atterrando al Gdansk Lech Walesa, l’aeroporto internazionale di Danzica, situata una sessantina di chilometri a nord-ovest. Dopo aver messo piede a terra potrete informarvi sugli autobus che conducono a Malbork e al suo castello impiegando circa un’ora. Una volta a destinazione, date le dimensioni ridotte della cittadina, non c’è niente di meglio che visitarla a piedi così da apprezzare meglio anche i dettagli più nascosti.
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Data: 13 Luglio 2011
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