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Danzica (Gdansk): visitare la cittą della Pomerania (Polonia)

Danzica, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Visitando oggi Danzica (Gdańsk, in polacco) sembrano passati secoli da quando l'Unione Sovietica esercitava tutto il suo peso politico ed economico sulla Polonia; sono invece “solo” venticinque anni che il Muro di Berlino è stato abbattuto e l'antica capitale della Lega Anseatica si presenta ora al visitatore con un volto del tutto nuovo, lontano dall'austero grigiore del socialismo reale e con uno sguardo rivolto al futuro.
Che la città non amasse particolarmente le dominazioni straniere, i despoti ed i re, se ne erano accorti già secoli fa quanti tentavano un approccio più o meno diretto con la popolazione di Danzica; lo spirito di libertà ed indipendenza dei suoi cittadini sono infatti sempre stati presenti in tutti gli aspetti della storia del capoluogo della Pomerania.

Storia

La fondazione ufficiale di Danzica viene fatta risalire all'anno 997 – anche se un nucleo urbano esisteva già precedentemente – quando qui soggiornò colui che sarebbe divenuto Sant'Adalberto, futuro protettore della Polonia. Gli scontri con i Cavalieri Teutonici nel XIV secolo e la definitiva distruzione del loro castello sulla riva della Motława a principio del XV secolo, insieme alla forte dimostrazione di intraprendenza economica dimostrata con l'ingresso nella Lega Anseatica, testimoniano la tempra e lo spirito libero di una città che ha sempre cercato, spesso riuscendovi, di tenere alla larga chiunque tentasse di soffocarla od imporle un modus vivendi che non le apparteneva. Questo, del resto, è il destino di molte città portuali sparse per il mondo, dove un'innata abilità commerciale si fonde con il territorio e lo pervade in ogni suo aspetto: già dal Paleolitico esisteva infatti una rotta che da questa costa settentrionale del continente europeo, sul Mar Baltico, fungeva da via di comunicazione verso l'Europa Centrale e Meridionale, Italia compresa – via Aquileiaper il commercio dell'ambra.

Ancora oggi l'ambra è una delle fonti ricchezza e di richiamo turistico della città, dove viene lavorata e venduta nelle numerose boutique del centro dopo essere stata raccolta dai cercatori sulle spiagge poco distanti, generalmente nelle mattine successive alle burrasche, quando i fondali del mare vengono scossi e rivoltati ed il prezioso fossile, intrappolato da milioni di anni sul fondo, torna a galla ed è trascinato a riva dalla corrente.

Cosa vedere a Danzica

Una visita a Gdańsk non può prescindere dalla scoperta di questi ed altri numerosi intrecci storici, che si sono fatti ancor più intensi nel XX secolo, quando la città è divenuta probabilmente l'ombelico del mondo: dall'istituzione del celebre “corridoio di Danzica” successivamente alla prima guerra mondiale allo scoppio nel 1939, proprio qui, del secondo conflitto mondiale con l'attacco al deposito di munizioni di Westerplatte. Sempre qui, nel 1980, nacque il sindacato di Solidarność, scintilla di rivolta nel blocco sovietico che decretò, nel giro di nove anni, la caduta del regime e lo smantellamento del sistema socialista anche negli altri paesi dell'Est europeo.
È proprio a Solidarność che sarà dedicata la struttura (il Centro Europeo Solidarietà) che vedrà l'inaugurazione il 31 agosto 2014 negli ex stabilimenti dei Cantieri Navali di Danzica, dove il sindacato si formò; qui troverà spazio anche il museo “Drogi do Wolności – Strade verso la libertà”, attualmente ospitato in una suggestiva esposizione sotterranea a pochi metri dai cantieri navali, ed individuabile anche grazie al vecchio blindato della milizia parcheggiato lungo strada, simbolo dell'oppressione.

È in questa zona che sorge anche la stazione centrale dei treni, che può dare accesso alla città a quanti si trovassero già in Polonia: il quartiere antistante è quello dello Stare Miasto, la cosiddetta “Città Vecchia”, nonostante un aspetto che coniuga con gusto il moderno ed il medievale. I principali punti d'interesse del quartiere sono dislocati soprattutto lungo il canale Radunia o nelle sue immediate vicinanze: si tratta ad esempio del meraviglioso Grande Mulino, o Wiełki Młyn, un'enorme struttura in mattoni rossi costruita nel 1350 e fortunatamente sopravvissuta alle distruzioni delle guerre ed invasioni che hanno martoriato Gdańsk per secoli, o del Municipio della Città Vecchia, il Ratusz Starego Miasta, il cui inconfondibile stile manierista testimonia la forte influenza olandese nell'architettura cittadina.

Proprio di fronte al Ratusz, la statua dell'astronomo Hevelius ricorda il luogo in cui lo scienziato polacco osservava la volta celeste. A pochi passi dal Grande Mulino, infine, la chiesa di S.Caterina è la più importante e significativa del quartiere: la sua edificazione risale al XIII secolo, ma è in seguito stata ricostruita dopo la distruzione della seconda guerra mondiale; alle sue spalle, sorge invece la chiesa di S.Brigida, celebre soprattutto perché frequentata da Lech Wałesa e dagli altri militanti di Solidarność negli anni Ottanta.

Curiosamente, la Città Vecchia è quella che sorge al di fuori delle mura, di cui oggi rimangono visibili solo brevi tratti: al loro interno si trova invece la Città Principale, o Główne Miasto, nella quale si trova il maggiore numero di luoghi di interesse turistico nonché di caffè e locali per la vita notturna. In questa zona si svolgono a dicembre i mercatini di Natale a Danzica.
È indubbiamente la Strada Reale (o Droga Królewska) quella più frequentata, il vero “salotto” della Danzica odierna: attraverso le due porte – che oggi appaiono quasi pleonastiche – all'estremità occidentale della via pedonale, rispettivamente conosciute come Brama Wyżynna (Porta Alta) e Złota Brama (Porta d'Oro), si accede alla Ulica Długa (Via Lunga), strada del passeggio per eccellenza, sulla quale si affaccia una moltitudine di edifici dalle facciate alte e strette dai colori pastello di indubbio interesse storico ed architettonico, molti dei quali ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale che rasero letteralmente al suolo gran parte della città.

In prossimità del termine della Ulica Długa, proprio dove la strada si allarga per trasformarsi nel Mercato Lungo (o Długi Targ), a dominare la via si innalza verso il cielo la torre del Municipio della Città Principale, o Ratusz Głównego Miasta. È alla sua ombra che sorge la Fontanna Neptuna, opera seicentesca dello scultore Abraham Van den Blocke che raffigura il dio Nettuno con il tridente in mano; è questo in assoluto uno dei simboli più conosciuti di Danzica. Alle sue spalle, il Dwór Artusa, o Palazzo di Artù, fu la sede d'incontro privilegiato della ricca borghesia e dei grandi commercianti locali, dove si discuteva d'affari: oggi, a lato della scalinata d'ingresso, vi si erge una statua del dio Mercurio, messaggero degli dei e noto protettore di ladri e truffatori...
Il Mercato Lungo, e con esso la Strada Reale, termina con la cosiddetta Porta Verde – o Brama Zielona – un palazzo che doveva fungere da residenza reale durante le visite del re.

È oltre questa porta che si può fare l'incontro con l'acqua del fiume Motława, sulla cui riva sinistra oggi sorge una via pedonale costellata di ristoranti, caffè e negozi di artigianato: è la Riva Lunga, dove sorgeva il vecchio porto, completamente ristrutturata e resa oggi uno dei luoghi deputati al turismo. Non sono solamente ristoranti e bar a caratterizzare l'aspetto della Długie Pobrzeże, ma è soprattutto l'inconfondibile sagoma nera della Żuraw, l'antica gru del porto costruita nel 1444 che consentiva di caricare le navi con un sistema di carrucole, sollevando pesi di diverse tonnellate ad un'altezza di ben 27 metri.
Davanti alla Żuraw, due isolotti sulla Motława raccolgono altri interessanti siti storici e culturali della città: sull'una le rovine dei vecchi magazzini distrutti durante la seconda guerra mondiale sembrano ancora in attesa di una definitiva riqualificazione, quantomeno come luogo di memoria storica, mentre sull'altro sorgono la Filarmonica ed il Museo del Mare (Centralne Muzeum Morskie), luogo ideale per comprendere buona parte della storia della città in cui da sempre si trova uno dei più importante porti dell'Europa settentrionale.

Dalla Riva Lunga, attraverso una serie di porte, è possibile accedere ad alcune strade parallele alla Strada Reale, tra cui quella che è considerata la più caratteristica della città: stiamo parlando della splendida ulica Mariacka, una via pedonale costeggiata da palazzi dotati di soglie a terrazzino a difesa delle quali sembrano vigliare le teste dei gargoyles in pietra che si susseguono. È questa la strada dell'artigianato e del commercio d'ambra, dove i negozi e le botteghe, durante il giorno, espongono i propri pezzi migliori. La ulica Mariacka – in italiano via Santa Maria – conduce anche al retro dell'omonima chiesa, celebre soprattutto per le sue enormi dimensioni: si tratta infatti della chiesa in mattoni più grande al mondo, costruita in stile gotico tra il XIV ed il XV secolo, la cui torre campanaria domina il panorama cittadino: i quattrocento gradini necessari alla salita fino alla sua cima potrebbero scoraggiare i più pigri, ma il privilegio di una vista completa di Danzica da un'altezza di 82 metri ripagherà lo sforzo compiuto.

La chiesa, tendenzialmente spoglia all'interno anche a causa dei saccheggi e dei traslochi forzati durante la guerra, presenta comunque alcuni interessanti elementi come l'orologio astronomico del XV secolo, su cui la leggenda narra si abbatta una maledizione lanciata dal suo stesso costruttore. In epoca relativamente recente, nella prima metà del XX secolo, la chiesa gotica del monastero cistercense di Oliwa, un sobborgo di Danzica, ha assunto il ruolo di cattedrale della città, che oggi condivide con la chiesa di Santa Maria.
Quest'ultima, chiamata in polacco Kościół Mariacki, deve inoltre condividere l'affetto dei cittadini anche con altre strutture religiose; tra la popolazione è infatti assai diffusa e praticata la fede cattolica, il cui culto si è rafforzato negli anni di papa Giovanni Paolo II, in Polonia amato come forse in nessun altro luogo al mondo.

Una delle chiese a cui i gedanesi sono più affezionati è quella di S.Nicola, la più antica in città, eretta dai domenicani nel XIII secolo nel luogo in cui oggi sorge il mercato coperto, che nel piano inferiore ne conserva ancora le fondamenta; l'attuale chiesa di S.Nicola si trova in ul.Świętojańska, poco distante dal mercato, ed è l'unica in città a non essere stata distrutta durante la seconda guerra mondiale, sopravvivendo – secondo un'altra leggenda – all'ordine ricevuto dai soldati sovietici di bruciarla. A quanto si racconta, il sacerdote, profondo conoscitore delle abitudini russe, si sedette al tavolo con i soldati e qualche bottiglia di wodka, facendoli ben presto soprassedere al loro intento.

Danzica insolita

Gli anni di influenza sovietica hanno lasciato tracce evidenti nella connotazione urbanistica di Gdańsk; ciò è visibile sia nei quartieri più centrali, dove insoliti – per il mondo occidentale – ampi spazi verdi tra i palazzi dovevano essere funzionali alla vita sociale di quartiere, sia nelle zone periferiche, dove enormi condomini popolari lunghi centinaia di metri costituivano l'alloggio per migliaia di persone. Una gita in questi quartieri è a nostro avviso molto interessante per addentrarsi maggiormente nella storia della città, ma anche per conoscere più da vicino la vita reale di molti polacchi al di fuori delle vie del turismo.
In particolare, una zona significativa sotto questo punto di vista è quella raggiungibile con la ferrovia urbana SKM, scendendo alla fermata Zaspa e dirigendosi verso ulica Pilotów; qui gli enormi edifici socialisti degli anni Settanta sono stati “recuperati” artisticamente con grandi murales sulle pareti laterali da un gruppo di artisti che hanno scelto questa come base delle loro attività. Tra i palazzi sorge oggi il Centro Culturale Plama, che propone mostre, concerti, incontri ed eventi artistici aperti a tutti.

Mangiare a Danzica

Il viaggio è sempre l'occasione migliore per conoscere i più disparati elementi di un'altra cultura; la cucina fa ovviamente parte del mondo da scoprire ogni volta che si viaggia all'estero, e per un popolo così attento alla tavola come quello italiano, bisogna ammettere che la Polonia è in grado di sorprendere il viaggiatore sia per la qualità e la quantità, che per i costi. Mangiare al ristorante a Danzica costa in media la metà di quanto potrebbe costare in Italia un locale equivalente per stile e posizione, spesso forse anche meno, aiutati dal cambio favorevole euro/złoti.
Per ciò che riguarda i piatti nello specifico, è vero che la vita potrebbe essere un po' dura per i vegetariani, in quanto praticamente tutti i piatti presentano tra gli ingredienti carne o pesce, ma per ovviare al problema, con un po' di pazienza, si possono cercare i primi ristoranti vegetariani che iniziano a sorgere in città. A quanti volessero provare la cucina “casalinga”, quella più propriamente popolare, consigliamo di armarsi di spirito d'iniziativa ed entrare in uno dei numerosi “bar mleczny”, tavole calde retaggio delle vecchie mense socialiste a prezzi superpopolari; l'unico inconveniente per il turista straniero è che tutto è scritto in polacco e che i piatti, appena pronti, vengono “chiamati” a voce alta per nome...ma il connubio di genuinità, quantità e convenienza lascia davvero senza parole.

Trasporti e infrastrutture

Gli Europei di calcio del 2012 hanno portato nuova linfa allo sviluppo della Polonia, e a beneficiarne sono stati certamente gli sportivi, che ora si ritrovano stadi ultramoderni, veri gioielli architettonici: nel caso di Danzica, la PGE Arena, dall'affascinante forma che ricorda una gemma d'ambra, è situata nella zona nord della città e ha anche ospitato una partita dell'Italia durante la fase a gironi.
Anche i cittadini comuni, non necessariamente appassionati di calcio, hanno beneficiato degli investimenti effettuati nel paese in occasione degli Europei; le città hanno infatti visto crescere – o a volte nascere dal nulla – nuove infrastrutture, in particolar modo per ciò che riguarda i trasporti e la viabilità, con la costruzione di nuovi tratti ferroviari e stradali.

Oggi l'Aeroporto Internazionale Lech Wałęsa, distante 15 km dal centro città è ben collegato all'Italia da alcuni voli diretti. In particolare, ad aprile 2014 è stata inaugurata una nuova rotta della compagnia low-cost Ryanair che propone viaggi a tariffe convenienti dall'Aeroporto Galilei di Pisa.
Una volta giunti a Danzica, sarà sufficiente prendere un autobus di linea fino alla stazione o alla città vecchia al costo irrisorio di una comune corsa. In un futuro molto prossimo, a giudicare dalla velocità di avanzamento dei lavori, sarà ultimata anche la costruzione della linea ferroviaria che collegherà l'aeroporto al centro città.
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 Pubblicato da - 14 Settembre 2016 - © Riproduzione vietata

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