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Aquileia, visita alla cittą e alla Basilica, tra mosaici e ceramiche

Aquileia, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

Aquileia è un piccolo comune friulano di appena 3.503 abitanti situato nella parte meridionale della provincia di Udine, sulle rive del fiume Natissa. La cittadina vanta trascorsi antichissimi ed è per questo, insieme a Ravenna, uno dei siti archeologici più importanti di tutta l’Italia nord-orientale. Una parte consistente della storia friulana affonda le proprie radici nei pochi chilometri che separano le basiliche di Aquileia e Grado, un tempo sedi del potere patriarcale, che sopravvisse fino all’inizio del Quattrocento. Dopo aver attraversato anni difficili a causa della povertà e delle cattive condizioni igienico-sanitarie in cui versava la pianura nella quale sorge l’abitato, con l’avvento del Novecento la città ha risolto i suoi problemi ed è oggi una località turistica dal valore inestimabile.

Fondata dai romani nel 181 a.C., Aquileia era colonia di diritto latino nel programma di pacificazione della Gallia Cisalpina. La città crebbe rapidamente soprattutto come nodo commerciale, tra il suo sistema portuale che assicurava collegamenti con i porti d’Oriente ed un efficiente sistema viario che la metteva in comunicazione con le rotte continentali più battute. Divenuta municipium nell’89 a.C., Aquileia fu promossa da Augusto capoluogo della “X Regio Venetia et Histria”, risultando così la nona città dell’impero e quarta d’Italia. Dopo l’emersione della cultura cristiana, che legò la città alla Chiesa per diversi secoli, l’insediamento fu distrutto da Attila nel 452, per poi essere ricostruito nel IX secolo da Massenzio. Nel 1420 Venezia pose fine allo Stato patriarcale, mentre nel 1509 Aquileia cadde in mano degli Asburgo che la tennero fino al termine della prima guerra mondiale.

I secoli di dominio da parte della Chiesa di Roma sono ancora oggi percepibili nelle sembianze dell’incantevole Basilica di Aquileia che, nonostante i diversi interventi posteriori, ha sostanzialmente mantenuto le fattezze dell’XI secolo. L’ampia piazza del Capitolo consente di cogliere in un colpo solo tutta la semplice grandiosità dell’edificio: la facciata è a salienti, con bifora; un portico precede l’entrata; il campanile, innalzato da Poppone nel XII secolo, raggiunge i 73 metri di altezza; all’interno spiccano i ricchi mosaici dell’aula nord teodosiana. In particolare a colpire è il grande mosaico composto da nove riquadri incorniciati da girali d’acanto all’interno dei quali, entro clipei geometrici, stanno ritratti schematici dei donatori e raffigurazioni diverse che, secondo la tradizione del primo cristianesimo, affidano al simbolo il messaggio della novità cristiana della vittoria della vita sulla morte, della luce sulle tenebre, della rinascita salvifica in Cristo. Altre parti da non perdere assolutamente sono il presbiterio, rialzato da Marquado alla fine del XIV secolo, il transetto sinistro, dove si trovano un sarcofago con cinque figure di santi (Canzio, Canziano, Canzianilla, Proto e Ermacora), e la piccola abside della cappella di S. Ilario, decorata con affreschi del XII secolo. Nel 1998 l’UNESCO ha inserito la Basilica all’interno del Patrimonio dell’Umanità.

Davanti alla basilica, la chiesa dei pagani si compone di due vani, con nicchie e affreschi del XIV secolo. Il battistero fu impostato da Cromazio, che optò per una pianta esagonale esterna e ottagonale interna con quattro nicchioni, rimaneggiato da Massenzio e poi ancora diverse altre volte nei secoli a venire. Nelle vicinanze si trova anche il Museo del Patriarcato, che raccoglie reperti e testimonianze storiche tra cui un busto reliquiario di S. Ermacora. Sul fianco destro della basilica due colonne sono tutto ciò che rimane di un imponente Palazzo patriarcale, che comprendeva due grandi corpi paralleli. Intorno all’abside si trova il cimitero dei Caduti, in cui sono sepolti soldati caduti nella prima guerra mondiale.

Tra le altre attrattive di Aquileia spiccano due musei: il Museo paleocristiano e il Museo archeologico. Il primo è un allestimento suddiviso in tre piani che vanta un ricco panorama epigrafico e scultoreo, mentre il secondo, allestito fin dal 1882, espone reperti dal II secolo a.C. al IV d.C. Molto belli sono anche il porto fluviale e le case romane, poste proprio dietro alla basilica sulle rive del Natissa, senza dimenticare la Via Iulia Augusta, l’asse stradale principale, che attraversa il foro e che lambisce il mausoleo e il sepolcreto, altri due siti di interesse storico e archeologico di primissimo piano.

Il clima è continentale, anche se la vicinanza del mare tende parzialmente a mitigare il rigore dell’inverno e la calura estiva. Tuttavia d’estate le massime superano spesso i 30 gradi, mentre d’inverno le minime possono scendere sotto lo zero, così che le stagioni migliori per visitare la città sono la primavera e l’autunno, a patto che non piova.

La città è attraversata dalla statale SS352, un’arteria carrabile di discreta importanza che conduce da Grado a Udine, distante una cinquantina di chilometri in direzione nord. Essendo di dimensioni estremamente ridotte Aquileia non necessita di alcun mezzo di trasporto per essere visitata, tanto che semplicemente passeggiando potrete vedere praticamente tutte le attrattive cittadine in appena una giornata.

Foto wikipedia, cortesia:Zavijavah, Alecobbe, Zumzum
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