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Romanèche-Thorins (Francia), vacanza nella patria del Beaujolais

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Forse, per qualcuno, il nome di Romanèche-Thorins non significa granché. Si capisce che si tratta di una località francese, e magari ci si immagina un piccolo borgo dai tratti gentili, sospeso tra il verde e il cielo luminoso e mutevole che spesso caratterizza la Francia. In effetti si tratta di una cittadina dall’atmosfera intima, popolata da meno di 2 mila abitanti, situata nel dipartimento di Saône-et-Loire nella regione della Borgogna, nella parte centrale del paese.

Ma un cuore ridente costellato di casette pittoresche, e una campagna circostante degna di un dipinto, non basterebbero a fare di Romaneche-Thorins un borgo famoso, quale invece è. Il motivo della sua fama, ben noto a chi ama concedersi un brindisi in compagnia, è la produzione del vino Beaujolais, che prende il nome dall’omonima regione storica della Francia: un rosso delizioso, protagonista non solo delle tavole e delle locande del posto, ma anche delle principali attrazioni cittadine, tra musei, mostre a tema e edifici storici della cultura vinicola.

A tal proposito si può visitare la Maison de Benoît-Raclet, la casa di colui che ideò la tecnica di scottatura delle vigne, utilizzata fino al 1945, e che per questo era acclamato dagli agricoltori che puntualmente avevano visto i loro raccolti devastati dalla piralide. Nell’edificio si possono osservare gli attrezzi usati in viticoltura, si possono vedere le immagini che ricordano quella fondamentale scoperta e si possono ripercorrere preziose testimonianze a riguardo.

Più vasta e affascinante è la vasta proprietà Hameau Duboeuf, che serve al produttore del Beaujolais per la sua promozione, ma rappresenta anche una bella testimonianza sul mondo della viticoltura e dell’enologia. Si accede alla tenuta dalla sala d’aspetto di una stazione ferroviaria del primo Novecento, e si prosegue la visita tra campi coltivati e strumenti tipici usati per la lavorazione. La gita culmina con un’irresistibile degustazione nella sala del Limonaire, e per completare la visita si possono esplorare i locali della vecchia stazione, dove è allestita un’altra mostra sul rapporto tra il vino e le vie di comunicazione ferroviarie. Vi è anche custodito un vagone del treno utilizzato in passato da Napoleone III, la cosiddetta carrozza ferroviaria imperiale, offerta all’imperatore dalla Compagnie du Nord.

Ci si potrà incantare tra i colori e i profumi dei sei piccoli giardini a tema, distribuiti lungo un percorso coperto e climatizzato di 10 mila mq, si potrà salire a bordo del trenino che unisce l’Hameau al giardino e ci si potrà concedere qualche acquisto alla Boutique, completamente rinnovata e ricca di bottiglie provenienti da tutto il mondo, con una libreria e la possibilità di assaporare alcune specialità locali.
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Ma la bevanda degli dei non è l’unica attrattiva di Romaneche-Thorins: anche gli avventurieri e gli amanti della natura trovano pane per i loro denti, in particolare nel giardino zoologico di 10 ettari detto ‘Touroparc’, non un vero e proprio zoo ma piuttosto una grande riserva da ammirare in tutto il suo splendore, alla scoperta di piante e animali esotici. Sono circa 120 le specie animali che il giardino ospita in semilibertà, provenienti da tutto il mondo: il belvedere delle scimmie comprende gorilla, scimpanzé e oranghi, per ammirare le infiorescenze più bizzarre non mancano una serra tropicale e un ampio terrario, e i temerari potranno mettere alla prova la propria audacia nel cosiddetto ‘pianeta selvaggio’, abitato da alcune splendide tigri bianche reali. Inoltre, al Touroparc, ci sono delle aree dedicate ai giochi dei bimbi, con un trenino monorotaia chiamato il ‘TGV delle stelle’, gli scivoli e tanti intrattenimenti acquatici.

Per fondere il divertimento e gli assaggi del buon vino locale si può decidere di visitare Romaneche verso la fine di novembre, quando la Borgogna è animata da centinaia di festival dedicati al Beaujolais. Ad esempio Villefranche, a 25 km da Romaneche, ospita ‘les Calades’, un evento appassionante con concerti musicali e la possibilità di assaporare un ottimo novello; a Salles-en-Beaujolais invece, a 23 km dalla nostra cittadina, il vino nuovo è onorato con interessantissime visite guidate alle cantine.

Raggiungere il paradiso della viticoltura non è difficile, grazie alla vicinanza di città note come Lione e all’efficienza dei collegamenti stradali. Chi viene da lontano e deve prendere l’aereo può atterrare all’aeroporto di Lione, a 70 km circa, e noleggiare un’auto: da qui si imbocca la A46 e si prende l’uscita 30 in direzione Belleville/Thoissey/Chatillon-sur-Chalaronne; si prosegue sulla N6 seguendo le indicazioni per la A6 sino a destinazione.

Giunti alla meta si viene accolti da un clima di tipo continentale abbastanza gradevole, con inverni freddi e estati calde ma senza temperature proibitive, gelate prolungate o periodi insopportabili di afa. I valori medi di gennaio, il mese più freddo, vanno da un minimo di 0°C a un massimo di 6°C, mentre in luglio e agosto, i mesi più caldi, si passa dai 15°C ai 27°C. Le precipitazioni toccano il picco massimo in maggio, quando piove mediamente per 11 giorni, ma anche negli altri periodi dell’anno piove almeno per 7 giorni al mese.
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