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Le foto di cosa vedere e visitare a Molokai

Molokai, viaggio nella quinta isola delle Hawaii

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Tutto, sull’isola di Molokai, sembra animato da un’energia sconosciuta e potente: il sussurro suadente delle onde, il frusciare delle palme danzanti, il silenzio grandioso dei rilievi vulcanici proiettati verso un cielo infinito. E l’uomo, affascinato più che mai da tanta bellezza, ha anche la vaga impressione di essere insignificante al suo cospetto, quasi indegno di uno spettacolo simile. Ma Molokai, quinta isola dell’arcipelago hawaiano per estensione, accoglie con piacere i visitatori rispettosi, alla ricerca di avventura e di pace allo stesso tempo, pronti ad amare la natura del luogo.

Lunga una sessantina di chilometri e larga appena 16, l’isola di Molokai è una pepita di foreste lussureggianti e arenili d’oro, immersa in un Pacifico cristallino. Il punto più alto, a quota 1515 metri, è il Kamakou, ed è orlata da scogliere a picco sui flutti turchesi: le più alte del mondo sono quelle di Umilehi Point, che sfiorano i 1005 metri sopra il livello del mare. A turbare l’idillio ci sono pochi abitanti, circa 8 mila, molti dei quali sono indigeni.

Amministrativamente Molokai appartiene allo stato delle Hawaii e alla Contea di Maui, altra isola dell’arcipelago, ma la penisola di Kaulapapa ha un’amministrazione separata, sotto la Contea di Kalawao. L’unica città importante e di dimensioni rilevanti è Kaunakakai, uno dei due porti isolani, e Molokai si rivela ancora oggi un piccolo paradiso in Terra, con vaste zone incontaminate e una natura davvero selvaggia. Il turismo di massa non ha ancora guastato le atmosfere surreali del posto, e tra i contadini che la abitano il tempo pare essersi fermato.

A conferma della sua indole selvatica potrete leggere, non appena atterrati all’aeroporto locale, un cartello con su scritto: “Aloha! Slow down, this is Molokai”, che significa all’incirca “Salve! Prenditela con calma, questa è Molokai”. E la calma, effettivamente, si rivela la filosofia migliore con cui affrontare il soggiorno esotico: i tramonti che incendiano le nubi e il mare, le iridescenze del mare trasparente come aria, e le musiche dolci che risuonano tra i villaggi e la foresta sono doni di cui far tesoro, ideali per chi vuole dimenticare ogni preoccupazione.

Tra le zone più interessanti c’è la penisola di Kalaupapa, le cui creste montuose si immergono talvolta in una nebbia leggera, schiaffeggiate da onde alte e impetuose. Bella e isolata, è sede di un antico lebbrosario in cui lavorò coi malati un sacerdote belga, padre Damien, curando i bisognosi, costruendo chiese e case, prima di morire dello stesso terribile morbo alla giovane età di quarantanove anni. Oggi la penisola è diventata parco storico nazionale, visitabile soltanto in gruppo e con una guida autorizzata.

Imperdibile Kamakou, la montagna più alta di Molokai, accarezzata dalle nubi che corrono veloci nel cielo e protagonista di una leggenda locale. Secondo la tradizione le donne del posto vi seppellivano la placenta dei bimbi neonati, certe che così avrebbero assicurato loro una vita prospera e serena. Oggi la salita, solitamente effettuata in fuoristrada, è lenta e costellata di punti panoramici magnifici: è il caso di Waikolua Lookout, a 1080 metri di altitudine, che regala una visuale fantastica su cascate, specchi d’acqua e scogliere. Sulla cima, nella Kamakou Preserve, sono ospitate oltre 250 specie di piante e degli esemplari rarissimi di volatili delle Hawaii, ma i veri avventurieri devono provare il sentiero Pepeopae Trail, con la passerella che sorvola la palude di Pepeopae, o l’adrenalinico Hanalilolilo Trail.
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La natura ha la meglio sulle tracce umane a Molokai, e anche il centro abitato principale, Kaunakakai, non dispone di grandi strutture o centri commerciali: è piuttosto intriso di un’atmosfera suggestiva, con quell’aria poetica delle cittadine portuali e di frontiera. Sulla costa si possono vedere i resti della residenza delle vacanze del re Kamehameha V, risalenti al 1860, mentre ad ovest del centro, a una quindicina di minuti di passeggiata, ci sono le piscine sacre del sovrano e le piantagioni di cocco.

La zona più marcatamente turistica è quella del villaggio Molokai Ranch, con una superficie di oltre 21 mila ettari che comprende una fattoria e tanti spazi per le attività sportive all’aperto, come mountain bike, equitazione, escursionismo, kayak e snorkeling.

Le condizioni sono sempre ideali per stare in mezzo alla natura, infatti il clima di Molokai è così mite da mantenere la temperatura media costantemente intorno ai 24°C, ad eccezione di poche variazioni in momenti più caldi o più freschi. Primavera, estate e autunno sono più frizzanti dell’inverno, con delle serate ventilate grazie all’influsso dell’oceano, mentre da dicembre a marzo si registra un’elevata umidità, che comunque non guasta l’idillio della vacanza.

Ad animare l’isola, nonostante la sua tranquillità, ci sono alcune manifestazioni tradizionali da non perdere, come gli antichi giochi hawaiani di metà gennaio, i cosiddetti Ka Moloka’I Makahiki, con tante competizioni tra cui la gara delle canoe da pesca a bilanciere. Il 26 di marzo si celebra la festa del principe Kuhio, un evento nazionale che comprende danze, musiche e canti popolari, eguagliato per importanza dal Lei Day di maggio, quando le scuole di tutto il paese festeggiano con danze di hula all’aperto e gare di fabbricazione di collane.

Per raggiungere Molokai bisogna innanzitutto raggiungere l’arcipelago delle Hawaii, atterrando all’aeroporto di Honolulu: da qui partono vari voli giornalieri, come pure da Maui, che offre anche la possibilità di piacevoli traversate in traghetto.
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