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Donnavventura 2011: con Chiara in Madagascar, Dubai e Oman (10 pagine)

La partenza di Donnavventua 2011 parte alla volta del Madagascar

Sono partita anche quest’anno. Nonostante sia la mia quarta spedizione con Donnavventura, nonostante sia ormai abituata a preparare le valige e a comprare libri e guide che mi raccontano di paesi lontani, l’emozione rimane la stessa.
La trafila della partenza è più o meno sempre la stessa, ci si ritrova in redazione a Milano, si controlla che ci siano tutti i bagagli personali, le attrezzature tecniche e si verifica il contenuto delle casse contenenti ciò che servirà in spedizione: da attrezzature specifiche per le riprese subacquee, al necessario per montare un bivacco e altro ancora. Si carica tutto sui cassoni dei pick up e via verso l’aeroporto internazionale di Malpensa.

L'arrivo ad Antananarivo, poi l' isola di Sainte Marie per vedere le balene megattere

Ci aspettano 10 ore di volo, uno scalo a Mauritius ed altre due ore di volo prima di toccare il suolo Malgascio.
Ad accoglierci una temperatura ben più clemente di quella lasciata in Italia due giorni fa e i primi volti sorridenti.Abbiamo stabilito il campo base ad Antananarivo, la capitale del paese, e i primi due giorni sono dedicati alla riorganizzazione del materiale ed alla distribuzione dei compiti che avrà ogni membro del team, ma c’è anche il tempo per vedere la città e cominciare a rendersi conto di cosa sia il Madagascar. Questo paese evoca immagini di buffi lemuri che saltano agili tra gli alberi e di spettacolari spiagge dalle acque cristalline, ma c’è molto altro da considerare. Il nostro impatto con la popolazione locale è stato piuttosto brusco perché da queste parti non se la passano affatto bene. Abbiamo attraversato un mercato in cui si vendeva di tutto, dalla frutta alla verdura, dalla piccola cartoleria a viti e bulloni arrugginiti. Ci sono bambini ovunque che molto spesso si occupano dei fratellini più piccoli portandoli in braccio come amorevoli piccole balie e altri che già sono indaffarati nel lavoro; spesso sono scalzi e i loro abiti stinti e sdruciti ma non mancano di sorriderci, guardarci incuriositi e chiederci come ci chiamiamo o da che paese veniamo. Impariamo con loro le prime espressioni malgasce.

Il paese naviga in cattive acque, attualmente manca un capo di stato e si attendono nuove elezioni che tardano ad arrivare.C’è molta povertà e le persone si devono arrangiare a vivere con poco. Ci sarà modo, giorno dopo giorno, di conoscer meglio questa terra e la sua gente.
Lasciati i quartieri a ridosso del canale dove si svolgeva uno dei mercati cittadini, ci dirigiamo verso il concessionario Mitsubishi dove ci attendono per la prima conferenza stampa di questa spedizione, ad accoglierci c’è anche il presidente dell’Organizzazione Nazionale per il Turismo Malgascio, che fa un po’ le veci di un ministro del turismo, carica attualmente vacante. Viene presentata Donnavventura, se ne racconta sommariamente la storia e si va poi ad illustrare l’itinerario che a grandi linee si intende seguire. Una piccola folla di giornalisti ascolta, prende appunti e scatta fotografie al gruppo di belle italiane, a cui è riservato il compito di raccontare il Madagascar ed invogliare i connazionali a sceglierlo come meta per le proprie vacanze. Il turismo per questo paese in difficoltà è una risorsa importantissima e gli italiani sono i visitatori stranieri più numerosi dopo i francesi

Tutt’altro clima si respira invece nell’isola di Sainte Marie, nella parte nord orientale del Madagascar, ad otto chilometri dalla costa. Un’isola lunga e stretta al largo della quale è possibile fare uno degli incontri naturali più emozionanti, quello con le megattere.
Questi grandi cetacei lasciano i mari freddi dell’Antartico dove si nutrono, per venire nelle acque calde dell’oceano Indiano a riprodursi. Ogni anno centinaia di esemplari nuotano placidi e, di tanto in tanto, si esibiscono in salti prodigiosi emergendo quasi del tutto dall’acqua, offrendo così uno spettacolo strabiliante. Sono animali, affascinanti e misteriosi, il loro canto si propaga per chilometri nelle profondità marine, acuto e al contempo armonioso. Si muovono in piccoli gruppi, spesso si tratta di una madre con un piccolo, accompagnata da uno o più pretendenti che mirano ad accoppiarsi con lei, essendo questa la stagione propizia.

Sull’isola c’è un’equipe di studiosi che si occupa di cetacei e di megattere in particolare; ci siamo affiancate a loro per poter vedere questi straordinari animali ed abbiamo avuto anche una bella fortuna, avvistandone 16 il primo giorno e 7 il secondo, non è da tutti. In particolare Ana ed io siamo salite sulla barca di un gruppo di studenti della facoltà di biologia dell’università di Tana per seguire il loro lavoro. E’ importante classificare tutte le balene e i gruppi che transitano in questa zona, fotografandoli e annotando le caratteristiche della pinna dorsale e di quella caudale. Questa costituisce il vero e proprio tratto distintivo di ogni balena, poiché la parte interna della pinna è unica per ogni esemplare. Le foto vengono poi confrontate con quelle degli anni precedenti e si procede ad una mappatura sempre più dettagliata della zona, valutando quali e quanti esemplari sono tornati rispetto all’anno precedente, contando i cuccioli e, in parte, seguendone le sorti.
Questo è forse il primo grande regalo che ci ha fatto il Madagascar e siamo arrivate da meno di una settimana. Un preludio da pelle d’oca per quella che sarà un’altra grande avventura.

Chiara
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