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Recanati, visita alla cittą che diede i natali a Giacomo Leopardi

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Era l’anno 1818, probabilmente una giornata dal cielo limpido e l’aria pura, quando Giacomo Leopardi si sedette sul prato del Monte Tabor, nella cittadina marchigiana di Recanati, e lasciandosi cullare da quella quiete trasse l’ispirazione per la sua poesia più celebre. Come racconta nel componimento L’Infinito, il giovane Leopardi vedeva di fronte a sé una siepe, che gli impediva di ammirare il panorama e faceva nascere in lui fantasie sublimi di spazi immensi.

Oggi, se potesse guardare oltre quella siepe, il poeta vedrebbe uno scorcio splendido sulla campagna marchigiana, e potrebbe abbracciare in una sola occhiata il mare e le colline. Recanati è infatti una città di quasi 22 mila abitanti in provincia di Macerata, nelle Marche, abbarbicata sulla cima di un monte tra le valli dei fiumi Potenza e Musone. Come una fanciulla curiosa con il collo allungato verso il cielo, la cittadina si erge sui colli vicini e gode di una postazione privilegiata, che le regala un panorama stupendo a 360 gradi.

A breve distanza c’è l’azzurro del Mare Adriatico, che prima di fondersi col cielo lascia intravedere la sagoma della ex Jugoslavia, specialmente nelle giornate più terse, mentre in direzione nord si ammira la sagoma possente del monte Conero, che domina il litorale e si tuffa tra le onde. Sugli altri lati, tutt’intorno al paese, gli Appennini compongono una ghirlanda pittoresca, costellata di cime affascinanti: i Monti Sibillini trafiggono il cielo con le vette del Gran Sasso e della Maiella, ma sono ben visibili anche il monte San Vicino, la Strega e il Catria.

Come a tanti altri centri delle Marche, anche a Recanati si addice la definizione di “città balcone”: passeggiando per le viuzze antiche, scoprendo i numerosi punti panoramici sparsi per il borgo, si ha l’impressione che tutta la cittadina sia nata per ammirare il paesaggio sottostante, facendo sognare i visitatori con visioni favolose. Ma il balcone per eccellenza, passato alla storia grazie ai versi del giovane Leopardi, rimane tuttora il Colle dell’Infinito, ovvero la sommità del Monte Tabor, che è stato trasformato in un vero e proprio parco tematico. Qui ha sede il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, che ogni anno ospita numerosi convegni, conferenze e manifestazioni culturali a vocazione poetica o letteraria.

In effetti non è questo l’unico luogo leopardiano: tutto il paese è costellato dei suoi ricordi, come se il poeta avesse seminato tracce segrete di sé in ogni angolo di strada, in ogni casa e in ogni pietra di Recanati, per conquistare una meritata immortalità ed essere sempre l’orgoglio dei recanatesi. Tra gli edifici emblematici c’è Palazzo Leopardi, la sua casa natale, tuttora abitato dai discendenti della famiglia e aperto alle visite dei turisti. Ristrutturato così come oggi possiamo vederlo dall’architetto Carlo Orazio Leopardi a metà Settecento, il palazzo racchiude un vero e proprio tesoro: è la biblioteca, custode di oltre 20 mila pregiati volumi, tra cui incunaboli e opere antiche raccolte nel corso della sua vita da Monaldo Leopardi, padre di Giacomo.

Chi conosce il Canti leopardiani ricorderà il Sabato del Villaggio. Nel cuore di Recanati si incontra la piazzetta che ispirò il componimento, situata proprio di fronte a Palazzo Leopardi e affiancata dalla casa della famosa Silvia, nonché dalla chiesa di Santa Maria in Montemorello fondata nel XVI secolo, dove Giacomo Leopardi venne battezzato nel 1798. E’ legata alla figura del letterato anche la chiesa di Sant’Agostino: realizzata in stile gotico nel 1270, modificata nel secolo dopo, presenta un bel portale in pietra d’Istria progettato da Giuliano da Majano, e all’interno racchiude delle importanti tele del Bellini. Ad affiancare la chiesa c’è il Chiostro, con la celebre torre del Duecento che ispirò la poesia leopardiana “Il Passero Solitario”. Nel chiostro è stato allestito il Museo di Arte Contemporanea e dei Pittori dell’Emigrazione.
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Ma non tutti i luoghi interessanti di Recanati sono strettamente legati al compositore dell’Infinito. Le chiese degne di nota, ad esempio, sono numerose, prima fra tutte la cattedrale dedicata a san Flaviano. Di antica fondazione, la chiesa venne ampliata e ristrutturata nel Settecento, incorporata nel nuovo episcopio, e presenta un bel soffitto a cassettoni, realizzato nel 1620 per volere del cardinale Galamini. Accanto ad essa, all’interno del vecchio episcopio del Trecento, ha sede i Museo Diocesano di arte sacra, con una ricca collezione di dipinti, reperti archeologici, sculture e pregiati reliquiari.

Merita una visita anche la Chiesa dei Cappuccini, che in sintonia con le regole dell’Ordine presenta forme lineari e pulite, senza ornamenti pesanti. L’altare maggiore è realizzato in noce ed è sormontato da un quadro della Madonna di Loreto, opera del Pomarancio, mentre sull’altare laterale è collocata “La Madonna dell’Insalata”, un vero e proprio capolavoro attribuito al Caravaggio, risalente all’inizio del Seicento.

Una buona parte della cultura recanatese, quella che non si coglie a prima vista nei monumenti e nei palazzi, o lungo le strade tortuose del bosco, se ne sta racchiusa nelle manifestazioni e negli eventi che vengono organizzati in paese nel corso dell’anno. Gli appuntamenti primaverili si aprono con il concerto di aprile in onore del tenore B. Gigli, nativo della cittadina, e il 29 giugno è il turno delle Celebrazioni Leopardiane, nell’anniversario della sua nascita. In luglio si prosegue con tantissime iniziative, che vanno dai Notturni Leopardiani, con gli spettacoli di musica e poesia sul Colle dell’Inifnito, alla rassegna Recanati Forever, coi suoi concerti musicali nella piazza centrale. Nei sabati del mese di agosto ci sono le Cantarioniadi in Piazza Leopardi, mentre in novembre si tiene il concerto commemorativo della morte di B. Gigli. Per completare l’anno in bellezza, con un tocco magico di poesia, si può trascorrere la notte di San Silvestro in Piazza Leopardi.

Grazie alla ricchezza dei monumenti cittadini, agli scorci familiari del paese, al paesaggio marchigiano e al vicino Mare Adriatico, con la frazione di Porto Recanati, la località si rivela adatta a qualunque tipo di vacanza, ed è pronta ad accogliere i visitatori in ogni stagione. Merito anche del clima, che qui si presenta mite e abbastanza piacevole per tutto l’anno: le temperature medie di gennaio vanno da una minima di 1°C a una massima di 9°C, mentre in luglio si passa dai 17°C ai 28°C. Le precipitazioni non sono molto abbondanti, e i mesi più piovosi sono agosto e novembre, con una media di 80-84 mm di pioggia ciascuno.

Raggiungere Recanati è semplice e comodo con ogni mezzo di trasporto. Chi si serve dell’auto deve percorrere l’autostrada A14 e uscire al casello di Loreto-Porto Recanati, ma se preferite il treno troverete la stazione ferroviaria di Ancona sulla linea Milano-Ancona-Lecce: da qui si può raggiungere la meta grazie a un efficace servizio di autocorriere. L’aeroporto più vicino è quello di Ancona Falconara, a circa 40 km, e ad Ancona c’è anche un porto marittimo con collegamenti in traghetto da e verso la Grecia, la Croazia, la Turchia, l’Albania e il Montenegro.

 Pubblicato da - 17 Marzo 2010 - © Riproduzione vietata

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