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Al museo Mart di Rovereto di scena Van Gogh e Picasso

Monet, Pissarro, Rodin, Bonnard, Sisley, van Gogh, Cézanne, Picasso, Kandinsky, Klee, Magritte, Brancusi, Mondrian, Gerhard Richter e molti altri sono i protagonisti di “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur”. Dopo aver ospitato gli straordinari pezzi della Phillips Collection di Washington, della Österreichische Galerie Belvedere e dell’Israel Museum di Gerusalemme, al Mart di […]

Redazione

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21.09.2009

Monet, Pissarro, Rodin, Bonnard, Sisley, van Gogh, Cézanne, Picasso, Kandinsky, Klee, Magritte, Brancusi, Mondrian, Gerhard Richter e molti altri sono i protagonisti di “Capolavori della modernità. Opere dalla collezione del Kunstmuseum Winterthur”. Dopo aver ospitato gli straordinari pezzi della Phillips Collection di Washington, della Österreichische Galerie Belvedere e dell’Israel Museum di Gerusalemme, al Mart di Rovereto è ora la volta di 240 perle della storia dell’arte del Ventesimo secolo, provenienti dalle collezioni del museo svizzero. Fino al 10 gennaio il pubblico potrà ammirare un’esposizione, che, articolandosi in un ricco percorso cronologico e tematico, attraversa l’impressionismo, il cubismo, il surrealismo e le ricerche astratte, per giungere ad una apertura di altissima qualità sulle ricerche internazionali del secondo dopoguerra.

La collezione del Kunstmuseum ha origine grazie ad una sapiente campagna di acquisti avviata alla fine dell’Ottocento dalla Società di Belle Arti della città svizzera e sostenuta in seguito da generosi donatori, che si è concentrata fin dall’inizio su capolavori impressionisti di Degas, Sisley, Pissarro, Monet e post-impressionisti.
La mostra si apre proprio con una sezione dedicata alla pittura francese agli albori della modernità, con alcuni suggestivi paesaggi di Corot, Boudin e Monet fino a giungere a Cézanne. Dopo i capolavori di Vincent van Gogh si passa all’affascinante capitolo dedicato alla pittura romantica-simbolista, con opere di Eugène Delacroix, Odilon Redon e Ferdinand Hodler, fino ai nabis Maurice Denis, Édouard Vuillard e Pierre Bonnard, cui si affianca lo svizzero Félix Vallotton.

Poi vi è la sezione dedicata alla scultura e all’evoluzione del linguaggio plastico, per arrivare alle avanguardie con le opere di Kandinsky e Klee. Giorgio de Chirico, infine, apre la strada a surrealisti come Max Ernst, René Magritte e Yves Tanguy.
Il pubblico potrà immergersi nei capolavori della modernità ogni giorno dal martedì alla domenica con orario 10 – 18, mentre il venerdì il Mart sarà aperto fino alle 21.

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