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Cosa vedere e cosa visitare Moulin Rouge

Una serata al Moulin Rouge, l'icona della vita notturna di Parigi

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Inaugurato il lontano 6 ottobre del 1889 dall’impresario teatrale Charles Zidler (1831-1897), il Moulin Rouge è senza ombra di dubbio il locale più famoso di Parigi. Ad accoglierlo è il pittoresco quartiere di Pigalle, esteso ai piedi della collina di Montmartre, in passato una delle zone meno rispettabili della capitale francese; all’epoca dell’apertura del Moulin Rouge, infatti, delle 58 case di rue des Martyrs 25 erano cabaret, le altre accoglievano alberghi frequentati per consumare relazioni amorose tutt’altro che lecite. Ancor oggi la zona è una delle mete predilette dai turisti per la vita notturna, malgrado l’atmosfera della Parigi otto-novecentesca sia soltanto un ricordo sbiadito.

La decisione di aprire il Moulin Rouge, nonché la sua ambientazione del tutto peculiare, scaturì dal successo ottenuto nella seconda metà dell’Ottocento dal Moulin de la Galette, un locale dotato di ristorante ed ampia sala da ballo affacciato su rue Lepic, nel quartiere di Montmartre. Fin dall’inaugurazione il riscontro di pubblico fu a dir poco entusiasmante, con frotte di spettatori in visibilio che si accalcavano all’ingresso per assistere al vasto repertorio di danze e spettacoli, ai quali prendevano parte un’orchestra permanente di quasi settanta strumenti e soprattutto incantevoli ballerine.

Le ballerine vengono chiamate anche con il soprannome di "Doriss Girls": fu una di loro, una ragazza tedesca di nome Doris Haug, che tra la fine degli anno '50 e l'inizio degli anni '60 rivoluzionó le coreografie del Can Can, portando a 60 il numero delle ragazze, e divenne di fatto la prima coreografa moderna del Moulin Rouge.

La prima ad assurgere agli onori delle cronache fu peró Louise Weber che, con lo pseudonimo di “La Goulue”, inventò i passi del cancan francese, la danza che rivoluzionò letteralmente le serate parigine della Belle Epoque. Ad immortalarne la figura furono i celeberrimi manifesti di Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901), assiduo frequentatore dei locali sparsi tra Pigalle e Montmartre, nonché importante artista post-impressionista particolarmente apprezzato per il suo modo di rappresentare lo stile di vita bohémien della Parigi di quegli anni. Tra le altre prime grandi ballerine distintesi negli anni ricordiamo Jeanne Bourgeois, in arte Mistinguett, Freda Joséphine Baker, natia di St. Louis, negli Stati Uniti e Yvette Guilbert.

Tutt’altra musica era quella che si ascoltava in occasione degli spettacoli tenuti da Joseph Pujol (1857-1945), il cui nome d’arte lascia trasparire qualcosa di più di un indizio sul genere delle proprie rappresentazioni: Le Pétomane. Questo aspirante fornaio proveniente da Marsiglia, infatti, possedeva una quantomeno singolare abilità nel controllare i propri muscoli addominali, riuscendo ad emettere a piacimento flatulenze dalle disparate sonorità; tra i suoi cavalli di battaglia figuravano l’intonazione de “La Marsigliese” e di altre canzoni di natura popolare e lo spegnimento di una candela a diversi metri di distanza.
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Con tutto il rispetto per le sonorità emesse dal celebre Pétomane, nel corso della sua storia secolare il Moulin Rouge ha legato il proprio nome a quello di artisti che hanno segnato profondamente l’universo musicale del Novecento; ad esibirsi sul palco del cabaret più famoso d’Europa furono infatti anche Frank Sinatra, Liza Minnelli e Ginger Rogers, solo per citarne alcuni. Ulteriore fama e prestigio sono stati garantiti dalle frequenti apparizioni del locale all’interno di libri e film, dalla pellicola di Ewald André Dupont del 1928 al musical del 2001 di Baz Luhrmann interpretato da Nicole Kidman e Ewan McGregor.

A 125 anni di distanza dall’apertura del Moulin Rouge originario è rimasto ben poco. Pur avendo mantenuto sostanzialmente inalterato il proprio palinsesto di eventi, con aitanti ballerine impiumate che attraversano ancora oggi il palcoscenico a passo di cancan, l’aura e il fascino che permeavano il locale paiono essere spariti. Inoltre anche il contesto circostante a poco a che vedere con la piccante Parigi di un secolo fa, dato che molti altri storici locali del quartiere hanno chiuso o denotano tutti gli acciacchi dell’età, come ad esempio il Folies Bergère, il celebre music-hall di rue Richer dove era solita esibirsi Joséphine Baker.

Se a questo aggiungiamo che per assistere ad uno spettacolo si pagano in media 80/90 euro, che salgono a 150 prenotando contestualmente anche la cena, occorre valutare con attenzione se ne valga davvero la pena o sia sufficiente accontentarsi di una foto scattata all’ombra delle pale dello storico mulino. Per farvi un'idea più chiara, per gli orari, ed eventualmente prenotare potete consultare il sito www.moulinrouge.fr, mentre per arrivare, l'indirizzo è 82 Bd de Clichy, 75018 (Parigi ovviamente),  è sufficiente prendere la linea 2 della metropolitana e scendere alla fermata Blanche.

 Pubblicato da il 05/01/2014 - 3.737 letture - ® Riproduzione vietata

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