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Corea del Sud: guida di viaggio, cosa vedere e sapere

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Situata nella parte meridionale della Penisola Coreana, che si estende per oltre 1.000 chilometri dal continente asiatico verso sud, la Repubblica della Corea del Sud (in coreano: Daehan Minguk) rappresenta una destinazione turistica di inestimabile valore. Le piccole dimensioni, i servizi efficienti, i costi relativamente ridotti, e poi i parchi nazionali, i monasteri, le isole e le montagne, sono ragioni già sufficienti a convincere il visitatore di aver scelto il posto giusto; la Corea del Sud è un luogo in cui c’è molto da vedere, molto da fare e molto da gustare, capace di soddisfare ogni sorta di desiderio. Dal punto di vista geografico, la Corea del Sud confina a nord con la Corea del Nord, ad ovest con il Mar Giallo, a sud e ad est con il Mare del Giappone. Il territorio nazionale è piuttosto montagnoso, specialmente nella parte orientale, dove strettissime pianure costiere separano le alture dal mare. Al largo della penisola sono disseminate all’incirca 3.000 isole, la maggior parte delle quali sono estremamente piccole e per questo disabitate.

Fin dall’inizio dell’era volgare, e per oltre sette secoli, la Corea apparve divisa in tre regni: Kogutyo, Silla e Paikche. Durante questo periodo, noto per l’appunto con il nome di “periodo dei tre regni”, cominciarono a diffondersi nel paese i dettami e le dottrine del buddhismo e del confucianesimo. Nel VII secolo si chiuse definitivamente la parentesi dei tre regni con la proclamazione del regno di Silla, a sua volta spazzato via tre secoli dopo dalla dinastia dei Koryo, da cui deriva l’attuale nome della Corea. Dopo una prima fase caratterizzata da una propositiva stabilità politica, con l’avvento del nuovo millennio la corte divenne teatro di lotte intestine e episodi mal celati di corruzione, elementi che minarono la dinastia Koryo dall’interno portandola alla caduta nel 1392 per mano dei mongoli. I successori furono gli esponenti della nuova dinastia dei Li che, dopo aver portando la Corea al suo massimo splendore intorno al XV-XVI secolo, finirono per essere scalzati dai giapponesi soltanto nel 1910, quando il paese del Sol Levante annetterà la penisola come provincia. Dopo la cacciata giapponese del 1945, la Corea venne occupata a nord dall’Unione Sovietica e a sud dagli Stati Uniti, due contendenti che per anni si sfidarono lungo la penisola provocando milioni di morti tra civili e soldati, fino alla demilitarizzazione firmata nel 1953.

Nessun’altra città coreana raggiunge le dimensioni ed il prestigio di Seul. La capitale coreana è infatti il centro economico, politico e culturale del paese, perennemente animato da un esaltante fermento. Lungo le affollatissime strade del centro si susseguono eleganti boutique, mercati di ogni genere, variopinti caffè, ristoranti, bar e lussuosi cinema, senza contare i numerosi locali notturni. Parallelamente ai divertimenti ed alle attrattive in grado di rendere più animato e frizzante il soggiorno, l’offerta turistica di Seul comprende anche: meravigliosi palazzi confuciani risalenti all’epoca feudale; antiche mura e porte di ingresso di maestose fortezze; templi reali dal ricco passato; curiosi edifici in legno ad un piano sormontati dai cosiddetti hanok; misteriose tombe; e spettacoli culturali per ogni gusto. Se a ciò aggiungiamo che i trasporti pubblici sono semplicemente fantastici, nonostante i 10.000.000 di residenti, e che l’atmosfera che permea le strade è amichevole e giocosa, ci rendiamo immediatamente conto che la visita a Seul potrà rappresentare un’esperienza veramente unica ed incomparabile.

Conosciuta in ogni suo dettaglio Seul, si potrà passare alla visita della provincia circostante, la provincia di Gyeonggi-do, che si spinge fino al confine con la Corea del Nord. All’interno dei confini provinciali si trovano diversi siti di grande interesse paesaggistico e culturale. In generale la maggior parte dei turisti non si lascia sfuggire la Fortezza di Suwon, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, ma anche il Korean Folk Village, il cui fascino agreste ammalia anche i bambini, ed Icheon, pregiata località termale famosa per la bellezza delle sue ceramiche. Un’altra destinazione particolarmente gradita ai bambini è il Seoul Grand Park, un enorme zoo/parco divertimenti. Per gli amanti delle escursioni è d’obbligo la gita alle isole del Mare Occidentale, al Namhansanseong Provincial Park, ed al Bukhansan National Park, che vanta ripidissime cime granitiche ed un’antica fortezza, mentre gli sciatori troveranno numerose piste ottimamente innevate dalla fine di novembre a marzo.

Tra le zone meno conosciute della Corea del Sud figura la provincia nord-orientale di Gangwon-do, un’area a bassa densità abitativa dalla morfologia piuttosto montagnosa. Proprio a causa del suo territorio impervio questa provincia è rimasta isolata per diversi secoli, fino alla scoperta di ingenti risorse naturali, tra cui carbone e legname, che spinsero l’industria a colonizzare buona parte del territorio. Le attività all’aria aperta qui non mancano di certo. Tra monti, vallate, spiagge si sabbia bianca e torrenti, il patrimonio paesaggistico provinciale è tanto bello quanto variegato, capace di mettere d’accordo praticamente tutti. Da non perdere: le bellezze del Seoraksan National Park; la graziosa spiaggia di Hwajinpo; le stupefacenti formazioni calcaree nella grotta di Hwanseondonggul, nei pressi di Samcheok; le attrazioni navali di Jeongdongjin; il lago di Chuncheon; le attrattive del Taebaeksan Provincial Park, dove si trovano il Museo del Carbone e l’altare di Dangun; ed i meravigliosi templi di Woljeongsa e Sangwonsa, annoverati tra le più splendenti perle di arte buddhista del paese.

Gyeongsangbuk-do è una provincia ricca di attrazioni paesaggistiche, ma anche e soprattutto di importanti testimonianze artistiche, scientifiche e religiose. La meta più conosciuta è Gyeongju, la storica capitale della dinastia Silla, vero e proprio scrigno contenente un’infinità di reperti storici. Nei paraggi si trova Andong, altra località famosa per le attrattive di carattere storico, che concorre con Hahoe in merito al pregio dei contenuti architettonici. Per vedere da vicino le tavolette in legno dei sutra buddhisti bisogna recarsi al tempio Haeinsa, mentre le accademie confuciane di Oksan Seowon e Dosan Seowon sono interessanti spaccati sullo stile di vita imposto dalla religione. Se si è stanchi di parlare di arte, storia e religone il consiglio è quello di dirigersi verso Ulleungdo, un’isola accidentata e fuori dal mondo distante 135 chilometri dalla costa.

... Pagina 2/2 ...La provincia dei contrasti è senza dubbio Gyeongsangnam, dove si trova Busan, il principale centro economico della regione. Al di fuori della chiassosa e caotica Busan, la vita scorre via tranquilla nelle amene cittadine della campagna circostante. Qui si potranno incontrare templi bellissimi, coste dirupate e splendide montagne, ed in generale si potrà apprezzare e conoscere da vicino la cortese popolazione del luogo, molto disponibile nei confronti dei turisti. Per quanto riguarda il paesaggio, il sito più importante è il Jirisan National Park, attraversato da diversi sentieri da percorrere a piedi o in mountain-bike.

Jeollanam-do è la regione preferita dai coreani. Queste terre dal sapore esotico, note per le coste rocciose, per le centinaia di isole e per i molti luoghi di culto, sono infatti teatro dei pochi momenti di evasione dal lavoro e dallo stress della vita quotidiana dei cittadini dell’entroterra, molti dei quali sono soliti trascorrere qui le ore di vacanza. Tra le bellezze della zona segnaliamo l’arte di Gwangju, i laboratori di ceramica di Gangjin e Yeong-am, le isole del Dadohae Haesang National Park e gli incantevoli tratti di costa di Yeosu, Wando e Jindo.

Una delle aree più affollate dai turisti è Jeju-do, un’isola subtropicale di origine vulcanica al largo dell’estremità meridionale della penisola coreana. A Jeju-do si trovano le grotte di lava di Manjanggul, il cratere vulcanico di Sangumburi e la montagna più alta del paese: l’Hallasan. Per una vacanza all’insegna del massimo confort vi sono i lussuosi resort di Jungmun, sulla costa meridionale, mentre per un soggiorno più avventuroso sono da privilegiare la costa di Yongmeori ed i folcloristici villaggi di Jeju e di Seong-eup.

Le festività sono molte e di diverso genere, con le date che subiscono continue variazioni in base al calendario annuale. In ordine cronologico il primo evento è la Festa della Neve, che si tiene a Taebaeksan ed in altre regioni montane in gennaio, seguita dalla Fioritura dei ciliegi, in aprile, e dalla Parata per il Compleanno del Buddha, in programma in maggio a Seul con la più imponente sfilata pubblica dell’anno. Molto apprezzato è anche il Dano Festival, durante il quale si assiste a rituali sciamani, danza e mercati, la cui data dipende dal calendario lunare.

La stagione migliore per visitare la Corea è probabilmente l’autunno, da settembre a novembre, quando le giornate sono generalmente soleggiate, fa ancora caldo, i prezzi calano e le montagne disegnano sfondi da cartolina per via delle colorazioni assunte dalle foglie degli alberi. Molto belle, anche se per motivi diversi, sono la primavera, piuttosto mite, e l’inverno, la stagione degli sport invernali e degli scenari suggestivi grazie alla neve che ricopre i templi e le città. Da evitare invece il cuore dell’estate, da giugno ad agosto, ovvero la stagione dei monsoni, quando cade più del 60% delle precipitazioni annuali ed il tempo è sgradevolmente caldo ed umido.

La maggior parte dei voli internazionali arrivano e partono all/dall’aeroporto internazionale di Seul, l’Incheon Airport, uno scalo inaugurato di recente e molto efficiente. I trasporti interni constano di aerei, treni e autobus veloci, tutti mezzi molto comodi per muoversi di città in città. Gli autobus locali e quelli a lunga percorrenza raggiungono tutti i parchi nazionali ed i villaggi, mentre i traghetti che fanno servizio per le isole sono molti e ben attrezzati.
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