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Calahorra. Visita alla cittą spagnola sul fiume Ebro. La Rioja

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Una città fiorente e prospera, costellata di templi, dotata di terme e di un imponente anfiteatro: da quanto ci suggeriscono gli scavi archeologici, così doveva presentarsi un tempo Calahorra, località spagnola nel cuore della Rioja, al confine con la Navarra e sulla riva destra del fiume Ebro. Non a caso gli Arabi e i Cristiani si fronteggiarono a lungo in battaglia, entrambi determinati a possedere la bella e ricca Calahorra, fino a che nel 1285 il re Garcia III di Navarra non ebbe finalmente la meglio, e l’insediamento tanto ambito venne consegnato nelle mani dei Cristiani.

Ad accrescere ulteriormente il benessere della città, che continuava a far litigare i sovrani navarri, castigliani e aragonesi, giocarono un ruolo primario gli Ebrei. Separati dal resto della popolazione in un quartiere specifico, la Juderia, essi costituivano una comunità autonoma con leggi e usanze particolari, e avevano dato vita a una vera e propria città all’interno della più grande Calahorra. A completare il panorama fortunato di Calahorra c’è sempre stata la sua benevola posizione geografica, nel cuore di una fertile piana adatta all’agricoltura e immersa in un clima piacevole e vantaggioso. Verdure succose e saporite -le stesse che vanno a comporre i prelibati piatti nelle cucine cittadine- si nutrono da sempre del sole caldo mediterraneo.

Il clima della zona è infatti di tipo mediterraneo continentale, con estati calde e inverni freddi ma non senza ghiacciate. In gennaio, il mese più rigido, non si scende al di sotto di una minima media di 3°C, mentre in agosto si va dai 15°C di minima media ai 29°C di massima.

Dopo secoli di contese tra popoli e regni nemici, oggi Calahorra continua ad essere ambita da molti turisti, che soprattutto negli ultimi anni si sono accorti del suo ricco patrimonio storico, artistico e culturale. Tra i più illustri testimoni della storia locale c’è sicuramente la Cattedrale, costruita tra il XII e il XIV secolo, con un campanile slanciato e un possente portone aggiunti nei due secoli successivi. Le origini gotiche si fondono con lo stile neoclassico della facciata, generando un contrasto di grande fascino. Preziosi oggetti di oreficeria, codici miniati antichissimi e splendide opere pittoriche sono custodite al suo interno, insieme ai tesori del Museo Diocesano.

Meno note ma altrettanto belle sono la Iglesia de Santiago, del XVII-XVIII secolo; la Iglesia de San Francisco che si erge nella vecchia acropoli e ogni anno ospita i “pasos”, cioè le processioni della Settimana Santa; infine la Iglesia de San Andrés, del secolo XVI, resa ancor più invitante dall’elegante portale gotico. Nel Palazzo del Municipio è stato invece allestito nel 1956 il Museo Municipal, di dimensioni ridotte ma comunque molto interessante, grazie alla presenza di alcuni importanti reperti archeologici: primo fra tutti la famosa Dama Calagurritana, riproduzione in marmo di una antica statua greca del V secolo a.C.

... Pagina 2/2 ...Ma Calahorra non è fatta soltanto di austere chiese e musei: per assaporare da vicino le tradizioni e la quotidianità della sua gente, non c’è niente di meglio di una passeggiata tra le bancarelle del mercato. I venditori si dispongono in un tripudio di colori e profumi sopra i ciottoli antichi della Plaza del Raso, soltanto una delle suggestive piazze cittadine. Le altre sono la Plazoleta de San Francisco, in cui si erge la chiesa dedicata al santo, e la Plazuela del Monumento a Cervantes.

A testimoniare ancor più chiaramente il calore degli abitanti ci sono le numerose feste di Calahorra: dal Festival Folkloristico Internazionale alle Feste Patronali, dal Festival delle Giovani Orchestre alle esibizioni degli artisti di strada, in ogni periodo dell’anno le strade di Calahorra sono un continuo brulicare di volti sorridenti e chiacchiere allegre. Particolarmente suggestiva, e per questo dichiarata di Interesse Turistico Regionale, è la Settimana Santa: in questo periodo si riproducono per le vie cittadine i mercati della Roma imperiale, e specialmente si mettono in scena con grande pathos i tratti salienti della Passione di Cristo.

Chi assiste a una delle manifestazioni capirà immediatamente che per vivere a Calahorra bisogna essere dei buongustai: una costante di tutti gli eventi è infatti la distribuzione del “zurracapote”, una bevanda che si gusta in particolari bottiglie di terracotta. Ma il pezzo forte sono le costolette d’agnello arrosto, le cosiddette “chuletadas”.

Per raggiungere Calahorra volando si può optare per l’Aeropouerto de Longrono-Agoncillo, a circa 40 km, o per quello di Pamplona, a 83 km dalla meta finale.

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
Milano 02/72004617 - Roma 06/6783106
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