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Viaggio a Bordeaux e la sue regione, fino alle Dune du Pilat e alle vigne di St Emilion

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Devo dire che ho la fortuna di avere un grande amico che vive a Bordeaux e che è sempre ben lieto di ospitarmi ogni volta che decido di staccare la spina dal lavoro e dall’Italia; lui vive là da quattro anni e se la passa alla grande, considerando i tempi che corrono.
Ero già stato a trovarlo l’anno scorso a maggio per cinque giorni e l’impressione che avevo avuto della città era stata molto buona; questa volta ho avuto la possibilità di trovare un volo ad un prezzo stracciato per l’ultima settimana di marzo e la concomitanza con la fine di un lavoro importante è stata decisiva per lanciarmi in un’altra bellissima avventura in terra di Francia.

Vi risparmio tutta la cronaca minuto per minuto di autobus/treni/check-in/aerei e vado diretto a parlare dell’affascinante Bordeaux, il cui centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2007 grazie alla sua particolare architettura e agli eleganti edifici costruiti in pietra bionda d'Aquitania.
Chi volesse conoscere meglio il capoluogo guascone – terra universalmente nota per i suoi vigneti – dovrebbe iniziare il proprio giro per le strade del centro lasciandosi semplicemente guidare dall’istinto; dalla centralissima ed affollatissima (ed anche piuttosto inflazionata) Rue St.Catherine – la strada dello shopping per eccellenza, nonché la più lunga d'Europa nel suo genere – ci si può spostare in una delle numerose traverse alla ricerca di quel tocco di classe, quel tocco francese (concedetemelo) così unico ed affascinante.

Alle due estremità della strada si trovano rispettivamente l’elegante Grand Théâtre e la Place de la Victoire, dominata dalla Porte d’Aquitaine. Prendendo come riferimento Cours Victor Hugo, che divide nettamente St.Catherine in due parti, si può dire che tutta la zona a nord di questa strada è quella più frequentata soprattutto dai giovani, anche di notte. Questione di gusti, in ogni caso: chi cerca un po’ più di tranquillità può farsi un giro nel quartiere di St.Michel, immediatamente a sud di Cours Victor Hugo; qui l’atmosfera è decisamente più popolare e i suoi abitanti sono in buona parte di origine araba.

Sull’inconfondibile piazza di St.Michel svetta la Flèche, un altissimo campanile di 114 metri costruito in stile gotico flamboyant attorno al quale scorre l’indaffarata vita del quartiere; dal mercato delle pulci della domenica al grande mercato del sabato mattina, qui ci si può (mio personalissimo consiglio: ci si deve!) sedere ai tavoli dei bar e dei ristoranti sulla piazza e godersi letteralmente l’ambiente. Seduto al tavolo di un ristorante arabo con uno splendido sole a scaldare questo caldissimo mese di marzo, ho capito perfettamente il significato dell'espressione “on est penard”...

Se rimanete in città qualche giorno e avete necessità di fare la spesa, il Marché des Capucins (a sud di St.Michel e ad est di Place de la Victoire) è un posto ideale per comprare tutto quello che vi serve ed eventualmente anche per fermarcisi a mangiare qualcosa al volo senza troppo impegno.
A questo punto, dopo un’intera mattinata trascorsa a camminare e dopo aver pranzato all’aria aperta, non c’è niente di meglio che spostarsi di pochi passi sulle quai, cioè sul lungofiume dell’immensa Garonne e stendersi sull’erba a prendere il sole, che fortunatamente in questi giorni non è mancato. I più in forma, con un po’ di coraggio, possono anche sfidare le orde di ragazzi che affollano gli straordinari campetti delle quai; qui c’è di tutto, dal campo da hockey a quello da calcetto, dal playground per il basket alla sabbia per il beach volley passando per il campo della pelota basca.
Il lungofiume, completamente rimesso a nuovo – come gran parte della città – con ingenti lavori pubblici a partire dal 2000, è una tappa fondamentale di qualsiasi visita a Bordeaux: partendo dal quai Sainte-Croix (dove si trovano i playground, per intenderci) e seguendo la Garonne in direzione nord, si può camminare per oltre 4,5 chilometri costeggiando sia il fiume che l'intero centro cittadino; inutile dire che Bordeaux è progettata per dare il meglio di sé proprio da questo scorcio fluviale, essendo stata per lungo tempo il secondo porto d'Europa.

Non sto a farla troppo lunga: prendetevi un pomeriggio e fate una passeggiata, godetevi il prato e il Pont de pierre (le sue arcate sono diciassette proprio come le lettere del nome Napoléon Bonaparte, che ne ordinò la costruzione), fate le foto alla Place de la Bourse (ideata e realizzata nel XVIII secolo) e ai giochi d'acqua creati ad arte sulla promenade per esaltarne l'estetica, proseguite verso il Musée d'art contemporain ed oltre fino a Chartrons con gli eleganti dehors dei ristoranti affacciati sul fiume; insomma, godetevela.

Stavo per dimenticare una cosa importante, cioè che con la riqualificazione della città è stato riattivato anche l'efficientissimo servizio di trasporto pubblico su rotaia, costituito da diverse linee del tram; per ridurre l'impatto visivo ed ambientale dei cavi sospesi, il tram prende l'energia necessaria direttamente dal suolo (alimentation par le sol, APS). Grazie al buon servizio pubblico e alle numerose piste ciclabili, qui è assolutamente normale vedere la gente spostarsi in bicicletta.

Non sono stato al Jardin Public, immediatamente a nord del centro, ma il mio amico dice che è un bel parco e ci si sta veramente bene; tra l'altro qui c'è anche il Jardin Botanique che, da quello che ho capito, è costruito e gestito in maniera responsabile con particolare attenzione ai problemi di mancanza d'acqua ed ospita anche un orto collettivo (o comunitario) curato dagli abitanti della zona.
A chi fosse interessato alle esposizioni d'arte, raccomando personalmente un luogo tanto macabro quanto suggestivo: la Base sous-marine (Base sottomarina) in Boulevard Alfred Daney – nel nord della città, affacciata sul Bassins à flots n°2 – che come suggerisce il nome è stata effettivamente nei decenni scorsi una base strategica di controllo del litorale atlantico; la superficie del bunker costruito durante la seconda guerra mondiale dagli occupanti tedeschi copre oltre 43.000 metri quadrati, dei quali oggi circa un quarto sono adibiti a spazi culturali. L'anno scorso qui ho visto una bella mostra fotografica gratuita sulla Guerra Civile Spagnola, ma le attività al suo interno sono molteplici e spaziano dalla musica al teatro, dalle esposizioni agli spettacoli di ballo.
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Solo per gli appassionati di calcio ricordo che in città si trova anche lo Stade Chaban-Delmas, casa dei Girondins de Bordeaux (o più semplicemente, del Bordeaux); lo stadio è una bella struttura che, oltre ad essere più spettacolare rispetto alla media degli stadi italiani – probabile tuttavia un suo restyling in occasione degli Europei del 2016 – vanta anche prezzi dei biglietti più accessibili rispetto ai nostri, oltre all'indubbio vantaggio del non dovere essere schedati con un'assurda Tessera del Tifoso per vedere una partita di pallone.
Chiusa la polemica, riprendo il filo del discorso dicendo che tutto ciò di cui non ho parlato lo potrete scoprire da soli girando per le strade; alla sera per uscire – ma qui dipende molto dall'età e dai gusti – io consiglio la zona di St.Michel, dove ci sono bar con musica dal vivo e molta gente festosa; in Francia è molto forte anche l'abitudine di andare ai “bal trad” (balli tradizionali) dove ci si può mescolare alla gente e cimentarsi nelle danze di antiche musiche popolari galliche, celtiche, bretoni, britanniche, occitane, italiane e chi più ne ha, più ne metta. Guardandosi attorno e leggendo i volantini attaccati nelle vie, non sarà difficile trovare una serata di bal trad.
Un unico accorgimento che consiglio di seguire è quello di evitare di aggirarsi nella zona delle quai di notte specialmente se da soli e magari ubriachi; negli ultimi mesi infatti sono spariti nel nulla numerosi ragazzi in tutta la Francia – Bordeaux compresa – e molti di loro sono stati ritrovati morti nei diversi fiumi cittadini, ragion per cui, uomo avvisato...

Se dopo una notte di bagordi nei locali bordolesi riuscite comunque a svegliarvi ad un orario decente, potreste prendere la macchina e spostarvi di una settantina di chilometri in direzione sud-ovest rispetto al capoluogo dell'Aquitania, sulla costa nei pressi del Bassin d'Archachon. Il luogo che vi segnalo si chiama Dune du Pilat (o anche Dune du Pyla) ed è un'enorme duna di sabbia alta oltre cento metri e lunga non meno di tre chilometri affacciata sull'Oceano Atlantico. Portatevi un telo da mare ed un panino, perché non vi servirà nient'altro: arrampicatevi sulla duna, scegliete il posto in cui stendervi e godetevi questo spettacolo della natura; non servono altri aggettivi per descrivere tale meraviglia. Se poi siete anche in forma, rotolatevi o correte giù per la duna: è una sensazione unica.

Sempre con una macchina a disposizione, da Bordeaux potreste dirigervi a nord-ovest fino alla confluenza tra i fiumi Garonne e Dordogne: l'estuario che formano (che prende il nome di Gironde, proprio come l'omonimo dipartimento) prima di gettarsi nell'Atlantico è uno dei più grandi d'Europa; la sua superficie supera i seicento km quadrati ed è sede di un'intensa attività peschereccia, mentre i dintorni – e non poteva essere altrimenti – ospitano gli immancabili vigneti. In particolare segnalo la Citadelle de Blaye, un paese fortificato dalle cui mura si gode di una vista stupenda sul fiume, qui talmente ampio da assumere le proporzioni di un vero e proprio mare interno.

Già che siamo in tema di vigneti, chi ha voglia di dedicarsi alle degustazioni di vino o semplicemente di vedere un paesino medievale, può fare un giro a St. Émilion, a circa 35 km ad est di Bordeaux; questa se vogliamo è la capitale vinicola della regione, e tutt'attorno al paese si estendono le grandi tenute dei più rinomati châteaux. A titolo informativo vi ricordo che oltre ai negozi che offrono assaggi di vino (anche se i prezzi di alcune bottiglie, visti con i miei occhi, arrivano anche a 14.000 euro!), la principale attrazione del paese è data dalla chiesa scavata nella roccia, non a caso conosciuta come Eglise monolithe de Saint-Émilion.

Non lontano da qui si trova Libourne; questa cittadina, fondata nel XIII secolo sulle rive della Dordogne, ha tra le sue principali attrazioni la Porte du Grand Port, edificata tra il 1330 ed il 1350 ed unica superstite delle porte che fino al Settecento segnavano l'accesso al paese. Il municipio, che si trova sulla piazza principale, è invece risalente al XV secolo.
Spostandosi in direzione sud da Libourne ad attraversando le belle colline della regione, si torna sulla Garonne, l'altro grande fiume dell'Aquitania (lo stesso che passa da Bordeaux, per intenderci).
Qui, lungo la statale che da Bordeaux va verso Cadillac, sette km oltre quest'ultima località, si trova un curioso luogo chiamato Sainte-croix-du-mont, che è un borgo situato su uno sperone roccioso, o ancor meglio su un muro di ostriche ("mur de huître") fossilizzate; pur trovandosi attualmente piuttosto distante dalla costa, nell'antichità qui doveva evidentemente arrivare il mare.

Come ultima chicca vi ricordo che l'aeroporto di Mérignac, ad una decina di chilometri dal centro città, è collegato al centro da una normale linea urbana d'autobus per la modica cifra di 1,40 euro (la fermata è proprio accanto al Grand Théâtre) e non da un assurdamente costoso aerobus da 6 euro a corsa, come invece quello di Bologna.
In definitiva posso dirvi che i posti interessanti nella zona di Bordeaux non mancano e se avete l'opportunità di farvi un giro da queste parti non dovreste esitare a farlo; io ho sempre trovato gente piacevole e disponibile.
Per quel che mi riguarda, non vedo l'ora di tornare là.

 Pubblicato da il 23/10/2012 - 12.717 letture - ® Riproduzione vietata

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