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Itinerario di Ibiza: da San Antonio Abad a Santa Eutelia del Rio via Eivissa

Ibiza, guida alla visita: cosa fare e vedere tra le sue attrazioni. Dove si trova, i dintorni, come arrivare e il meteo.

L'isola di Ibiza (in catalano Eivissa) ha una sola vera città da cui prende il suo nome, Ibiza, chiamata anche la "Vila". La parte antica, che si può identificare ancora con l'acropoli cartaginese, sorge su un promontorio, nella parte orientale della costa. Intorno a questo nucleo, da quando l'isola è stata scoperta dal turismo internazionale, sono sorti i quartieri moderni che hanno dilagato nella piccola pianura intorno al golfo. Il turismo, tuttavia, non ha modificato di molto le abitudini della città, che continua tranquillamente le sue attività; il porto ospita solo i pescherecci e le navi che fanno la spola con Barcellona; sui viali che fiancheggiano i moli è vietato il traffico automobilistico per potervi stendere le reti ad asciugare.

Gli stretti vicoli della vecchia Ibiza, quella ancora chiusa nella cerchia delle antiche mura, salgono lungo i ripidi fianchi della collina fino a raggiungere la piazzetta chiusa dalla Cattedrale, dai resti del castello e dal museo archeologico, dove sono stati raccolti vasi, statue e monili della civiltà cartaginese. Ibiza, infatti, fu fondata come colonia da Cartagine nel 654 a.C.

E' d'obbligo: una visita all'alto della città antica, dove la scogliera precipita nel mare. Era il tratto di navigazione più pericoloso per le navi cartaginesi dirette alla loro colonia.
Il quartiere di Pena, abitato quasi esclusivamente dai pescatori; le fortificazioni, volute da Carlo V e da Filippo II per proteggere la città dagli assalti dei pirati saraceni, furono disegnate dall'architetto italiano Giambattista Calvi. Una lapide sulla porta di Ses Taules ricorda che l'opera è stata compiuta nel 1585.
La porta di Ses Taules che è ancora oggi uno dei tre accessi alla città vecchia, custodito da un corpo di guardia. Ai lati della porta sono conservate statue che ricordano il periodo della dominazione romana.

Dalla porta di Ses Taules, percorrendo il Paseo de Sa Carrossa, si giunge alla chiesa barocca di Santo Domingo, decorata all'interno con le maioliche di Valencia. E' una chiesa solitaria, affacciata su uno sperone delle mura, a picco sul mare. Tra le due cupole rosse scorgerete, alta sulla collina, l'abside della Cattedrale sormontata dal tozzo campanile. La Cattedrale è l'unica chiesa di tutta l'isola che conservi il colore originario della pietra; tutte le altre, anche quelle più antiche e fortificate, sono imbiancate a calce, di un candore abbagliante. Tutti i villaggi che sono sorti nell'isola, alcuni molto sviluppati e altri quasi un pretesto per poche case di contadini, hanno preso il nome delle vecchie parrocchie: San Juan, San Vicente, San Antonio, San Agustin, San José, San Jorge, Santa Eulalia, San Mateo, San Miguel, San Francisco, Santa Ines. Delle 111.000 persone che attualmente abitano l'isola, 43.000 circa vivono nella città di Ibiza; le altre sono sparse su un'area di cinquecentosettanta chilometri quadrati.

Il villaggio di San José, in mezzo a una campagna coltivata a fichi e carrubi, è celebre per la sua chiesa settecentesca, per alcune vecchie case ancora con i balconcini di legno e per i balli folcloristici che si tengono ogni venerdì pomeriggio da maggio a ottobre. Le danze paesane di San José, al suono del flauto, del tamburo e delle nacchere, si dividono in «curta» e «llarga », a seconda dei passi che eseguono i ballerini.

Dal villaggio di San José, attraverso foreste e campi di grano, conduce alla Cala d'Hort, proprio di fronte alle isole di Vedrà. La più piccola, la Vedranell, è poco più di uno scoglio a ridosso del capo Llentrisca. La maggiore, la Vedrà, sorge invece con l'imponenza di un vulcano, spettrale come un castello in rovina, di colore indefinibile tra il grigio e il rosso, a circa un chilometro dalla costa. La Vedrà, dalle pareti inaccessibili, raggiunge l'altezza di quattrocento metri. Anche quando sull'isola di Ibiza il cielo è sereno, le nuvole di passaggio si impigliano sulle rocce più alte formando un cappello nero e minaccioso. L'isola, nella sua parte meridionale, ha un faro automatico e non è mai stata abitata. Nel Medioevo vi si riproducevano i falchi per la caccia. Oggi qui vivono solo i gabbiani, le cui strida si sentono da lontano, e le capre selvatiche. Intorno alle sue coste i più audaci pescatori subacquei raccolgono prede di dimensioni notevoli.

La terza cittadina dell'isola di Ibiza per numero di abitanti, è San Antonio Abad, a quindici chilometri dalla "Vila".
San Antonio, però, è uno dei maggiori centro turistici con una notevole ricettività, tanti locali notturni, bar, ristoranti. A San Antonio, tra luglio e agosto, confluiscono ragazzi da tutta Europa vogliosi di fare fiesta, e tra musica in spiaggia, discoteca e divertimenti, pare che sia quasi impossibile dormire dal tramonto all'alba.

Santa Eulalia del Rio secondo centro dell'isola per popolazione (27.000 circa) costruito sulla costa orientale dell'isola, si vanta di avere il clima più caldo nei mesi invernali e il più fresco d'estate. Intorno alla vecchia chiesa fortificata e ai pochi mulini a vento sono così sorti con il boom turistico moltissimi alberghi e la popolazione da è aumentata esponenzialmente.

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