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Ibiza Patrimonio dell'UmanitÓ: visitare Dalt Vila

Salire a "Dalt Vila" (la città alta) vuol dire tornare al passato. Con una differenza importante: oggi giorno le fortificazioni sono destinate ad essere conquistate giorno dopo giorno per apprezzare la loro bellezza e godere della meravigliosa vista verso il porto e i dintorni della città. Arrivando al punto più alto della città uno si trova dove 2.700 anni fa i Cartaginesi decisero di insediare la popolazione. I motivi sono evidentissimi: verso sud ovest si estendono le enormi saline, fonte di ricchezza e tesoro da proteggere.

La prima planimetria abbastanza precisa di questa città-fortezza risale all'anno 1554 e fu opera di un ingegnere italiano che preparava la pianificazione delle mura rinascimentali. questa planimetria che risale a quasi cinquecento anni fa mostra il recinto medievale. Gli storiografi ritengono che a sua volta rifletta l'antica fortezza araba conquistata nel 1235 dai cristiani. La struttura di "madina yabisah", così come veniva chiamata dai musulmani, si fondava su tre recinti circondati da mura: la "cittadina superiore" con la moschea, la rocca (castello), la almudaina (fortezza-residenza) e le residenze del recinto interno; "la cittadina intermedia'; e la "cittadina inferiore" (o "sobborgo"). durante i tre secoli di dominazione araba, si era formato un labirinto di strade e vicoli tipico delle vecchie città arabe, che sottolinea fino ai nostri giorni l'ambiente della parte di sopra". Evidentemente in precedenza esistevano già delle mura opera dei cartaginesi e dei romani. Ma la turbolenza della fine dell'impero romano, le incursioni dei vandali e dei visigoti e il lavoro degli architetti arabi lasciarono poche rovine.

Il progetto delle fortificazioni rinascimentali nasce a seguito dei drammatici awenimenti del sec. XVI: l'isola ed il suo capoluogo furono attaccate nel 1522 da maiorchiniincitati alla rivolta, nel1536 da turchi e francesi, e nel 1543 da pirati algerini. In poche decadi si sviluppò un insieme fortificato che impressionava i nemici di allora e impressiona i visitatori di oggi: gli ingegneri italiani Giovanni Nattista Calvi e Jacobo Paleazzo Gratin annettono un intero quartiere al recinto e integrano sette baluardi, applicando i metodi e tecnologie militari più avanzate dell'epoca e trasformando la città di Ibiza in una delle città meglio protette del mediterraneo. La sua conservazione È il risultato della miseria: a principio del sec. XX, quando in tutta europa si fanno crollare gli ultimi recinti circondati da mura, in città ci sono appena 6.000 abitanti ed è semplicemente troppo povera per poter accettare un progetto urbanistico di tali dimensioni. Nei tempi attuali questo simbolo di povertà si trasforma in stendardo di cultura e in motivo centrale affinchè l'UNESCO possa dichiarare Ibiza Patrimonio dell'Umanità.

esistono poche entrate cosi impressionanti quanto il "Portal de ses Taules" con la sua rampa che collega l'antico quartiere dei pescatori al recinto fortificato. passando al di sotto di un enorme scudo intagliato nella pietra, con la firma di Felipe il, committente delle mura rinascimentali, il visitatore entra in un altro mondo. vicoli come labirinti e grandiosi edifici, vita quotidiana e simboli della storia. dove anticamente si riuniva il governo dell'isola -l'''università''-, oggi esiste un museo archeologico, e dove anticamente si custodivano armi e polvere da sparo -il baluardo di sant joan- si possono ammirare opere d'arte moderna. il punto più alto appartiene ad una cattedrale di stile gotico. ma i protagonisti del viale, sono le mura e la magnifica vista.

Dall'altra parte troviamo la baia, un porto naturale attorno al quale sarebbe cresciuta la città. Nelle estreme vicinanze, le terre fertili e le sorgenti di acqua dolce. Tutti gli strateghi dei secoli e millenni successivi, confermarono la scelta dei fondatori, poiché modificarono, fortificarono e ingrandirono le fortezze. Costituiscono le ultime mura monumentali complete delle Isole Baleari. Dietro vi si nasconde un quartiere pieno di gioielli architettonici e angoli suggestivi, scenario di spettacolari avvenimenti e manifestazioni artistiche. Proprio ai piedi di questa collina così piena di storia si estende un quartiere saturo anch'esso di storia: l'antico quartiere dei pescatori, che si è trasformato in un insieme di locali, bar e negozi, il luogo di incontro preferito da molte persone che hanno una cosa in comune: sono diverse.

Anche ai piedi di questa collina fortificata e così piena di angoli storici e meravigliosi, ma più verso ovest, troviamo il "Passeig de Vare del Rey", un viale elegante e con molto stile, transizione tra l'lbiza antica e la città nuova.
La magia di Ibiza comincia a sentirsi proprio qui, nella città dove una modernità uniforme non ha spostato le vestigia di un drammatico passato. E dove la meraviglia della pluralità, dell'originalità e dell'arte del vivere sta difendendo la forza della sua libertà con un sorriso. Il capoluogo dell'isola è un buon posto per cominciare a capire il carattere speciale di questa terra.

Esiste un altro promontorio situato accanto alla colli na coperta dalle fortificazioni di dalt vila: il Puig de's Molins. nel versante nord, si trova una delle zone archeologiche più importanti del mediterraneo: la necropoli punica. La collina è letteralmente perforata da circa 3.000 tombe sotterranee, alcune delle quali di enormi dimensioni. Quando nel 1946 un mulo cadde in un'enorme tomba fino ad allora sconosciuta, si diede inizio alla prima fase di ricerche scientifiche. Da allora, la necropoli ha consegnato agli storiografi dei tesori di incalcolabile valore. Mentre in altri luoghi l'incontro fra la civiltà romana e quella cartaginese si sviluppò in maniera devastante, portando alla distruzione totale della popolazione da parte dell'impero romano, a Ibiza sembra piuttosto avere il carattere di una transizione pacifica. in nessun altro luogo del mediterraneo si trovano tanti resti della cultura punica come sul puig de's moli ns. questo impressionante ritrovamento fu uno dei motivi per cui l'UNESCO dichiarò l'isola "Patrimonio dell'Umanità". Fonte: Govern de les Illes Balears / Conselleria de Turisme

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