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Le foto di cosa vedere e visitare a Ibiza

Sant Antoni de Portmany (San Antonio), il Portus Magnus dei romani

A nord, vicino a Cala Salada, troviamo la cappella di Santa Agnese, una piccola chiesa che risale ai primi anni del cristianesimo. Senz’ombra di dubbio la baia di Sant Antoni è tra le più belle del Mediterraneo. Si racconta che intorno agli anni ’30 i primi turisti scandinavi che la ammirarono se ne innamorassero, contribuendo con il passare del tempo alla sua trasformazione in un’area all’avanguardia in ambito turistico. In epoca romana aveva già un nome solenne: Portus Magnus (oggigiorno Portmany), essendo un importante punto d’approdo per i navigatori. Il resto della costa differisce alquanto da quest’insenatura, presentando un aspetto accidentato ma non per questo meno bello. Le spiagge sembrano rincorrersi l’un l’altra, accarezzate dalle acque trasparenti e perfette per la pratica degli sport nautici.

Oggi il villaggio di Sant Antoni è meta estiva di visitatori che arrivano qui provenienti da tutte le parti del mondo. Non c’è da meravigliarsi se passeggiando lungo le vie piene di ritrovi, ristoranti e alloggi –ubicati soprattutto vicino al porto e alla spiaggia– si ascoltano tante lingue diverse. Una linea regolare di traghetti collega Sant Antoni alla Penisola Iberica, offrendo molteplici combinazioni di viaggio; imbarcazioni piccole solcano continuamente le acque di quest’insenatura e di quelle limitrofe, tra cui vale la pena di ricordare: cala Bassa e platges de Comte, arenili che meritano di essere visti anche se pochi minuti soltanto, soprattutto se si è alla ricerca di attimi da ricordare.

Il fatto che Sant Antoni sia rivolto verso ovest gioca un ruolo importante a suo favore: lo spettacolo del sole che si tuffa nel mare è così superbo da costituire il richiamo principale per diversi locali del posto. In alternativa, non mancano angoli meno frequentati e più tranquilli. Senza allontanarsi troppo e spostandosi verso nord si resta sorpresi dalla bellezza di tre lagune turchesi, strette da rocce che sembrano quasi piattaforme: Cala Gració, Punta Galera e Cala Salada. Il paesaggio dell’entroterra presenta le caratteristiche proprie delle zone rurali, dove si respira sempre una piacevole sensazione di pace. Il paesino di Santa Agnès de Corona (Santa Inés de Corona), insediato nella valle de Corona, è circondato da una natura fantastica: un’area ben protetta dai venti del nord e dove abbondano le piantagioni di alberi da frutta. Chi vede la distesa bianca dei mandorli in fiore nel mese di febbraio difficilmente potrà cancellare l’immagine dalla sua mente. Molto suggestivo il paesino di Sant Mateu d’Albarca (San Mateo de Albarca), soprattutto se visto dalla chiesa che si trova più in alto rispetto al resto delle case; risale al XVIII secolo ed è un fedele riflesso dell’architettura tradizionale dell’isola. Da Santa Agnès parte un sentiero che conduce ad alcune insenature “selvagge”: es Portitxol, cala d’Albarca e cala d’en Sardina. Viste le difficoltà che si presentano cercando di raggiungerle via terra, si consiglia di farlo dal mare.

Sant Rafel de Forca (San Rafael de Forca) è un villaggio dichiarato d’interesse artistico per i laboratori di ceramica. I lavori realizzati dagli artigiani vasai s’ispirano agli antichi modelli punici trovati sul posto, nonostante si siano aggiunte tecniche moderne quali l’invetriatura, i riflessi metallici e lo smalto. La chiesa di San Raffaele, del XVIII secolo, è decorata da un sentiero dove le stazioni della Via Crucis sono rappresentate da croci nere, ricorrendo a una simbologia molto frequente sui muri delle chiese di campagna. In prossimità di Sant Rafel, sulla strada che collega Ibiza a Sant Antoni, sono ubicate due delle discoteche più conosciute non solo sull’isola bensì in tutta l’Europa, grazie alle quali Ibiza è divenuta il paradiso per gli amanti della vita notturna. Coloro che si emozionano assistendo alle corse equine possono dare sfogo alla loro passione nell’ippodromo di Sant Rafel, sulla strada che porta a Santa Eulària. Foto cortesia, Turismo Ufficiale Ibiza

Fonte: Ufficio Spagnolo del Turismo
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